sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
04/05/2009
  •   |   Gabriele Polo
    Noi, marxiani sbarcati su Marte

     

    «Ei fu siccome immobile...» recita il 5 maggio di Alessandro Manzoni, in onore di Napoleone Bonaparte che quel giorno – del 1821 – moriva. Un altro 5 maggio – di tre anni prima, 1818 - nasceva Karl Marx. L'addio manzoniano, e non solo perché si tratta di una nascita, non si confà all'anniversario del «Moro» (come veniva chiamato dagli intimi). E ciò anche alla luce dell'attuale crisi economica.

    Marx ha conosciuto in tutti questi anni ogni sorta di esaltazione, rivisitazione, dannazione, strumentalizzazione, speculazione. Più raramente l'oblio. Lui non se ne sarebbe dispiaciuto, visto che considerava la sua ricerca (cioè la sua politica) una «cassetta degli attrezzi» cui attingere. Tutto tranne che un'ideologia, che Marx considerava «la giutificazione» culturale del presente. Del resto una volta scrisse: «Tutto sono tranne che marxista», in polemica con quelli che usavano ciò che scriveva o diceva per costruire, appunto, una statica ideologia. Semmai «marxiano».

    Marxiani lo siamo anche noi – che fa un po' rima con marziani, ma pazienza. E per questo continuiamo a usare il suo lavoro per capire che ci succede attorno, cosa può accadere domani e che dovremmo fare per dar corpo a quel «movimento reale che cambia lo stato delle cose presenti».

    Come analizzerebbe oggi Marx l'attuale trasformazione-crisi del capitalismo globale? Quanto e cosa di quella sua «cassetta degli attrezzi» è ancora utilizzabile? Chiederselo non è un esercizio accademico, né un'operazione-nostalgia. E' la ricerca che continua: siamo «il manifesto», quotidiano comunista.


I COMMENTI:
  pagina:  1/5  | successiva  | ultima
  • ma in parole chiare e comprensibili anche a chi non conosce Marx (perchè non ha studiato i suoi testi, ho non li ha capiti, ho pensa di aver capito e invece no...)qualche volontario mi può fare una comparazione tra le crisi economiche che avvenivano nel periodo storico al quale Carlo apparteneva e le crisi economiche attuali e se non si può fare questa comparazione mi può spiegarne il perchè?Grazie .E se mi rispondete entro lunedì mattina ne sarei molto grata 06-06-2009 13:53 - chiara
  • Sono un ragazzo di 17 anni proveniente da una famiglia benestante ma di sinistra, cosa che mi permette oggi di appartenere a chi ancora non vede i comunisti come dei marziani appunto.
    Ma sono confuso, mi basta leggere qualcosa del comunque immenso De André per pensare che forse questa del comunismo sia tutta una grande truffa che in questi tempi e in questo paese abbia lasciato il posto ad altrettanto grandi truffe.
    E allo stesso tempo vedo la sinistra editoriale italiana che si fa portavoce di valori per me impossibili da rifiutare, basti pensare all'attività di Vauro per Emergency.
    E allora? Non posso leggere Marx, siete voi che dovreste cercare di avvicinarci! 19-05-2009 20:48 - giovanni
  • Lo scrivere con appositi errori pare sia una tecnica scaramantica. 08-05-2009 20:15 - t.o.
  • Un cortese saluto al condirettore Polo e una domanda reinterata.
    Avevo,del resto già chiosato-ma senza pubblicazione del mio umile untervento,il blog (che cesso di parola, usiamone un'altra,proporrei "Bloc notes", di pubblica discussione,sempre che sul web si possa "discutere",ma è una lunga sotria)su cultura e pagine culturali e nello specifico il difficile caso, in tutti i seni, de il manigesto.
    Duqnue, La Rivista, cosa aspeettiamo?
    Era uno strumento di non idiota, non gignorangte,non incolto approfondimento cuklturale, politico, sociale. Tuttoil contrario di cio' che fa la gente di massa (che brutta parola oggidì) che mi circaìonda, sebbe ho accessi privilegiati in ben altri ambniti.
    Ma devo sopoportare il liquame sottoculturale della massa, ogni giorno, e lo sopporto con stoico umorismo, del resto si danno sempre da gfare, gli idiooti , per rendersi, AQUALUNQUE azione pongano ni essere, per divertire, inconsapevolmente, gli altri.
    Una clownèrie cui va reso omaggio.Vedi la classe politica dio cui essi sono prodotti e produttori.
    Ma La rivista era essenziale.
    Una presenza culturale, un Augusto Graziani o Rossanda o Magri et compagnia cogitandi bella,che faceva la differenza enorme, incolmabile, tra una sinistra critica e in itinere, aqncora di più.
    Cosa asspettiamo? Che vi tritino nel termovalorizzatore produttivo(eccome, vedete)dei dibattiti alla Vespa, zerbinotto del potere di cui si assicura una sinecura ogni libro (lo chiama così...bah..) scritto?O la botuilinata Gruber che ha pose e non posizioni, o piuttosto ferrara, oramai un sovietico d'antan senza che lo sappia?
    Insomma, cultura è andamento e direzione, proposta e discussione, alta, di alto livello, di estremo z<pprofondimento, sensa paura, ab imis fundamentis, per citare un filosofo rinascimentale che la massa non deve consocere,nèp leggere, e arrogantemente non voler consocdere, poichè si è tritata da sola, senza accorgersene nel famoso impianto di Acerra,per metafora, e non sa come uscirne, anzi non lo vuole.
    Hanno scelto la fine, noi i fini ambiziosi.Non faziosi, ambiziosi, nekl confronto, del dyaleghestai. In questa finta non lotta di classe che viviamo nel post fordismo esapserato e moprente. Pur coi decenni contatti, ma sì, pur coi decenni contati.
    Umilmente, assumiamo un ruolo di avanguardia...proviamo e proponiamo, poi le intelligenze si confronteranno, gli altri, i soliti vigliacchi che vivacchiano di libertà regalate,i parassiti delal democrazia e tolleranza e civiltà occidentale avanzata, loro si faranno vivi o si chaimeranno gfuori.
    Speriamo si facciano vivi, nel nostro interesse, antropologico di fare cultura,di fare umanità direbbe il Remotti e nel loro , di essere nel consorzio umano tout court, e nel dibattito vivo,asperrimo e giocoso della politica e del pensare al bene e alla cosa comune.

