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Giorgio Salvetti
Soldi ai caccia o all'Abruzzo?
No F-35. Mentre a Roma si celebra la Repubblica con la parata militare, parte alle 15 dalla stazione di Novara la manifestazione nazionale contro il progetto Jsf che prevede l’assemblaggio nel vicino aeroporto di Cameri dei super cacciabombardieri Usa, targati Lockheed Martin. L’Italia ha già deciso di partecipare all’affare come partner di secondo livello. Significa che spenderà 600 milioni per costruire lo stabilimento a Cameri e 12,8 miliardi in rate da un miliardo l’anno, fino al 2026, per acquistare 131 cacciabombardieri. Alla faccia della crisi e dei terremotati dell’Abruzzo.
Per questo si tratta di una protesta che non riguarda solo Novara, ma tutti gli italiani. Prima di tutto perché è sinceramente pacifista: gli F-35 sono cacciabombardieri concepiti per attaccare paesi lontani. Perché è un esempio di sudditasnza tecnologica, militare e politica agli Usa. E perché è un enorme spreco di risorse pubbliche. L'affare F-35 occuperà al massimo 600 persone, con quella somma spropositata si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro, per esempio evitare di tagliare le maestre nelle scuole. La Cgil però non ci sarà. Al corteo hanno invece aderito decine di associazioni, alcune forze della sinistra locale. Ci sarà il presidio No Dal Molin di Vicenza e gruppi della rete antiG-8. Naturalmente non c'è il Pd: il progetto è stato votato e approvato a partire dal 1996 sia dai governi di centrodestra che di centrosinistra.
I fabbricanti di armi non conoscono crisi. Nel 2008 le industrie armiere italiane hanno venduto per 4 miliardi e 285 milioni di euro, un vero e proprio boom che ha triplicato gli incassi: il volume d’affari è aumentato del 222%. Lo dice il rapporto sulla esportazione di armamenti della presidenza del Consiglio. Il maggior acquirente è la Turchia con oltre un miliardo di euro (per acquistare elicotteri Augusta «per ricognizione tattica e attacco»), al secondo posto la Gran Bretagna con 254 milioni di euro. Gli «imprenditori» italiani non fanno distinzioni, tra i nostri clienti ci sono Cina, India e il Pakistan, Kosovo e Serbia, Kuwait, Siria e Israele. Secondo i dati del Sipri Yearbook 2008, dopo la «crisi» post caduta del muro di Berlino, la spesa militare negli ultimi dieci anni è salita del 45%, con 1214 miliardi di dollari rappresenta il 2,5% del pil mondiale (da 184 a 202 dollari per ogni essere umano). I più spendaccioni sono gli Usa che con 547 miliardi di investimenti hanno raggiunto la maggior spesa bellica dai tempi della II guerra mondiale. Europa e Usa detengono il 92% del mercato totale. L’Italia con 33,1 miliardi di dollari nel 2008 (nel 2007 erano 29,9) è all’ottavo posto per una spesa procapite di 568 dollari (nel 2006 erano 514).
