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FUORIPAGINA
07/05/2009
  •   |   Alessandro Dal Lago
    Aggressione all'umanità, siamo all'avanguardia

    Quando qualcuno, affamato, malato o bisognoso, bussa alla nostra porta, dovrebbe scattare un imperativo primordiale al soccorso. Questo almeno sostengono le mitologie religiose. L’umanità, prima ancora di un’astrazione filosofica, è l’espressione di questo riflesso. Anche se non crediamo al diritto naturale e tanto meno alla retorica dei diritti umani, soprattutto nell’epoca delle guerre umanitarie, sappiamo che il limite minimo della comune condizione umana è definito da quell’imperativo. Rinviando i barconi dei migranti in Libia, il governo italiano ha deciso di rinunciare di fatto e di diritto a qualsiasi minima considerazione umana. O meglio: ha stabilito che la cittadinanza, italiana o occidentale che sia, è il requisito indispensabile perché qualcuno sia trattato da essere umano. E dunque che abbia diritto a vivere, a essere curato e trattato come una persona.
    Tra i migranti respinti senza nemmeno mettere piede sul nostro sacro suolo ci sono persone in fuga dalla guerra, dagli stermini e dalla fame. Impedendo loro persino di chiedere asilo e riconsegnandoli ai porti d’imbarco, l’Italia li condanna alla detenzione, alle angherie e, come è già documentato da anni, alla morte. Così nel nome della difesa paranoica della nostra purezza territoriale che accomuna la maggioranza di destra e parti consistenti dell’opposizione, noi rispediamo nel nulla i nostri fratelli, uomini, donne e bambini. Proprio come, a diecimila chilometri di distanza, in nome della nostra sicurezza, le nostre pallottole uccidono i bambini e le nostre bombe cancellano dalla faccia della terra cento civili in un colpo solo.
    A questo punto, non c’è nemmeno bisogno di insistere nelle analisi. Il quadro appare chiaro. Dentro la nostra fortezza, norme discriminatorie, che si appoggiano a una cultura trionfante della delazione pubblica e privata, tengono in riga, nell’ombra e nello sfruttamento, gli stranieri di cui abbiamo bisogno. Fuori, c’è l’espulsione preliminare, concordata con la Libia.
    Curiosi ricorsi storici: i nostri ex colonizzati, a suo tempo decimati e rinchiusi nei campi di concentramento di Graziani, si incaricano, in cambio di soldi, contratti e autostrade, di respingere e internare i profughi e gli affamati di un continente. Qui le leggi razziali, rispolverate da qualcuno, non c’entrano proprio. C’è invece quella linea, profonda come la faglia di Sant’Andrea, che separa il mondo sviluppato dal resto della terra. In un romanzo di Saramago, la penisola iberica si staccava dall’Europa. Ma ora è questa che scava un fossato incolmabile con la povertà esterna; la Lega è la punta estrema e paranoica di questa cultura del respingimento. E in Italia, ventre d’occidente, non valgono nemmeno le finzioni umanitarie di burocrati e giuristi europei. Qui da noi, mentre la stampa si affanna intorno ai casi privati del padrone, tutto è divenuto possibile. Ma ci si sbaglierebbe a credere che la nostra sia un’eccezione. Dopotutto, il fascismo è nato in una pianura tra le Alpi e gli Appennini. Oggi, l’Italia è l’avanguardia di un’aggressione all’umanità.


