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FUORIPAGINA
04/07/2009
  •   |   Giacomo Russo Spena
    Vicenza. Oggi primo appuntamento no-G8

    Ad aprire la manifestazione l'immagine della basilica palladiana, simbolo della città di Vicenza e "dell'immenso tesoro di un territorio che gli statunitensi vorrebbero trasformare in campo di addestramento". Dietro, migliaia di persone giunte da tutta Italia per contrastare la base militare Dal Molin e iniziare la settimana di mobilitazione anti-G8, che terminerà con il corteo a L'Aquila del 10 luglio.
    "Dignità, sogno e comunità" le parole d'ordine del corteo che partirà alle 15.30 di oggi da via Madre Teresa di Calcutta a Rettorgole (vicino al presidio permanente) e circonderà l'ex aeroporto con l'obiettivo di entrare nella struttura per piantare centinaia di bandiere della pace. "Consideriamo quell'area una parte della città - spiega Cinzia Bottene, una delle portavoci dei no Dal Molin - Riaffermeremo la nostra sovranità".
    Sono tre anni che la loro battaglia va avanti e la stanchezza al momento non sembra farsi sentire. "Dal nostro territorio vengono le richieste di partecipazione, democrazia e pace - aggiunge - e domani (oggi, ndr) torneremo in strada per rispondere a chi ci chiede di arrenderci di fronte all'imposizione dall'alto dei governi". Per l'occasione su Vicenza si riverserà il popolo no global al completo. In arrivo da tutto il Paese su decine di pullman , treni e auto. Una presenza importante sarà quella degli aquilani con i comitati locali 3e32, Epicentro Solidale e Abruzzo Social Forum che, probabilmente, faranno un loro spezzone: "Dipende dalle forze". Anche le adesioni aumentano di ora in ora. Dalle associazioni (Arci, Emergency, Legambiente, Tavola per la Pace, Fiom), alle comunità "ribelli" (no Tav, no discarica di Chiaiano) passando per i partiti (Prc, Pdci, Sl e Sinistra Critica).
    Nella manifestazione qualcuno vorrebbe il presidente Barack Obama, che è stato ufficialmente invitato dai no Dal Molin "a vedere con i tuoi occhi come state calpestando democrazia e ambiente per fare una nuova base di guerra".
    A lui chiedono un cambio di rotta rispetto all'amministrazione Bush perché le parole annunciate nel giorno del suo insediamento e prese in prestito da Abramo Lincoln ("un governo del popolo, dal popolo e per il popolo") non rimangano vane. "Non ci facciamo illusioni, in questi anni in tanti hanno deluso le aspettative", fanno sapere gli attivisti del presidio permanente che comunque non termineranno il loro controvertice con la manifestazione di oggi. Parteciperanno anche agli altri appuntamenti organizzati dalla rete nazionale no-G8.
    Nella notte tra il 5 e il 6, esattamente alle 3 e 32 (l'orario in cui si è avvertita la scossa più devastante il 6 aprile scorso), si svolgerà a L'Aquila la fiaccolata "Memoria, verità e giustizia" per ricordare le vittime e le responsabilità. Come quella - denunciano i comitati locali - dei costruttori e della protezione civile, che "sapeva e non ha fatto nulla". Il 7, sempre nel capoluogo abruzzese, si terrà il forum delle comunità in fermento (Chiaiano, i no Dal Molin e i no Tav) per discutere di "modelli di sviluppo, democrazia e partecipazione dal basso".
    In contemporanea la "rete romana" darà il benvenuto ai potenti della Terra in arrivo nella capitale. La mattina sono previsti blocchi stradali nella città, mentre alle 17 è indetto un sit-in autorizzato a piazza Barberini (vicino all'ambasciata Usa) in cui confluirà l'intera rete. L'8 e il 9 la protesta diventerà generale: manifestazioni, blitz e azioni estemporanee sono previste in tutto il Paese. "Abbiamo deciso di delocalizzare la mobilitazione - dicono i no-G8 - perché sono i territori che pagano il prezzo della crisi". Così "sotto osservazione" saranno i luoghi della speculazione finanziaria come le banche o le agenzie interinali.
