-
|
Matteo Bartocci
Una Resistenza troppo condivisa
Sarà per la forza di persuasione del capo dello stato, sarà per calcolo di convenienza, sta di fatto che alla vigilia del 25 aprile il copione che Giorgio Napolitano ha imposto a tutte le forze politiche sulla festa della Liberazione come festa di rinascita attorno a valori costituzionali condivisi viene rispettato alla virgola.
Per la terza volta in tre giorni il presidente della Repubblica ripete il suo monito: «Gli ideali per cui combatterono gli esponenti della Resistenza sono gli stessi che ispirano l'Italia di oggi e perciò possono ben riconoscersi nell'eredità spirituale e morale della Resistenza, che vive nella Costituzione, anche quanti vissero diversamente gli anni 1943-1945, quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi acquisiti».
Il perimetro è tracciato. E tendenzialmente non lascia fuori nessuno. Né Ignazio La Russa - che pure più di una volta ha «steccato» su Resistenza, antifascismo e dintorni - né il leghista Roberto Maroni. Entrambi i ministri, intervenendo al Quirinale di fronte alle associazioni combattentistiche e d'arma, ammettono che la Liberazione è una ricorrenza condivisa da tutti. Certo l'ex viceré di An rimane un po' sul vago e non cita mai né i fascisti né i partigiani. Ma almeno non distingue la Resistenza buona da quella cattiva.
Oggi, dalle 9 all’Altare della patria, si festeggia in tutta Italia. Due i cortei principali: a Roma da porta San Paolo, a Milano da Porta Venezia. Non c’è dubbio però che l’evento simbolicamente più importante sarà ad Onna.
La cittadina abruzzese devastata dal terremoto è diventata, suo malgrado, il simbolo di una nuova rinascita nell’Italia se non «berlusconiana» di sicuro «berlusconizzata». Qui convergeranno a metà mattinata Silvio Berlusconi, Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini. Massimo riserbo sul discorso del premier. Berlusconi prima di lasciare Roma si è limitato a dire che il testo è già pronto e, secondo le indiscrezioni, dovrebbe presentare il 25 aprile come la festa di tutti, la «festa della Libertà».
Chi ha le idee già molto chiare invece è «Fare Futuro». La fondazione presieduta da Gianfranco Fini dedica alla Liberazione un numero speciale del suo «Ffmagazine» (www.ffwebmagazine.it). «Forse è arrivato il momento - si legge nell’editoriale - se anche da destra, soprattutto da destra, si comincia a pensare che i partigiani sono stati buoni italiani. Che la resistenza è stata roba di patrioti. E non di traditori». Partigiani come eroi? Quasi. Basti pensare che nel pantheon di «patrioti» raccontato dalla fondazione figura niente meno che Alessandro Natta, l’ultimo segretario del Pci prima di Occhetto. «Non è una provocazione - si legge in premessa - ma l'esatto contrario, una profonda esigenza di normalità. La normalità di un paese che dopo più di sessant’anni non può più dividersi sulla propria storia. Una forza che si dice "nazionale" e "degli italiani" non può cadere in questo errore».«La destra smetta di chiedere rivincite postume», aggiunge il direttore della Fondazione Alessandro Campi. E’ sul domani, ancora una volta, che cade lo sguardo di Gianfranco Fini.
- 30/04/2009 [16 commenti]
- 30/04/2009 [38 commenti]
- 28/04/2009 [26 commenti]
- 28/04/2009 [17 commenti]
- 28/04/2009 [18 commenti]
- 27/04/2009 [27 commenti]
- 25/04/2009 [99 commenti]
- 25/04/2009 [16 commenti]
- 22/04/2009 [22 commenti]
- 22/04/2009 [6 commenti]
- 22/04/2009 [48 commenti]
- 20/04/2009 [50 commenti]
- 20/04/2009 [37 commenti]
- 19/04/2009 [14 commenti]
- 18/04/2009 [93 commenti]
- 18/04/2009 [154 commenti]
- 17/04/2009 [13 commenti]
- 15/04/2009 [277 commenti]
- 13/04/2009 [189 commenti]
- 10/04/2009 [113 commenti]
- 09/04/2009 [67 commenti]
- 09/04/2009 [16 commenti]
- 07/04/2009 [20 commenti]
- 07/04/2009 [32 commenti]
- 06/04/2009 [52 commenti]
- 06/04/2009 [39 commenti]
- 04/04/2009 [17 commenti]
- 03/04/2009 [18 commenti]
- 03/04/2009 [20 commenti]
- 02/04/2009 [36 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Quest’anno il 25 aprile si celebra in una situazione molto difficile per l’Italia, non solo per la grave crisi economica e sociale che essa attraversa, ma anche per i pesanti attacchi all’ordinamento democratico e costituzionale. Se è vero, come è vero, che questi attacchi vengono soprattutto dall'attuale governo e, in primo luogo, dal suo indiscusso primo rappresentante Silvio Berlusconi (il cavaliere aveva parlato di una Costituzione sovietica), appare quanto meno incredibile che si inviti il soggetto a sfilare tra la gente che si riconosce nella Costituzione e difende nella ricorrenza l'attuale ordinamento repubblicano. Franceschini farebbe meglio a rispettare di più i partigiani e tutti coloro che sono morti per la liberazione e per i dettami costituzionali. 26-04-2009 13:12 - scricciola
GOVERNO BERLUSCONI: italiani servili e miserabili.
