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FUORIPAGINA
11/05/2009
  •   |   Junko Terao*
    Il mattatoio Sri Lanka. 100 bimbi uccisi nel weekend
    “Non accettiamo prediche da nessuno. Chi pretende di darci lezioni pensi piuttosto a cosa ha combinato in Afghanistan”. Questa era stata la risposta di Mahinda Rajapakse, il presidente dello Sri Lanka che ha ingaggiato una “battaglia finale” contro i ribelli indipendentisti dell'Ltte (Tigri per la liberazione del Tamil Eelam), ai ministri degli esteri di Gran Bretagna e Francia, in visita nel paese una decina di giorni fa. David Miliband e Bernard Kouchner erano volati a Colombo per chiedere una tregua umanitaria nel nord dell'isola, dove decine di migliaia di civili tamil sono ancora intrappolati nella zona dei
    combattimenti. Nessuna pausa, si va avanti e l'offensiva contro le Tigri, ormai alle strette in una striscia di giungla, non si ferma. Oltre 430 morti, tra cui cento bambini, e almeno 1300 feriti è il bilancio del “bagno di sangue”, come l'ha definito ieri il portavoce dell'Onu a Colombo Gordon Weiss, dell'ultimo fine settimana. Cifre che secondo le stime riportate dal sito Tamilnet, vicino ai ribelli, sarebbero solo un terzo di quelle reali. Ma verificare è impossibile. L'Ltte ha fatto sapere che nei bombardamenti è rimasto gravemente ferito anche il loro portavoce militare, Ilanthirayan. Due giorni di bombardamenti e colpi di artiglieria che, secondo i medici che hanno denunciato l'ennesima strage, sono stati sparati dall'esterno della no fire zone, dunque dall'esercito. Accuse che Colombo respinge come “propaganda dell'Ltte”. Ma, nonostante nella zona dei combattimenti non ci siano giornalisti indipendenti, cacciati mesi fa dalle autorità di Colombo, i pochi operatori umanitari sul posto riescono a far circolare le immagini raccapriccianti di quello che, al di là dei comunicati ufficiali, sta davvero accadendo. Di fronte a una comunità internazionale distratta, che finora si è limitata a blandi appelli per una tregua, il governo nega l'evidenza e ripete che  “sono affari nostri”. Non accetta interferenze, Rajapakse, e il commento di Weiss ha già suscitato una “protesta formale” di Colombo perché “ha messo in imbarazzo il governo che gli dà ospitalità”. Di aver “infangato l'immagine dell'esercito” sono stati accusati poi tre giornalisti britannici, arrestati sabato a Trincomalee per aver fatto un servizio su presunte violenze e abusi sessuali nei campi sfollati allestiti dai militari, dove si trovano adesso quasi 200mila tamil
    fuggiti dalla zona calda.“Luoghi infernali” secondo i testimoni, “simili a lager” secondo le fonti tamil vicine all’Ltte. Lì i civili sono rinchiusi in condizioni disumane senza potersi muovere né comunicare con l’esterno, assistiti dal personale sanitario locale e dai pochi operatori umanitari presenti. L’ennesimo bombardamento non lascia dubbi sulle intenzioni di Colombo e la crisi umanitaria nel nord del paese è sempre più grave. L'Ltte, ritenuto dalle organizzazioni umanitarie ugualmente colpevole di non lasciare andare i civili e di usarli come scudi umani, ha lanciato un appello al Consiglio di sicurezza dell'Onu perché “prenda i provvedimenti necessari per fermare il massacro”. Ieri, infatti, il
    Consiglio di sicurezza si è riunito per discutere della situazione: è la seconda volta, da gennaio, ma finora più in là di “consultazioni informali” non si è andati. Russia e Cina, che per motivi interni si guardano bene dal favorire in alcun modo un gruppo come l'Ltte che rivendica l'indipendenza, si oppongono alla richiesta del cessate il fuoco, e il Giappone, che dello Sri Lanka è il principale paese
    donatore, non si è finora pronunciato. Proprio al primo ministro Taro Aso, ieri Human Rights Watch, l' International Crisis Group, Amnesty International e il Global Centre for the Responsibility to Protect hanno rivolto un appello “ad assumere un ruolo più attivo” per un'azione formale urgente.
    *Lettera 22

I COMMENTI:
  • qui a l'Aja un mese fa è stato fatto un volantinaggio nella zona delle ambasciate, avvertendo di quello che stava accadendo e che sarebbe accaduto. Ma credo che l'abbiamo fatto in tutte le capitali europee 12-05-2009 17:44 - alessandra
  • in effetti hanno ragione i lettori che lamentano la poca attenzione verso i tamil; ma non credo che sia disinteresse, il fatto è che sono tanti e tali le tragedie che si stanno verificando che rimaniamo spesso attoniti e forse impotenti; probabilmente perchè non si sente più parlare di internazionalismo proletario, e invece la crisi che sta attraversando il pianeta nella sua interezza dovrebbe sollecitarci tutti ad una comunocazione, un dibattito più serrato, per uscire dalle trincee in cui ci siamo ritirati in questa fase, forse perchè l'avversario di classe avendo più strumenti propagandistici oltre che il potere e ciò non è roba di poco conto, anzi tutt'altro, ci sentiamo, a torto, impotenti per una controffesiva culturale e di lotta che faccia breccia nella coscienza che ha massificato i più verso l'individualismo e l'indifferenza; ma occorre uno strumento fondamentale, il partito comunista, cosa che purtroppo fra i più non è all'ordine del giorno. 12-05-2009 16:44 - roberto grienti
  • confesso che non sapevo nulla prima di questo articolo....ho cercato notizia su altri quotidiani ma nulla....ci sarà sicuramente una motivazione ancor più indegna dietro questo silenzio che nel fatto in sè.....resto attonito e mi spaventa sapere che tra un paio d'ore avrò dimenticato la tragedia e l'attuale situazione....pigiando dei tasti tento di giustificare il mio imminente disinteresse e questo mi pietrifica e permette che queste tragedie si verifichino.... 12-05-2009 15:12 - andrea
  • Il Consiglio di sicurezza dell'ONU a questo punto dev'essere considerato complice, cosi' come tutti noi con la nostra indifferenza: quale speranza resta ai profughi tamil? un'ondata di indignazione mondiale? l'intervento dei "liberatori"?oppure misure economiche draconiane che mettano in ginocchio il paese, almeno dal punto di vista militare? 12-05-2009 13:57 - Germana
  • Allucinante. Ma anche peggio questo silenzio assordante: sono il primo che si interessa a lasciare un commento? Incredibile, manco fossimo su il Giornale! 12-05-2009 01:12 - Graziano
  • finalmente anche ilManifesto da risalto alla tragedia dei Tamil.
    Sembra che se non ci son di mezzo i palestinesi o gli israeliani i massacri di civili non interessano. 11-05-2009 23:25 - paolo
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  • Si parte
     
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    Il capo della polizia stradale moscovita, Sergei Kazantsev, è comparso ieri di fronte a una commissione parlamentare per riferire sugli ultimi scandali in cui i suoi uomini sono stati coinvolti. Il più recente venerdì scorso, quando gli agenti della “stradale” hanno obbligato diversi automobilisti sulla circonvallazione della capitale a fermarsi per costituire con le loro auto una barricata destinata a bloccare l’auto di alcuni criminali in fuga. 
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