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FUORIPAGINA
25/04/2009
  •   |   Matteo Bartocci
    Una Resistenza troppo condivisa

    Sarà per la forza di persuasione del capo dello stato, sarà per calcolo di convenienza, sta di fatto che alla vigilia del 25 aprile il copione che Giorgio Napolitano ha imposto a tutte le forze politiche sulla festa della Liberazione come festa di rinascita attorno a valori costituzionali condivisi viene rispettato alla virgola.

    Per la terza volta in tre giorni il presidente della Repubblica ripete il suo monito: «Gli ideali per cui combatterono gli esponenti della Resistenza sono gli stessi che ispirano l'Italia di oggi e perciò possono ben riconoscersi nell'eredità spirituale e morale della Resistenza, che vive nella Costituzione, anche quanti vissero diversamente gli anni 1943-1945, quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi acquisiti».


    Il perimetro è tracciato. E tendenzialmente non lascia fuori nessuno. Né Ignazio La Russa - che pure più di una volta ha «steccato» su Resistenza, antifascismo e dintorni - né il leghista Roberto Maroni. Entrambi i ministri, intervenendo al Quirinale di fronte alle associazioni combattentistiche e d'arma, ammettono che la Liberazione è una ricorrenza condivisa da tutti. Certo l'ex viceré di An rimane un po' sul vago e non cita mai né i fascisti né i partigiani. Ma almeno non distingue la Resistenza buona da quella cattiva.  

     
    Oggi, dalle 9 all’Altare della patria, si festeggia in tutta Italia. Due i cortei principali: a Roma da porta San Paolo, a Milano da Porta Venezia. Non c’è dubbio però che l’evento simbolicamente più importante sarà ad Onna.
    La cittadina abruzzese devastata dal terremoto è diventata, suo malgrado, il simbolo di una nuova rinascita nell’Italia se non «berlusconiana» di sicuro «berlusconizzata». Qui convergeranno a metà mattinata Silvio Berlusconi, Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini. Massimo riserbo sul discorso del premier. Berlusconi prima di lasciare Roma si è limitato a dire che il testo è già pronto e, secondo le indiscrezioni, dovrebbe presentare il 25 aprile come la festa di tutti, la «festa della Libertà».


    Chi ha le idee già molto chiare invece è «Fare Futuro». La fondazione presieduta da Gianfranco Fini dedica alla Liberazione un numero speciale del suo «Ffmagazine» (www.ffwebmagazine.it). «Forse è arrivato il momento - si legge nell’editoriale - se anche da destra, soprattutto da destra, si comincia a pensare che i partigiani sono stati buoni italiani. Che la resistenza è stata roba di patrioti. E non di traditori». Partigiani come eroi? Quasi. Basti pensare che nel pantheon di «patrioti» raccontato dalla fondazione figura niente meno che Alessandro Natta, l’ultimo segretario del Pci prima di Occhetto. «Non è una provocazione - si legge in premessa - ma l'esatto contrario, una profonda esigenza di normalità. La normalità di un paese che dopo più di sessant’anni non può più dividersi sulla propria storia. Una forza che si dice "nazionale" e "degli italiani" non può cadere in questo errore».

    «La destra smetta di chiedere rivincite postume», aggiunge il direttore della Fondazione Alessandro Campi. E’ sul domani, ancora una volta, che cade lo sguardo di Gianfranco Fini.


