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Micaela Bongi
L'imperatore esige le scuse
L'uomo che amava le donne perché «sono più brave a scuola, al lavoro e
arrivano puntuali in ufficio», è molto teso. Scuro in volto, agita
nervosamente i fogli che stringe tra le mani aspettando che possa dire
finalmente la sua. Perché sul "vidiwall" che ha alle
spalle è scritto chiaro e tondo e molto in grande: «Adesso parlo io».
Non perché lui abbia deciso così e allora si organizza la serata al
volo. Sia chiaro, Silvio Berlusconi da Bruno Vespa - ripete il
conduttore di "Porta a Porta" a scanso di equivoci - ieri sera sarebbe
dovuto andare comunque, perché è passato un mese dal terremoto in
Abruzzo e perché il suo governo ha compiuto un anno. Ma poi è venuta
fuori la storia delle «veline» aspiranti eurodeputate del Pdl, quella
del compleanno di Noemi Letizia e di lì la richiesta di separazione
partita da sua moglie Veronica Lario, corredata da un atto di accusa
contro tanto «ciarpame politico» , mentre «per una strana alchimia il
paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore».
Incertezza dell'imperatore sul da farsi e poi, prima delle quattro del
pomeriggio, la decisione: si va da Vespa: «Adesso parlo io». E per
sfogarsi cosa c'è di meglio di un bel salottino di soli maschi? C'è il
direttore del "Corriere della sera" Ferruccio De Bortoli (che ha già
fatto parlare a lungo il Cavaliere su suo giornale), quello del
"Messaggero" Roberto Napoletano e Piero Sansonetti, direttore
dell'"Altro", di prossima uscita. Ma prima delle domande e dei consigli
dei direttori, si parte con un lungo monologo intervallato qua e là da
Vespa. Dunque: si sarebbe mai aspettato, il presidente del consiglio,
«questa tempesta»? «No, anche se...». E giù con la storia delle
«falsificazioni di certa stampa», tipo quella volta con Mara Carfagna e
Aida Yespica ai Telegatti, ché lui quelle cose riportate dai giornali,
«se non fossi già sposato la sposerei subito» (a Mara Carfagna) e «con
te andrei ovunque» (a Yespica), non le aveva per niente dette, ma
Veronica se la prese lo stesso e scrisse a "Repubblica". E ecco di nuove
quelle accuse «assolutamente false» partite «dalla sinistra e dalla
stampa di sinistra che non riesce a accettare la mia popolarità» e
allora «alimentano queste falsità che si fondano su calunnie». E che
l'annuncio di separazione sia partita di nuovo dal quotidiano diretto da
Ezio Mauro «non è stata una cosa casuale e non dico altro».
La sua versione è nota: nessuna «velina» o «nomi che potessero generare
equivoci» in lista, ma ragazze molto preparate, anche sposate (e anzi,
Berlusconi si dispiace perché «c'era una candidata di Roma, madre e
sposa, ma è stata eliminata»), rispondendo alla richiesta del congresso
di rispettare le quote del 50% di giovani e «verso il 50%» di donne,
«possibilmente non sgradevoli».
Quanto all'accusa che «frequenterei delle minorenni», il Cavaliere
attacca un pistolotto dettagliatissimo sulla sua improvvisata a Casoria,
decisa mentre era a Milano alla Fiera del mobile «per altro imbarazzato
per i cori "meno male che Silvio c'è" e "magico, magico"». E invece
calunnie e falsità, tipo l'ultima «sul blog di "Repubblica"», ancora,
sulle foto della festa taroccate. Per saperne di più, dice a più riprese
il presidente del consiglio, basta leggere "Chi"che pubblicherà pure
un'intervista al papà - non al papi - di Noemi, Elio Letizia. E così
almeno «quel diavolo di Signorini» sarà contento per l'autospot del
premier al suo settimanale Mondadori. Ma che male c'è? Semmai la «cosa
assurda è che ci sia cittadinanza in Italia per una pervicace volontà di
falso». Per quanto riguarda la separazione, «del fatto con mia moglie è
doveroso non parlare, è importante dire che le due situazioni erano
false». Possibile una riconciliazione, visto che «a mia moglie voglio un
mare di bene»? Le condizioni sono queste: «Il presidente del consiglio
può accettare la continuazione del rapporto se chi è caduto in errore lo
riconosce». Insomma, Veronica riconosca di essere stata raggirata, per
non dire - come Silvio aveva detto a De Bortoli - «sobillata», perché le
falsità hanno «provocato qualcosa di non razionale». Difficile insomma
il lieto fine.
