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FUORIPAGINA
19/05/2009
  •   |   Paolo Hutter
    Elezioni europee: astenersi ha senso?

    Bisogna sempre cercare di capire e spiegare ma ci sono atteggiamenti da contrastare apertamente, ponendo una questione morale, o moralista se preferite. E’ quello che associazioni e singoli cercano di fare da anni contro la
    complicità, l’omertà o l’indifferenza rispetto alla mafia. Oggi, e soprattutto nei prossimi giorni, il tema è il disimpegno il qualunquismo l’astensionismo in campo politico-elettorale da parte delle persone colte o comunque abbastanza scolarizzate da capire i problemi. Se non riusciremo a portare rappresentanti nel Parlamento Europeo lo dovremo non al minoritarismo delle nostre illuminate posizioni, ma alla mancata partecipazione alla campagna elettorale, fin addirittura all’astensionismo, di chi pure queste posizioni condivide.
    Non discuto in astratto dell’astensionismo, che in certi casi – referendum 21 giugno – può essere addirittura opportuno. Nel concreto delle elezioni europee ed amministrative di questo giugno 2009 in Italia l’astensionismo di sinistra è però una grave scelta di crumiraggio, soggettivamente autolesionista e
    oggettivamente complice delle peggiori politiche populistiche e neo reazionarie, mentre il nostro paese vive per la prima volta nel dopoguerra il rischio di un regime. Nel rapporto diretto con amici e conoscenti non ci dovrebbe essere tolleranza verso questa scelta.
    Per almeno tre motivi:
    Innanzitutto si farebbero mancare nel Parlamento Europeo
    le voci e le iniziative di chi davvero è riuscito a difendere ambiente e diritti sociali e civili in questi anni. Se certi atti, o non atti, del governo e delle regioni italiane sono stati costretti a fare i conti con direttive e norme europee, dalla gestione dei migranti a quelle delle grandi opere o dei rifiuti, lo si deve all’attività dei vari Frassoni Fava Musacchio e pochi altri. Se non ci credete informatevi, prima di dire che “tanto non serve a niente”.
    In secondo luogo, la cosa più evidente. Se col contributo
    dell’astensionismo di sinistra Berlusconi e Lega risultano premiati alle elezioni europee  si consolida il nuovo regime
    italiano. E’ una scelta di cui dovreste rispondere in futuro, per decine di anni. (cfr la lettera del 19 enne Giacomo Ulivi condannato a morte della resistenza.).
    In terzo luogo si snobba una vera libertà di scelta per poi
    trovarsi in futuro di fronte a scelte ridotte e obbligate. Le
    elezioni europee per un verso, quelle amministrative per un altro offrono all’elettore una vasta libertà di scelta. Si può scegliere la lista (tra molte) e si posson scegliere i candidati (alle europee) o il candidato (alle amministrative). Come è possibile che non troviate nessuno che vi rappresenti? Se viceversa intendete protestare perché c’è troppa scelta e le due sinistre non si sono unite in una sola lista (come anche io avrei voluto) scegliete strade efficaci. Il vostro astensionismo sarebbe
    indistinguibile da quello qualunquista o settario.
    E’ chiaro che oggi in Italia abbiamo un problema  con un grande elettorato popolare che non è risolvibile con appelli etici. Ma con alcune centinaia di migliaia di persone informate colte e di sinistra che non stanno facendo campagna elettorale o che addirittura si accingono a non votare – ivi compresi quelli che non intendono fare il piccolo sforzo di tornare a casa per votare – occorre litigare, e aspramente.


I COMMENTI:
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  • A differenza di Paolo Hutter, per la prima volta in vita mia sono tentato, anzi direi tentatissimo dall'astensione. Tuttavia ho paura che Berlusconi esca ancora più forte e arrogante e temo l'assenza totale di voci critiche nel parlamento europeo.
    Eppure vorrei dare una lezione ai due schieramenti di sinistra (quello comunista e quello socialista), perché hanno scelto una strada suicida e autoreferenziale, ed entrambi ne sono ugualmente responsabili, anzi di più quelli che invocano una maggiore apertura. Stessa scelta si riscontra nell'editoria, ove sono nati due nuovi quotidiani (!): "terra" e "l'altro", due zappe sui piedi (pagati da chi?).
    Insomma, vorrei far capire ai partiti in cui più mi riconosco che condivido poco o niente delle loro ultime scelte e che mi hanno infinitamente rattristato i loro litigi mentre su Gaza piovevano bombe, mentre l'onda dilagava nelle piazze e mentre adesso si respingono i migranti. Dovrebbero dilagare nelle sedi dei partiti, invaderle studenti, precari, migranti, questo servirebbe. Soltanto dopo discutiamo sui simboli. 15-05-2009 21:25 - Lorenzo
  • signori io tornerei a votare con mio grande dispiacere noto che la sinistra stia dando nuovamente il due di picche a una società che sta scavandosi la tomba se da loro non arriva un forte messaggio dobbiamo continuare a votere i centristi? rispondetemi non per castrarmi
    Antonio 15-05-2009 21:20 - Antonio
  • Concordo pienamente con questo articolo. E' difficile in questo momento politico identificarsi pienamente con un partito che ci rappresenti in pieno però deve essere fatta una scelta per il bene della democrazia.

    http://giornaliaconfronto.blogspot.com 15-05-2009 21:18 - Luca
  • Ha fatto molto di più Vittorio Agnoletto di Fava,però nell' articolo non è citato quindi mi fà capire l'implicito sostegno da parte del manifesto a sinistra e libertà.
    P.S.Molti compagni di rifondazione comprano tutte le mattine il manifesto non è giusto nei loro confronti, fermo restando che ognuno può sostenere chi vuole! 15-05-2009 21:13 - Stefano
  • L'astensionismo è una scelta altamente diseducativa. Come scriveva Gramsci (se non erro) una democrazia per funzionare ha bisogno di cittadini vivi, attenti e partecipi, non di menefreghisti.
    Se la classe politica fa schifo, non c'è altra via che cambiarla. Astenendosi si lascia agli altri decidere. Io non mi sono mai astenuto, né mai mi asterrò, nemmeno al referendum. 15-05-2009 20:56 - Alex
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