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FUORIPAGINA
18/06/2009
  •   |   Gabriele Polo
    Nei sotterranei di Palazzo Grazioli

    Da una quindicina di giorni Gianfranco Fini dice ai più intimi dei suoi di «prepararsi alle elezioni anticipate». Non sembra che la cosa lo entusiasmi, ma se ne convince ogni giorno di più. Un po’ più in qua nello schieramento politico, Massimo D’Alema, domenica scorsa, parlava di «previdibili scosse» in arrivo. Senza nemmeno sorridere troppo sotto i baffi. Non è dato sapere quale «visione» abbia ispirato i due, in un vaticinio sostanzialmente coincidente. Forse il nervosismo del divorziante Berlusconi, forse un eccesso di fotografie circolanti, forse l’ascesa della Lega a scapito del Pdl nelle ultime elezioni. Fatto sta che il «pasticcio di Palazzo Grazioli» non era ancora esploso, che Silvio Berlusconi non era diventato ancora «l’utilizzatore finale», che la signora D’Addario era solo una ex candidata al consiglio comunale barese con sette voti di preferenza.

    Eppure tutti, nel Palazzo e dintorni, sapevano da molto più tempo degli intrattenimenti serali nella residenza privata del Presidente del Consiglio, di auto blu con i vetri oscurati, di pizzette e barzellette con annesso pianista - modello Maurizio Costanzo Show - a sottolineare in un crescendo di tastiera ogni battuta del premier. Ma tutto sembrava consegnato alle vicende private di un esuberante sovrano. Poi, deve essere successo qualcosa. Un accumularsi di personalissimi «debiti» - con il premier messo nella condizione di non saper più a chi distribuire riconoscenza, incarichi e favori - che ha creato una crescente esasperazione nei vertici del centro-destra e che si è intrecciato con le inimicizie che Berlusconi si è fatto in tutti questi anni dentro gli apparati dello stato. In quelle «segrete stanze» c’è anche chi scommette sul fastidio provato dalle burocrazie romane per la crescente influenza che la Lega nord ha assunto sulla linea del governo: un fastidio che sotterraneamente attraversa, ad esempio, i corridoi del Viminale, che trova molto ascolto negli attuali vertici dei servizi. Per non parlare, poi, di quanto lo scandalo di Palazzo Grazioli abbia rinvigorito l’ostilità di quei settori economici e industriali che hanno sempre vissuto con fastidio - e come concorrenza invasiva - le irresistibili ascese del Cavaliere, togliendoli la fiducia già nelle elezioni che hanno - brevemente - portato Prodi a palazzo Chigi.

    Così una vicenda da basso impero, un problema «maschile» - dentro un contesto in cui vige l’indiscutibilità del «capo» - è diventato un problema politico. L’aveva anticipato in chiave «privata» Veronica Lario, l’unica che fino a oggi ha detto la verità fino in fondo, con due frasi: «Mio marito è malato», chiedendo inutilmente aiuto a coloro che, invece, «si muovono solo per il divertimento dell’imperatore». L’avevano capito, ma senza mai parlare, tutti quelli che da un paio d’anni a questa parte hanno lavorato come dei matti per celare le cose. Poi, alla vigilia del precipizio, nella lunga serie Velinopoli-Saccà-Noemi-villa Certosa, qualcuno ha tratto le conclusioni. E ha lasciato andare la baracca.

    Impossibile dire se la signora D’Addario abbia fatto tutto da sola, dopo che le erano stati organizzati gli appuntamenti romani dagli interessati procacciatori pugliesi. Le registrazioni e le foto degli interni di Palazzo Grazioli descrivono una sceneggiatura di bassissimo profilo, che lo stesso Berlusconi boccerebbe per qualunque delle sue televisioni. O se abbia ricevuto qualche suggerimento. O se sia stata semplicemente lasciata fare. Non sempre gli eventi più clamorosi hanno una regia, o - più spesso - hanno tante regie diverse. Certi, invece, sembrano i fatti di cui parla, solide le indagini della magistratura barese partite da tutt’altre attenzioni e approdate a Palazzo Grazioli.

    Ed è qui che si apre il problema politico - in una partita che si gioca tutta nel centro-destra: perché nei palazzi non si temono improbabili sentenze di tribunale contro il premier, quanto la sensazione sempre più diffusa di un crollo di credibilità (interna e, soprattutto, internazionale), scardinata dal timore della sua crescente ricattabilità. La paura dell’abisso sta dilagando - al di là delle dichiarazioni ufficiali - nel Pdl e nel suo alleato leghista (che però ha una certa disinvoltura nello sganciamento). E tutti guardano con terrore i prossimi giorni e l’appuntamento del G8 di l’Aquila come l’annuncio di una nemesi. «Se salta Berlusconi, salta tutto» e, soprattutto, «poi?». E allora le elezioni anticipate potrebbero essere una via d’uscita, almeno per salvare qualcosa. Ma per arrivarci serve un traghettatore, qualcuno di «provata esperienza e serietà», qualcuno accettabile anche da una parte del centro-sinistra. E «con una lunga tradizione di rapporti saldi con gli apparati». Ovvio fare il nome di Gianni Letta. Per iniziare una nuova partita, senza sapere come finirà, almeno per cominciare e uscire da un cul de sac. Ma a una condizione: che il cavaliere accetti di farsi da parte, «per il bene supremo della sua creatura politica» (diranno «del paese»). Senza il suo consenso nulla è ancora possibile, tantomeno la sua sostituzione - anche solo in un esecutivo provvisorio - con un uomo che gli è molto amico. Anche per i potenti i sentimenti - in tutte le varianti - contano, eccome. Berlusconi insegna e questo potrebbe portare da qualunque parte. Lui e il paese.