I COMMENTI:
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  • Napolitano come Saragat. Venduti alla CIA che ha sempre cercato la distruzione di ogni forza o simbolo comunista. E la resistenza lo e' stata. 28-04-2009 01:36 - murmillus
  • La resistenza e' stata portata avanti in gran parte da forze, armate e non, della sinistra militante comunista e socialista. Comunista in primis. Gli americano salendo dal sud si allearono con la mafia e la chiesa siciliane e non osarono andare oltre l'appennino tosco-emiliano controllato dai partigiani. con la fine della guerra molti partigiani seppellirono le armi sotto covoni, convinti di riprenderle al piu' presto allo scopppiare della imminente rivoluzione comunista. Il tradimento di Togliatti, con la scusa della partecipazione all'Assemblea Costituente prima e della NATO poi, e naturalmente il diktat di Mosca, che a Yalta aveva condiviso la spartizione del mondo in sfere di influenza, hanno frustrato le speranze partigiane. E la storia italiana prese una brutta piega che ha avuto come obiettivo e risultato finale la distruzione della sinistra. Napolitano e' stato parte di questo processo. Il famoso migliorista. Ma chi se le ricorda piu' queste cose! 27-04-2009 19:23 - murmillus
  • Non vedo nelle parole di Napolitano un mettere insieme fascisti e Partigiani compagni. Anzi. Quello che Napolitano ha detto è molto semplice. O almeno, è quello che ho capito io. Quelli che furono gli ideali delle Resistenza sono gli stessi edeali che fanno vivere la nostra Repubblica. Che, piaccio o no, questi ideali sono la base, le colonne portanti della Repubblica Italiana. Se ora, governano i La Russa, Berlusconi, ecc...beh, la cosa non piace nessuno. Ma ora siedono loro ai banchi del Governo. Forse, quello di Napolitano, era un sottolineare che la Costituzione, nata dagli ideali della Resistenza, non si tocca. Neanche da lor signori capi di governo. 27-04-2009 10:23 - Marco
  • la mia paura è che il 25 aprile faccia la fine dell'otto marzo! una festa degli "altri" 26-04-2009 20:45 - davide
  • pensate davvero che sia colpa di franceschini e del pd e di napolitano?? perchè non diamo le colpe anche a loro se berlusconi piace al 73%degli italiani e i sondaggi lo danno in aumento...siamo seri!!!! la verità è che il dna degli italiani ha subito una schifosa trasformazione 26-04-2009 16:19 - francesco
  • Si esagera a scrivere che la memoria sulla Resistenza non e' condivisa . Non condivisa da una minoranza che e' sempre stata neofascsista e ideologicamente rimase la gioventu' del littorio. Erano quei giovani che si fecero convincere dagli ex repubblichini della forza del patriottismo.Bugiardo e becero fatto di menzogne insopportabili per una persona democratica.ILpatriottismo divulgato dai neo fascisti fu soltanto in contrapposizione alla verita'storica dei massacri delle truppe italiane sotto il regime fascista durante la guerra coloniale ? Ancora il patriottismo secondo i fascisti nostrani di oggi come LA RUSSA CHE PARLANO DI PATRIOTTISMO DA PARTE REPUBBLICHINA DI SALO' 'ALLEATA CON L'INVASORE TEUTONICO NAZISTA CHE FECE DELL'ITALIA LA SUA CARTAGINE METTENDOLA A FERRO E FUOCO ASSIEME ALLE SPUDORATE CAMICIE NERE CHE OGGI VORREBBERO ANCHE IL RICONOSCIMENTO DALLO STATO DI EQUIPARAZIONE AI LIBERATORI DAL NAZIFASCISMO :I PARTIGIANI. NO PASSARAN! . CAPISCO IL PRESIDENTE DELLAREPUBBLICA NAPOLITANO CHE CON IL SUO INSISTERE SULLA CONDIVISIONE DELLA RESISTENZA DA PARTE DELLA DESTRA EX MISSINA , MA DIRE CHE GLI IDEALI DEI RESISTENTI ISPIRANO OGGI IL NOSTRO PAESE. NON SONO D'ACCORDO PRESIDENTE PERCHE' L'IDEALE DELLA RESISTENZA FU TUTT'ALTRO CHE L'ESTRO DELLA DESTRA DI OGGI. I partigiani furono legati dalla battaglia per la liberta' che non significa solamente il libero arbitrio nelle scelte; ma la liberta' da tutti i bisogni per cambiare l'italia profondamente. 26-04-2009 14:53 - camilo
  • Concordo con Paolo delle 16,35 del 25/4/2009 e aggiungo:"
    Quest’anno il 25 aprile si celebra in una situazione molto difficile per l’Italia, non solo per la grave crisi economica e sociale che essa attraversa, ma anche per i pesanti attacchi all’ordinamento democratico e costituzionale. Se è vero, come è vero, che questi attacchi vengono soprattutto dall'attuale governo e, in primo luogo, dal suo indiscusso primo rappresentante Silvio Berlusconi (il cavaliere aveva parlato di una Costituzione sovietica), appare quanto meno incredibile che si inviti il soggetto a sfilare tra la gente che si riconosce nella Costituzione e difende nella ricorrenza l'attuale ordinamento repubblicano. Franceschini farebbe meglio a rispettare di più i partigiani e tutti coloro che sono morti per la liberazione e per i dettami costituzionali. 26-04-2009 13:12 - scricciola
  • "Ogni popolo ha il governo che si merita" (non sempre è così ma nel nostro caso è proprio così)
    GOVERNO BERLUSCONI: italiani servili e miserabili.
    Un pò di dignità per favore.

