sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
19/06/2009
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    Perù: il gran giorno degli indigeni

    Parlare di «giorno storico» è un po’ inflazionato. Ma questi sicuramente sono giorni storici per le etnie indigene del Perú che, pagando un altissimo prezzo di sangue, stanno festeggiando l’annullamento delle leggi che il presidente Alan García aveva voluto a ogni costo per «onorare» il Trattato di libero commercio (Tlc) firmato con gli Stati uniti (anche lui aveva definito «un giorno storico» quello del 14 dicembre 2007 in cui l’«amico» George W. Bush aveva firmato il Tlc).
    Ieri Daysi Zapata, vice-presidente della confederazione indigena amazzonica che ha guidato la protesta, ha annunciato la fine dei blocchi dei fiumi e delle strade nei sei dipartimenti del nord che da aprile si erano dichiarati «en insurgencia». «Questo è un giorno storico per i popoli indigeni perché dimostra che le nostre richieste e battaglie erano giuste», ha detto.
    La situazione era precipitata il 5 giugno quando il Congresso aveva rinviato il dibattito sulla revoca delle leggi contestate e García aveva ordinato a esercito e polizia la repressione. A Bagua, una cittadina mille km a nord della capitale, ci furono più di 50 morti, 30 indigeni e 22 poliziotti.
    La decina di decreti erano stati imposti nel 2008 da García, un ex-socialdemocratico convertitosi al neo-liberismo puro e duro, in teoria per «mettere ordine» nella proprietà delle terre e nella concessione dei diritti di sfruttamento delle enormi risorse naturali - minerarie e agricole - dell’Amazzonia peruviana. In pratica quelle leggi dovevano spianare la strada alla vendita alle grandi compagnie transnazionale di 45 milioni di ettari appartenenti allo stato e alle comunità indie. Le organizzazioni indie, in cui era emersa la figura di Alberto Pizango, aveva cercato invano di farsi ascoltare ma García, un teorico dello «sviluppo» a ogni costo in un paese in cui più del 50% della popolazione è indigena e povera - e quindi dell’apertura totale delle porte alle compagnie straniere - non voleva sentire ragioni. Lui e il suo primo ministro, Yehuda Simon - un ex «socialista» - cercavano di far credere che a muovere gli indigeni fossero agenti stranieri (intanto avevano incriminato Pizango di ogni genere di reati) e che le leggi sarebbero passate. Invece no. Dopo proteste e incidenti cruenti anche nel centro di Lima, Simon ha annunciato le sue dimissioni, García (screditatissimo dopo tre anni di presidenza) è apparso in tv per fare una mezza autocritica e il Congresso, dopo un dibattito di 5 ore, ha annullato le due leggi più controverse con 82 voti contro 12.
    Sono due visioni dello sviluppo antitetiche a scontrarsi. Quella dello sfruttamento senza freni delle risorse ambientali e quella delle popolazioni originarie impegnate a sostenere i diritti alla vita e all’acqua prima che al petrolio (e al rame, all’oro, all’etanolo...).
    Le vicende peruviane hanno avuto anche riflessi internazionali. Il governo di Lima se l’è presa con il Nicaragua di Ortega, nella cui ambasciata Pizango si era rifugiato, per avergli concesso asilo politico. Poi con il Venezuela di Chávez e la Bolivia di Morales che avevano sostenuto le buone ragioni della rivolta indigena. García ha richiamato l’ambasciatore peruviano da La Paz dopo che Evo Morales aveva definito i massacri di Bagua come «un genocidio provocato dal libero commercio».
    La guerra non finirà qui. García ci riproverà. Ma oggi per gli indigeni del Perú e non solo per loro, è un «giorno storico».


I COMMENTI:
  • Non possiamo intervenire su temi importanti come questi, fintanto non siamo disposti a cambiare il nostro stile di vita all'interno della micro società in cui viviamo, poiché rappresentiamo un modello da evitare!!!!(consumismo sfrenato ed approvvigionamento delle risorse altrui illecitamente) 20-06-2009 13:16 - sally gay
  • Simbolicamente è il disastro del nostro tempo.
    Quale tipo di vita, quale rapporto uomo ed ambiente, quale sviluppo?.

    Uno sviluppo di accumulo di pochi che depredano il territorio ed anche le persone, o uno sviluppo di tutti e di tutte, rispettoso delle persone e della natura?. 20-06-2009 12:51 - miria
  • grande vittoria ,il pianeta terra ringrazia,un grande aiuto dal missionario italiano MARIO BERTOLINI da 30 anni in amazzonia peruana,in questi giorni c'era un processo beffa che volevano cacciare MARIO BERTOLINI dal PERù se date notizie in merito
    un saluto 20-06-2009 12:45 - mele franco
  • ... un piccolo aiuto che possiamo fare e condividere l'informazione con la maggiore parte degli amici ... che ci sia un passaparola universale ... 20-06-2009 10:26 - Ricardo Torre
  • Come possiamo aiutare gli indigeni peruviani nella loro battaglia??Qualcuno me lo sa dire?? 20-06-2009 09:18 - Lia
  • solo la lotta paga! 20-06-2009 00:48 - undelio
  • Che dire a questo punto...!Que viva Zapata! 19-06-2009 21:01 - Emnauele
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI