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Arianna Di Genova
La cultura di Roma "made in Alemanno"
Ci sono i gladiatori ad accogliere i bambini dentro lo stand. Gli stessi uomini mascherati che pascolano davanti al Colosseo per farsi fotografare con i turisti a prezzo variabile. E poi, i laboratori messi in mostra hanno privilegiato l'impero di Cesare, con tutti quei cartelloni degli alunni fatti per testimoniare la nascita di Roma e la sua lunga avventura di conquiste. A fronte della storia degli ebrei c'è il ricordo della Dalmazia perduta e all'imbrunire, partono gli stornelli romani della famiglia Amici. E' la svolta culturale «made in Alemanno», che cresce e prospera nei giardini di piazza Vittorio, all'Esquilino, sulle ceneri della defunta Intermundia, per anni una sorta di grande performance dell'accoglienza e del confronto fra tradizioni diverse.
Si gira pagina e si cambiano i connotati dell'evento a favore di una fantomatica «La scuola in festa» (fino al 30 maggio). Strano titolo, perché con 8 miliardi di euro tagliati via tutti d'un colpo e senza tentennamenti, la scuola italiana non ha proprio nulla da celebrare con guizzi di allegria. E' quello che hanno detto anche al sindaco e all'assessora Marsilio alcuni genitori e insegnanti delle scuole Di Donato e Baccarini, dopo aver fatto irruzione - nella mattinata di martedì - all'inaugurazione ufficiale per attaccare le loro lenzuola di protesta. Sul palco di piazza Vittorio, negli anni scorsi, si sono alternati artisti importanti, musicisti africani, fachiri del Rajasthan, danzatori del Perù. E se si decideva di uscire dal parco per una visita guidata da qualche parte, si andava al museo nazionale di arte orientale, vero gioiello del quartiere. Oggi invece i progetti scolastici si chiamano «Fratelli d'Italia» e la parola Roma risuona ovunque, minacciosa. D'altronde, il fiore all'occhiello dell'edizione 2009 è il senso di appartenenza e «la sfida dell'integrazione» (o l'esclusione degli altri?). La festa di Alemanno - che un tempo coinvolgeva gran parte delle famiglie straniere che abitano all'Esquilino, occasione di incontro fra scuole diverse e culture lontane - è però stata punita dall'utenza, che si è aggirata all'interno del giardino piuttosto annoiata e sperduta. Ieri mattina la «festa» era semideserta, così come la sera il punto ristoro (niente menù etnici, ma delle sane salsicce nazionali nei piatti). Oggi è prevista una tarantella notturna (forse Alemanno la considera interetnica, viste le radici...) e domani, il «Futbol» di Servillo, Girotto e Mangalavite. Artisti seri che dovranno districarsi dalla trappola tesa loro dall'imbarazzante cornice. Con i tempi che corrono, meglio stare attenti la prossima volta.
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la cosa che maggiormente preoccupa è la cecità degl'italiani, che continuano a dar credito a questi personaggi, impresentabili, che in una qualunque democrazia normale verrebbero senza pensarci nemmeno un secondo allontanati dalla vita pubblica, la costituzione italiana mi sembra di ricordare che vieti ogni forma o tentativo di ricostituzione del partito fascista... lo saprà l'allemanno che i venditori ambulanti (extracomunitari per lo più) presenti per via del corso ed ina ltre amene zone di Roma hanno tra le varie cianfrusaglie che vendono anche i manifesti, i busti e tutta una serie di ninnoli raffiguranti mussolini, cosi in libera vendita sul marciapiede... ma da un sindaco che gira con la celtica al collo ci si può forse aspettare che faccia rispettare questo?
Da Costituzione della Repubblic a Italiana
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Disposizioni Transitorie e Finali
XII
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista. 29-05-2009 10:13 - Simone