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Francesco Paternò
Rischia la poltrona l'"uomo delle ferrovie"
Avrebbe fatto a meno di finire sotto i riflettori, e non solo per le povere vittime di questa strage a Viareggio. L'uomo non li ama, ma ci sta sempre sotto, essendo il primo macchinista di un sistema che sembra impazzito. Tiratissimo, l'amministratore delegato delle ferrovie dello stato Mauro Moretti è apparso subito in tv per dire che la causa del disastro è stato un cedimento strutturale e non un errore umano. Su vagoni non immatricolati in Italia, ha aggiunto: informazione corretta ma che a qualcuno è suonata come un'autodifesa. Non richiesta.
Moretti è l'uomo delle ferrovie e, più nolente che volente, è su di lui che si voltano gli occhi del paese ogni volta che succede una disgrazia. O, più semplicemente, ogni volta che un convoglio si ferma inopinatamente, che risulta più sporco del solito, che un treno di pendolari viene soppresso.Alla guida delle Fs arriva nel 2006, l'8 settembre, giorno che nella memoria è un giorno pacifico, predisposizione che non ha. E' sicuramente l'uomo giusto al posto giusto, cosa rara in questo paese, perché Moretti nelle ferrovie praticamente ci nasce. Da giovane ingegnere vince un concorso e da lì attraversa l'azienda per salire fino in cima alla scala. La conosce davvero come nessun'altro: perché per quattro anni fa anche il segretario nazionale in Cgil trasporti, cuore a sinistra, area - per quel che si capisce oggi nella incerta geografia dell'ex ex Pci - dalemiana. In Cgil lo chiama Luciano Lama nella seconda metà degli anni Ottanta, ma resta ingegnere nell'approccio e nel lavoro. Oggi ha 57 anni, grande esperto di sistemi ferroviari a livello europeo, con un carattere su cui concordano amici e nemici: duro, accentratore, autoritario. E maniacale nel lavoro. Pari arrivi in ufficio alle 5 del mattino, mette bocca su ogni decisione, compresa - si narra - la scelta delle scarpe per il personale, è suo l'ordine di servizio per tutti i dirigenti di essere al lavoro alle 8,30 del mattino.
L'ingegnere è competente, il manager punta alla produttività, l'uomo è molto legge e ordine. Con il sindacato, che conosce bene quanto l'azienda, va allo scontro diretto licenziando due volte il macchinista Dante De Angelis, reo - la seconda volta - di aver sollevato dubbi sulla manutenzione corretta degli Eurostar. Il processo è ancora in corso, in ottobre potrebbe esserci la sentenza. Al vertice delle Fs ce lo porta il governo Prodi e finora è stato confermato. Anche perché un manager che rimette a posto i conti delle ferrovie non si vedeva da tempo: Elio Catania, suo predecessore voluto da Silvio Berlusconi, lascia buchi di bilancio grandi così. A fine 2007, ultimo rendiconto disponibile, il risultato netto negativo è di 409 milioni contro i 2.115 del 2006, con un Mol positivo per 463 milioni contro uno negativo per 650 milioni dell'anno precedente. Il 2008, assicura Moretti, «è andato bene perché abbiamo ristrutturato e razionalizzato molto». Taglia costi e personale, inverte una tendenza anche se, ammette, «il 2009 sarà duro».
La strage di Viareggio, dovuta a vagoni immatricolati altrove (se le perizie lo confermeranno), giocherà contro di lui? Il governo di centrodestra potrebbe volere indietro una poltrona che scotta. Le parole di Moretti, attacca Angelo Maria Cicolani, responsabile trasporti del Pdl, «rendono ancora più preoccupante l'accaduto». E il trasporto di merci pericolose via ferrovia, «rimette in discussione questa linea», chiude Cicolani. Ugo Boghetta, nella passata legislatura commissario e poi vicepresidente della Commissione trasporti della camera per Rifondazione, fa un passo più avanti: «Se Moretti cade, serve un pretesto. In ballo c'è la liberalizzazione dei binari a partire dal gennaio del 2011. Dipenderà da come questo governo vuole gestire la concorrenza con l'entrata in campo di Montezemolo e dei suoi treni: se lo stato deve essere arrendevole, Moretti salta. Perché non è malleabile, pronto a una sfida vera».
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Per quanto riguarda gli stipendi andiamo dai 1800 ai 2200 euro al mese. Si lavora di notte e di giorno, si deve dormire se non si ha sonno e non si dorme quando si ha. Si mangia a tutte le ore (dalle 11 alle 15 e dalle 18 alle 22), si lavora di domenica e per le feste. Si hanno responsabilità anche penali (molti di noi hanno processi per incidenti capitati ai clienti), si devono subire gli insulti e le botte dei clienti di ogni razza e religione. L'azienda ci chiede sempre di essere disponibili a lavorare fuori normativa, per ogni mancanza siamo puniti anche con giorni di sospensione... potrei continuare all'infinito, ma tanto non servirebbe a nulla per chi ha preconcetti. 01-07-2009 15:05 - Achille
Non gli auguro certo di morire bruciato vivo, ma spero rifletta su quanto devono avere sofferto quei poveretti di Viareggio, e che si vergogni almeno un pò, perchè la responsabilità è anche sua. 01-07-2009 11:06 - gianni
La Storia continua a ripertersi nella speranza di insegnare qualcosa ai cretini. Invano.
PS: Le Ferrovie sono state, e sono uno, dei piu' corrotti carrozzoni (e' il caso di dirlo) e un centro per raccomandati di ogni rango. La sinistra dovrebbe investigare e fare mea culpa. 01-07-2009 00:34 - murmillus
G. Debord 30-06-2009 21:21 - martino bosco
Quì si sta giocando sui lavoratori.
Meglio andare in Afganistan che stare su queste macchine assassine.
Oggi la classe operaia è attaccata da tutti i fronti.
Tutti a risparmiare,sulla pelle dei lavoratori.
Bisogna cambiare.
Bisogna, che alla classe operaia, la si prenda un po più seriamente.
Forse si sono scordati della potenza che questa classe può sprigionare.
Frankenstein,aveva creato un mostro deforme e stupido.
Lo aveva creato per dominarlo e spingerlo a fare cose incredibbili.
Ma un giorno il mostro,ha preso coscienza e si è scatenato contro il suo inventore. Uccidendolo.
Non tirino troppo la corda....
Oggi la borghesia è convinta di aver sbaragliato tutti e tutto quello che si contrapponeva alla sua ascesa.
La storia insegna che proprio quando non ci sono contraddizioni.
Il sistema muore. 30-06-2009 21:13 - mariani maurizio