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FUORIPAGINA
16/06/2009
  •   |   Giovanna Pajetta
    Il vecchio clown alla Casa bianca

     

    Silvio Berlusconi è arrivato a un passo dal colpo grosso, essere inquadrato alla Casa bianca nel momento, atteso per tutta la giornata di lunedì, in cui Barak Obama finalmente commentava la situazione iraniana. Ma le telecamere, impietose, hanno evitato in ogni modo di far vedere chi fosse l’ospite straniero. E così, mentre il presidente americano spiegava compreso “non posso rimanere in silenzio davanti alle immagini che vedo in televisione… al di là del risultato delle elezioni, gli iraniani devono poter decidere del futuro del loro paese “, l’unica altra voce che si è sentita (bruscamente zittita dallo stesso Obama) è stata quella dell’interprete italiano.

    Schiacciato tra la grande battaglia per la riforma sanitaria e gli eventi, sempre più preoccupanti, di Teheran, il primo incontro di Silvio Berlusconi con il nuovo presidente egli Stati uniti, è stato in realtà molto formale. Il premier italiano ha portato in dono l’invio di altri 200 o 300 soldati italiani (probabilmente spostandoli, temporaneamente, dai Balcani) e soprattutto l’offerta di ospitare (incarcerare?) nella penisola almeno 3 ex detenuti di Guantanamo. Barak Obama ha apprezzato e ha risposto con un classico, e stereotipato “Piacere di vederti, amico mio”, sorridendo composto anche quando Berlusconi l’ha praticamente abbracciato, o con l’altrettanto classica affermazione “L’Italia è un alleato cruciale”.

    Organizzato in vista del G8 di luglio all’Aquila, al centro di buona parte dei colloqui (a cui ha partecipato anche Hillary Clinton) l’incontro del resto era stato voluto fortemente da Silvio Berlusconi. Dopo gli anni della “grande amicizia” con George Bush, la distanza tra Italia e Stati uniti è cresciuta a dismisura, fino a far maturare le voci di un vero e proprio fastidio americano nei confronti di un premier più vicino a Vladimir Putin che alla Casa bianca. Poi è arrivato lo scandalo Veronica, Silvio Berlusconi è stato sbeffeggiato su tutta la stampa straniera e, come notava James Walston, professore dell’Accademia americana di Roma, il viaggio a Washington serviva per cercare di dimostrare che il nostro premier è “uno statista e non solo un vecchio clown”.

    In realtà le televisioni americane hanno non hanno dato nessun rilievo alla visita, giusto qualche accenno su siti come “Politico.com”, e un benvenuto decisamente velenoso da parte della “National public radio”. La cui corrispondente da Roma ha annunciato l’arrivo “dello screditato premier italiano che, come si sa, dichiara che la crisi economica è un’invenzione dei media”. Ma del resto di questi tempi qualsiasi articolo, o  servizio, sul nostro paese è impietoso. Speriamo che almeno una volta entrato nella stanza del caminetto, seduto a fianco di Barak Obama, il nostro premier si sia un po’ trattenuto, evitando quantomeno di spiegare come anche il New York Times (l’Economist, il Finacial Times…) sia in realtà un giornale che complotta contro di lui.


I COMMENTI:
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  • Caro Piero, il segreto è sempre quello: basta ritenersi di essere sempre meglio degli altri... 16-06-2009 17:57 - Enrico
  • non sapremo mai che cosa si sono detti veramente, fatto stà che l'ometto è riuscito a farsi accogliere.
    un plauso ad obama per la sua intelligenza e gentilezza nell'accoglierlo io non ci sarei riuscito, lo avrei coperto di improperi, solo quello che si merita. 16-06-2009 17:51 - RUDI TOSELLI
  • mi reco spesso negli usa per lavoro...ci fosse un americano che parlasse bene di Obama...il quale credo abbia piu' fans in italia che non qui. Ditele queste cose sulla vostra rivista da circo equestre! 16-06-2009 17:45 - Roberto Angelini
  • Però il satiro impotente era stranamente contenuto nei modi e nei verbi, forse che Obama lo ha redarguito a non far battutacce come al suo solito? Certo che davanti ad uno più potente di lui il nano di Arcore sa stare al suo posto. Meditate italiani ipnotizzati dalle suo televisioni. 16-06-2009 17:45 - Orazio
  • Sarò banale, ma è esattamente quel che sento. Mi vergogno di essere rappresentato da un pagliaccio. Ma ancora di più di vivere accanto a milioni di italiani non tanto diversi da lui. Anche quando lui non ci sarà più, ci ritroveremo a lungo con loro. 16-06-2009 17:32 - Piero
  • un personaggio dalla pessima reputazione (greve senso dell'umorismo,propensione a palpare donne anche minorenni, abilità ad insultare "sorridendo",fedina penale non proprio rispettabile) si autoinvita a casa vostra: che fare? sapete già che lo fa per esibire la vostra (estorta) amicizia.Che fare? la risposta è utile anche per limitare il suo lo strabordante potere.Che fare? 16-06-2009 15:46 - anteo
  • Io di clown ne vedo 2. Ma perché Obama, cos'è? 16-06-2009 15:44 - mario ruoppolo
  • Le parole cortesi e lusinghiere proferite da Obama nei confronti di Silvio Berlusconi traggono la loro ragione d'essere nel fatto che l'Italia invia 500 militari in Afghanistan (mentre gli USA e tutti gli altri paesi Europei stanno uscendo da quel pantano) e si prende tre ex prigionieri di Guantanamo (persone indesiderate negli altri paesi europei).
    Di fronte a cotanta genorosità si può definire il premier un nemico? E' possibile che tutti gli italiani siano in preda ad un analfabetismo di ritorno tale da non consentirgli di comprendere la portata del lingaggio verbale e non.
    GLN 16-06-2009 15:36 - Gianluca Nervegna
  • Relativamente all'Afghanistan volevo sottolineare che da quando è iniziato questo conflitto è aumentato il consumo di cocaina nei paesi Europei e ne è considerevolmente diminuito il costo al "dettaglio".
    Sarebbe interessante, sebbene forse pleonastico, sapere chi realmente ha interesse alla prosecuzione di questa guerra e chi trae i maggiori profitti dall'intensificarsi del conflitto.
    Continuiamo a bere la palla del terrorismo e dei supereroi che sconfiggono il male esportando la democrazia occidentale. 16-06-2009 15:13 - Gianluca Nervegna
  • Che il premier sia vecchio e clown è un dato innopugnabile e oggettivo, altro che ideologia... 16-06-2009 15:07 - Viljem
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