    Ma c'è anche chi non si dimentica del recente pacchetto sicurezza passato in Parlamento.

    Centri sociali emiliani e marchigiani insieme ai comitati abruzzesi andranno il 9 al porto di Ancona per protestare "contro la barbara politica dei respingimenti". Il 10 è prevista a L'Aquila la manifestazione, promossa tra gli altri dal Patto di Base (Cobas, Rdb e Sdl), Socialismo Rivoluzionario e Rete dei comunisti, che ha diviso i no global nei giorni scorsi tra favorevoli e contrari. I no Dal Molin, le altre comunità "ribelli" e gran parte dei comitati abruzzesi confermano che diserteranno la piazza perché "non convinti dell'efficacia di un corteo nazionale" nel capoluogo. Nessuno però ha voglia di fare polemica. Bisogna concentrarsi su oggi. Sulla mobilitazione nazionale contro la base vicentina.


I COMMENTI:
  • Evidentemente i venti di guerra fanno ancora parte dello scenario del meteo-potere, anche se mutate le correnti, torneranno presto come strumento di condizionamento sull'economia manovrati dal verticismo capitalistico occidentale anglo-americano. La saggezza delle poche coscenze un po' individualizzate del popolo italiano nell'opporsi alla base militare americana "Dal Molin" è tenace ma, a mio avviso, sta usando metodi di lotta destinati a soccombere. Ormai il termine "no global" è obsoleto e non rispecchia i contenuti di un movimento per davvero trasversale che vuole un mondo diverso da quello che gli sfruttatori di uomini ci propinano.
    I venti di guerra torneranno purtroppo a soffiare tifonici nella vita di innocenti che chiedono solo il necessario per consumare al meglio la propria esistenza. La base americana deve essere vista in quest'ottica di potere militarizzato perchè così è. Il manifestare sul posto è un metodo di contrapposizione, forse il solo, che riesce ad avere visibilità e passare attraverso la distorsione dei media, ma passa distorto con sole poche eccezioni di reale contestualizzazione. Questo movimento viene ad ogni piè sospinto criminalizzato, basta solo un colpo di tosse per far gridare alla violenza gratuita dei facinorosi. Purtroppo siamo in una fase della vita sociale dove le paure stanno prendendo il sopravvento e condizionano lo spirito di popolo che per la maggioranza è composto da coscienze alimentate da convincimenti di quella che si crede essere verità istituzionale. Siamo in un impasse dove la nostra epoca, conoscendo la natura di un ormai decadente, e quindi più cocciuto e pericoloso, capitalismo, non ancora in agonia, ci fa intravvedere con buona approssimazione tristi scenari futuri. Sperare che Obama abbia doni messianici è risibile: gli Usa avevano neccessità di sdoganare la loro arroganza politica fallita e bisogno di mantenere l'egemonia del polo economico tradizionalmente occidentale e Obama continua a governare sempre per gli identici centri di potere per i quali è stato speso l'idiota di Bush. 05-07-2009 12:53 - fiodam
  • Vittorio Agnoletto ha detto: “se Obama non rinuncia alla base di Vicenza vuol dire che non rinuncia alla politica imperiale e neo coloniale di dominio degli Usa"

    Non capivo, non capisco e credo proprio che questa situazione non cesserà d'esistere.
    Dopo l'esito delle votazioni europee ho avuto il piacere di scambiare due parole telematiche con Agnoletto, mi ero voluto complimentare per la sua campagna improntata sui contenuti e prettamente politica, distaccandosi dalle vicende personali del premier.
    Ora è in cantiere un loro progetto di riassetto per tutti quei partiti minoritari, supponevo che lui potesse essere il portavoce di un tale movimento.
