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FUORIPAGINA
27/06/2009
  •   |   Alessandra Fava
    A Genova un Pride contro ogni intolleranza

    Quelli che si girano di là perché magari c’è uno scazzo in corso ed è meglio non entrarci. Quelli che meglio lasciar perdere per non mettersi nei guai. Quelli che non mi riguarda. E’ anche dedicato a loro il Pride nazionale oggi a Genova. A quelli come quelli che erano a piazza Bellini a Napoli dove Maria Luisa ha perso un occhio per le botte dei naziskin. ‘’Il presidente della Repubblica le riconosca la medaglia al valor civile – chiede con forza da ieri il presidente dell’Arcigay Aurelio Mancuso - è un episodio orribile avvenuto nella quasi indifferenza delle persone che erano intorno. Significa che in questo paese il seme dell’odio, dell’omofobia, della disattenzione verso le persone meno tutelate, sta passando e questa è responsabilità anche della politica’’.
    Sì oggi ci saranno le trans, le drag queen, i colori, la festa e qualche nota boccaccesca, ma alla base c’è la rivendicazione di diritti negati a nostri concittadini solo perché esprimono un diverso orientamento sessuale. Ieri si discuteva con un amico che lavora nella comunicazione: ma secondo te uno cambia sesso per farsi una passeggiata? Per affrontare ormoni, operazioni uno/una deve essere convinta. Quello mi racconta che conosce un ragazzo che a un certo punto è sparito per un po’ ed è riapparso che era donna. Un comune amico lo incontra, la neo-lei lo saluta con slancio e lui imbarazzatissimo. Perché? Il problema era se il resto della gente in fila al supermercato non potesse pensare che anche lui ‘’se lo faceva mettere…’’ (testuali parole con omissis). Ne deriva che ogni valutazione sul mondo lgbtq parte da che cosa sia lecito o meno fare in camera da letto e quindi da lì stabilire l’accesso o meno ai diritti. E’ come una frase che ronza nel cervello, buttata lì tra il serio e il faceto, da uno dei coordinatori del Pride, Alberto Villa, al Village (che ha colorato al Porto antico le notti genovesi per dieci giorni prima dell’evento nazionale): ‘’tanti genovesi non vengono qui, perché poi se mi vede qualcuno pensano sia diventato gay’’. Prima ancora dei diritti al matrimonio, alla paternità e maternità (sarebbero 100 mila i figli nati da omosessuali o lesbiche in Italia), bisogna smuovere pregiudizi radicati che fanno dire a qualcuno "con quelli non voglio avere niente a che fare". Il tempo non manca: il corteo parte oggi pomeriggio dalla Stazione marittima per attraversare Genova sino a piazza De Ferrari. Gli ultimi quattrocento metri saranno di silenzio per le vittime irachene e quelle di tutte le dittature. Facciamo pure silenzio nel silenzio. Ma non stiamo mai zitti dopo.


I COMMENTI:
  • Vorrei sapere come si concilia questo spirito libertario con la sporca e lubrica aggressione ad una ragazzina di nome Noemi, 18 anni, o a donne che liberamente scelgono di fare del loro corpo quel che gli pare, senza cadere negli anatemi degli stalinisti di Repubblica. 29-06-2009 15:40 - Maurizio
  • ...credo che i commenti fatti da Lizzola e Massimo sulle oscenità che ci sono in tv siano fuori luogo, in quanto la tv è sicuramente un'altra piaga della nostra società,ma il discosrso non deve essere sviato su altri temi per giustificare quello attuale,quando ci saranno dibattiti sulla "tv" sarò felice di parteciparvi.Comunque sul commento fatto in precedenza,probabilmente non mi sono saputo spiegare!Io credo che il problema non sia vedere un omosessuale in compagnia del proprio compagno/a passeggiare sul corso(intendevo questo quando dicevo "discriminarli è sbagliato"e non fare la fila alle poste ecc. come dicevi tu massimo) ma vederlo con la fede al dito crescere 1 bambino probabilmente ( anzi sicuramente)non suo. In quanto penso che un bambino abbia il diritto di crescere con una figura materna ed una figura paterna e non con due madri o due padri.Inoltre in questo modo automaticamente il bambino crescerà deviato sessualmente cosa che non ritengo giusta... 29-06-2009 14:56 - simone
  • a napoli c'è gente in gamba, abbi fiducia, non vergognarti della tua città,si risorge anche da un periodo come questo,i napoletani sanno cos'è il dolore rialzeranno la testa e non permetteranno più questi e altri soprusi. 28-06-2009 07:24 - teresa
  • Io sono eterosessuale, eppure oggi C'ERO. Ero a Genova a sfilare, e sono partita da Brescia con alcuni miei amici (gay e etero), per quei diritti che tu, Simone (e, purtroppo, molti altri come te) non vogliono concedere a chi è "diverso"... ma diverso secondo QUALI parametri? Secondo i tuoi? Secondo quelli della Chiesa? Non capisco...
