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Manuela Cartosio
Sergio Cofferati, ve lo do io il sindacato
Per qualsiasi altro sindaco, per di più melomane, sarebbe solo un piccolo
incidente di percorso. Ma Sergio Cofferati è stato segretario generale delle
Cgil. Per lui, una condanna per comportamento antisindacale è uno sfregio
retroattivo che precipita su un presente imbarazzante. Sindaco di Bologna
pochissimo amato, è fuggito da una ricandidatura a rischio d’insuccesso per
fare - aveva detto - il papà a tempo pieno a Genova. Poi, inopinatamente, ha
accettato di candidarsi alle europee come capolista del Pd nella
circoscrizione del Nord-Ovest. Il coriaceo cinese era pronto ad affrontare
in campagna elettorale il tormentone sulla distanza chilometrica tra
Strasburgo e Genova, tripla rispetto a quella tra Genova e Bologna. Il
giudice del lavoro di Bologna ha regalato agli avversari di Cofferati un
altro argomento succulento: l’uomo che ha portato al Circo Massimo 3 milioni
di persone in difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori
condannato per comportamento antisindacale. Quel comunicato affisso nella
bacheca del Teatro civico, afferma il giudice, ha «arrecato offesa alla
libertà di sciopero, a prescindere dell’elemento intenzionale». Bell’esempio
di coerenza, diranno gli avversari.
E di avversari Cofferati ne ha da vendere. Soprattutto dentro il Pd. Bocche
storte, accuse d’incoerenza, irrisioni, stupori, sberleffi hanno accolto
l’annuncio della candidatura di Cofferati alle europee. Le bordate più
esplicite sono arrivate dal Piemonte e dalla Lombardia. «Un altro pensionato
di lusso», ha sputato l’osso la presidente piemontese Mercedes Bresso.
«Capirei se l’avessero candidato in Emilia Romagna», ha fatto il finto tonto
il sindaco Chiamparino, ben sapendo che a Bologna e dintorni non è aria per
il cinese. Cofferati pussa via, ha obiettato il presidente uscente della
Provincia di Milano Filippo Penati, qui mi rovini la piazza con gli
imprenditori. Dispiacere a Penati è un merito. Ma nelle beghe interne al Pd
l’incoerenza è sovrana. Il sindaco «sceriffo» di Bologna, duro con
«clandestini» e bevitori di birra, ha tracciato il solco in cui Penati si è
accomodato. Contro Cofferati capolista alle europee si sono scatenati ben
sette gruppi su Facebook. Se quelli bolognesi hanno il marchio della
spontaneità («resta a casa tra fornelli e pappine»), quelli milanesi puzzano
di regia neppure tanto occulta. Tra i registi c’è Antonio Panzeri, ex
segretario della Camera del lavoro, parlamentare europeo uscente che per
tornare a Strasburgo dovrà competere con «l’amico Sergio» per spartirsi il
pacchetto di voti della Cgil. Al dunque, a Milano a difendere a spada tratta
la candidatura del cinese è rimasto solo soletto Onorio Rosati, attuale
numero uno della Camera del lavoro. Il che avvalora le voci secondo cui
Cofferati userà lo scranno europeo per fare all’interno del Pd una corrente
«laburista» che si opporrà al tandem Bersani-D’Alema, quando Franceschini si
farà da parte. Che ambientino, ’sto Pd
Berlusconi, chiunque con tre televisioni sarebbe diventato un leader in Italia anche che il affo della birra moretti, di sinistra c'è stato ben poco in Italia. Mi sembra si stia tirando fuori una buccia di banana dalla spazzatura, e di certo Cofferati non rappresenta ne un cambio generazionale ne qualcosa di nuovo. In Italia paga molto di piu la maretta politica che la dialettica. C'è libertà perchè si sente tanto questa parola ma la giustizia sociale no. Pertini affermava che un uomo libero senza da mangiare è libero solo di bestemmiare. La sinistra dovrebbe partire dai fondamentali. Semplificare e di certo Cofferati è una figura abbastabza contraddittoria che ad un certo puto della propria carriera ha deciso di fare il mestiere del sindaco con anessi e connessi, mettendo da parte ideali sinsitoidi piu che di sinistra.
Non è peggio di tanti altri non è meglio di tanti altri, ma adesso ne stiamo parlando e come dice Andi Warhol, ogni pubblicità è una buona pubblicità ma perchè non candidare Mike Buongiorno allora? saluti
siamo un gruppo di cadaveri con il pugno sinistro chiuso, la causa una generazione di 68ttini irrealizzati, ovvero come una generazione ha sputtanato socialmente l?italia dandola in mando ai piu.. i furbi. 28-04-2009 12:33 - Luca
Per anni ci hanno incantato, con un secondo c'hanno scoj....to!!!!!!!!!! 28-04-2009 12:02 - FRANSUà
Lui è la sintesi del professionista politico di questa Repubblica tardo-antica: non colto ma impostato, non ragionatore ma astuto, non passionale ma ambizioso, non dialettico ma demagogo, non eclettico ma incoerente, ecc.
Gli altri hanno Berlusconi, che dell'istrionismo è campione nazionale; il centro sinistra (sinistra?) candida questo Houdinì della politica che, giustamente, aspira ad una pensione congrua, non quella di un "marcatempi" alla Pirelli, dove, peraltro, spergiurava di voler tornare, dopo aver contribuito a distruggere, pro domo sua, la cultura di lotta unitaria del nostro sindacato. Ma Sergio è uomo d'onore, se chiamato a sacrifici più grandi lui non si sottrae: magari devolverà gran parte del sostanzioso appannaggio di parlamentare europeo al popolo Rom, dal Cofferati sindaco sfrattato a colpi di ruspa, però con grande compassione umana: perchè anche i Rom hanno dei figli! (anche se il loro papà non è costretto a sacrificar loro del tempo per un improbo lavoro a Strasburgo)
Sono militante CGIL da 30 anni: piuttosto che votare Cofferati mi mangio la scheda. 28-04-2009 11:57 - bruno gualco