    Un cordialissimo saluto, citando :"incipit parve puer..."


    Dott. Pierluigi Pettorosso 08-05-2009 17:29 - Pierluigi Pettorosso
  • Caro Gabriele, caro Manifesto, perché non riprendere iniziative come Il Cerchio Quadrato e La Rivista?
    Sono stati spazi che hanno alimentato un dibattito oggi assolutamente assente, e non solo in Italia.
    Antonella

    P.s. Chissà che non si eviterebbero, anche in questo modo, strafalcioni come quello fatto da me nell'attribuire a Marx una frase che non era sua.
    Un abbraccio 07-05-2009 19:52 - Antonella
  • Materialismo storico. Lotta di classe. Concetto di classe per se e in se. Partito rivoluzionario. Critica alla societa' sovietica, stalinista. Critica alla "via" occidentale del socialismo. Critica ai movimenti anticapitalisti occidentali odierni. Capitale parassitario. Caduta tendenziale del saggio medio del profitto. Legge della poverta' crescente. Interpretazione della tecnologia al cospetto del profitto. Ideologia dominante. La futura società' socialista .......tutto da buttare nel cesso?
    Sapete cosa vi dico? Io penso che Marx ha previsto tutto, pure la crisi attuale, come ha previsto l'inevitabile barbaria, dove oggi vediamo solo i primi segni. A meno che i futuri barbari, non capovolgono la storia con l'abbattimento del capitalismo. 07-05-2009 13:56 - Antonio
  • ma sì, buttiamo a mare karl marx, che non ne ha imbroccata una, e salviamo il suo genero, paul lafargue. 07-05-2009 13:14 - li.deste
  • Cosa farebbe Marx oggi?
    Non lo so,non posso mettermi nei panni di un genio.Sono però quasi sicuro che non voterebbe questi partiti schifosi e non leggerebbe il manifesto. 07-05-2009 13:12 - Stefano
  • Vediamo se mi raccapezzo.
    Hegel applica il 3°principio
    kantiano alla dialettica.
    Marx lo trasporta nella sua interpretazione storico sociologica.
    I proletari sono soggiogati dai
    capitalisti nell'organizzazione metropolitana,così come i braccianti dai proprietari terrieri.Non hanno coscienza del loro potenziale nell'unità di intenti.
    Oggi siamo quasi tutti borghesi,
    o a questo aspiriamo.
    L'avanguardia intellettuale che doveva portare alla coscienza di classe ha conosciuto la profezia di Bakunin (e Luxemburg)e non ha preso le giuste misure a quella probabile degenerazione.
    Materialismo storico:
    per quale ragione vendola, ferrero e compagnia cantando
    non vi hanno reso vigili su quel punto?
    O avevano delle buone ragioni,
    oppure no.
    saluti. 06-05-2009 19:55 - t.o.
  • Sorry per l'approssimazione.

    Magari l'avessi pensata io, caro Wise!!!! Comunque...è abbastanza marxiana. 06-05-2009 14:20 - Carlo Z.
I COMMENTI:
  pagina:  1/5  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI