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Redazione
I no global all'Aquila tra anti-G8 e ricostruzione
Nove chilometri di testimonianza, per contestare il G8 e per dimostare solidarietà alla popolazione aquilana. Si è conclusa senza incidenti, intorno alle 18, la manifestazione organizzata dalla rete no-G8 in Abruzzo. Il serpentone (20 mila i partecipanti secondo gli organizzatori) si è snodato da Paganica - uno dei comuni più colpiti dal sisma - alla villa comunale dell'Aquila. I manifestanti sono quindi arrivati fino alla "zona rossa" che contrassegna il martoriato centro dell'Aquila, dove nessuno può più entrare. Il corteo era aperto dallo striscione "Voi siete il terremoto, noi siamo tutti aquilane/i", subito dietro il gruppo "Epicentro solidale", una delle prime reti dal basso che si è attivata per portare aiuti - non soltanto cibo e vestiti - alla popolazione rimasta senza casa.
A lungo il movimento ha discusso se fosse il caso di organizzare una manifestazione nelle zone colpite dal terremoto. L'idea di Berlusconi, lanciata a poche settimane dal vertice originariamente previsto a La Maddalena in Sardegna, aveva spiazzato praticamente tutti. Il premier aveva subito asserito: "I no global non avranno i coraggio di maniefstare lì". La rete no-G8 ha deciso invece di non rinunciare a portare in piazza una protesta contro la finta democrazia dei vertici, sicura che la popolazione aquilana avrebbe capito l'intenzione dei manifestanti di appoggiare le rivendicazioni per una ricostruzione veloce e trasparente. In questi giorni si sono rincorse le polemiche, sempre additate dai componenti della rete come un tentativo non soltanto della destra, ma anche del Pd, di creare divisioni. Non a caso diverse organizzazioni hanno disertato la manifestazione di ieri, che ha visto l'arrivo massiccio di persone soprattutto da Roma e Napoli. Tra le bandiere - moltissime - quelle di Cobas, Rdb-Cub, Rifondazione, Partito comunista dei lavoratori, Sinistra critica, Lotta comunista, Pdci. In realtà i pochi aquilani rimasti in città in questi giorni di G8 hanno accolto in modo positivo l'arrivo dei manifestanti. I quali sono stati più che attenti a isolare chiunque avesse intenzione di creare disordini in una situazione che, va da sé, è molto delicata. Le tensioni sono state ridotte al minimo: all'inizio c'è stata una polemica contro uno striscione firmato dal partito comunista turco che raffigurava una falce e martello con il mitra in mezzo e con su scritto "Smash G8". Alla fine del corteo, invece, qualcuno ha lanciato alcune bottiglie di plastica contro lo schieramento di polizia: "Sono una cinquantina di facinorosi, che avevamo individuato fin dall'inizio ed isolati", ha detto Piero Bernocchi portavoce dei Cobas "è un gruppo rappresentato da stranieri e italiani che si è radunato intorno allo striscione «Smash G8»". Anche il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfreedo Rossini, ha riconosciuto che "è andato tutto bene", pur precisando che "l'attenzione verrà mantenuta alta fino a sera".
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di trovarmi tra randelli e lacrimogeni per due-tre stronzetti che lanciano il sasso-bottiglia e tirani indietro la mano non ne avverto generalmente la necessità, e ancor meno la si avvertiva ieri l'altro a L'Aquila, dove non era proprio il caso di arrivare ad un inutile scontro in quella piazza. L'unica azione "violenta", sebbene dimostrativa, dotata di un senso, sarebbe stata di forzare il blocco al cantiere e "liberare" gli operai militarizzati e prigionieri lì dentro (mi chiedo: cosa sarebbe successo se uno o più di quegli operai - tra cui molti immigrati - avesse tentato di uscire dal cantiere e unirsi al corteo? lo avrebbero fatto passare?). quella è stata una scena di puro schiavismo, mancavano solo le catene alle caviglie, e intervenire avrebbe avuto senso.
per il resto, la manifestazione de l'aquila trova il suo lato negativo - molto più ampio di quello positivo della testimonianza - nel fatto che eravamo pochi, pochissimi, sette-otto mila ad essere onesti. e diciamolo correttamente quanti eravamo, perché una delle poche cose rivoluzionarie che possiamo permetterci, di questi tempi, è la verità, quindi non raccontiamocele anche tra di noi. è stato triste vedere e partecipare ad un corteo nel quale se mettevi insieme giornalisti al lavoro, sbirri, militari e agenti in borghese infiltrati da finti-fotografi, facevi una quantità di persone pari ai manifestanti puri.
