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FUORIPAGINA
31/05/2009
  •   |   Marco Boccitto
    La rabbia dell'Aquila «non siamo fessi»

    «Devono capire che se le nostre richieste non riceveranno ascolto, la protesta si riverserà inevitabilmente sul G8. E a quel punto non sarà il gesto di qualche estremista, ma di tutti i terremotati». Ettore la butta lì così, nel mezzo dell'assemblea cittadina ospitata nel pomeriggio sotto il tendone bianco del comitato 3 e 32. E Berlusconi gli risponde a distanza, in un duello ad armi impari perché lui come al solito è in tv: «Sarebbe un atto inqualificabile, in quella che è diventata una capitale del dolore». Quel dolore infinito che sembrava la migliore garanzia per un G8 tranquillo. Ma evidentemente il premier non aveva considerato la rabbia, che dopo quasi due mesi di promesse da marinaio rifilate ai terremotati sta inesorabilmente montando nelle tendopoli. «Forti e gentili sì, fessi no», sintetizzava in mattinata uno degli striscioni portati in corteo all'assalto - un assalto, questo sì, forte e gentile - della zona rossa, il centro storico dell'Aquila, svuotato e fantasmatico come una zucca nei giorni di Halloween. Vuoto e tremendamente blindato. Manifestazione indetta dall'associazione «L'Aquila - Un centro storico da salvare», quasi tutti professionisti con lo studio rimasto sepolto lì dentro, alla quale partecipano però tutti i comitati spontanei nati nel frattempo. L'intento è quello di riprendersi, per ora solo simbolicamente, il cuore della città, che ha smesso di pompare vita e senso di appartenenza in tutto il territorio circostante.

     

    «Vogliamo entrare»

    «Vogliamo entrare». Semplice e diretta, la richiesta dei manifestanti si infrange sul cordone delle forze dell'ordine che impedisce l'accesso a Corso Vittorio Emanuele. Nella piazza della Fontana Luminosa un migliaio di persone, tutte con il caschetto di sicurezza gialla, si accalcano all'imbocco di quella che era l'arteria principale, la via dello struscio, dei bar e delle pubbliche relazioni. La gente chiede che siano i vigili del fuoco e solo loro a occuparsi della sicurezza, non solo e non tanto per sfiducia negli altri, quanto per l'amore incondizionato che la gente ha sviluppato nei confronti dei «pompieri». Soprattutto nei giorni in cui alla protesta dei comitati cittadini si è aggiunta la loro, quella di chi ha dato tutto e continua ad assistere la popolazione fuori dalla logica della militarizzazione che sembra ormai regolare l'esistenza di tutti. Anche i vigili del fuoco hanno subìto il gioco scorretto degli emendamenti che entrano ed escono dal decreto. Pensavano che un'emergenza così potesse servire ad ottenere quello che chiedono da tempo, più mezzi e uomini, più sicurezza per sé e quindi per i cittadini. Invece niente.

     

    Anche i pompieri protestano

    Sulle saracinesche dei vecchi camion che continuano a fare la spola per consentire agli abitanti di recuperare gli effetti personali dalle case, si può leggere un composto volantino che lamenta la mortificazione inflitta al Corpo. Viene annunciato lo stato di agitazione e si ribadisce che il servizio sarà assicurato «sempre e comunque». In piazza c'è anche uno di loro con elmetto d'ordinanza e un cartello vergato in bella calligrafia: «Sono vigile del fuoco, rischio tanto e costo poco».
    Al varco la tensione cresce, non tutti vorrebbero sfondare ma nessuno è disposto ad accettare il percorso alternativo imposto dalle autorità, che anziché lambire le mura perimetrali della città finirebbe per espellere il corteo verso la periferia. «Lì ci passiamo tutti i giorni in macchina, non è per questo che siamo venuti qui». Arrivano il sindaco Massimo Cialente e la presidente della provincia Stefania Pezzopane, che se non riportano proprio la calma almeno incanalano la trattativa su un binario utile. «I motivi di sicurezza sono reali - dice il sindaco -, la scossa di questa mattina (sveglia per tutti alle 4,55, ndr) ha reso la situazione ancora più pericolosa, il rischio di nuovi crolli è davvero enorme ... Vi prego, abbiamo già pagato un prezzo troppo alto. Stamattina c'è anche chi ha portato i bambini... Ma vi rendete conto?".

