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redazione
Elezioni europee, dossier in edicola
Fallito il processo di «costituzionalizzazione» dell'Europa, Strasburgo e Bruxelles hanno indicato Lisbona come il luogo dove poteva prender forma un Trattato che definisse un nuovo equilibrio dei poteri tra Parlamento, Consiglio dei ministri e Commissione. E' in base a quel Trattato che si voterà il sei e sette giugno per rinnovare l'aula di Strasburgo.
Eppure per il vecchio continente soffia un vento minaccioso, quello del populismo, che in base ai sondaggi dovrebbe consegnare ai partiti di destra molti consensi e vedere il forte ridimensionamento della sinistra. Intorno alla sconfitta del processo che dalle definizioni della Carta di Nizza arriva al Trattato di Lisbona e intorno ai nodi irrisolti di questo processo si snoda lo speciale EuroVisioni che troverete il 3 giugno in edicola con il manifesto al prezzo di 5 euro.
L'emergere del populismo come forza politica continentale, la marginalità della sinistra europa, i rapporti interni al vecchio continente sono il filo rosso che lega i contributi di Zygmunt Bauman, Rossana Rossanda, Luciana Castellina, Toni Negri, Parag Khanna. Eppure, come emerge da molti dei «dispacci» provenienti da alcuni paesi e aree geofrafiche (Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Irlanda, Grecia, Turchia, Europa dell'Est e ovviamente Italia) l'Europa è il grande assente nelle campagne elettorali «locali». Sono i temi e problemi nazionali che si impongono, a partire dalla crisi economica che ha repentinamente cambiato il panorama produttivo e sociale. E le risposte alla crisi sono una delle scommesse su cui si giocherà la credibilità del nuovo europarlamento, come sostengono Christian Marazzi e Andrea Fumagalli.
Al di là del ripiegamento nazionale, l'Europa è tuttavia una realtà data. Molti i temi sui quali Bruxelles e Strasburgo decidono e che cambiano l'agenda politica degli stati nazionali. Lo testimoniano benissimo i contributi di Giuseppe Bronzini, Massimo Roccella, Luigi Ferrajaoli e Ugo Mattei che analizzano come la costruzione politica sia stato un processo contraddittorio. E se da una parte la Carta di Nizza ha definito i diritti fondamentali della «cittadinanza europea», la Commissione ha spesso operato per ridimensionare i diritti del lavoro. Allo stesso tempo i movimenti sociali guardano all'Europa come a uno spazio politico imprescindibile per la loro azione, vista la dimensione globale dei conflitti locali (ne parlano Gigi Roggero, Peppe Allegri, Alessandro Dal Lago, Manlio Dinucci, Enrica Rigo). Un appuntamento quindi, quello del 6 e 7 giugno, per nulla rituale, perché dalle urne uscirà la rappresentazione di un continente in fibrillazione, di cui il populismo proverà a definire l'agenda politica, ma con un possibile forte contrappeso da quei movimenti che continuano a scandire un diverso «pensare europeo».
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In recent times there seems to be a growing convergence between Berlusconi's attacks on legality and constitutionalism and the Vatican's hostility to secular society. Pier Paolo Pasolini's stark description of the way in which the Vatican provided the legitimacy for the Christian Democrats' (DC) long and manipulative hold on power and repression of dissident voices has acquired fresh relevance, even if the DC is no more.
Both Berlusconi and the Vatican have significant interests to defend. For the Vatican it is a declining authority over its subjects - opinion polls show that even many lay Catholics regard the Englaro affair as a private family matter. The Vatican has in the past been prepared to make dubious compromises in order to preserve its interests and power; the 1929 concordat with fascism is an example.
For Berlusconi, it is a further opportunity to berate and subdue his critics. Martin Jacques has compared him to Benito Mussolini - both have displayed a similar contempt for democracy, used parliament to protect their own interests, manipulated laws and attacks on anyone who got in their way (see "New Labour must recognise that Berlusconi is the devil", Guardian, 16 March 2006). In the recent controversy, the links with the Vatican has provided legitimacy for the shift towards authoritarianism and intolerance, further apparent in the increasing restrictions on immigration and the demand that doctors and other public-sector professionals report anyone they suspect is an illegal immigrant. 03-06-2009 15:27 - Giovanna Cagliari
Unica cosa...ma l'articolo di Bronzini a pagina 10...è "monco", ne è saltato un pezzo alla fine? 03-06-2009 15:22 - lukino
Per quanto mi riguarda il Manifesto è un giornale della sinistra, nel senso più ampio della parola, e questa presenza in Italia è un fatto estremamente positivo.
Alle europee votero per il Partito Comunista dei Lavoratori perchè è l'unico partito che esprime una proposta programmatica all'altezza della crisi capitalistica. D'altronde il PCL è l'unico partito sopravvissuto alle scissioni della sinistra di Rifondazione, forse assieme a una debole Sinistra critica.
Attendo l'intervista ai dirigenti del PCL nel giornale. 03-06-2009 13:14 - Lobalbo Diego