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Alessandro Braga
Torna il nucleare ma per il Cav son dolori
Con l’approvazione del ddl sicurezza di due giorni fa al Senato l’Italia è tornata ufficialmente, dopo 22 anni, al nucleare. I numeri sono stati schiaccianti: 154 voti a favore, un contrario, un astenuto. Compatto il centrodestra, che ha trovato l’appoggio anche dell’Udc. Partito democratico e Italia dei Valori hanno abbandonato l’aula dopo aver annunciato il loro «no». Bene, si fa per dire. Un bel ritorno al passato, anche in questo campo, era proprio quello che ci voleva.
Ora il governo ha sei mesi di tempo per riempire di contenuti la delega, piuttosto ampia e fumosa, che si è «meritata» dal parlamento. In primis, dovrà indicare i siti adatti alle nuove centrali, «piantare le bandierine» sull’italica cartina. Un rebus di non facile soluzione. A partire dai tempi, sei mesi appunto. Vuol dire che Berlusconi dovrà annunciare entro metà gennaio chi saranno i «fortunati» che si beccheranno una nuova centrale sul loro territorio. A meno di due mesi dalle elezioni regionali, potrebbe essere un boomerang per il Cavaliere, che pagherebbe in termini elettorali la scelta. L’opposizione al nucleare, dopo la schiacciantissima vittoria del fronte del No al referendum del 1987, dovuta anche all’onda emotiva della tragedia di Chernobyl, è ancora viva nel nostro paese. Sono migliaia i comuni «denuclearizzati» sul territorio italiano. Vuol dire che nei loro confini, oltre a non costruire siti, non potrebbero nemmeno passare autoveicoli che trasportano scorie. Non avendo questa dizione «dignità giuridica» è facile immaginare che, di fronte a «interessi superiori» (leggasi business), l’esecutivo se ne «fotterà» allegramente. Ma a «remare contro» la scelta dell’esecutivo c’è, soprattutto, la conformazione fisico-geologica del nostro paese.
Sono ben pochi i siti adatti alla costruzione di una centrale nucleare. Una grande parte del territorio italiano non è adatta perché area sismica. Secondo limite: una centrale ha bisogno di un’ingente quantità d’acqua. La portata dei nostri fiumi, pochi esclusi, non è sufficiente. Quindi, il posto più adatto dovrebbe essere in riva o nelle vicinanze del mare. E di un porto, e anche grande, perché una parte dei macchinari deve essere importato via mare. Posti del genere, in Italia, sono ben pochi e, nonostante il governo mantenga il «segreto di stato» sui siti presumibilmente già individuati, basta un semplice controllo incrociato delle caratteristiche necessarie per mettere in allarme le popolazioni delle aree individuate e provocare le giuste, scontate proteste dei cittadini.
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dobbiamo comprare il know-how;
dobbiamo comprare il combustibile;
l'esaurimento delle riserve di uranio è previsto per il 2050...
è sicuramente un affarone!
( 11-07-2009 17:42 - Roberto Secci
Beh, questa poi.. perché non chiedi alla Francia quanto gli costa il nucleare e che fine hanno fatto i 72 kg di Uranio persi nell'incidente dell'anno scorso, e regolarmente confluiti nel fiume circostante?
In caso, spero che la centrale te la costruiscano sopra casa tua.
Il nucleare è morto: prezzo dell'U al kg: 6 dollari 10 anni fa, 120 dollari oggi. Prezzo dell'energia solare: 0 ora e da sempre. 11-07-2009 16:06 - Graziano
siamo fortunati che sono rimasti pochi comunisti ottusi e nostalgici.dovreste capire che la maggior parte del paese non vuole vivere in un paese comunista. non capisco perchè non vi trasferite in massa in un paese liberale come la cina la corea cuba e ci lasciate in pace a proposito meno male che Silvio c'è: 11-07-2009 15:30 - totareo
Il nucleare è morto,e sepolto.
Le sue scorie hanno distrutto e continuano a distruggere il mondo.
Insieme a nucleare sono morte tutte le idee capitaliste che consumano.
Il mondo,ha già iniziato a cambiare il clima e a mettere in pericolo la razz umana.
Il mondo è vivo e come un cane che una zecca fastidiosa gli succhia il sangue,si gratta per togliela.
Credevamo che il "cane"potesse sopportare il succhio sanguigno fino all'esaurimento...
Invece,ecco che gli uragani sono sempre peggio,e il calore diventa insopportabile anche in Italia.
Berlusconi,non si preoccupa,perche ha l'aria condizionata anche nel garace.
Le centrali,sono un crimine per l'umanità.
Il sole,il vento,l'acqua e tante altre fonti di energia ha la nostra terra.
nessuna però,può essere contrllata dai capitalisti.
Se non c'è guadagno,non si fa nulla in questo paese.
Prendimo noi il potere e risolveremo tutto! 11-07-2009 13:11 - maurizio mariani