    Gli avevo chiesto come mai non avevano deciso di promuovere una manifestazione a favore del "popolo iraniano", mi era stato risposto che non se ne aveva la forza.
    Oggi, invece, vengo a sapere che si è manifestato, lui compreso, contro la base americana di Vicenza, che di per sè ci può anche stare, ma allora davvero continuo a non capire.
    In Iran la popolazione è sottomessa ad un regime tiranno, vengono segnalati (anche tramite foto dei cellulari), accerchiati, scovati ed impiccati.
    Un partito comunista, che sia "degno" di portare questo nome, dovrebbe essere sensibile alle vicende dei loro pari che soffrono e, solo oggi, tentano di ribellarsi senza violenza, manifestando, rischiando la vita e a volte morendo in nome di un ideale.
    Anzichè dare supporto a un simile fatto, si da risalto invece ad una base di una nazione democratica che, giusto o sbagliato che sia, comunque non è sotto un regime dittatoriale, ci si prepara per disturbare ancora una volta il G8, in cui fino a prova contraria non ci sussistono stati tiranni, ma io mi domando e vi chiedo: questa sarebbe la grande svolta della sinistra? questo sarebbe il grande partito a cui si mira?
    Complimenti signori miei.
    E' proprio vero che la storia insegna, ma solo a chi ha voglia di imparare.
    Continuate pure su questa strada, ora comprendo che forse la vostra coalizione si troverebbe meglio solo con le BR o gruppi di al-Qaeda, ma confermate ancora un volta il perchè il "popolo italiano", democraticamente e senza costringimenti, ha deciso di mettervi al bando.
    Sono rammaricato e anche abbastanza deluso, l'Italia ha perso del tutto quella che era una grande ala ideologica: la sinistra. 05-07-2009 10:05 - Adelio Fioritto
  • Non capivo, non capisco e credo proprio che questa situazione non cesserà d'esistere.
    Dopo l'esito delle votazioni europee ho avuto il piacere di scambiare due parole telematiche con Agnoletto, mi ero voluto complimentare per la sua campagna improntata sui contenuti e prettamente politica, distaccandosi dalle vicende personali del premier.
    Ora è in cantiere un loro progetto di riassetto per tutti quei partiti minoritari, supponevo che lui potesse essere il portavoce di un tale movimento.
    Gli avevo chiesto come mai non avevano deciso di promuovere una manifestazione a favore del "popolo iraniano", mi era stato risposto che non se ne aveva la forza.
    Oggi, invece, vengo a sapere che si è manifestato, lui compreso, contro la base americana di Vicenza, che di per sè ci può anche stare, ma allora davvero continuo a non capire.
    In Iran la popolazione è sottomessa ad un regime tiranno, vengono segnalati (anche tramite foto dei cellulari), accerchiati, scovati ed impiccati.
    Un partito comunista, che sia "degno" di portare questo nome, dovrebbe essere sensibile alle vicende dei loro pari che soffrono e, solo oggi, tentano di ribellarsi senza violenza, manifestando, rischiando la vita e a volte morendo in nome di un ideale.
    Anzichè dare supporto a un simile fatto, si da risalto invece ad una base di una nazione democratica che, giusto o sbagliato che sia, comunque non è sotto un regime dittatoriale, ci si prepara per disturbare ancora una volta il G8, in cui fino a prova contraria non ci sussistono stati tiranni, ma io mi domando e vi chiedo: questa sarebbe la grande svolta della sinistra? questo sarebbe il grande partito a cui si mira?
    Complimenti signori miei.
    E' proprio vero che la storia insegna, ma solo a chi ha voglia di imparare.
    Continuate pure su questa strada, ora comprendo che forse la vostra coalizione si troverebbe meglio solo con le BR o gruppi di al-Qaeda, ma confermate ancora un volta il perchè il "popolo italiano", democraticamente e senza costringimenti, ha deciso di mettervi al bando.