    Unitalianovero 26-04-2009 10:39 - Antoni Limonciello
  • 25 APRILE: IL MODO MIGLIORE PER FESTEGGIARLO E’ LOTTARE



    NESSUNA CONCORDIA TRA SFRUTTATI E SFRUTTATORI!

    Negli ultimi anni il 25 aprile è diventato una celebrazione di unità nazionale e concordia tra le classi. L’OCAP vuole invece ricordare la Resistenza come battaglia dei lavoratori per sottrarre il Paese alla barbarie di fascismo e guerra in cui lo avevano precipitato le classi dominanti. Il 25 aprile che ricordiamo è quello che è nato dalla lotta degli sfruttati contro il fascismo voluto dagli sfruttatori: se i lavoratori, per vent'anni, furono vittime della violenza dello Stato fascista, la borghesia italiana ne fu la principale responsabile, con la complicità della monarchia e del Vaticano. Il fascismo garantiva al capitalismo italiano quei profitti che erano stati "minacciati" dalle lotte operaie e contadine d'inizio secolo ("Biennio rosso"). Il fascismo non fu quindi un "corpo estraneo" al capitalismo italiano, ma una delle sue espressioni. La Resistenza fu, per la gran parte dei suoi protagonisti, lotta contro gli sfruttatori che dello Stato fascista si erano serviti per immiserire ancora di più le classi popolari e consolidare l'egemonia della borghesia. Per questo, ricordare la Resistenza significa ricordare, anzitutto, la lotta del proletario contro il padrone, dello sfruttato contro lo sfruttatore.



    NESSUNA PACE NEL CAPITALISMO

    La lotta partigiana fu anche una lotta tradita: le classi dominanti – che nei vent'anni precedenti avevano privato dei più elementari diritti civili la popolazione, perseguitato gli oppositori politici, emanato leggi razziali, oppresso altri popoli e trascinato il Paese nella guerra – sono tornate al potere. Fu responsabilità dello stalinismo, in Italia come in Europa, la mancata trasformazione della guerra partigiana in guerra rivoluzionaria: i governi nati nel dopoguerra hanno riconsegnato le redini del Paese alla borghesia, che con un volto nuovo - il volto di un regime democratico borghese - ha portato avanti le stesse politiche di sfruttamento, repressione, guerra. Mentre veniva garantita l'amnistia per tutti i crimini fascisti e si preservavano gli interessi della grande industria che si era arricchita con la guerra, i lavoratori vedevano sfumare, dopo lo sforzo generoso nella lotta partigiana, la possibilità di costruire uno Stato a difesa dei loro interessi, uno Stato socialista.



    CONTRO TUTTI I GOVERNI DI GUERRA E RAPINA, ANCHE OGGI
    È a partire dalla consapevolezza di questo tradimento, che ha visto alleati stalinisti e classi dominanti, che vogliamo ricordare il 25 aprile. Oggi come ieri, i governi del padronato dissanguano i lavoratori, finanziano nuove guerre, attuano politiche colonialiste, all'occorrenza rispolverano vecchi metodi fascisti e polizieschi. Miseria, sfruttamento e guerra sono quanto anche oggi garantiscono i governi dei due poli dell'alternanza: per questo il nostro vuole essere un 25 aprile dalla parte di chi lotta contro le guerre sociali e militari che il capitalismo conduce contro i lavoratori in patria e contro i popoli oppressi di altri Paesi.



    CONTRO LE RONDE, PRECORRITRICI DELLE SQUADRACCE FASCISTE!

    NO ALLE LEGGI RAZZISTE E AI PACCHETTI SICUREZZA!

    PER LA MESSA AL BANDO DELLE ORGANIZZAZIONI FASCISTE!

    CONTRO TUTTE LE GUERRE IMPERIALISTE, CON LA RESISTENZA DEI POPOLI OPPRESSI!

    CONTRO LE NORME ANTI-SCIOPERO DEL GOVERNO BERLUSCONI!

    PER LA DIFESA DI TUTTI GLI SPAZI DEMOCRATICI CONQUISTATI CON LA LOTTA DI LIBERAZIONE!

    PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI, PER IL SOCIALISMO! 25-04-2009 22:48 - Lev
  • Qualcuno in televisione ha ricordato che Napoleone aboli' il nome di piazza della repubblica e la ribattezzo piazza della concordia, riuscendo cosi' a ridare unità al paese dopo la rivoluzione. Che bello, facciamo come Napoleone cioè ammazziamo la rivoluzione, infatti il Presidente del Consiglio, che imita napoleone, pensa a ribattezzare il 25 aprile la festa del ''popolo della libertà''. Viva la concordia!!!! 25-04-2009 22:47 - angelo pagano
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