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FUORIPAGINA
09/07/2009
  •   |   Daniela Preziosi
    Il chirurgo corteggiato dagli ex girotondini

    Farà campagna «saltando l’apparato», andando «direttamente ai circoli»
    perché lui sogna «un partito che abbia una sola corrente, quella dei circoli
    dove le persone esprimono le proprie opinioni e dove a maggioranza si vota e
    si decide». La «strana» corsa di Ignazio Marino è iniziata, e le prime
    falcate sono già tutto un programma. Ieri il chirurgo era al meeting di San
    Rossore (Pisa) a spiegare che non necessariamente «l’esistenza di una
    tecnologia deve determinare il suo uso obbligatorio. È l’individuo che deve
    decidere quali tecnologie utilizzare e quali no», questo significa «rispetto
    della libertà di ciascuno». Sabato, per dirne un’altra, planerà a Osoppo
    (Udine) al Rototom Sunsplash, meraviglioso festival reggae tendente alla
    marijuana libera, in una tappa del suo tesseramento straordinario con
    Peppino Englaro, che a sua volta ha annunciato l’iscrizione al Pd per
    sostenere la candidatura del suo amico Marino. Il chirurgo racconta che
    attorno a lui si sta verificando un «boom» di partecipazione e di «voglia di
    fare». I suoi amici in facebook sono passati in pochi giorni da 400 a 4mila,
    e sono 20mila gli accessi giornalieri al suo sito. Ma il senatore sa che il
    primo scoglio della sua corsa è raggiungere il 5 per cento nel congresso dei
    circoli. E così lui si dà da fare in vista delle primarie del 25 ottobre -
    ieri, a mezzo Stampa, ha incassato anche una proposta di
    fidanzamento politico da parte di Paolo Flores d’Arcais, direttore di
    Micromega e leader girotondino. Ma intanto i suoi
    uomini-macchina (Goffredo Bettini e Michele Meta) lavorano ad avvicinare il
    tanto vituperato apparatick, o comunque quel partito poi peserà nella conta
    interna. Così ieri è arrivata l’adesione di Francesco De Angelis,
    l’europarlamentare veltroniano che nella circoscrizione centro ha preso
    40mila voti. E alla fine potrebbero scegliere lui anche Roberto Morassut,
    segretario regionale Pd in aria di ricandidatura, ma verso il quale
    Franceschini non ha ancora espresso un appoggio chiaro (in corsa per la
    carica ci sarebbe anche il rutelliano Riccardo Milana e il giovane e bravo
    economista Stefano Fassina, area Bersani). Ci farebbe un pensierino persino
    l’ex presidente della provincia Enrico Gasbarra, rutelliano, presente
    all’ultima convention di Veltroni, ma molto legato a Bettini.
    Nel campo di Pierluigi Bersani il tentativo è uguale e contrario. L’ex
    ministro ha già incassato un appoggio solido da parte di molti segretari
    regionali grazie ai quali puntare a prevalere intanto nel passaggio
    ’interno’ del congresso (che però tecnicamente si chiama convenzione). Oggi
    sarà a Milano per un incontro con gli amministratori del nord. Al sud si
    moltiplicano le dichiarazioni per lui, così come lievita il tesseramento
    campano sotto la vigilanza bassoliniana. Ma non solo: ieri è arrivato anche
    un endorsement significativo di parte opposta, quello del sindaco di Salerno
    Vincenzo De Luca. Torna invece in forse l’appoggio di Michele Emiliano: era
    arrivato, ma prima che Massimo D’Alema consigliasse al sindaco di Bari di
    deporre la carica di segretario regionale Pd, in coerenza con la loro
    battaglia statutaria. Fin qui il partito. Ma per andare bene anche ai gazebo
    la formula-Bersani prevede l’apparentamento, oltreché di una lista centrista
    Letta-Follini, di liste con nomi di alto profilo. I più accreditati al
    momento sono Rosi Bindi e Anna Finocchiaro, la presidente dei senatori Pd
    che ancora ieri dichiarava di non volersi «arrendere alla logica della resa
    dei conti».
    Il combinato disposto di politica e antipolitica, in ordine e quantità
    variabili, è la formula delle corse parallele di Bersani e Marino. Che
    continuano a scambiarsi cortesie, direttamente (ieri Marino ha detto: «Vinco
    io, ma Bersani è persona seria») o per interposto D’Alema, che alla festa
    democratica romana ha speso parole affettuose per l’amico chirurgo. Tutto fa
    pensare che chi dei due dovesse arrivare terzo alle primarie, potrebbe
    portare in dote i propri voti al ballottaggio nell’assemblea nazionale.
    In tutta questa vicenda il terzo uomo diventa così Franceschini, che ha già
    consumato il suo asso anti-apparato Debora Serracchiani, che probabilmente
    animerà le liste dei ’giovani’ con David Sassoli. E quanto all’apparato,
    deve far contente le tante anime che lo votano (fassiniani, veltroniani,
    rutelliani e teodem, popolari). Anime che lo sostengono, in una polifonia
    piuttosto complicata . Ieri Franco Marini a RadioRadicale, criticando le
    primarie che «incentivano le posizioni estreme» ha dichiarato: «Io dentro a
    questo partito ci vedo a pieno titolo anche la componente radicale». Paola
    Binetti, in prima fila all’incontro organizzato da Fassino in onore di
    Franceschini, non la pensa così.


