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Gabriele Polo
Trentotto anni vissuti pericolosamente
Il manifesto ha compiuto 38 anni. Il primo numero del quotidiano usciva il 28 aprile 1971. Titolo di apertura: «Dai ducentomila della Fiat riparte oggi la lotta operaia. E' una lotta che può far saltare la controffensiva padronale e i piani del riformismo. Corrispondenza dalla prima base rossa di Mao». Sembra passato un secolo. Il giornale è cambiato, attraversando i cambiamenti del mondo e le crisi del «nostro» mondo (nelle sue varie accezioni: comunista, socialista, «radical», del «movimento operaio»). Ma il manifesto - oltre alla costosa indipendenza economica e alla difficile libertà giornalistica - ha mantenuto una cosa delle proprie orgini, l'essere uno specchio di ciò che gli accadeva attorno, un territorio di confine segnato – pena l'autismo mortale – da tutto ciò che nel bene e nel male avviene «a sinistra», in Italia e nel mondo.
Tre soli esempi, per rendere l'idea di come questo giornale – anche «in negativo» - sia in perfetta sintonia con i tempi: la pesante crisi economica che si specchia nelle nostre difficoltà di cassa; la crisi d'identità dell'informazione che mette a dura prova la fattura giornaliera del giornale, del sito, di tutti i nostri prodotti editoriali; il crollo depressivo della sinistra politica italiana (ma non solo italiana) che ci fa sentire un bel po' spaesati, perché tutti i punti di riferimento si sono perduti o si sono ridensionati alquanto.
Non è che sia consolante sentirsi in grande sintonia con l'andazzo del mondo su questi tre «nodi». Ma è un dato di realtà. Che ci imporrebbe continue invenzioni e una grande ricerca di senso. Perché solo un rinnovato senso può nutrire un lavoro comune, anche per un giornale.
Periodicamente, oltre alle sottoscrizioni che i nostri lettori e compagni conoscono bene (l'ultima è quella fatta proprio in occasione del 38° compleanno, un giornale venduto a 10 euro, con allegata una raccolta di reportage), andiamo in giro per l'Italia a raccogliere osservazioni, commenti e suggerimenti su ciò che facciamo e sul come farlo meglio. E non sempre riusciamo a tirarne positivamente le fila. Ma poiché questa deve essere una ricerca continua, reiteriamo la domanda qui: «Come possiamo essere migliori e più utili?». A voi la risposta.
Nella foto, da sinistra a destra, sono riconoscibili: Maurizio Matteuzzi, Ella Baffoni, Angela Pascucci, Marina Forti, Luigi Pintor, Fabrizio Tonello, Tommaso Di Francesco, Rossana Rossanda, Carmine Fotia, Rina Gagliardi, Pierluigi Sullo, Riccardo Barenghi, Valentino Parlato, Astrit Dakli, Francesco Paternò, Paola Tavella, Mauro Paissan, Giuseppina Ciuffreda, Marco D'Eramo, Pina Casadei, Carla Casalini, Stefano Menichini.
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me lo ha spedito mia cugina qui
in Germania. Un grazie anticipato a tutti. Buona giornata Nadia P. 29-04-2009 09:53 - Nadia
E "gli amici de il manifesto"?Si era discusso della creazione di una rete di amici e sostenitori.A che punto siamo?
Ciao 29-04-2009 08:52 - daniele
Lunga vita a "Il Manifesto"!!!! 28-04-2009 23:25 - Angelo AMARELLA
Un articolo a settimana di formazione politica che parte da zero,a cura di un Pintor o un Parlato.Oppure,meglio se una cronaca di autoindottrinamento
vero,non finzione letteraria.
Devo constatare ormai cos'è un comunista,per decidere se iniziare a capitalizzare o meno.Se attuerete questa richiesta vi comprerò i giorni dell'articolo,chè sotto questi chiari scuri c'è poco da fare i compagni (anche perchè ce ne sono pochi).
Dimenticavo:pubblicizzate la data di inizio. 28-04-2009 21:13 - t.o.