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FUORIPAGINA
03/06/2009
  •   |   Giacomo Russo Spena
    Il Gay Pride vietato di fatto

    Il Roma Pride non ha ancora un percorso. A pochi giorni dalla
    manifestazione nazionale promossa dal movimento lgbt, prevista per il 13 giugno, continua il braccio di ferro con questura e sindaco Alemanno. «Con i pretesti dell'ordine pubblico e rispetto del protocollo dei cortei si vuole impedire il nostro Pride», denunciano gli organizzatori che vedono «una volontà politica» nel non voler concedere la strada da percorrere. Prima è stata vietata San Giovanni perché l'evento del movimento lgbt era in concomitanza con una celebrazione religiosa. Dopo anche l'itinerario piazza della Repubblica-piazza Navona , ovvero la mediazione dei promotori, perché viola quel protocollo sui cortei siglato da amministrazione capitolina, prefettura, questura, partiti (a parte la sinistra) e sindacati. «Quell'accordo non è mai stato ratificato da noi» dicono gli organizzatori che per motivi logistici, previste migliaia di persone e ben 20 camion allegorici, chiedono una deroga, come già successo in passato per altre manifestazioni nazionali. Inoltre sarebbe lo stesso percorso autorizzato lo scorso anno. La diatriba potrebbe però finire davanti ai giudici. Il circolo romano Mario Mieli ha deciso di appellarsi al Tribunale amministrativo per il divieto di piazza San Giovanni. «I nostri avvocati - spiegano  - sottolineeranno che i dinieghi della questura hanno motivazioni risibili».  Intanto sabato prossimo faranno una  «Gay Street for Pride» in via di San Giovanni in Laterano:  una maratona dei diritti e delle libertà a partire dalle 22. Comunque se il sindaco Alemanno se ne lava le mani parlando di responsabilità della questura, il movimento lgbt fa sapere che pur senza piazza d'arrivo, «la parata, l'energia, la voglia di esprimere il proprio orgoglio non si arrestano».


I COMMENTI:
  • Sig, Giuli guardi che Ahmadinejad è sindaco di Roma. 05-06-2009 12:30 - Claudio
  • infine, un vero atto finalmente antidemocratico, chiaro, e senza i contorsionismi sul filo della logica a cui ci ha abilmente abituato da un anno a questa parte Fini. Il suo marasciallo Alemanno mostra il vero volto della destra nazionale democratica e riformista, tollerante perchè post-ideologica. Il primo serio atto di repressione delle libertà e dei diritti offerto agli occhi di tutti, in maniera inequivocabile. Dopo la metodica dei minicolpi di stato assestati a più parti nel corpo morto della nazione, la strategia sembrerebbe stare cambiando. Fine della finta tolleranza.E tutti i quei discorsi sulla pacificazione, sull' esigenza di ricomporre le divisioni ideologiche e storiche? Cominciamo a mandarli via dalle università, dalle redazioni dei giornali, dai salotti, anche gravemente. Fingono, fingono maldestramente. 04-06-2009 18:09 - flaner
  • Ma! con un sindaco di Roma fascio come possono sperare i gay di poter dire la loro sfilando per le vie della Capitale, è ovvio e sottinteso che non si troveranno mai accordi tra i gay, la qustura e l'Ahmadinejad sindaco di Roma. 04-06-2009 14:07 - Guglielmo
  • La cosa che mi fa incazzare di più è che molti gay votano e hanno votato per questa destra. 04-06-2009 13:57 - Claudio
  • Roberto, ho assistito pure io al vergognoso tentativo del segretario della Fiamma Tricolore della Destra Sociale di rendere insignificante, quasi goliardica, la poesia di Massimo Pazzaglini esponente dello stesso partito a Rimini.
    Identico al patetico commento del tale Alberto Giuli che si legge qui in fondo.
    Identico allo squallido tentativo di "boicottaggio" di un diritto sacrosanto di chi vuole manifestare il suo essere del sindaco con la Celtica Alemanno. 04-06-2009 13:28 - Simone
  • Si spera che Roma non sia come Teheran, anche se Alemanno non è molto lontano da Ahmadinejad. 04-06-2009 10:39 - Massimo Muto
  • Che tristezza vedere che l'Italia ha ancora entrambi i piedi profondamente sotterrati nel medioevo, come l'unico commento sin ora postato, quello del caro Sig. Giuli, sottolinea. 04-06-2009 10:27 - Paul Roantree
  • Ieri ho visto il segretatario della Fiamma Tricolore, in conferenza stampa elettorale su Rai3, che farfugliava di mancata reciprocità nel commentare e giustificare la bella pensata di un candidato del suo partito, Massimo Pazzaglini, che in una preghiera, finita su Youtube, augura la morte degli stranieri.
    Ora, che tutte le volte che si denunciano comportamenti xenofobi, razzisti, discriminatori e intimidatori nei confronti di immigrati,minoranze e "dissidenti" ci debba essere il coglione di turno che minimizza, alludendo ai "ben più gravi" crimini dei Paesi musulmani (implicitamente assolvendo i fondamentalismi di casa nostra), è intollerabilmente stupido. 04-06-2009 09:22 - Roberto
  • Se ci sono paesi nei quali si sta peggio non per questo non si deve cercare di star meglio. Di certo una vera democrazia non discrimina una minoranza, fosse pure di persone di scarso valore come te. 04-06-2009 00:58 - Fiorenzo De+Vecchis
  • Appellatevi ad Ahmadinejad, forse lui vi fara' sfilare nella democratica Teheran! 03-06-2009 20:43 - Alberto Giuli
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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