     

    Arriva anche la Fiom

    Qualche fischio, un battito di mani che ritma le voci: «Pun-te-lla-re». Altro striscione: «Promesse, menzogne, televisioni, ma non ci sono i soldi per le ricostruzioni».
    In piazza la gente non cede: «Vogliamo entrare e vogliamo arrivare a piazza Duomo, pia-zza Duo-mo". Arrivano i ciclisti che partecipano all'iniziativa della Fiom «In marcia per il lavoro», un giro dell'altra Italia partito da Padova, da Pomigliano e atteso per oggi a Roma. Pantaloncini e magliette rosse in mezzo a tanti puntini gialli, la proposta di un loro cordone di sicurezza sblocca la situazione. Si entra, finalmente, anche se in forma di serpentone e per pochi metri. «Se veramente ci volete bene defluite veloci», dice un vigile del fuoco. All'altezza di piazza Regina Margherita si svolta a sinistra e si torna al «sicuro», nel parco del Castello, dove la mobilitazione diventa sit-in. Riecco Cialente, che annuncia la cittadinanza onoraria per i vigili del fuoco, definisce alcuni dei puntelli sistemati «un capolavoro» e giù applausi. Poi si scalda: «Non voglio che il mio centro storico finisca nelle mani di Fintecna». E invita tutti alla manifestazione indetta dai sindaci per mercoledì prossimo, alle 16, nella villa comunale. Una signora ha scritto sul suo cartello la celebre frase di Lincoln: «Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo».

     

    Un terremoto di destra
    Poche ore dopo, nella consueta assemblea del sabato sotto il tendone del comitato 3 e 32, si discute proprio di come smascherare i mille inganni del governo. Per Leda l'emergenza è andata come è andata, ma nessuno pensi ora di commissariare la ricostruzione: «Chi ha ricevuto democraticamente l'investitura dei cittadini se ne deve riappropriare». Si discute di tutto, delle iniziative già in campo e di quelle su cui lavorare. C'è la «Campagna 100%» che chiede il 100% di ricostruzione ma anche di trasparenza e soprattutto di partecipazione. È la lotta di tutti e avrà un buon esito solo se tutti si daranno da fare. Le assemblee che con mille difficoltà - la repressione qui picchia duro, sempre in nome della sicurezza - vengono estese alle tendopoli. Sara chiama alla mobilitazione permanente e richiama gli amministratori pubblici al loro ruolo: «Prima si parla con la gente nei campi, poi si va agli incontri con Bertolaso e Berlusconi». In ballo c'è anche una manifestazione a Roma, il dubbio è solo se organizzarla per il 10 giugno, quando il governo riceverà i sindaci, o puntare direttamente al 15, quando inizierà la discussione del Dl alla Camera. Idea: portiamo le tende in piazza Montecitorio dal 10 al 15 e magari diamo vita a una «cuscinata». Preoccupano i new village che si profilano all'orizzonte, peggiori della new town e - ormai è chiaro - altrettanto definitivi. Roberto, che lavora come fisico nei laboratori del Gran Sasso, ha a cuore soprattutto la sorte dell'università e dei suoi studenti: «Questo è un terremoto di destra - dice - che ha distrutto la cultura e ora farà arricchire i palazzinari».
     


