sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
01/06/2009
  •   |   Giorgio Salvetti
    Soldi ai caccia o all'Abruzzo?

    No F-35. Mentre a Roma si celebra la Repubblica con la parata militare, parte alle 15 dalla stazione di Novara la manifestazione nazionale contro il progetto Jsf che prevede l’assemblaggio nel vicino aeroporto di Cameri dei super cacciabombardieri Usa, targati Lockheed Martin. L’Italia ha già deciso di partecipare all’affare come partner di secondo livello. Significa che spenderà 600 milioni per costruire lo stabilimento a Cameri e 12,8 miliardi in rate da un miliardo l’anno, fino al 2026, per acquistare 131 cacciabombardieri. Alla faccia della crisi e dei terremotati dell’Abruzzo.

    Per questo si tratta di una protesta che non riguarda solo Novara, ma tutti gli italiani. Prima di tutto perché è sinceramente pacifista: gli F-35 sono cacciabombardieri concepiti per attaccare paesi lontani. Perché è un esempio di sudditasnza tecnologica, militare e politica agli Usa. E perché è un enorme spreco di risorse pubbliche. L'affare F-35 occuperà al massimo 600 persone, con quella somma spropositata si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro, per esempio evitare di tagliare le maestre nelle scuole. La Cgil però non ci sarà. Al corteo hanno invece aderito decine di associazioni, alcune forze della sinistra locale. Ci sarà il presidio No Dal Molin di Vicenza e gruppi della rete antiG-8. Naturalmente non c'è il Pd: il progetto è stato votato e approvato a partire dal 1996 sia dai governi di centrodestra che di centrosinistra.

    I fabbricanti di armi non conoscono crisi. Nel 2008 le industrie armiere italiane hanno venduto per 4 miliardi e 285 milioni di euro, un vero e proprio boom che ha triplicato gli incassi: il volume d’affari è aumentato del 222%. Lo dice il rapporto sulla esportazione di armamenti della presidenza del Consiglio. Il maggior acquirente è la Turchia con oltre un miliardo di euro (per acquistare elicotteri Augusta «per ricognizione tattica e attacco»), al secondo posto la Gran Bretagna con 254 milioni di euro. Gli «imprenditori» italiani non fanno distinzioni, tra i nostri clienti ci sono Cina, India e il Pakistan, Kosovo e Serbia, Kuwait, Siria e Israele. Secondo i dati del Sipri Yearbook 2008, dopo la «crisi» post caduta del muro di Berlino, la spesa militare negli ultimi dieci anni è salita del 45%, con 1214 miliardi di dollari rappresenta il 2,5% del pil mondiale (da 184 a 202 dollari per ogni essere umano). I più spendaccioni sono gli Usa che con 547 miliardi di investimenti hanno raggiunto la maggior spesa bellica dai tempi della II guerra mondiale. Europa e Usa detengono il 92% del mercato totale. L’Italia con 33,1 miliardi di dollari nel 2008 (nel 2007 erano 29,9) è all’ottavo posto per una spesa procapite di 568 dollari (nel 2006 erano 514).


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Quanto odio questi discorsi -_-
    LA GUERRA SERVE! Le idee pacifiste non servono a niente, secondo me! La pace in Medio-Oriente, oramai, si può portare solo cosi. In più, se mai qualcuno attaccasse NOI cosa potremo dire quando ci troveremo senza mezzi per difenderci? se stiamo in crisi e non ci sono i soldi non è colpa delle spese militari, sveglia!!! 27-09-2011 15:54 - Vincenzo
  • la spesa militare inevitabilmente va fatta. il modo cui viene fatta dovrebbe essere molto ben ponderata, tenendo presente anche in nostri rapporti attuali con l'UE e gli USA. Attualmente il governo USA ha cancellato due programmi di cui hanno un grande bisogno e con preteste fasulle, soltanto perche hanno una grossa partecipazione dell'Italia. Per il C27J il governo USA dichiara il falso quando dice che i C130J puo ricoprire i ruoli del C27J. Con l'elicottero presidenziale gli USA hanno aggiunto una marea di requisiti DOPO il contratto, cosa poco seria. Riguardo la life expectancy dei mezzi il governo ha poi dichiarato un sacco di falsita. Ricominciare da zero inoltre rappresenta un enorme spreco di denaro e quindi una posizione molto ipocrita. Sarebbe proprio il caso di cancellare il contratto JSF: sono tempi duri e questi soldi si potrebbero usare molto meglio. Inoltre non si puo rispondere allo schiaffo gratuito degli USA con un "tante grazie". 10-06-2009 07:04 - carlo
  • Ma se non abbiamo i soldi per il network mondiale?

