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FUORIPAGINA
11/07/2009
  •   |   Saverio Ferrari
    Le camicie verdi

    Quando nel maggio 1996 la Lega Nord decise di istituire le Camicie verdi, l’On. Domenico Gramazio della direzione nazionale di Alleanza nazionale così commentò la notizia: “Bossi non sa che le Camicie verdi appartengono alla storia e alla tradizione del vecchio mondo attivistico della destra italiana. Apparvero per la prima volta nel 1953 ai funerali del maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani. È proprio con le Camicie verdi che nel lontano 1956 l’allora segretario giovanile del Movimento sociale italiano, Giulio Caradonna, preparò il famoso attacco alle Botteghe Oscure, al quale parteciparono con la camicia verde, fra gli altri, Vittorio Sbardella, Mario Gionfrida, Romolo Baldoni e tanti altri attivisti dell’Msi”.
    Gramazio, pur sbagliando data, rammentò un episodio realmente accaduto. L’assalto alla sede nazionale del Pci avvenne infatti un anno prima, nel 1955, la sera del 9 marzo, quando un centinaio di neofascisti con camicie verdi, bracciali tricolori e cravatte nere, scesi da due pullman, tentarono di irrompere all’interno del “Bottegone”. La porta venne prontamente chiusa. A quel punto si scagliarono contro la sottostante libreria Rinascita con molotov, pietre e bastoni. Nell’occasione Mario Gionfrida, detto “er gatto” (mai appellativo fu così azzardato), nel tentativo di lanciare una bomba si tranciò di netto una mano. Lo si rivedrà di nuovo in giro con una protesi in legno.
    Tornando al 1996, il 15 settembre Umberto Bossi dichiarava l’indipendenza della Padania, minacciando il ricorso a vie non democratiche. Il 22 settembre, come filiazione delle Camicie verdi, decideva anche di istituire la Guardia nazionale Padana, suddivisa in cinquanta compagnie e dedita all’“esercizio del tiro a segno come motivo di aggregazione sociale”.  Erano gli anni in cui ai magistrati ricordava che “Una pallottola costa solo 300 lire”. L’ex senatore Corinto Marchini, il primo comandante delle Camicie verdi, poi fuoriuscito dalla Lega, solo qualche anno fa in un’intervista a Claudio Lazzaro che stava appunto girando “Camicie verdi”, un film-documentario uscito nel 2006, raccontò come lo stesso Bossi lo avesse istigato a organizzare manifestazioni eclatanti, ben più del semplice bruciare il tricolore nelle piazze. “Bossi mi chiamò all’una e mezza di notte” – ribadì Marchini – “mi disse di sparare ai carabinieri, che le Camicie verdi dovevano essere pronte a sparare”. Seguirà a fine gennaio 1998 la richiesta di rinvio a giudizio del procuratore della Repubblica di Verona Guido Papalia per tutta la dirigenza della Lega e una ventina di Camicie verdi. I reati: attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato,  oltre a formazione di associazione militare a fini politici. Un processo mai fatto.
    Sarà forse un caso, ma la camicia verde come uniforme fu anche adottata in Europa nel secolo scorso da alcuni dei principali movimenti fascisti. Tra loro, le Croci frecciate ungheresi, fondate nella primavera del 1935 da Ferenc Szalasy, un ufficiale ultranazionalista. Lo stemma ricordava la bandiera nazista: un cerchio bianco, su sfondo rosso, con all’interno al posto della svastica due frecce disposte a forma di croce. Strutturate come  un ordine religioso  invocavano la benedizione del cielo per la loro crociata “contro gli ebrei e i bolscevichi”. Alleati dei nazisti, costituirono nell’ottobre del 1944 un governo fantoccio in Ungheria sotto la guida di Szalasy, autoproclamatosi “Reggente della nazione”, deportando migliaia di ebrei nei campi di sterminio. Almeno 15 mila, invece, secondo gli storici, gli ebrei direttamente massacrati in quei mesi dalle Croci frecciate a Budapest.
    Assai simile all'esperienza ungherese fu la Guardia di ferro rumena, movimento fanatico e antisemita fondato nel 1927 da Cornelius Zelea Codreanu. Nel gennaio del 1941, in un tentativo di colpo di Stato, le bande paramilitari della Guardia di ferro, con tanto di camicia verde, fecero irruzione al quartiere ebraico incendiando case e sinagoghe. Al termine trascinarono al mattatoio comunale centinaia di sventurati. Molti di loro furono sgozzati, simulando una cerimonia kosher, altri decapitati. I corpi furono successivamente appesi ai ganci da macellaio. “Li avevano scorticati vivi a giudicare dalla quantità di sangue”, riferì in un suo telegramma l’ambasciatore degli Stati Uniti in Romania. Tra loro anche una bambina di cinque anni appesa per i piedi.
    Movimenti fascisti a sfondo mistico-religioso che percorsero l’Europa, come furono anche i Verdinazo (Vereinigung dienst national-solidaristen) o Associazione dei solidaristi fiamminghi, fondata negli anni Venti da Joris van Severen, il cui progetto era di riunificare il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e le Fiandre francesi, riportando la ruota della storia al tempo dell’impero di Carlo V. Dotata di milizie con camicia verde, originò anche un corpo parapoliziesco che collaborò con i nazisti. Storie terribili e lontane, chissà se conosciute dai dirigenti leghisti.