I COMMENTI:
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  • E questo è niente. Appena terminato il raccolto(dei voti)
    vedrete come comincerà a rispedire gli abitanti delle 10.000 case agibili. Altro che crociere... 02-06-2009 06:52 - teramano
  • Persone serie e capaci a riempirsi il conto corrente e svuotare le tasche dei loro elettori. Siamo governati da una cleptocrazia a base di veline e tronisti. A capo di tutto ciò ci sta un satiro impotente che ha manie di grandezza e ci trascinerà alla rovina. Ai poveri aquilani toccherà il destino di tutti i terremotati d'Italia, rimanere senza tetto per decenni. 02-06-2009 04:49 - Orazio
  • Le parole, le promesse, gli abbracci.....e gli ITALIANI D'ABRUZZO che si sentono soli ed abbandonati al loro destino!!! VERGOGNA. Sono irpino ed ho vissuto già questo iter, allora esisteva una croce rossa scudata, oggi un folleto blu. Ma non è che sarà colpa della sinistra se non si riesce a dare con dignità quello che è previsto dalla legge?
    Ricostruiamo l'Abruzzo e ricostruiamo la politica ITALIANA.
    Caro Silvio, stai affondando..... 02-06-2009 00:42 - Michele
  • Dispiace rovinare tutto con pochezze di
    bassa lega. Non vorrei soffrire in prima
    pesona una qualsiasi calamita`con al gover
    no la sinistra. Prodi avrebbe risolto il caso
    napoli, in tre giorni ; cosi`assicuro`ai micro
    foni del tg. Abbiamo finalmente un capo
    vero, un governo di persone serie e capaci. 01-06-2009 23:59 - mario piccirilli
  • Boom di nascite all'Aquila! Dei 70.000 residenti prima del terremoto, sono passati a 100.000 richieste di indennizzo, 30.000 in più in una notte. Risarcimenti ai terremotati? Risponde il direttore generale del Comune dell'Aquila: “Ancora non iniziano perche’ c’e’ un problema di numeri troppo elevati, considerando chi sta in tenda, chi in albergo e chi chiede l’autonoma sistemazione, siamo oltre a 100mila persone. L’Aquila e’ una citta’ di 70mila abitanti e quindi e’ palese che ci sia una incongruenza nei numeri" Se gli Aquilani dicono "non siamo fessi", si ricordino che non sono fessi neppure gli altri! 01-06-2009 21:03 - Silvia
  • Siamo abruzzesi, discendenti diretti del popolo marso ma con un pò di cervello in più. Non ci lasceremo prendere in giro dal gran macaco azzurro. 01-06-2009 20:29 - Belli
  • Se i cittadini dell'Aquila faranno casino prevedo che il satiro impotente di villa certosa li farà manganellare senza pietà. Non si rovina la festa al padrone. Aquilani non votatelo. 01-06-2009 20:10 - Orazio
  • Mi auguro che i cittadini dell Aquila organizzino una grande mobilitazione anti G8 in modo da dimostrare a chi racconta chiacchiere che esiste un'altra Italia che propone un modo diverso di gestire la cosa pubblica cioè a partire dolle esigenze di chi ha ricevuto il danno e che deve gestire in prima persona la ricostruzione.Spero che facciano tanto di quel casino da rovinargli la festa che si appresta a gestire come il suo più grande spot elettorale!!! 01-06-2009 18:35 - Adolfo Meglio
  • Ma cosa ci si poteva aspettare da un uomo che prima promette oltre 400 mln di euro per ripianare il bilancio del comune di Catania....ormai in piena bancarotta....senza un soldo per pagare gli stipendii dei dipendenti del comune da un paio di mesi a questa parte....e che poi decide di stornare i soldi già promessi e stanziati per la ricostruzione della città de L'Aquila, perché il governo non riesce a trovare alcuna alchimia per trovare i denari necessari.
    In attesa di Paracelsio il Governo del Nano del Grillo e il Gran Maestro della Fantaeconomia devono accontentarsi di far girare l'economia facendo girare i soldi da una voce di bilancio ad un'altra... 01-06-2009 16:18 - Giusé
  • visto che tutti fanno domande una me la faccio anche io. dichiarazione di oggi di Berlusconi rispetto agli ulteriori articoli comparsi sui giornali stranieri come il NYT ( a prop. ricordo ancora la mia prof di italiano che nella quotidiana lettura dei giornali, lo facessero anche oggi in classe, il NYT veniva da sempre indicato come uno dei più autorevoli) che sono manovrati dalla sinistra italiana. mi domando quindi se la sinistra è cos'ì potente da poter influire anche su giornali stranieri del calibro del NYT come mai non è nemmeno in parlamento? scusate la digressione volevo scrivere dell'abbruzzo ma è successo che la parola (codice) da inserire per pubblicare il commento guarda caso è "decent". e quindi a parte tutto e rispetto a tutto in effetti l'unica vera domanda che rimane da fare è: ma dove è finita la decenza? soprattutto quella di questo popolo perchè checchè se ne dica berlusconi è uno e non starebbe li se qualche milioncino di italiani non ce lo avesse messo.... orsù quindi che l'epoca del sonno forse è finita, ma non ci speriamo troppo in fin dei conti non esiste uno studio preciso sul letargo "dell'homo italico" (ps per i bempensanti ci tengo a precisa che non è latino ma semplice volgare, a buon intenditor). 01-06-2009 15:10 - federico
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