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Gabriele Polo
Nei sotterranei di Palazzo Grazioli
Da una quindicina di giorni Gianfranco Fini dice ai più intimi dei suoi di «prepararsi alle elezioni anticipate». Non sembra che la cosa lo entusiasmi, ma se ne convince ogni giorno di più. Un po’ più in qua nello schieramento politico, Massimo D’Alema, domenica scorsa, parlava di «previdibili scosse» in arrivo. Senza nemmeno sorridere troppo sotto i baffi. Non è dato sapere quale «visione» abbia ispirato i due, in un vaticinio sostanzialmente coincidente. Forse il nervosismo del divorziante Berlusconi, forse un eccesso di fotografie circolanti, forse l’ascesa della Lega a scapito del Pdl nelle ultime elezioni. Fatto sta che il «pasticcio di Palazzo Grazioli» non era ancora esploso, che Silvio Berlusconi non era diventato ancora «l’utilizzatore finale», che la signora D’Addario era solo una ex candidata al consiglio comunale barese con sette voti di preferenza.
Eppure tutti, nel Palazzo e dintorni, sapevano da molto più tempo degli intrattenimenti serali nella residenza privata del Presidente del Consiglio, di auto blu con i vetri oscurati, di pizzette e barzellette con annesso pianista - modello Maurizio Costanzo Show - a sottolineare in un crescendo di tastiera ogni battuta del premier. Ma tutto sembrava consegnato alle vicende private di un esuberante sovrano. Poi, deve essere successo qualcosa. Un accumularsi di personalissimi «debiti» - con il premier messo nella condizione di non saper più a chi distribuire riconoscenza, incarichi e favori - che ha creato una crescente esasperazione nei vertici del centro-destra e che si è intrecciato con le inimicizie che Berlusconi si è fatto in tutti questi anni dentro gli apparati dello stato. In quelle «segrete stanze» c’è anche chi scommette sul fastidio provato dalle burocrazie romane per la crescente influenza che la Lega nord ha assunto sulla linea del governo: un fastidio che sotterraneamente attraversa, ad esempio, i corridoi del Viminale, che trova molto ascolto negli attuali vertici dei servizi. Per non parlare, poi, di quanto lo scandalo di Palazzo Grazioli abbia rinvigorito l’ostilità di quei settori economici e industriali che hanno sempre vissuto con fastidio - e come concorrenza invasiva - le irresistibili ascese del Cavaliere, togliendoli la fiducia già nelle elezioni che hanno - brevemente - portato Prodi a palazzo Chigi.
Così una vicenda da basso impero, un problema «maschile» - dentro un contesto in cui vige l’indiscutibilità del «capo» - è diventato un problema politico. L’aveva anticipato in chiave «privata» Veronica Lario, l’unica che fino a oggi ha detto la verità fino in fondo, con due frasi: «Mio marito è malato», chiedendo inutilmente aiuto a coloro che, invece, «si muovono solo per il divertimento dell’imperatore». L’avevano capito, ma senza mai parlare, tutti quelli che da un paio d’anni a questa parte hanno lavorato come dei matti per celare le cose. Poi, alla vigilia del precipizio, nella lunga serie Velinopoli-Saccà-Noemi-villa Certosa, qualcuno ha tratto le conclusioni. E ha lasciato andare la baracca.
Impossibile dire se la signora D’Addario abbia fatto tutto da sola, dopo che le erano stati organizzati gli appuntamenti romani dagli interessati procacciatori pugliesi. Le registrazioni e le foto degli interni di Palazzo Grazioli descrivono una sceneggiatura di bassissimo profilo, che lo stesso Berlusconi boccerebbe per qualunque delle sue televisioni. O se abbia ricevuto qualche suggerimento. O se sia stata semplicemente lasciata fare. Non sempre gli eventi più clamorosi hanno una regia, o - più spesso - hanno tante regie diverse. Certi, invece, sembrano i fatti di cui parla, solide le indagini della magistratura barese partite da tutt’altre attenzioni e approdate a Palazzo Grazioli.