I COMMENTI:
  • x 10-07-2009 15:19 - Maurizio

    forse le mie parole sono state mal interpretate. ma dopo aver seguito stasera i 2 tg della rete pubblica si è chiaramente visto lo strapotere mediatico, ho assistito (come Lei immagino) ad una continua agiografia del padrone d'Italia ed ad una (breve...)condanna degli "scalmanati" che osano protestare. oggi la visibilità sui media è tutto.con intatta stima 11-07-2009 01:33 - lorenzo g8
  • Una brutta malattia del giornalismo odierno e' il "dichiarazionismo". Si fanno ormai interi articoli fatti solo di dichiarazioni di questo o quel gregario o portavoce etc.
    Sarebbe piu' utile, per capire se ci sono ancora politici nel PD (o se non li hanno rapiti tutti gli alieni), che qualche bravo cronista non andasse ai consessi e ci raccontasse non solo i punti salienti dei discorsi, ma nutriti riassunti del dibattito, degli interventi, gli umori.
    Per favore, fateci sentire leggere i discorsi veri.

    Grazie. 10-07-2009 17:47 - giggino
  • Mi risulta che un vostro rappresentnte ha partecipato alla conferenza stampa di Berlusconi sul G 8 e,udite,udite, l'unica tenmeraria domanda in quel consesso di arditi è stata su cosa ne pensasse il premier sulla apparente posizione antagonista della stampa nei suoi confronti.Veramemnte una grande prova di coraggio, degna di un foglio comunista che si ispira ad Antonio Gramsci, morto in carcere per le proprie idee.Va bene appellarsi ai propri lettori per la sopravvivenza ma ne vale la pena per tanto poco!? 10-07-2009 16:21 - giulio raffi
  • Caro Lorenzo,
    libero delle tue scelte, .
    ma perchè non fai un abbonamento on line? Costa poco e leggi tutto. Fare un giornale, anche on line, costa parecchio, come puoi pensare che sia integralmente disponibile a tutti?
    Ciao 10-07-2009 15:19 - Maurizio
  • mi trovo d'accordo con Giacomo Casarino, non si riesce proprio a trovare un filo di ragionamento politico all'interno della fase pre-"congressuale" del pd, almeno da come essa viene rappresentata dai media. e non solo quelli di "regime", per i quali il fenomeno è consueto, ma perfino da osservatori storicamente politicizzati. non si capisce perchè uno che si sente "di sinistra" dovrebbe simpatizzare per Marino o per Bersani, se non per vaghe assonanze con qualcosa che ricorda la "base" o la "concretezza"... più fantasie che altro. personalmente di Marino non mi piacciono certi toni un po' sul populistico, da "ritorno al popolo", vagamente dipietristi a volte e comunque non mi fiderei di chi vuole un partito senza correnti... 10-07-2009 15:15 - pietro spina
  • Mi piacerebbe capire il progetto politico di questi candidati: va bene la laicità dello Stato, mi piace il riconoscimento dei diritti civili e la libertà di scelta dell'individuo. Credo però che siano argomenti non sufficienti a guidare un partito che si propone come alternativa di governo: mi dà più l'idea di un movimento, piuttosto che di un partito. Sarebbe comunque interessante sviluppare un dibattito politico serio, piuttosto che discutere su una persona. 10-07-2009 14:33 - ida
  • Decisamente direi più antipolitica che politica: ridislocazione di notabili, apparentamento di liste, artifici per gonfiare in extremis il tesseramento, concorrenze, per come vengono presentate nell'articolo, che sono in realtà possibili alleanze (nel caso Marino-Bersani). Se il quadro informativo che ci viene esposto ha il senso di squadernarci e di "rivelare" il guazzabuglio in cui si compongono e scompongono i "confronti" interni al PD, ben venga (é già il secondo pezzo del genere, magari non vorremmo passarci sopra l'estate su questa telenovela). Se non altro, il pezzo giornalistico mostra come il panorama PD sia refrattario a qualsiasi tentativo di rintracciarvi una chiave interpretativa in senso proprio "politica". Perché l'informazione (ripetuta sul tema Marino) non passi come messaggio surrettizio di appoggio (dobbiamo tifare - e votare, se iscritti - per Marino, come, in occasione delle europee, il suggerimento subliminale - ma non troppo - portava a "Sinistra e Libertà"?), andrebbe da qualche parte accompagnata da un commento, magari suffragato da una qualche inchiesta su che cosa, su quale intreccio di interessi materiali, ad esempio nei vari territori, poggi questo "monstrum" politico, che il Presidente Bertinotti ha osato, con un'ardita innovazione sul piano delle categorie storiografiche, definire un "equivoco storico".
    Basti dire, a proposito del presunto programma laburista (?), socialdemocratico (?) di Bersani, che uno degli esponenti più significativi del suo comitato di sostegno è Filippo Penati, che più destro non si può. Aiutateci a capire, a questo dovrebbe servire il Manifesto, almeno così doveva essere a partire da quando l'abbiamo pensato e fondato tra 1970 e 1971. 10-07-2009 12:53 - Giacomo Casarino
  • L'ho già dichiarato: Marino è la miglior candidatura in campo...pensare che con una sua elezione eventuale si potrebbero togliere dalle palle la Binetti, Carra, Fioroni e tutti i TeoDem mi verrebbe voglia di votarlo non una ma due volte! 10-07-2009 11:00 - Mauro Pigozzi
  • carissimi siamo nel 2009 aggiornate il sito più spesso.c'è gente che è interessata a quello che dite ma non compra il giornale.c'è gente che si informa solo su internet oggi e va da indymedia a libero di feltri,come me.sulla homepage c'è "Lettera a Obama
    per il diritto all'acqua" e
    "Vado nei circoli, salto l'apparato.Il chirurgo corteggiato
    daglii ex girotondini" ?!?!
    non una parola sul ddl "sviluppo" sul ritorno del nucleare.in bocca al lupo 10-07-2009 00:01 - lorenzo g8
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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