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FUORIPAGINA
29/06/2009
  •   |   Micaela Bongi
    Ora è Napolitano a zittire la stampa

    È a Capri per trascorrere una breve vacanza, e nel giorno del suo ottantaquattresimo compleanno chiede un regalo davvero insolito: una «tregua nelle polemiche» fino a quando non sarà celebrato il G8. Dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano non arriva il consueto invito a abbassare i toni. Perché l’inquilino del Quirinale, senza parlare esplicitamente di Silvio Berlusconi o del Bari-gate, si sbilancia affermando «io capisco le ragioni dell’informazione e della politica»; allo stesso tempo chiede però all’informazione e alla politica stesse una moratoria temporanea, «data la delicatezza di questo grosso appuntamento internazionale». E il capo dello stato riferisce anche che, in preparazione del G8 e in vista della pomeridiana conferenza stampa del premier, ha avuto con Silvio Berlusconi «una conversazione un po' più ampia».
    Conversazione, spiegano sul Colle, relativa al summit di luglio. Nulla di nuovo, si spiega ancora, per quanto riguarda l’appello a interrompere le polemiche, ma solo una riproposizione dell’invito alla «coesione» di fronte alla crisi e, appunto, in prossimità del vertice tra i leader mondiali già spedito dal presidente in occasione delle celebrazioni per il 2 giugno. Ma è sicuramente una novità l’altolà rivolto alla stampa (tra l’altro oggetto degli strali quotidiani del Cavaliere), mentre nella stessa maggioranza si temono nuovi, imminenti colpi di scena - foto compromettenti o sviluppi dell’inchiesta barese o nuove indagini - e la stampa estera si esercita largamente sul dopo-Silvio. Più che rasserenare, l’uscita del capo dello stato sembra dunque certificare la difficoltà crescente del premier. Ma per carità di patria, sembra dire Napolitano, bocce ferme fino al 10 luglio, quando i grandi, e con loro i giornalisti di tutto il mondo, torneranno a casa.
    L’invito del presidente della repubblica viene accolto con grande soddisfazione dal Pdl. Soddisfatto anche il ministro dell’interno, il leghista Roberto Maroni: «E' importante che in un'occasione come questa i toni siano giusti, e la si sfrutti per far fare bella figura all'Italia». Mentre dal Pd si fa avanti il capogruppo alla camera Antonello Soro, che definisce l’appello «molto saggio» e «assolutamente giusto» cercando di spostare però l’attenzione su Berlusconi, perché «forse inconsapevolmente è sempre stato lui a voler determinare scontri con esternazioni e accuse continue».
    A bordo della nave Fantasia ormeggiata nel golfo di Napoli, presentando il G8 il premier per l’occasione sfodera un tono insolitamente pacato. Risponde senza insulti alle domande dei giornalisti (anche di Repubblica) e incassa la sollecitazione di Napolitano: «E’ logico che il capo dello stato rivolga un invito del genere e sarebbe logico che fosse accolto». Tutti gli altri sono avvisati, insomma, e non si facciano illusioni perché, si lancia il Cavaliere, «il mio, e il nostro, è il governo più stabile e sicuro di tutto l’occidente», per gli ottimi rapporti, sottolinea, tra i leader della maggioranza, «e poi abbiamo appena vinto le elezioni, la mia popolarità personale è al 62,3 per cento e infine il paese è protagonista come nessun altro».
    Ma per Berlusconi la «tregua» dura poco. Perché il presidente del consiglio non rinuncia a sostenere che il suo governo è «fortissimo» anche perché è debole l’opposizione. Anzi, «il signor Pansa questa mattina sui giornali ha definito l'opposizione un cadavere che cammina. E non credo che sia di destra». Arrivato poi all’hotel Vesuvio, il premier torna all’attacco dei media: «La Repubblica e altri giornali inventano le cose, non credete alle loro invenzioni».
    Nel pomeriggio l’invito alla «tregua» era stato respinto dal segretario di Rifondazione Paolo Ferrero («il problema non è di smetterla con le polemiche ma quello di aprire una seria discussione sui problemi del paese») e dal leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro. Che rilancia: «Da tempo l'Idv ha chiesto di sfiduciare il governo Berlusconi. Prima si fa, meglio è. In tutto il mondo ridono di noi, dobbiamo al più presto, anche prima del G8, risolvere questo cancro politico che si chiama governo Berlusconi».
    Poi, di fronte alle proteste per la sua risposta poco diplomatica, l’ex pm scrive sul suo blog: «Posso accogliere l'appello del presidente della repubblica a patto che voglia pronunciarsi su un fatto: la vergognosa cena di maggio tra sei uomini delle istituzioni in conflitto di interessi». La cena a casa del giudice della Corte costituzionale Luigi Mazzella, presenti anche un altro giudice costituzionale, Paolo Napolitano, nonché Silvio Berlusconi, Gianni Letta, il guardasigilli Angelino Alfano e Carlo Vizzini. E la Consulta, ricorda Di Pietro, il 6 ottobre si pronuncerà sulla costituzionalità del Lodo Alfano.