I COMMENTI:
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  • Vi esaltate per due "barchette" respinte, che pena... I flussi migratori sono onde inarrestabili. Ciò che cacciate oggi dalla porta, rientrerà 1000 volte domani, qui o altrove, dalla finestra. Libera circolazione, scambi, conoscenza: ricchezza! 10-05-2009 16:21 - scirocco
  • I GIORNALISTI DEL MANIFESTO HANNO LA MEMORIA CORTA. I RESPINGIMENTI C'ERANO E CI SONO STATI ANCHE E SOPRATTUTTO COL GOVERNO PRODI, DI CUI FACEVANO PARTE, NEL TRIENNIO 2006-2008. LEGGETEVI QUELLO CHE è SUCCESSO PER ESEMPIO A LAMPEDUSA, NEL BIMESTRE LUGLIO AGOSTO DEL 2007. PERò ALLORA STREPITAVANO DI MENO...FORSE ERANO DISTRATTI DAGLI SLOGAN ANCHE I RICCHI PIANGANO.. 10-05-2009 12:39 - giovaneavvocato
  • A me questa Italia fa sempre piu' paura (e anche un po' schifo a dir la verita') 10-05-2009 10:50 - Federica
  • Per l'ennesima volta INVITO IL MODERARTORE A SBATTERE FUORI DALLE PALLE, I FASCISTI, RAZZISTI, CAROGNE LEGHISTE CHE INZOZZANO IL SITO DEL MANIFESTO.

    FUORI QUESTE CANAGLIE DAL SITO

    MODERATORE, CENSURA I POST RAZZISTI. please 10-05-2009 10:42 - luca
  • Che bello leggere i lobotomizzati da editoriale di Mario Giordano infiltrarsi qui dentro con i soliti patetici argomenti.
    Bravo Francesco, scrivi di più. 10-05-2009 10:20 - cosimo
  • Siamo una nazione fuori dalla realta'; in un momdo globalizzato e' normale la multietinicita'(anzi e' una ricchezza per la spopravvivenza della specie umana); quello che e' anormale e' osteggiarla.
    Io credo che gli esponenti politici di questo governo cercano di assecondare il peggio che c'e' in ognuno di noi che spesso e' tenuto a bada da valori alti ma difficili. Tutto per un conto elettorale. Tutto cio' portera' ad una regressione del nostro paese che diventera' l'ultimo in europa sotto tutti i punti di vista. La cosa che mi spavente e' l'indifferenza delle giovani generazioni...di fronte alle scelte di questo governo. 10-05-2009 08:37 - bizou
  • Berlusconi è contro l'Italia multietnica, bene è il primo passo verso la sua incriminazione per crimini contro l'umanità da parte del Tribunale penale internazionale. Ormai è lanciato verso il razzismo più disgustoso. In fondo al buio tunnel si vede una fioca luce. 10-05-2009 06:08 - Orazio
  • "Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi". E' il grido di dolore delle donne africane alla notizia che 200 migranti sono state rispediti nei campi di concentramento libici. Campi di concentramento libici? Donne torturate, picchiate trattate come schiave per mesi? Uomini, donne e bambini uccisi? Mi chiedo dov’erano quando succedeva tutto questo l’Alto commissario delle Nazioni unite per i Rifugiati; dov’erano Fava, Ovadia, Rumiz, Sgrena, Palma, Clark, don Tonio, Cassano, Miraglia, e Buttitta. Mi chiedo come mai l’Onu non dice una parola su e contro la Libia di fronte a queste atrocità. Ma soprattutto PERCHE’ gli indignati firmatari della lettera delle donne africane, NON si sono indignati allo stesso modo, NON hanno condannato senza se e senza ma, NON hanno promosso manifestazioni, quando la Libia del colonnello Gheddafi è stata nominata presidente di turno del Consiglio dei diritti umani a Ginevra, organismo che fa parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite? Ma come, si tace sulla Libia eletta a tutela dei diritti umani, e poi la stessa Libia diventa terra di campi di concentramento, torture, stupri, schiavitù e omicidi? Cos’è un’indignazione ad intermittenza? Ma non vi vergognate mai di tanta ipocrisia? 10-05-2009 00:20 - Silvia
  • Bossi e Maroni: Bertoldo e Cacasenno. 09-05-2009 22:26 - murmillus
  • Caro Luigi,perchè non vendi un rene e devolvi il ricavato all'Africa? Troverai sempre uno più disperato di te. O fai come san Francesco o non darti tante arie. 09-05-2009 21:06 - Emanuela
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