sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
11/06/2009
  •   |   Andrea Fabozzi
    Un thè (corretto) ricordando Berlinguer

    ROMA - Undici milioni di voti allora, dieci milioni adesso ma divisi per tre liste. Giugno 1984: le elezioni europee dello storico sorpasso del Pci sulla Dc. Un 33,3% figlio delle commozione per la morte, pochi giorni prima, di Enrico Berlinguer. Ricordato ieri a Roma a 25 anni esatti dalla scomparsa da una sinistra sotto botta per il risultato elettorale. Serata in qualche modo autorganizzata, promossa da una serie di militanti romani del partito democratico tutti di area ex diessina. Per una piazza Farnese mezza piena di dirigenti e iscritti del Pd, ma solo quelli con un passato comunista, e rappresentanti di Rifondazione, Comunisti italiani e Sinistra e Libertà. Messi insieme, nell’urna del 7 giugno fanno un abbondante 35% che però significa 21 eurodeputati per il Pd (nel 1984 per il Pci furono 27) e zero per le due formazioni di sinistra, rimaste sotto la soglia di sbarramento. In piazza nessun ex popolare di quelli che adesso stanno nel Pd, tipo il segretario del partito Dario Franceschini che pure recentemente ha riposizionato Berlinguer nel Pantheon del partito correggendo le dimenticanze di Veltroni.
    Silenzioso ma presente Massimo D’Alema, arrivato in piazza con la moglie Linda Giuva e la figlia di Berlinguer, Bianca. L’intervento finale era prenotato e riservato da Piero Fassino che, come si fa in questi casi, ha insistito sull’attualità della politica di Berlinguer: l’austerità, la sostenibilità, il governo mondiale. Purtroppo tra i commossi partecipanti alla serata qualcuno ricorda il libro che Fassino ha scritto nel 2003, quando era segretario dei Ds, nel quale sosteneva che «la sfida di Craxi e Martelli per la modernizzazione» colse «i comunisti impreparati» perché il Pci di Berlinguer vide «nei cambiamenti un'insidia, anziché un'opportunità» e si chiuse «in un atteggiamento difensivo che ne ridurrà influenza e credibilità politica». Qualcuno ricorda e qualcuno, quindi, contesta Fassino, che si arrabbia: «Ma leggetelo bene quel libro».
    Per il resto ricordi affettuosi. Marisa Cinciari Rodano, moglie di quel Franco che fu il primo consigliere di Berlinguer ai tempi del compromesso storico. Luciana Castellina che da Berlinguer segretario fu radiata dal Pci insieme al gruppo del manifesto e ora dice che «fu una radiazione bellissima perché le nostre posizioni furono prese sul serio e discusse, oggi non è più radiato nessuno perché di quello che uno pensa nei partiti non frega più nulla». In piazza mischiati nella folla Adalberto Minucci che fu uno degli uomini più vicini a Berlinguer e negli anni della sua segreteria diresse Rinascita e l’ex sindaco di Torino Diego Novelli. E anche Vezio, il barista di Botteghe Oscure quando c’erano le Botteghe Oscure, che a Berlinguer serviva il the corretto al Glen Grant. Tanti applausi a Giovanni Berlinguer, fratello di Enrico, che conclude il suo intervento sostenendo che la sinistra per venire fuori da «questa orrenda situazione» avrebbe bisogno di «meno leader e più militanti». Applausi anche dai tanti leader ed ex leader presenti: Goffredo Bettini, Massimo Brutti, Vasco Errani, Cesare Salvi, Luciano Violante, Gianni Cuperlo. Leader forse ancora no, ma fresco di elezione al parlamento europeo ha il suo spazio per l’intervento anche David Sassoli che ne approfitta per far notare la coincidenza dell’anniversario della morte di Berlinguer «con la formazione oggi dell’alleanza tra socialisti e democratici nel parlamento di Strasburgo».
    Più che un momento storico, un the caldo per il Pd.


I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
  • Sono contento per il compagno ex-senatore Turigliatto che Berlusconi ora voglia aumentare di 500 uomini il contigente italiano in Afghanistan (oltre alla disponibilità di aerei da combattimento). Ai tempi del governo Prodi, con le sue posizioni estreme, contribuì ad affossarlo (con altri, ma ricordiamoci che al Senato la maggioranza del c-sx era di due seggi...), sostenendo l'irrinunciabilità del ritiro, pena voto contrario, come fece imperterrito nonostante fosse stato votato anche da chi non la pensava come lui..., ma di rispetto per gli elettori non se ne parla certo in quell'area.... Così venne Berlusconi:, altro che ritiro (e nemmeno mantenimento dell'impegno di non partecipare ad azioni armate). Bel risultato compagni(?) 15-06-2009 19:00 - PRODIANO
  • Rendere omaggio a Berlinguer non significa piagnucolare sopra un'epoca ormai competenza degli storici. Fassino (a mio la testa più perspicace del PD) ha toccato i tasti giusti. La demonizzazione dei socialisti ha consegnato una grande parte di quell'area politica e quindi una bella messe di consensi a Berlusconi. Adesso qualcuno trova anche da ridire sulla Binetti. Ma lo sfacelo delle altre sinistre europee di una settimana fa non insegna niente? Il tentativo di comporre culture anche assai diverse in un disegno moderno, che sta alla base del PD,
    non è forse utile ad aprire una strada oltre quello sfacelo? 15-06-2009 06:33 - francesco musotti
  • Ciao Enrico, un grande italiano.
    Dai suoi temi, dai suoi valori, dalla sua lezione politica bisogna ripartire. Mi sembra incredibile che la "sinistra" italiana con due padri come Gramsci e Berlinguer abbia preso questa deriva... 14-06-2009 19:19 - Emiliano
  • la sx italiana e'morta 25 anni fa' con enrico la memoria non mi basta piu' si doveva clonare sx non all'tezza della situazione con uomini poco incisivi e spesso deviati x interessi che x l'ideali 14-06-2009 10:54 - onofrio maida
  • Veramente un grande uomo!!!!!
    oltre che un grande politico
    ti ricordo con nostalgia.... 14-06-2009 09:44 - Piero
  • condordo totalmente con marco delle 12,02 ...
    enrico ci manchi un casino..
    ci manca il tuo essere te stesso...
    un abbraccio grande ... 14-06-2009 03:45 - erin
  • Ben prima della facciabuco attuale

    Enrico combatte' lotta virtuale.

    Di positivo allora resta agli atti

    qualche cosina del signor Togliatti. 14-06-2009 00:25 - coturno
  • CIAO ENRICO 13-06-2009 22:55 - Simone
  • Berlinguer è stato un grande leader e nessuno può affermare il contrario. Ricordarlo, però per ciò che ha fatto sia di bene che di male, significa rendergli onore.E'stato lui a radiare i compagni del manifesto, è stato lui il promotore del compromesso storico. Non sto qui a dilungarmi, vi prego solo di ripubblicare l'articolo scritto all'epoca su questo giornale,da Rossana Rossanda, rinfresca la memoria. 13-06-2009 20:43 - Cristina Giambuzzi
  • Ricordo l'eccitazione per le elezioni del '76 e la speranza del "sorpasso", subito castrata dalla pilotata strategia della tensione, culminata con l'omicidio Moro.
    Il cambiamento che tutti auspichiamo non passerà più per le aule parlamentari, affollate da pressochè inutili presenze di mestieranti della politica, prepariamoci tutti a contrastare questo nuovo regime solo con la nostra coscienza civile, prima che oltre ai media ed alla rete, vengano imbagliate anche le nostre anime. 13-06-2009 13:57 - maurizio
I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI