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FUORIPAGINA
27/06/2009
  •   |   Andrea Palladino
    L'Aquila. In piazza per ricostruire in trasparenza

    C'è un silenzio pesante da rompere a L'Aquila e una città che cerca di riprendersi il destino. Con l'obiettivo chiaro e condiviso – 100% ricostruzione e trasparenza – i comitati nati dopo il terremoto del sei aprile oggi pomeriggio manifesteranno nelle vie tra le due zone rosse, il centro e la caserma della Finanza di Coppito, dove si terrà il G8. Si parte alle 15.30 da Piazza d'armi, la tendopoli che ospita mille persone, toccando i campi dell'area dell'ex Italtel e di Centi Colella, a poco più di un paio di chilometri dalla zona storica della città.
    Ancora ieri Guido Bertolaso girava per le tendopoli promettendo un tetto per tutti entro settembre, smentendo lo stesso cronogramma ufficiale dei lavori per i venti villaggi di prefabbricati. E se l'estate in tenda è sicura e insopportabile, spaventa l'inizio dell'autunno, che sotto il Gran Sasso arriva almeno un mese prima. La richiesta del coordinamento 100% è di rendere subito disponibili i tremila appartamenti sfitti – che la stessa associazione dei costruttori un paio di mesi fa dichiarò disponibili – e di far arrivare in città i container della protezione civile. E' infatti ormai certo – al di là della propaganda governativa – che le case prefabbricate non saranno pronte prima della fine dell'anno, quando il freddo della montagna già renderà invivibili e pericolose le tende. I tempi per le prime case sono lontani, dunque. Lo sanno i costruttori che hanno aperto i cantieri, lo sanno i tecnici della protezione civile. Ma di crisi ed emergenze è vietato parlare.
    Bertolaso ha già pronta la sua soluzione: svuotare la città, mandare tutti sulla costa, negli alberghi della zona di Pescara, per poi tornare a L'Aquila una volta completate le case provvisorie. Un'idea insostenibile, che la manifestazione di oggi respinge nettamente.
    Il decreto Abruzzo – divenuto legge senza nessuna certezza per la ricostruzione – di soldi veri per ricostruire L'Aquila e le decine di piccoli borghi sventrati dal terremoto, non ne ha. Tutti i punti oscuri di un pessimo testo sono rimasti, a cominciare dalla Fintecna, la società del ministero dell'economia che ingloberà molte delle case danneggiate delle zone pregiate del centro. Un'operazione che sa tanto di speculazione e che i comitati, con la protesta di oggi, vogliono smascherare. Mai come oggi il silenzio è colpevole.


I COMMENTI:
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  • sarebbe meglio che si rimboccassero le maniche, invece di riunisi in comitati di protesta perchè trovano chi lavora per far trovare loro, tutti i giorni, la pappa pronta. 27-06-2009 17:48 - Giuseppe
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