Un pò di dignità per favore.
Unitalianovero 26-04-2009 10:39 - Antoni Limonciello
NESSUNA CONCORDIA TRA SFRUTTATI E SFRUTTATORI!
Negli ultimi anni il 25 aprile è diventato una celebrazione di unità nazionale e concordia tra le classi. L’OCAP vuole invece ricordare la Resistenza come battaglia dei lavoratori per sottrarre il Paese alla barbarie di fascismo e guerra in cui lo avevano precipitato le classi dominanti. Il 25 aprile che ricordiamo è quello che è nato dalla lotta degli sfruttati contro il fascismo voluto dagli sfruttatori: se i lavoratori, per vent'anni, furono vittime della violenza dello Stato fascista, la borghesia italiana ne fu la principale responsabile, con la complicità della monarchia e del Vaticano. Il fascismo garantiva al capitalismo italiano quei profitti che erano stati "minacciati" dalle lotte operaie e contadine d'inizio secolo ("Biennio rosso"). Il fascismo non fu quindi un "corpo estraneo" al capitalismo italiano, ma una delle sue espressioni. La Resistenza fu, per la gran parte dei suoi protagonisti, lotta contro gli sfruttatori che dello Stato fascista si erano serviti per immiserire ancora di più le classi popolari e consolidare l'egemonia della borghesia. Per questo, ricordare la Resistenza significa ricordare, anzitutto, la lotta del proletario contro il padrone, dello sfruttato contro lo sfruttatore.
NESSUNA PACE NEL CAPITALISMO
La lotta partigiana fu anche una lotta tradita: le classi dominanti – che nei vent'anni precedenti avevano privato dei più elementari diritti civili la popolazione, perseguitato gli oppositori politici, emanato leggi razziali, oppresso altri popoli e trascinato il Paese nella guerra – sono tornate al potere. Fu responsabilità dello stalinismo, in Italia come in Europa, la mancata trasformazione della guerra partigiana in guerra rivoluzionaria: i governi nati nel dopoguerra hanno riconsegnato le redini del Paese alla borghesia, che con un volto nuovo - il volto di un regime democratico borghese - ha portato avanti le stesse politiche di sfruttamento, repressione, guerra. Mentre veniva garantita l'amnistia per tutti i crimini fascisti e si preservavano gli interessi della grande industria che si era arricchita con la guerra, i lavoratori vedevano sfumare, dopo lo sforzo generoso nella lotta partigiana, la possibilità di costruire uno Stato a difesa dei loro interessi, uno Stato socialista.
CONTRO TUTTI I GOVERNI DI GUERRA E RAPINA, ANCHE OGGI
È a partire dalla consapevolezza di questo tradimento, che ha visto alleati stalinisti e classi dominanti, che vogliamo ricordare il 25 aprile. Oggi come ieri, i governi del padronato dissanguano i lavoratori, finanziano nuove guerre, attuano politiche colonialiste, all'occorrenza rispolverano vecchi metodi fascisti e polizieschi. Miseria, sfruttamento e guerra sono quanto anche oggi garantiscono i governi dei due poli dell'alternanza: per questo il nostro vuole essere un 25 aprile dalla parte di chi lotta contro le guerre sociali e militari che il capitalismo conduce contro i lavoratori in patria e contro i popoli oppressi di altri Paesi.
CONTRO LE RONDE, PRECORRITRICI DELLE SQUADRACCE FASCISTE!
NO ALLE LEGGI RAZZISTE E AI PACCHETTI SICUREZZA!
PER LA MESSA AL BANDO DELLE ORGANIZZAZIONI FASCISTE!
CONTRO TUTTE LE GUERRE IMPERIALISTE, CON LA RESISTENZA DEI POPOLI OPPRESSI!
CONTRO LE NORME ANTI-SCIOPERO DEL GOVERNO BERLUSCONI!
PER LA DIFESA DI TUTTI GLI SPAZI DEMOCRATICI CONQUISTATI CON LA LOTTA DI LIBERAZIONE!
PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI, PER IL SOCIALISMO! 25-04-2009 22:48 - Lev