    Oggi eravamo in 200.000; e a sfilare con noi, a sostenerci c'erano famiglie, anziani, grandi e piccini... Che si sono uniti spontaneamente, che hanno cantato, ballato, manifestato, applaudito! Spettacoli osceni? E non è, forse, uno spettacolo osceno quello che i bambini vedono ogni giorno in TV, con tutti quei corpi nudi? E poi... cosa cambia a te? Non è che dando agli omosessuali gli stessi diritti che hanno gli etero, i tuoi diritti verranno a mancare. Semplicemente, si estenderanno ad altre persone, che li meritano e li DEVONO avere. Anzi, nemmeno perchè li meritano: dovrebbero averli a prescindere, punto e basta! Comunque... ci tenevo a ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a rendere questa giornata MAGNIFICA. E speriamo che serva...!!! 28-06-2009 00:29 - Lizzola
  • In Italia adesso piu' che mai abbiamo bisogno di questo tipo di manifestazioni. Finché due persone dello stesso sesso non si sentono libere di passeggiare mano nella mano, non dovremmo smettere di levare la nostra voce contro la discriminazione sessuale.Non si decide se essere etero o omosessuali, semplicemente lo si é. Prima di esprimere giudizi dovremmo chiudere gli occhi e pensare a cosa succederebbe se fossimo nella pelle dell'altro. Come ci sentiremmo? Come vorremmo che gli altri ci trattassero?Un po' di empatia non guasterebbe proprio, per non parlare di quella benedetta intelligenza che, questa si', se non la usassimo, andremmo contro natura.
    Tolleriamo se vogliamo essere tollerati.
    baci! 27-06-2009 20:17 - Paola
  • La discriminazione nei confronti delle persone lgbt è una delle molteplici manifestazioni del razzismo, dell'intolleranza che sempre più avviluppano la società globale.... Per liberarci, per non ipotecare il nostro futuro ai lacci e laccioli di una cultura della violenza e dell' esclusione, tutti insieme etero e lgbt dobbiamo lottare per pari dignità, pari diritti civili...e credo proprio che anche "nostr* Signor*" ne sarebbe felice.. Una buona serata a tutti..qualsiasi orientamento sessuale abbiate!! 27-06-2009 19:57 - giovanni delfino
  • simone mi sembra evidente che tu abbia le idee un po' confuse. scrivi che è sbagliato discriminare i gay, a patto però che poi non vengano a chiedere di sposarsi, di avere una famiglia o di avere dei figli. mi sfugge sinceramente in cosa abbiamo diritto a non essere discriminati secondo il tuo parere... forse nel fare la fila alle poste e negli altri uffici pubblici? per quanto riguarda i "molti bambini, nelle fasi di età formative" di cui tanto ti preoccupi, credo che si ritrovino davanti a immagini oscene a sufficienza semplicemente accendendo la tv e trovandosi davanti il modello uomo/donna propinato dai vari programmi de filippi style che ormai impazzano su tutte le reti televisive. sempre che, naturalmente, a tuo giudizio questo modello non sia conforme allo "scorrimento naturale della vita che il Signore ci ha dato..." 27-06-2009 16:47 - massimo
  • secondo me le cose stanno un pò degenerando...ormai se si andrà avanti così saranno gli eterosessuali ad essere i diversi...c'è gente gay? non importa! discriminarli è sbagliato indubbiamente ma essi non possono pretendere di sposarsi ,di avere 1 famiglia "tradizioneale",di adottare bambini ecc...questo andrebbe contro ogni valore umano e anche contro "natura"! ma soprattutto basta con i pride nelle piazze,molti bambini ,nelle fasi di età formative, guardano immagini oscene e per nulla istruttive che confondono il loro pensiero riguardo la differenza tra uomo e donna è soprattutto l'importanza di essa che permette lo scorrimento della vita, in modo naturale, che il Signore ci ha dato... 27-06-2009 15:52 - simone
  • la ragazza pestata nella mia città è davvero un eroina in una città di cui mi vergogno di esservi nato 27-06-2009 11:29 - pups
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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