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LA GUERRA SERVE! Le idee pacifiste non servono a niente, secondo me! La pace in Medio-Oriente, oramai, si può portare solo cosi. In più, se mai qualcuno attaccasse NOI cosa potremo dire quando ci troveremo senza mezzi per difenderci? se stiamo in crisi e non ci sono i soldi non è colpa delle spese militari, sveglia!!! 27-09-2011 15:54 - Vincenzo
Mi riallaccio a quello che ha detto il post del 'burro e cannoni' e a chi ha ricordato il progetto 'Fame zero'. Qui si tratta di far fare businness alle nostre aziende armivendole e di coltivare delle ambizioni che l'Italia non si può permettere. E nemmeno gli USA, visto che la California sta andando in bancarotta. Stiamo andando al traino di una politica cieca che procede per inerzia da 20 anni a questa parte, alla faccia di Tien Ammen e del Muro di Berlino,una politica che è definibile come il complesso 'militare-industriale'. Agli Svedesi stranamente il Gripen basta ed avanza. A noaltri italici no, bisogna giocare su tutti i tavoli. Ma con che soldi? Se la risposta è 'con quelli che non diamo ai terremotati', allora non è accettabile. E certo i JSF non si autofinanzieranno dando la caccia agli evasori fiscali, per quelli non c'é bisogno dei caccia invisibili ma di un governo 'visibile' che però è veramente 'stealth' su quest'argomento. Così in alternativa ad un improbabile rinsavimento di Tremonti e di Berlusconi, facendo la conta dei denari necessari non si può fare finta di nulla e procedere in un momento di crisi del genere a buttare così tanti soldi in un progetto di cui se ne abbiamo bisogno, ne abbiamo per ragioni industriali e tecnologiche che non c'azzeccano nulla con la nostra 'difesa'. Per ora i terremotati d'Abruzzo non hanno nemmeno le ruolotte (ci avete fatto caso? Dove sono finite tutte quelle usate ai tempi dell'Umbria? Rottamante senza rimpiazzo? Idem per i box). Sacrificare loro per comprare i JSF non è che sia triste, è criminale. E non è che questa sia una questione 'di sinistra', è una questione di buon senso. Al popolo di Sinistra oramai le idee sono indebolite e confuse anche in questo settore, come del resto dimostra il misero numero di commenti di questo articolo. La Sinistra non riesce più nemmeno a definirsi pacifista, dopo i danni di Minimo d'Alema. 04-06-2009 17:19 - Un osservatore+interessato
I soldi per il terremoto si trovano facilmente da altre parti volendo 02-06-2009 18:54 - antonio sarlo
Quindi non prendiamoci per i fondelli: se si vuole, SE si vuole, non c'é bisogno di questi acquisti faraonici.
Per non parlare poi di un'altra cosetta: l'attività dell'Aeronautica è stata l'anno scorso di meno di 90.000 ore di volo, manco l'Alitalia. E di queste 10.000 le ha volate il 14imo stormo. Sapete cos'é? E' quello dei trasporti di Stato. Quindi l'AM è diventata di fatto un servizio AEROTAXI per lo Stato e i suoi amici modello Apicella, quest'anno l'attività di volo del 14imo stormo rischia di essere in proporzione ancora di più dell'anno scorso.
Non facciamoci prendere in giro e censurare come al solito: i soldi destinati all'industria 'della Difesa' sono solo aiuti per i nostri prestigiosi trafficanti di armi e banche armate, che tra l'altro hanno gonfiato di armi Gheddafi negli anni '80, quando gli veniva l'idea anche di usarcele contro di noi.
Non facciamoci fregare sempre da questi personaggi: la ricostruzione dell'Abruzzo deve venire PRIMA di questi cacciabombardieri. Un'Italia che ha già gli EF-2000 è già sufficientemente difesa: i JSF sarebbero solo i sostituti dei Tornado e degli AMX, dei bombardieri che non ci garantiscono nulla in termini difensivi ma che servono per attaccare chissà chi nel mondo. Non ci servono per la difesa nazionale, servono per ragioni industriali ma allora che l'industria se li paghi da sola. Almeno tagliamo il numero, tanto saremo costretti lo stesso a farlo nel futuro. 02-06-2009 17:25 - Un osservatore interessato
Ma sta di fatto che è l'unico che, almeno a parole, si oppone al Berlosco, che in questo momento rappresenta DA SOLO questo governo e questa maggioranza. E' normale che alcune voci fuori dal coro come quelle dei nostri amici del Manifesto, a volte si sovrappongano ai "Che ci azzecca" del sosia di Silvio.
Vuol dire essere filo-dipietristi? O vuol dire semplicemente avere occhi aperti e cervelli funzionanti? 02-06-2009 12:07 - Alan Perotti