I COMMENTI:
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  • Solo una preghiera ai compagni del Manifesto. Ricordate queste parole di Napolitano o anche il suo silenzio sulle cene di giudici costituzionali. Ricordate, e evitate di tesserne rispettose lodi quando dispensa mezza dichiarazione in difesa della democrazia e (naturalmente) del dialogo a lui sempre caro. 01-07-2009 18:23 - Carlo
  • Ma mi pare una richiesta assurda e fuori luogo!!!Ma come, siccome l'Italia fa schifo e i suoi rappresentanti anche di più, meglio tacere per non fare brutta figura...
    Ma dai!!!Che sciocchezza!!!Questo Napolitano è davvero pessimo!!!Forse non sa quello che dice... 01-07-2009 12:09 - Edo
  • Si vergogni Giorgio Napolitano, presidente dedito esclusivamente alla promozione di larghe intese per cambiare in peggio la Costituzione che ha giurato di difendere. Ma in fondo non fa altro che ricordarci tutti i giorni come la cosiddetta sinistra cosiddetta democratica sia uno dei motori della trasformazione autoritaria della Repubblica. 01-07-2009 11:44 - Paolo
  • X Enrico: io dico quel che è stato. Non mi credo di essere nessuno ma l'approvazione del moderatore preventiva non me la invento io e le cose che ho scritto le hanno pubblicate solo al secondo post. Poi per Napolitano migliorista: giusto, parla quando dovrebbe stare zitto e viceversa. E NESSUNA PAROLA sul caso della cena Berlu-giudici della Cassazione: in un Paese normale dovrebbero dimettersi: qualcuno si ricorda quel che succedeva con Gaucci e i cavalli regalati agli arbitri, per esempio? Non è serio che arbitri e giocatori (di una sola squadra) si incontrino in separata sede. Mica siamo fessi fino a questo punto. 30-06-2009 21:00 - Graziano
  • Presidenti, basta, non fateci più soffrire col vostro vagar nel nulla! Al di là delle parole vuote c'è la vita con le sue gioie, ma soprattutto con realtà dolorose che voi dovreste aiutarci a governare e invece... 30-06-2009 20:59 - gioconda
  • In Italia c'è troppo timore a dire le cose come stanno riguardo al comportamento alquanto reprensibile di questo capo dello stato. Se la situazione si sta trascinando sempre di più verso l'orrido buona parte della colpa è anche sua. Al di là delle sue sterili prediche infatti, non mi pare che abbia mosso un dito per aerginare la deriva, anche di fronte a fatti eclatanti come il lodo Alfano, motivando la sua palese omissione con ben poco motivati espedienti giuridici che non potevano oscurare l'evidenza: un affronto all'art. 3 della COSTITUZIONE.Al che viene da chiedersi, è possibile tanta leggerezza di comportamento, se non c'è qualcos'altro!? No, egli come tutta la dirigenza degli ex PC, non è immune da certi ricatti, la cui provenienza potrebbe essere in certi armadi della vergogna che lui, quando era al Viminale, non volle aprire e che invece qualcun altro aveva aperto ben bene (do you remember D'Amato, del famigerato affari riservati, l'ufficio nascosto delle stragi?). Ne ha parlato recentemente Travaglio, subito silurato.Farete così anche con me? 30-06-2009 20:28 - giulio raffi
  • L’invito alla «coesione» del presidente della repubblica, in prossimità del vertice tra i leader mondiali (accolto con grande soddisfazione dal Pdl, dal leghista dell’interno Roberto Maroni e da Antonello Soro del PD che definisce l’appello «molto saggio» e «assolutamente giusto»), mi pare una grande ipocrisia che vuole nascondere dietro un dito lo stato pietoso in cui versa l’Italia soprattutto da quando è amministrata dall’attuale Governo.
    Purtroppo ha ragione il papi quando sostiene che il suo governo è «fortissimo» anche perché è debole l’opposizione. E ha ragione anche il signor Pansa che ha definito l'opposizione un cadavere che cammina.
    Come si fa a non vedere, a non accorgersi e a non leggere che in tutto il mondo ridono e sparlano di “noi”? Ho una certa nostalgia di Pertini. 30-06-2009 19:53 - scricciola
  • Mi sembra che il ns Presidente abbia dato spesso prova di avallare ed aiutare l'altro Presidente, cosa ci aspettavamo dunque? E' ora di svegliarsi...... 30-06-2009 19:29 - Marina
  • Che è successo a Vauro, si è forse ammosciato oppure le censure del Corriere della Sera gli hanno consigliato maggiore prudenza ? Mi sembra che la vignetta in prima pagina del " Manifesto " di martedì 30 giugno sia piuttosto debole. Io avrei disegnato Giorgio Napolitano che mette il bavaglio alle libertà di stampa impersonata da Eugenio Scalfari, mentre il nano Berlusconi balla intorno felice.
    Cerchiamo di essere un pò più cattivi, che diamine ! 30-06-2009 19:01 - gianni
  • Sono appena tornato dalla Germania, la sensazione che si ha al rientro e' di essere in pieno regime. Come non rendersene conto? Anche il nostro presidente alla corte del Sultano? 30-06-2009 18:58 - lorenzo
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