e la partecipazione degli aquilani, che giustamente hanno altri c.... per la testa, è stata prssoché nulla, altro motivo di sconfitta, e altro luogo da sfondare (le tendopoli militarizzate e schiavizzate, anche lì chissà se si poteva uscire di casa durante il corteo...). 12-07-2009 11:22 - leone
Io c'ero a l'Aquila, ed è andata proprio così. Abbiamo fatto una scampagnata in mezzo al nulla, dove nessuno poteva vederci (proprio come faceva comodo a quelli contro i quali avremmo dovuto lottare) e alla fine gli "addomesticati" del corteo si sono schierati davanti al cordone di polizia e hanno loro stessi aggredito quelli che erano andati là per difendere la gente che aveva iniziato a correre (noi pensavamo per una carica della polizia).
Se questo è il vostro modo di lottare contro l'ingiustizia buona fortuna! Quando sarete meno asserviti fate un fischio anche a me e forse riusciremo finalmente a ricucire qualche forma (efficace) di protesta. 11-07-2009 13:38 - Massimo Allegri
"Non siamo in tempi di pace e nemmeno abbiamo al governo gente che ragiona.
quindi,fare lo scemo in piazza per far vedere i muscoletti degli ex trombati,non mi va.
Chiamatemi per lottare veramente."
Da queste parole si evince la pochezza del movimento NoGlobal. Non vado a manifestare perche' non si rovesciano cassonetti ne si spaccano vetrine. Almeno i cori anti celerini ("assassini! assasini!")li avrai apprezzati...
Che tristezza! Spero tu vinca la tua "battaglia" contro i mulini a vento. 11-07-2009 12:33 - Checco
Io non so se ti sei mai trovato in quelle zone da quando il terremoto le ha colpite.
comunque li c'è gente che sta veramente male e che non ha più niente, spesso neanche la forza di lottare e di manifestare.
I compagni e le compagne, me compreso, che sono andati a manifestare, lo hanno fatto per contestare il g8 ma anche per farsi sentire vicini ai terremotati.
In un momento del genere c'è bisogno di rispetto per persone che non hanno di certo bisogno di altri guai, di guerriglie, di cariche o di disordini. 11-07-2009 12:15 - Giacomo Rossetti
mi spiace ma non è stata una gita in montagna. Io c'ero, è stata una bellissima prova quella data ieri dal movimento. I quasi dieci chilometri sotto il sole dalle 13,00 alle 17,00 con i due chilometri finali in salita sono stati durissimi. Ma vedere un movimento che resiste in questo paese di merda ha dato forza a tutti. Gli aquilani che abbiamo incontrato sulla strada , nei pressi dei campi "lager" annuivano ascoltando ciò che veniva detto dal microfono aperto: "Dopo il terremoto è arrivata la speculazione " " 100% ricostuzione, 100% trasparenza, 100% dal basso" " Si alla rinascita della citta NO ai quartieri ghetto nei quali deportare gli aquilani".
Bellissimo il momento in cui siam passati accanto al cantiere di uno di quesi ghetti che stanno costruendo: gli operai si sono affacciati e molti di loro ci hanno anche salutati ( qualcuno a pugno chiuso )
Sul servizio d'ordine: qui non si trattava nè di censurare o sbattere fuori nessuno, ma trenta o quaranta compagni non possono imporre a tutti gli altri la logica dello scontro per lo scontro . Il movimento in questa fase non se lo puo prermettere.
Gli ex trombati non interessavano nessuno, sono cadaveri ( politici ovviamente ) che camminano. Il movimento va avanti , ormai ce li portiamo dietro come i cagnolini ma le vertenze e le parole d'ordine le stabiliamo noi ( loro non sono alla testa del movimento ma in coda che scodinzolano ) 11-07-2009 12:08 - riccardo brindisi
Si sta facendo passare questa idea che le proteste devono essere 'pacifiche' e sorridenti...ma che cosa significa?!?
Lo capite che è un controsenso?? Solo un modo per neutralizzare la contestazione?
Io lavoro e non ho tempo e possibilità economica di perdere giornate per fare festose scampagnate in montagna con bambini e passeggini al seguito.
Quando questa sinistra riuscirà a soddisfare il bisogno di PROTESTA che viene dalle tanti classi penalizzate (precari, studenti, operai) e non solo fare immagine con le 'fiction della protesta', allora potrà contare sulla mia partecipazione.
Mi chiedo dove è finito quel popolo che lanciava monetine a Craxi davanti all'Hotel Rafael?!? 11-07-2009 09:41 - Stefano