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Matteo Bartocci
Paolo Ferrero offre le dimissioni
La batosta elettorale lascia i primi segni. Il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero ha rimesso il mandato nelle mani del comitato politico nazionale. Lo ha annunciato lo stesso segretario durante la riunione della direzione nazionale in corso a via del Policlinico sull'analisi del voto. Una scelta per fare chiarezza e per consentire al partito un dibattito «più libero» sul futuro. Nella sua relazione Ferrero ha rilanciato da un lato la campagna sociale contro la crisi e i provvedimenti del governo, dall'altro la proposta «di dare vita – a partire dai soggetti che hanno composto la lista per le europee, il cui coordinamento si riunirà domani – ad un percorso di aggregazione di un polo della sinistra». Una richiesta chiara di dialogo a 360 gradi, senza preclusioni, dai socialisti a Marco Ferrando, dai movimenti territoriali alle realtà sindacali, ma con un'unica discriminante: l'autonomia programmatica e culturale dal partito democratico. Sempre nella sua relazione, il segretario ha criticato gli eccessi delle correnti interne nella selezione dei quadri dirigenti e invitato tutto il partito a un rinnovamento culturale e a una riflessione profonda sul comunismo e l'anticapitalismo, in un dialogo più stretto con culture e intellettuali anche esterni al Prc. Insieme a lui ha rimesso il mandato anche tutta la segreteria. Sabato e domenica, nel comitato politico nazionale, il «parlamentino» del Prc dovrà dunque rinnovare gli organismi dirigenti e approvare il documento politico sulla proposta della costruzione del «polo» della sinistra.
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Vendola tuttavia c'ha messo la faccia in queste elezioni, ha perso con la sua persona e non per interposti e ha ottenuto un risultato - non solo a suo modo di vedere - positivo.
Adesso bisogna essere chiari nelle analisi e rapidi nel costruire la nuova sinistra.
Bisogna essere onesti riguardo la possibilità di pesare su un esecutivo con atteggimenti corporativi litigiosi e inconcludenti, senza radicamento e senza coesione come è stato col Prodi II: ma bisogna riconoscere che se quel 7-8% (ma possiamo ambire a molto di più, DOBBIAMO farlo) andasse unito con un solo gruppo parlamentare, con un programma unitario ed un segretario espressione di un radicamento e di un blocco sociale - purtroppo tocca dirlo, come fa la Lega, e lo dimostra il fatto che più alzi polemiche e crei problemi al governo, più prende voti - allora una sinistra di governo è possibile e può fare molto, molto per questo paese. 09-06-2009 19:21 - gg
avete distrutto la sisistra,
Fatevi un bell'esame di coscienza 09-06-2009 19:18 - antira
Ma Ferrero vale tanto oro quanto pesa, e la linea è quella giusta.
Io non voglio perdere il segretario migliore da quando esiste Rifondazione: dobbiamo insistere, su questa linea e con questo gruppo dirigente.
Insistere, resistere. 09-06-2009 19:14 - Geronimo
di criticare il nuovo capitalismo e di proporre un'idea alternativa a questo sviluppo. 09-06-2009 19:07 - icaro
Sara' contento Grassi... 09-06-2009 19:06 - pietro tagliabue