E poi, come poter accusare un padre «straordinario, amatissimo dai suoi
figli» di non essere andato al loro diciottesimo compleanno. Anche qui
urge un chiarimento. E così Berlusconi spiega di aver telefonato a
Luigi, Barbara e Eleonora per avere lumi: il primo gli ha spiegato di
non aver fatto una festa per i 18 anni; la seconda gli ha ricordato di
aver fatto a Las Vegas una festa in maschera - «che io ho sostenuto
finanziariamente» - con tanto di costumi del 700 veneziano e amici con
biglietto pagato. Quanto a Eleonora, nemmeno lei si ricordava se avesse
fatto o meno una festa.
Per fortuna arrivano le domande dei giornalisti. Compare in collegamento
De Bortoli, e subito Berlusconi lo ringrazia «per il modo elegante con
cui ha trattato la vicenda». Il direttore del "Corsera" cerca di cavarsi
d'impaccio e risponde: «Le devo dire che se avessi ricevuto una lettera
di sua moglie l'avrei pubblicata». Berlusconi: «Ma lei non l'ha
provocata...». De Bortoli: «Io non credo ci sia stato un complotto».
Berlusconi: «Mai parlato di complotto». De Bortoli: «Trappola. Quello
che è stato pubblicato è stato suscitato dall'indignazione di sua
moglie. Io preferirei che le vicende private non fossero risolte nelle
trasmissioni televisive. Credo che ci sia un problema di par condicio
nei confronti di sua moglie». E poi il direttore del "Corsera" non trova
di meglio che suggerire al premier di non andare alle feste, perché «c'è
una forma nell'istituzione che lei rappresenta. Potrebbe dire che ha
commesso un errore. Provocano disagio le foto con persone... una con la
maglietta con scritto "song' e Napoli"...». Berlusconi gongola:
«Apprezzo la sua difesa della categoria. Non sono d'accordo sul fatto
che il presidente del consiglio debba rinunciare alle feste, rinuncerei
a essere me stesso. Quella persona con la maglietta lavorava nella
cucina, io sono un uomo come tutti e ho un grandissimo rispetto
soprattutto per o più umili». A questo punto al Cavaliere è chiaro,
semmai ne avesse dubitato, che, almeno nel salottino di maschi allestito
da Vespa, la strada è in discesa.
P.S.MI RIMETTO PER L'ENNESIMA VOLTA ALLO "SPIRITO DEMOCRATICO" DEL V.S.GIORNALE,CONSIDERATO CHE NON PUBBLICATE MAI I MIEI COMMENTI!!! 08-05-2009 15:12 - Cigaliga Bum
chi non la pensa come i forzaidioti tipo chellini è uno sporco comunista (montanelli e travaglio docet) 08-05-2009 13:02 - Carlo
Intanto, in Parlamento, passano leggi importanti come quelle razziali per non parlare poi del federalismo di cui è stato detto : " IL FEDERALISMO E' LEGGE " . Le leggi intanto passano sotto i nostri occhi mentre in Italia non si fa altro che elogiare Veronica, Berlusconi e le sue diciottenni....
Bhà????????????????????????? 08-05-2009 10:41 - Pina
parlavano e poi cantavano una canzone.........
e chi la portava avanti indietro agli appuntamenti?essendo minorenne ......... 08-05-2009 09:14 - luis
http://www.avanzidipopolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=547:veronica-e-le-altre&catid=57:donne&Itemid=59 07-05-2009 22:41 - cosimo
Il tema Sansonetti ed i direttori velini mi sembra molto più interessante del tema centrale dell'articolo. Anche perché del divorzio di Berlusconi, francamente, ma chi se ne frega? 07-05-2009 21:55 - Antonella
Per vincere bisogna non parlare solo di lui (anche se male, non importa, tornerebbe sempre a suo favore) ma fare un gioco di squadra, tirare fuori piu' protagonisti, insomma diluire su piu' soggetti il campo politico e ridurre la sua quota...Fare un grande progetto politico di sinistra (obama docet) portarlo sul territorio, fra la gente, con internet, nelle scuole ecc. un piano sociale e riformista, di sinistra, ma una sinistra moderna ed attuale, (basta con il comunismo, perdente in partenza, un gioco d'elite, per pochi, impraticabile)Ci vuole una sinistra...obamiana. (o obamista ? ) 07-05-2009 21:04 - stefano