Ed è qui che si apre il problema politico - in una partita che si gioca tutta nel centro-destra: perché nei palazzi non si temono improbabili sentenze di tribunale contro il premier, quanto la sensazione sempre più diffusa di un crollo di credibilità (interna e, soprattutto, internazionale), scardinata dal timore della sua crescente ricattabilità. La paura dell’abisso sta dilagando - al di là delle dichiarazioni ufficiali - nel Pdl e nel suo alleato leghista (che però ha una certa disinvoltura nello sganciamento). E tutti guardano con terrore i prossimi giorni e l’appuntamento del G8 di l’Aquila come l’annuncio di una nemesi. «Se salta Berlusconi, salta tutto» e, soprattutto, «poi?». E allora le elezioni anticipate potrebbero essere una via d’uscita, almeno per salvare qualcosa. Ma per arrivarci serve un traghettatore, qualcuno di «provata esperienza e serietà», qualcuno accettabile anche da una parte del centro-sinistra. E «con una lunga tradizione di rapporti saldi con gli apparati». Ovvio fare il nome di Gianni Letta. Per iniziare una nuova partita, senza sapere come finirà, almeno per cominciare e uscire da un cul de sac. Ma a una condizione: che il cavaliere accetti di farsi da parte, «per il bene supremo della sua creatura politica» (diranno «del paese»). Senza il suo consenso nulla è ancora possibile, tantomeno la sua sostituzione - anche solo in un esecutivo provvisorio - con un uomo che gli è molto amico. Anche per i potenti i sentimenti - in tutte le varianti - contano, eccome. Berlusconi insegna e questo potrebbe portare da qualunque parte. Lui e il paese.
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UNA MENZOGNA AL GIORNO TOGLIE IL GIUDICE DI TORNO. 19-06-2009 10:16 - ivan niukin
Sarebbe solo una trappola per la sinistra partecipare ad un governo di "unità nazionale" che abbia il solo scopo di uscire dall'imbarazzo per la figura di Silvio Berlusconi...D'Alema faccia opposizione , non si faccia tentare dal delirio di potere..altrimenti un'altrnativa alla destra xenofoba e populista, al malcostume imperante a tutti i livelli dell'amministrazione politica di questo Paese non sarò mai risolto..Ed è proprio questo che i cittadini, ed in particolare gli elettori di sinistra, chiedono: trasparenza, onestà, capacità e politiche redistributive...dei giochi di potere da Prima Repubblica ci siamo stancati... 19-06-2009 09:08 - giovanni delfino
oggi non penso che sia così perchè le opposizioni sono deboli e perchè culturalmente la destra è diventata egemone nel paese e i suoi partiti vanno alla grande.
e poi possiamo dirlo onnestamente che il vero problema non è l'alternanza tra centro sinistra e centro destra ma l'alternativa e questo è un progetto lungo, che certamente con il centro sinistra al governo non aiuta,visto quello che hanno sempre combinato,
angelo 19-06-2009 08:08 - angelo
Altra cosa e che un primo ministro dia pubblico scandalo con intervento della magistratura e della moglie giustamente offesa che chiede il divorzio . In altre nazioni più serie una situazione simile avrebbe già comportato le dimissioni del colpevole e la fine della sua vita politica.
Nel Bel Paese le cose continuano ad andare avanti come se niente fosse, mentre il Premier completamente fuori controllo accusa stampa, magistratura ed avversari politici di complotti inesistenti. Certo che una situazione simile non può prolungarsi all'infinito, anche perchè fa perdere all'Italia sempre più credibilità ed offre un cattivo esempio al mondo intero. A questo punto la sinistra dovrebbe ricompattarsi, mettere da parte le beghe interne e le lotte fratricide e presentarsi con un programma comune pronta agli eventuali scossano politici.
Purtroppo non vedo all'orizzonte nulla del genere, almeno sul fronte della sinistra cosiddetta radicale ed anticapitalista. E poichè il Partito Democratico con ogni evidenza non può più essere considerato come una forza di sinistra, è chiaro che tutta la partita si giocherà all'interno del centro-destra. 19-06-2009 05:00 - gianni
credo davvero che non si possa sostenere oltre l'immagine di Berlusconi. E sinceramente ne sono contento non per quanto riguarda il personaggio che a ben guardare è "nato morto" ma per quanto riguarda la possibilità di riscattare l'immagine che l'Italia da all'estero dove io vivo ....siamo considerati un paese dei "pagliacci" ...venite in Svizzera e ascoltate cio' che si pensa del Berlusca ....della politica italiana ...."tarallucci e vino" questo è il target ....e la considerazione di cui gode il premier (parola troppo importante per lui )
siamo sotto lo zero ASSOLUTO !!
provate a vivere all'estero come imprenditori come operai come semplici emigrati ...PROVATE e poi parlate !!!! 19-06-2009 01:34 - athos galetti
Dall'introduzione de: L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI di Jean Giono 19-06-2009 01:28 - mauro
credo davvero che non si possa sostenere oltre l'immagine di Berlusconi. 19-06-2009 01:24 - athos galetti