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Giacomo Russo Spena
Il Gay Pride vietato di fatto
Il Roma Pride non ha ancora un percorso. A pochi giorni dalla
manifestazione nazionale promossa dal movimento lgbt, prevista per il 13 giugno, continua il braccio di ferro con questura e sindaco Alemanno. «Con i pretesti dell'ordine pubblico e rispetto del protocollo dei cortei si vuole impedire il nostro Pride», denunciano gli organizzatori che vedono «una volontà politica» nel non voler concedere la strada da percorrere. Prima è stata vietata San Giovanni perché l'evento del movimento lgbt era in concomitanza con una celebrazione religiosa. Dopo anche l'itinerario piazza della Repubblica-piazza Navona , ovvero la mediazione dei promotori, perché viola quel protocollo sui cortei siglato da amministrazione capitolina, prefettura, questura, partiti (a parte la sinistra) e sindacati. «Quell'accordo non è mai stato ratificato da noi» dicono gli organizzatori che per motivi logistici, previste migliaia di persone e ben 20 camion allegorici, chiedono una deroga, come già successo in passato per altre manifestazioni nazionali. Inoltre sarebbe lo stesso percorso autorizzato lo scorso anno. La diatriba potrebbe però finire davanti ai giudici. Il circolo romano Mario Mieli ha deciso di appellarsi al Tribunale amministrativo per il divieto di piazza San Giovanni. «I nostri avvocati - spiegano - sottolineeranno che i dinieghi della questura hanno motivazioni risibili». Intanto sabato prossimo faranno una «Gay Street for Pride» in via di San Giovanni in Laterano: una maratona dei diritti e delle libertà a partire dalle 22. Comunque se il sindaco Alemanno se ne lava le mani parlando di responsabilità della questura, il movimento lgbt fa sapere che pur senza piazza d'arrivo, «la parata, l'energia, la voglia di esprimere il proprio orgoglio non si arrestano».
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Identico al patetico commento del tale Alberto Giuli che si legge qui in fondo.
Identico allo squallido tentativo di "boicottaggio" di un diritto sacrosanto di chi vuole manifestare il suo essere del sindaco con la Celtica Alemanno. 04-06-2009 13:28 - Simone
Ora, che tutte le volte che si denunciano comportamenti xenofobi, razzisti, discriminatori e intimidatori nei confronti di immigrati,minoranze e "dissidenti" ci debba essere il coglione di turno che minimizza, alludendo ai "ben più gravi" crimini dei Paesi musulmani (implicitamente assolvendo i fondamentalismi di casa nostra), è intollerabilmente stupido. 04-06-2009 09:22 - Roberto