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FUORIPAGINA
04/05/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    Pippi, la ribellione vista dai bambini

     

    “Pippi, Pippi, Pippi, che nome fa un po' ridere ...ma voi riderete per quello che farò.”

    E chi la dimentica quella canzoncina intonata da una ragazzina ribelle che – calze multicolori, trecce rosse e viso lentigginoso - attraversava con fierezza una sonnolenta provincia svedese con l'unico scopo di mandarne all'aria ogni forma di conformismo? Ma tant'è, Pippi Calzelunghe questo faceva e lo faceva con le armi della leggerezza, dell'ironia e persino della magia. Irresistibile quando cavalcava il suo cavallo bianco a pois neri, la scimmia sulla spalla (erano pur sempre gli anni '70 e Pippi un po' svagata sembrava), con quel topo sempre appresso che “tutto il suo formaggio vuole mangiar”. Hippie ante-litteram (il testo è del 1945), Pippi Calzelunghe ha abitato a lungo l'immaginario di chi tra il 1969 e il 1973 - gli anni in cui è andato in onda il telefilm omonimo – era ancora troppo giovane per “fare” la rivoluzione ma già pronto a sentirne l'irresistibile richiamo. Un richiamo che a quell'età poteva anche passare attraverso l'idea di una grande casa (il mondo) in cui vivere circondati solo da amici (Annika e Tommy) e da animali, senza genitori tra i piedi (leggi autorità di qualsiasi tipo) o al massimo con un padre che di tanto in tanto passa a trovarti e che viene accettato solo perché ha l'encomiabile dono di fare per mestiere il pirata.

    Nella vita di Pippi Calzelunghe nulla - agli adulti - poteva apparire normale. Questo era il bello, questa per “noi” era la trasgressione. E non si trattava solo di vivere con un cavallo, una scimmia e un topo. Né di saltare su di un tavolo o deridere la scuola e i suoi strani abitanti. Roba da principianti.

    Era “quel voi riderete per quello che farò” la vera ribellione di Pippi (e anche la nostra). Una ribellione cui la rossa streghetta non esitava ad aggiungere un pizzico di realistico sogno: “a volte sono un po' magica – cantava Pippi – e quello che tu vuoi/ dillo a me/ che forse te lo darò”. Che un altro mondo fosse possibile, Pippi Calzelunghe (nonché la sua creatrice, la scrittrice Astrid Lindgren) lo sperava già negli anni Settanta.

    Oggi Inger Nilsson, l'attrice svedese che ha interpretato Pippi sugli schermi, compie cinquant'anni. Vogliamo farle gli auguri e ringraziarla per aver cavalcato insieme a noi una piccola rivoluzione. In sella, però, a un grande cavallo bianco. Che si chiamava “zietto” e non “papi”.


I COMMENTI:
  • che succede ragazzi ? auguri per i 38 anni del manifesto , auguri per la nascita di marx , auguri anche a pippi calzelughe. non saranno mica saluti di addio ?
    ditemi di no. 05-05-2009 20:55 - Gianpaolo Sartori
  • foooooooorte veramente bello
    spiritoso sei grande 05-05-2009 17:49 - pietro
  • Vedi che facciamo bene a far vedere Pippi alla Tita... Lo dice il Manifesto ! Un bacione :-) 05-05-2009 11:52 - LUISOTTA
  • a dire la verità Pippi Calzelunghe è andata in onda su Rai2 alle 7 del mattino fino a settimana scorsa. 05-05-2009 11:35 - Manny
  • grazie alla piattaforma di sky,(tanto odiata e tanto amata),è ancora permesso,a me ed al mio primo figlio di 3 anni,di poter vedere e rivedere la mitica PIPPI.alcune volte devo insegnare a non prendere troppo esempio da lei xchè al mio ALEX non è ancora permesso di salire sugli alberi,dormire con le scarpe,mangiare dolci in quantità industriali,...xò se anche mamma RAI ogni tanto trasmettesse ancora questa TV spensierata (alla quale aggiungerei volentieri LE SIMPATICHE CANAGLIE)forse ci innamoreremmo di più anche della televisione pubblica.Invece preferiscono investire su reality o comunque qualsiasi cosa purchè ci sia litigio...allora lì esplode la mia potenza di padre obbligando ALEX ad imparare da PIPPI... 05-05-2009 09:44 - bunumel
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