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FUORIPAGINA
04/05/2009
  •   |   Gabriele Polo
    Noi, marxiani sbarcati su Marte

     

    «Ei fu siccome immobile...» recita il 5 maggio di Alessandro Manzoni, in onore di Napoleone Bonaparte che quel giorno – del 1821 – moriva. Un altro 5 maggio – di tre anni prima, 1818 - nasceva Karl Marx. L'addio manzoniano, e non solo perché si tratta di una nascita, non si confà all'anniversario del «Moro» (come veniva chiamato dagli intimi). E ciò anche alla luce dell'attuale crisi economica.

    Marx ha conosciuto in tutti questi anni ogni sorta di esaltazione, rivisitazione, dannazione, strumentalizzazione, speculazione. Più raramente l'oblio. Lui non se ne sarebbe dispiaciuto, visto che considerava la sua ricerca (cioè la sua politica) una «cassetta degli attrezzi» cui attingere. Tutto tranne che un'ideologia, che Marx considerava «la giutificazione» culturale del presente. Del resto una volta scrisse: «Tutto sono tranne che marxista», in polemica con quelli che usavano ciò che scriveva o diceva per costruire, appunto, una statica ideologia. Semmai «marxiano».

    Marxiani lo siamo anche noi – che fa un po' rima con marziani, ma pazienza. E per questo continuiamo a usare il suo lavoro per capire che ci succede attorno, cosa può accadere domani e che dovremmo fare per dar corpo a quel «movimento reale che cambia lo stato delle cose presenti».

    Come analizzerebbe oggi Marx l'attuale trasformazione-crisi del capitalismo globale? Quanto e cosa di quella sua «cassetta degli attrezzi» è ancora utilizzabile? Chiederselo non è un esercizio accademico, né un'operazione-nostalgia. E' la ricerca che continua: siamo «il manifesto», quotidiano comunista.


I COMMENTI:
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  • Se il capitalismo fosse stato un fenomeno solo europeo, sarebbe già crollato. Tuttavia le persone consapevoli di essere degli schiavi del mercato e sottomessi a governi senza autorità di fronte alle banche, stanno aumentando. Spero di vedere vivo il disarcionamento di questi maleducati che occupano i ruoli di potere, anche in piccolo. 05-05-2009 12:41 - alfonso cannoletta
  • credo che sia indispensabile attingere nel socialismo se vogliamo ancora vivere su questo pianeta in modo civile. la terra non può sostenere 6 miliardi di persone con la politica del "libero mercato" 05-05-2009 12:39 - marco
  • Marx è vivo se io e i miei colleghi del call center lo utilizziamo come strumento di emancipazione e di conoscenza altrimenti è morto, superato perso per sempre. 05-05-2009 12:11 - Antonio Ruggine
  • se la Sua politica è una "cassetta per gli attrezzi" questa frase è il più bel cacciavite:

    "Owners of capital will stimulate working class to buy more and more of expensive goods, houses and technology, pushing them to take more and more expensive credits, until their debt becomes unbearable.
    The unpaid debt will lead to bankruptcy of banks which will have to be nationalized and State will have to take the road which will eventually lead
    to communism."

    Karl Marx, 1867 05-05-2009 12:03 - ilrosso
  • Sono d'accordo con Davis e Antonio, e la dimostrazione di quanto siamo indietro e di quanto hanno avuto effetto le ignoranze diffuse è Fabio. 05-05-2009 12:03 - Gen
  • Con la lettura degli attrezzi di Marx capii, cinquant'anni fa, quale fosse il mio fronte e quello degli avversari. Oggi non sembra necessario approfondire il proprio stato sociale ed attivarsi per cambiarlo con un impegno collettivo. Per alcuni è sufficiente credere alle favole del vangelo! questa è la vera miseria, peggiore della disoccupazione. 05-05-2009 11:51 - leobatt
  • A me pare che Marx ci abbia lasciato una descrizione di come funziona il capitalismo tuttora valida, perché non soltanto ha saputo spiegare quel che accadeva ai suoi tempi, ma ha anche anticipato sviluppi che si sono effettivamente verificati, come la stessa globalizzazione. Non poteva (e nemmeno voleva) descriverci per filo e per segno che cosa sarebbe venuto “dopo” il capitalismo, ma ha indicato una direzione, individuata sulla base di un’analisi dei rapporti sociali esistenti, definiti giustamente come rapporti di classe. In quella direzione il mondo ha provato ad andare, ma poi si è fermato, forse è persino tornato sui suoi passi, perché il conflitto di classe si è risolto a favore della classe dominante, che naturalmente esiste ancora, così come esiste la classe (o le classi?) dei dominati e sfruttati (che possiamo anche non chiamare più proletari, ma possiamo certo continuare a chiamare salariati, indipendentemente dal tipo di rapporto
    subordinato che hanno con il capitale).
    Quello che vedo come il dramma attuale è che il conflitto di classe avrebbe ancora senso, ma è sopito, se non annichilito, per l’assenza, non dico di un progetto, ma di una direzione alternativa al sistema dominante. Non riesce a prendere forma una organizzazione dei dominati (che in teoria dovrebbero essere una maggioranza tenuta insieme da comuni interessi) e prevale un generalizzato spappolamento individualista o corporativo (con sempre più frequenti guerre tra poveri) perché manca un orientamento verso una società diversa da quella che scaturisce dal dominio capitalista. Il capitalismo vive di mutamenti e perfino di crisi, ma cambia al fine di riprodurre sé stesso, cosa che finora gli è sempre riuscita. Potrà continuare a farlo all’infinito, anche a costo di produrre catastrofi, se le sue stesse vittime non avranno altro orizzonte che il capitalismo stesso. Un Marx del 2000 potrebbe aiutarci a guardare un po’ più in là. Ma non ce lo
    abbiamo.
    wise 05-05-2009 11:44 - wise
  • IL PESNIERO DI MARX E' ORMAI SUPERATO DAL PENSIERO E DALL'INSEGNAMENTO DI CRISTO DOVE HA DATO ALL'UOMO IL RISPETTO LA DIGNITA' E LA GRANDE PASSIONE PER L'UOMO TUTTO IL RESTO SONO SOLO DELLE FOTOCOPIE VENUTE MALE CIAO FABIO. 05-05-2009 10:50 - fabio
  • Il problema del marxismo così come la metafisica ed altre correnti di pensieron sta nelle contraddizioni: il M. nasce infatti come tentativo di superamento delle problematiche connesse all'incompletezza (1931) di Godel. In realtà il problema si era già posto in precedenza (1901) con Russel e Cantor. Il fatto che dx e sin attingano da una teoria contraddittoria è la conferma delle contraddizioni attuali. L'errore del mondo comunista attuale è quello di non confrontarsi con le contraddizioni e, nel continuare a guardarsi indietro, negarle. E' ora invece di guardare avanti cercando di superare le contraddizioni, quando possibile: solo così ci si potrà defferenziare da tutti coloro che guardano indietro, conservatori in primis. 05-05-2009 09:52 - Wpro
  • il capitalismo ha vinto ma non è la fine della storia. Bisogna ripartire da Marx per ricominciare a coltivare speranze,altra via non è data.Certo è un percorso che si misura in secoli altrimenti non si comprenderebbe come dall'avvento dell'homo sapiens ci siano sfruttati e sfruttatori e non siamo ancora arrivati al socialismo. Sarà pure utopia ma lasciateci almeno quella.
    Un saluto
    Beniamino 05-05-2009 09:39 - Rossi Beniamino
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