    Mi riallaccio a quello che ha detto il post del 'burro e cannoni' e a chi ha ricordato il progetto 'Fame zero'. Qui si tratta di far fare businness alle nostre aziende armivendole e di coltivare delle ambizioni che l'Italia non si può permettere. E nemmeno gli USA, visto che la California sta andando in bancarotta. Stiamo andando al traino di una politica cieca che procede per inerzia da 20 anni a questa parte, alla faccia di Tien Ammen e del Muro di Berlino,una politica che è definibile come il complesso 'militare-industriale'. Agli Svedesi stranamente il Gripen basta ed avanza. A noaltri italici no, bisogna giocare su tutti i tavoli. Ma con che soldi? Se la risposta è 'con quelli che non diamo ai terremotati', allora non è accettabile. E certo i JSF non si autofinanzieranno dando la caccia agli evasori fiscali, per quelli non c'é bisogno dei caccia invisibili ma di un governo 'visibile' che però è veramente 'stealth' su quest'argomento. Così in alternativa ad un improbabile rinsavimento di Tremonti e di Berlusconi, facendo la conta dei denari necessari non si può fare finta di nulla e procedere in un momento di crisi del genere a buttare così tanti soldi in un progetto di cui se ne abbiamo bisogno, ne abbiamo per ragioni industriali e tecnologiche che non c'azzeccano nulla con la nostra 'difesa'. Per ora i terremotati d'Abruzzo non hanno nemmeno le ruolotte (ci avete fatto caso? Dove sono finite tutte quelle usate ai tempi dell'Umbria? Rottamante senza rimpiazzo? Idem per i box). Sacrificare loro per comprare i JSF non è che sia triste, è criminale. E non è che questa sia una questione 'di sinistra', è una questione di buon senso. Al popolo di Sinistra oramai le idee sono indebolite e confuse anche in questo settore, come del resto dimostra il misero numero di commenti di questo articolo. La Sinistra non riesce più nemmeno a definirsi pacifista, dopo i danni di Minimo d'Alema. 04-06-2009 17:19 - Un osservatore+interessato
  • JSF non viene acquistato come un' auto. Si tratta di un complesso sistema militare che possiamo definire un network mondiale. Ci sono parecchie aziende italiane coinvolte.
    I soldi per il terremoto si trovano facilmente da altre parti volendo 02-06-2009 18:54 - antonio sarlo
  • Per Alex: allora diciamocela tutta. Le spese militari oramai servono solo a due cose: 1- fare le missioni fuori aerea (o nei campi dei terremotati) e 2- supportare l'industria italica che succhia sempre più soldi. Gli EFA dovevano essere 165; con il tempo ci si è ritrovati a 96. Ora, in un momento in cui non ci sono i soldi per ricostruire l'Aquila, che cosa ce ne facciamo dei JSF? Bombardano il terremoto? Fanno 'guerra a buco di Ozono (Guzzanti cit)?? Che ci vorrebbe a dire: 'signori, i soldi non ci sono e quindi tagliamo un pò'. Un bel gesto. Riduciamo almeno i JSF da 131 a 100. Tanto succederà comunque (no sghei). Come con gli EFA, come con quei carretti degli AMX. Come con le fregate FREMM, che da 10 sono scese a sei al massimo. Come con gli NH-90 che da 160 sono calati a 110. Non facciamo gli gnorri e millantiamo programmi faraonici per decenni solo per farci grossi, come successe nel 2001, quando A-fino a poco tempo prima, volevamo 44 aerei FLA e B- dopo Berlusca al potere, ci siamo ritrovati a scaricare tutto e a comprare i C-27J italo-americani (e affanc.. l'Europa no? Che bella faccia).

    Quindi non prendiamoci per i fondelli: se si vuole, SE si vuole, non c'é bisogno di questi acquisti faraonici.

