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Cinzia Gubbini
Al G8 di Torino botte agli studenti che protestano
Controlli fin dall'alba, ma alla fine un bilancio tutto a danno delle forze dell'ordine. Sarebbero infatti 19 gli agenti - 17 poliziotti e 2 carabinieri - rimasti feriti in seguito agli scontri di stamattina davanti a Palazzo del Valentino a Torino, sede del "G8 university summit". Titolo molto "international" per un incontro che mette insieme i 41 rettori delle università italiane, più circa 200 rappresentanti degli atenei di tutto il mondo. Una due giorni da cui dovrebbero uscire "proposte concrete" da sottoporre ai grandi della terra che si incontreranno a luglio all'Aquila. Ma il summit dei grandi capi dell'università per il momento ha avuto solo il risultato di rappresentare, anche simbolicamente, il distacco completo e lacerante tra chi comanda e chi subisce. Stamattina la sede del summit era blindata all'inverosimile: polizia, carabinieri e guardia di finanza schierati non soltanto a difesa del palazzo, ma anche nelle vie limitrofe.
Vie strette a anguste, quelle del quartiere San Salvario. Strade che ricordano Genova e quel contro-G8 represso nel sangue che ha segnato la storia e l'immaginario del movimento italiano e mondiale. Ma i ragazzi dell'Onda di oggi sono per la gran parte ventenni, ragazzi che del 2001 hanno solo sentito parlare e neanche tanto. Il movimento che ha infiammato l'università ha dato prova di essere, in questi mesi, molto diverso dalla composizione dei movimenti di otto anni fa.
Nulla è cambiato, invece, dall'altra parte. Il corredo giottesco è fatto sempre di summit asserragliati dentro sedi inaccessibili, forze di polizia col compito di caricare appena se ne presenti l'occasione. E così, come da giorni annunciavano i giornali locali, anche ieri si è creata l'occasione di scontro che è subito stata rilanciata mediaticamente come "guerriglia urbana".
La manifestazione degli studenti, arrivati anche dall'estero, in realtà è stata partecipata e colorata fino all'arrivo al palazzo del Valentino. I ragazzi dell'Onda hanno ripetuto lo slogan che contraddistingue la loro generazione: "La vostra crisi non la paghiamo", contestando la legittimità della Conferenza dei rettori e del G8. La tensione è salita quando il corteo ha raggiunto il quartiere San Salvario, presidiato dalle forze di polizia. Una parte del corteo, fornita di maschere antilacrimogeno, caschi e protezioni ha cercato di creare una specie di "servizio d'ordine": ma la manovra non ha funzionato. E la polizia ha iniziato le cariche, lanciando un numero piuttosto consistente di lacrimogeni. C'è chi ne ha contati una trentina. I manifestanti hanno risposto lanciando pietre. Erano di facile reperibilità: a corso Guglielmo Marconi ci sono lavori in corso, con mucchi di pietre a disposizione di chi volesse servirsene.
Le cariche, piuttosto pesanti, hanno fatto scappare la maggior parte degli universitari. Ma come già detto le vie limitrofe al castello erano presidiate dalla polizia, e fuggire non è stato semplice. Due i fermati. Dalle prime informazioni si tratta di ragazzi di Milano. Il resto del corteo è tornato all'università, dove si è svolta un'assemblea che ha comunque giudicato positiva la giornata, vista la numerosa partecipazione alla manifestazione che ha dimostrato la vitalità del movimento stduentesco. Si registrano dichiarazioni di solidarietà alle forze dell'ordine, presidente della Camera Gianfranco Fini in testa. Silenzio assordante in zona Pd.
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Che poi ci siano stati anche molti studenti pacifici è un altro paio di maniche. Quella della specie di servizio d'ordine è una palla per giustificare la presenza di persone armate in una manifestazione che doveva essere pacifica. 20-05-2009 12:08 - paolo
Chi autorizza i quattro gatti dell'Onda (che alle elezioni hanno ottenuto pochissimi voti, e che quindi rappresentano una parte assolutamente minoritaria degli studenti) ad attaccare le forze dell'ordine (cioè ragazzi che si guadagnano il pane vestendo una divisa) e a mettere a soqquadro una città?Ma che idea di democrazia è questa?Non bastava lo squadrismo dei Cobas?Adesso si inneggia anche allo squadrismo di questi altri? Perchè di fascismo di tratta, anche se mascherato sotto stoffe rosse! 20-05-2009 11:15 - danilo recchioni+baiocchi
questi sono guerriglieri, piuttosto!! 20-05-2009 11:02 - simone peri
Viva gli studenti che studiano nel silenzio e nell'immpegno quotidiano e sono la maggioranza. 20-05-2009 10:39 - fabio
False Flags - Massivve Attack:
In city shoes of clueless blues
Pays the views and no man's news
Blades will fade from blood to sport
The heroin's cut these fuses short
Smokers rode a colonial pig
Drink and frame, this pain I think
I'm melting silver poles my dear
You bleed your wings and then disappear
The moving scenes and pilot lights
Smithereens have got 'em scaling heights
Modern times come talk me down
And battle lines are drawn across this town
Parisian boys without your names
Ghetto stones instead of chains
Talk 'em down 'cause it's up in flames
And nothing's changed
Parisian boys without your names
Riot like 1968 again
The days of rage, yeah, nothing's changed
Well pretty flames
In school, I would just bite my tongue
And now your words, they strike me down
The flags are false and they contradict
They point and click which wounds to lick
On avenues, this Christian breeze
Turns its heart to more needles please
Our eyes roll back and we beg for more
It frays this skin and then underscore
The case for war you spin and bleed
The cells you fill screen savers feed
The girls you breed, the soaps that you write
The graceless charm of your gutter snipes
The moving scenes and suburbanites
And smithereens got 'em scaling heights
Modern times come talk me down
The battle lines are drawn across this town
English boys without your names
Ghetto stones instead of chains
Hearts and minds, and U.S. planes
Nothing's changed
And English boys without your names
Riot like the 1980's again
The days of rage, yeah, nothing's changed
More pretty flames
http://www.youtube.com/watch?v=DilYs7scIgU
richard mutt 20-05-2009 09:58 - richard mutt
Sotto l'onda cova una diversa umanità e una nuova cosapevolezza. Per questo mi difendo. Alle compagne ed ai compagni dell'onda dico: DISARMIAMOCI E DISARMIAMOLI! Dalla parola ArMA si può arrivare, atterrare, alla parola AMA. Amiamo. Amiamo il cambiamento e portiamolo avanti,lottando per i nostro presente.
Non dobbiamo essere complici del silenzio assordante della nostra era. E voi raccontate le nostre storie [...] 20-05-2009 09:44 - DANIELE