I COMMENTI:
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  • Forse siamo al crepuscolo del berlusconismo. Forse, come neve al sole, si scioglierà l'infezione e il virus di questi mortiferi e nefasti quindici anni di berlusconismo. Temo però che l'infezione sia ormai penetrata dentro: negli animi e nelle coscienze di tutti noi. Sapremo reagire in qualche modo? E soprattutto saprà reagire la classe politica a cui tutti noi facciamo riferimento? Sapremo insomma barcamenarsci tra rinnovamento e tradizione, cercando finalmente la giusta strada, al di fuori di ogni compromesso e dogmatismo? Saremo capaci di una rivoluzione, morale oltre che politica,che coinvolga davvero tutto il paese e non solo la sinistra? 19-06-2009 00:55 - clb47
  • MAPER QUANTO TEMPO DOVREMO SUBIRE LE NEFANDEZZE DI QUESTO ESSERE IMMONDO 19-06-2009 00:28 - pina
  • mi sfugge che un paese intero, una popolazione, debba pagare un prezzo cosí elevato, per colpa di un uomo tutt'altro che normale. mi sfugge il silenzio di un P.d.R. in un momento cosí difficile.scusate é solo una crisi mondiale e noi ci facciamo distrarre dalle trombate(!?) di un mascalzone... 18-06-2009 23:19 - douglas
  • L'UOMO CHE COPRE, CONSIGLIA E PROTEGGE IL NANO NON PUO' ESSERE ESEMPIO DI SERIETA'!!! 18-06-2009 23:01 - GIOVANNI
  • Ezechiele 25.17: "il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso i sotterranei di Palazzo Grazioli;
    perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere le mie Sorelle. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te." 18-06-2009 22:59 - Stefamo
  • ALL'ESTERO NON DIAMO UNA BUONA IMMAGINE
    E' INCREDIBILE. 18-06-2009 22:56 - salvo
  • Ed ecco che ancora si dimostra la pochezza della sinistra italiana: incapace di prevedere gli eventi, con la puzza sotto il naso quando rifiuta di 'farsi coinvolgere" in eventi che nulla hanno di personale ma che sono politici visto che sig P2, o le 120 giornate di Sodoma, e' stato eletto per una carica politica. Una sinistra che non ha mai fatto della corruzione un tema della sua lotta politica/democratica, come se potesse esserci una societa' democratica in mano alla corruzione e alla corruttelai. Ecco dove casca l'asino della sinistra. Per chi vuole ancora chiamarla cosi'. 18-06-2009 22:04 - murmillus
  • Il Berlusca nella veste di Casanova e' provato secondo le vicende con donnine facili comparse ultimamente sui giornali.Si potrebbe affermare con disivoltura e per carattere italico <fatti suoi>.Ma non per LUI perche' e' stato eletto democraticamente capo del governo, quindi caro Silvio ti devi comportare di conseguenza il perche' lo sai anche tu : RAPPRESENTI L'ITALIA in tutte le funzioni che la nostra costituzione assegna al premier. I giullari vanno bene al circo non certo a rappresentare il governo italiano. IL PERICOLO CHE TALI ATTEGIAMENTI DA REUCCIO DEI FESTINI NON POSSA NEL PROSSIMO FUTURO ESSERE OGGETTO DI RICATTI CHE POTREBBERO COMPROMETTERE LA STABILITA'DEMOCRATICA DEL NOSTRO PAESE. SIAMO IN UNA SITUAZIONE ECONOMICA CHE HA UNA VALENZA NEGATIVA E BISOGNEREBBE AVERE UN GOVERNO CHE LAVORI PER LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI CHE LE FAMIGLIE A REDDITO FISSO SI VEDONO DA UN GIORNO ALL'ALTRO SCIVOLARE NELLA POVERTA'. QUESTI SONO I PROBLEMI DA RISOLVERE . LE DONNINE VENGONO DOPO , E SE NON SENE PUO' FARE A MENO CI SI FA DA PARTE , DANDO LA POSSIBILITA AD UNA PERSONA SENSATA DI GOVERNARE IL PAESE 18-06-2009 21:30 - eros
  • Italiani che lo votate, come potete votare un simile nano che vive tra zoccolone e magnaccia. 18-06-2009 21:26 - Orazio
  • perchè non accettare la verità? votato o no dagli italiani (e, ahimè, dalle italiane), ha 72 anni e 9 mesi, ben portati fin dove può la chirurgia estetica, mezza faccia sinistra a parte (paresi?), malissimo portati sul piano mentale, quindi non c'è da meravigliarsi, nè da fargliene una colpa se sta scivolando in una nient'affatto sorprendente demenza senile, purtroppo tutt'altro che tranquilla e nient'affatto innocua a sè ed agli altri. Sua moglie l'ha detto esplicitamente: è malato. Se non fosse il presidente del Consiglio, già da tempo sarebbe stato sottoposto ripetutamente a doverosi TSO. 18-06-2009 20:38 - mary ann
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