    Per non parlare poi di un'altra cosetta: l'attività dell'Aeronautica è stata l'anno scorso di meno di 90.000 ore di volo, manco l'Alitalia. E di queste 10.000 le ha volate il 14imo stormo. Sapete cos'é? E' quello dei trasporti di Stato. Quindi l'AM è diventata di fatto un servizio AEROTAXI per lo Stato e i suoi amici modello Apicella, quest'anno l'attività di volo del 14imo stormo rischia di essere in proporzione ancora di più dell'anno scorso.

    Non facciamoci prendere in giro e censurare come al solito: i soldi destinati all'industria 'della Difesa' sono solo aiuti per i nostri prestigiosi trafficanti di armi e banche armate, che tra l'altro hanno gonfiato di armi Gheddafi negli anni '80, quando gli veniva l'idea anche di usarcele contro di noi.

    Non facciamoci fregare sempre da questi personaggi: la ricostruzione dell'Abruzzo deve venire PRIMA di questi cacciabombardieri. Un'Italia che ha già gli EF-2000 è già sufficientemente difesa: i JSF sarebbero solo i sostituti dei Tornado e degli AMX, dei bombardieri che non ci garantiscono nulla in termini difensivi ma che servono per attaccare chissà chi nel mondo. Non ci servono per la difesa nazionale, servono per ragioni industriali ma allora che l'industria se li paghi da sola. Almeno tagliamo il numero, tanto saremo costretti lo stesso a farlo nel futuro. 02-06-2009 17:25 - Un osservatore interessato
  • Una sinistra così non vincerà mai. Siamo ancora alla vecchia e anacronistica polemica antimilitarista. E' facile dire: "Spendono 600 milioni per le Forze Armate. Quante case, quanti ospedali, quante scuole, quanti posti di lavoro si potrebbero realizzare con quei soldi?". Verissimo. Si tratta soltanto di stabilire se la difesa nazionale sia da considerare funzione fondamentale dello Stato oppure no. Volete che qualcuno cominci a pensare di appaltarla ai privati? Sareste disposti a fare le stesse considerazioni per i soldi spesi per le Forze di Polizia? Ogni funzione dello Stato, compresa quella che mira a garantire la sicurezza militare, ha pari dignità e deve essere riconosciuta come necessaria da tutti. 02-06-2009 13:06 - Alex
  • Cara Sandra il problema non è il Manifesto megafono di Di Pietro, il problema è che ora come ora l'unica opposizione arriva da lì. Di pietro è un populista? Sono d'accordissimo. Non è di "sinistra"? Ancora più d'accordo. Mi piace? Nemmeno un po', mi fa anzi quasi paura. E' una VERA opposizione? No, basta vedere che a parte i proclami anti-berlusconiani, al momento delle votazioni non lo disturba più di tanto, anzi...
    Ma sta di fatto che è l'unico che, almeno a parole, si oppone al Berlosco, che in questo momento rappresenta DA SOLO questo governo e questa maggioranza. E' normale che alcune voci fuori dal coro come quelle dei nostri amici del Manifesto, a volte si sovrappongano ai "Che ci azzecca" del sosia di Silvio.
    Vuol dire essere filo-dipietristi? O vuol dire semplicemente avere occhi aperti e cervelli funzionanti? 02-06-2009 12:07 - Alan Perotti
  • ..il manifesto megafono di Di Pietro? Questa mi mancava....una voce forte e chiara di sinistra che sa distinguere ancora tra rutelli, letta e le opzioni vere della sinistra: pace, lavoro, libertà..ad esempio 02-06-2009 11:59 - pino giordani
  • trovo scandaloso che in campagna elettorale il manifesto faccia da megafono a di pietro. del resto questo giornale ho smesso di comparlo, come dovrebbero fare tutte le persone di sinistra. il libro il tribuno ignorato, le promesse berlusconiche del berlusconi dell'opposizione avvalorate. MA BASTA! voi fate solo danni. 02-06-2009 10:12 - Sandra
  • 7 anni fa, in un caso analogo, il Presidente Brasiliano Lula fece firmare, in diretta televisiva nazionale, ai capi di stato maggiore di esercito e aeronautica, un documento che scaglionava gli ibnvestimenti per jet supersonici per permettere la realizzazione di Fome Zero, il progetto governativo di assistenza ai più poveri che poi è proseguito pur con alterne fortune. 02-06-2009 10:01 - Mauro Cicchetti
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI