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FUORIPAGINA
28/04/2009
  •   |   Gabriele Polo
    Trentotto anni vissuti pericolosamente

     

    Il manifesto ha compiuto 38 anni. Il primo numero del quotidiano usciva il 28 aprile 1971. Titolo di apertura: «Dai ducentomila della Fiat riparte oggi la lotta operaia. E' una lotta che può far saltare la controffensiva padronale e i piani del riformismo. Corrispondenza dalla prima base rossa di Mao». Sembra passato un secolo. Il giornale è cambiato, attraversando i cambiamenti del mondo e le crisi del «nostro» mondo (nelle sue varie accezioni: comunista, socialista, «radical», del «movimento operaio»). Ma il manifesto - oltre alla costosa indipendenza economica e alla difficile libertà giornalistica - ha mantenuto una cosa delle proprie orgini, l'essere uno specchio di ciò che gli accadeva attorno, un territorio di confine segnato – pena l'autismo mortale – da tutto ciò che nel bene e nel male avviene «a sinistra», in Italia e nel mondo.

    Tre soli esempi, per rendere l'idea di come questo giornale – anche «in negativo» - sia in perfetta sintonia con i tempi: la pesante crisi economica che si specchia nelle nostre difficoltà di cassa; la crisi d'identità dell'informazione che mette a dura prova la fattura giornaliera del giornale, del sito, di tutti i nostri prodotti editoriali; il crollo depressivo della sinistra politica italiana (ma non solo italiana) che ci fa sentire un bel po' spaesati, perché tutti i punti di riferimento si sono perduti o si sono ridensionati alquanto.

    Non è che sia consolante sentirsi in grande sintonia con l'andazzo del mondo su questi tre «nodi». Ma è un dato di realtà. Che ci imporrebbe continue invenzioni e una grande ricerca di senso. Perché solo un rinnovato senso può nutrire un lavoro comune, anche per un giornale.

    Periodicamente, oltre alle sottoscrizioni che i nostri lettori e compagni conoscono bene (l'ultima è quella fatta proprio in occasione del 38° compleanno, un giornale venduto a 10 euro, con allegata una raccolta di reportage), andiamo in giro per l'Italia a raccogliere osservazioni, commenti e suggerimenti su ciò che facciamo e sul come farlo meglio. E non sempre riusciamo a tirarne positivamente le fila. Ma poiché questa deve essere una ricerca continua, reiteriamo la domanda qui: «Come possiamo essere migliori e più utili?». A voi la risposta.

     


    Nella foto, da sinistra a destra, sono riconoscibili: Maurizio Matteuzzi, Ella Baffoni, Angela Pascucci, Marina Forti, Luigi Pintor, Fabrizio Tonello, Tommaso Di Francesco, Rossana Rossanda, Carmine Fotia, Rina Gagliardi, Pierluigi Sullo, Riccardo Barenghi, Valentino Parlato, Astrit Dakli, Francesco Paternò, Paola Tavella, Mauro Paissan, Giuseppina Ciuffreda, Marco D'Eramo, Pina Casadei, Carla Casalini, Stefano Menichini. 


I COMMENTI:
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  • Io ricevero il giornale con qualche giorno di ritardo.
    me lo ha spedito mia cugina qui
    in Germania. Un grazie anticipato a tutti. Buona giornata Nadia P. 29-04-2009 09:53 - Nadia
  • Credo che informare periodicamente (una volta al mese?)i lettori(ma quanti siamo?) sullo stato di salute del nostro giornale già sarebbe un passo avanti:un buon esempio erano gli articoli di Loris Campetti durante l'ultima grande sottoscrizione.
    E "gli amici de il manifesto"?Si era discusso della creazione di una rete di amici e sostenitori.A che punto siamo?
    Ciao 29-04-2009 08:52 - daniele
  • rispondete alle e-mail!! 29-04-2009 00:19 - Luciano
  • Conservo quel primo numero del giornale che, ricordo, riuscii a comprare anticipando la mattina presto tanti altri acquirenti. Insieme al quotidiano consevo anche tutti i numeri della rivista che erano stati pubblicati fino a quel momemto e quando vado ogni tanto a spaginarli mi sento ancora orgogliosmente sessantottino e fortunato di avere vissuto gli anni più belli della mia esistenza in quella meravigliosa stagione della nostra storia.
    Lunga vita a "Il Manifesto"!!!! 28-04-2009 23:25 - Angelo AMARELLA
  • Intanto con una didascalia della foto con nomi e cognomi. Continuate a raccontarci le crepe del capitalismo ma date anche spazio alle pratiche "dal basso" che lo contrastano. C'è un gran bisogno di esempi concreti a cui fare riferimento per alimentare speranze di cambiamento, mentre quelli "dall'alto" ci deprimono usando l'anticapitalismo come slogan elettorale, salvo governare localmente dove possono con chiunque 28-04-2009 22:18 - Inoka
  • Come potete essere migliori e più utili? Bella domanda. Io so che senza di voi la mia vita non sarebbe più la stessa e tanto mi dovrebbe bastare. Eppure, come voi, a volte mi sento insoddisfatto del giornale, credo che si potrebbe fare di più. Essere più curiosi sulla società italiana, ma non solo in senso giornalistico, bensì anche teorico. Essere più cosmopoliti, ben al di là del cosmopolitismo per happy few di "alias". Ho spesso l'impressione che la società italiana ci venga raccontata troppo poco e troppo male. Ho spesso l'impressione che stiamo diventando un po' provinciali. Se il giornale tentasse di più di scoprire voci, sguardi intelligenti e profondi? Mi pare che, se il paragone è lecito, "carta" sia in questo senso più prensile del "manifesto"... 28-04-2009 21:47 - piccio
  • Vi dirò cosa serve politicamente a me.
    Un articolo a settimana di formazione politica che parte da zero,a cura di un Pintor o un Parlato.Oppure,meglio se una cronaca di autoindottrinamento
    vero,non finzione letteraria.
    Devo constatare ormai cos'è un comunista,per decidere se iniziare a capitalizzare o meno.Se attuerete questa richiesta vi comprerò i giorni dell'articolo,chè sotto questi chiari scuri c'è poco da fare i compagni (anche perchè ce ne sono pochi).
    Dimenticavo:pubblicizzate la data di inizio. 28-04-2009 21:13 - t.o.
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