    Sono rammaricato e anche abbastanza deluso, l'Italia ha perso del tutto quella che era una grande ala ideologica: la sinistra. 05-07-2009 10:04 - Adelio Fioritto
  • Anche oggi la violenza fascista della polizia, si è abbattuta sui pacifici partecipanti alla manifestazione "no Dal Molin".
    A causa delle botte che hanno dato, ci sono stati 6 feriti tra le forze dell'ordine! 05-07-2009 01:10 - Silvia
  • Sono appena rientrato dalla manifestazione, coclusasi poco prima di un violentissimo temporale, che ha ci ha fatto fare subito la doccia che il caldo della giornata ci aveva fatto tanto desiderare. La polizia ha gestito la situazione in maniera provocatoria sin dall'inizio, in quanto schierata lungo il percorso previsto dal corteo, praticamente a contatto, e non si è limitata a presidiare l'area dell'Aeroporto "Dal Molin" dall'interno, come nelle precedenti manifestazioni che non avevano avuto problemi. Ci sono stati due o tre lanci lacrimogeni, qualche ragazzo colpito al viso e agli occhi con gli spray urticanti, da parte loro i manifestanti hanno lanciato due fumogeni e hanno cercato di contenere la carica dei Carabinieri con alcuni scudi in plexiglass. Tutto qui, gli "scontri", che tanto spazio hanno nelle cronache di tv e giornali, sono durati neanche una decina di minuti e hanno coinvolto una trentina di persone, a fronte di una manifestazione di 12-15.000 persone volutamente bloccata per provocazione. Ad ogni modo, dopo circa due ore, è stata conclusa sul percorso previsto in partenza. Senza provocazioni sarebbe stata un'altra dimostrazione della determinazione del movimento vicentino ad opporsi con forza alla base esclusivamente con metodi non violenti, come, d'altronde, è sempre stato ampiamente dimostrato. No "Dal Molin"! 04-07-2009 23:24 - Tita Stern
  • Vorrei essere a Vicenza oggi pomeriggio, a manifestare perché è pazzesco e inammissibile che si continuino a costruire basi militari! 04-07-2009 16:12 - lorenzo
  • Gianni Letta, e' indagato dalla procura di Potenza (John Woodcock) per una sfilza di reati che vanno dalla turbativa d'asta alla corruzione.Ma possibile che sia una notizia vera e tutti tacciono? 04-07-2009 15:43 - Emilio Fede
  • il padrone di casa offfrirà qualche donna al g8,visto che c'e'... 04-07-2009 15:36 - ernesto
  • La bella Vicenza,diventa un centro per l'esercito del "BENE",contro le "infezioni"alla società più giusta del Mondo.
    Obama,Berlusconi e tutti i paladini del"bene,"contro tutti i nemici.
    Vorrei citarne alcuni.
    La Corea,Cuba,il Venezuela,il Vietnam,L'Afganistan,il Nicaragua,la Bolivia,Tutti i mussulmani nel mondo.Tutti i cristiani,ortodossi del mondo.Tutti comunisti.Tutti i pacifisti.tutte le mamme paurose e chi non vuole andare a fare il soldato.Tutti i nullafacenti, che suonano i bonghetti nei Centri Sociali.Tutti i cretini che non capiscno il Bene.
    Il germe del male, è intorno a noi, compito delle persone responsabili,prevenire.
    Prevenire è meglio che curare.
    Contro chi non compera più le nostre merci.
    Contro le donne che vogliono essere veramente donne.
    Contro gli omossessuali che esibiscono i loro vizi.
    Contro la chiesa cattolica che si sta mettendo contro di noi.
    Vicenza è i primo avamposto.
    Ne faremo molti altri.
    Il secondo è a Arcore.
    Siamo in guerra.
    Abbiamo il dovere di salvare i BUONI dai CATTIVI. 04-07-2009 15:08 - maurizio mariani
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