I COMMENTI:
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  • hai capito Robin Hood.. con la sua camicetta verde, era un fascista. ahahahahha ma per piacere 16-07-2009 14:03 - Nic
  • Personalmente ho apprezzato molto questo articolo e lo conserverò. E' sempre importante sapere la storia.
    A margine mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia mai incriminato le camicie verdi come costituzione di gruppo paramilitare. Negli anni settanta volevano incriminare Mosivmento Studentesco, Avanguardia Operaia etc per qualche cordone forse un po' troppo militante, ora si permette a questa gentaglia di sfilare in divisa. 14-07-2009 12:58 - Franco
  • Uffa, cerchiamo di non perderci in simili questioni di lana caprina. Il trasformismo fa parte del DNA dell destra, basta leggere la biografia di Benito Mussolini. I fasci littori come simbolo di unità del popolo erano stati inventati dai socialisti, ed il Fronte della Gioventù era un'organizzazione comunista, prima di diventare nel secondo dopoguerra simbolo del gruppo giovanile del MSI. Vediamo di andare alla sostanza delle cose. Quelli là possono vestirsi e farsi chiamare come vogliono, rimarranno sempre degli sporchi razzisti. 14-07-2009 06:35 - gianni
  • cara Roberta, molti ex iscritti PCI-PDS-DS, RC ecc ora sono con la Lega e alcuni sono pure consiglieri comunali o assessori della Lega.
    negli anni 90 molti finirono nel PSI di Craxi, ora che é in auge la lega confluiscono li.
    Insomma vanno dove possono mangiare, sproloquiare e sentirsi protetti nelle loro quotidiane evasioni fiscali. 13-07-2009 21:56 - Sofia
  • Tutto fa pensare che le camicie verdi , gratta, gratta viene fuori una cloaca di color nero, detto anche nero fascista. La loro ideologia , quella leghista e' del tutto analoga a quella fascista. le colonne portanti dei leghisti sono il razzismo, l'egoismo elevato come carattere essenziale , discriminazione del cittadino non padano , xenofobia caratterizzata dall'assalto all' individuo non di razza italica. La divinazione della secessione della padania da roma ladrona capitale d'ITALIA FINCHE 'LA LEGA NON ENTRO' NELLE STANZE DEL POTERE ,allora si tacito'il tutto.La lega e' un tentativo di politica locale, che fa leva con la crisi del lavoro e la paura dell' immigrato che a loro restrittissimo parere sarebbe l'unico colpevole della mancanza di posti di lavoro perche' sono coloro che rubano il lavora agli italiani sottomettendosi al lavoro sottopagato e in nero.Ma queste persone non vogliono capire che per sconfiggere il lavoro illegale, i lavoratori immigrati debbono avere gli stessi diritti dei lavoratori italiani e non essere ricattati dal padrone di turno che si vuole arrichire sulle loro spalle.Debbono farsene una ragione i xeno-razzisti verdi che la societa' europea diverra' una societa' multietnica e multiculturale e multireligiosa.Pensandoci bene la futura societa' che ha tutti i segni che si intravvedono oggi nella nostra societa' sara' ricca di culture diverse che nella storia dei popoli ha addotto una cultura superiore a quella sino ad oggi conosciuta 13-07-2009 19:42 - red
  • Il primo luglio è stato approvato il cosiddetto decreto scacciacrisi o anticrisi. E improvvisamente in Italia circa 10.000 persone si sono ritrovate - dal giorno alla notte - sul lastrico. Circa 200, 250 in una situazione che io conosco ma che qui non dirò.

    E chi sono queste persone? Sono quei precari nelle varie aziende statali e pubbliche che avendo il contratto scaduto, oppure avendo fatto e vinto da poco concorsi (per precari, cioè a tempo determinato) per poterne stipulare uno nuovo, a cavallo del primo luglio sono stati mandati a casa dalle seguenti parole contenute nel decreto al comma 7 dell'art. 17:
    "Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e sino al conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa assegnati a ciascuna amministrazione... , le amministrazioni e gli enti interessati dall'attuazione del comma 3 del presente articolo non possono procedere a nuove assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato, ivi comprese quelle già' autorizzate e quelle previste da disposizioni di carattere speciale."

    Queste sono cose concrete... vogliamo parlare di queste? Anziché di quel riccone di Grillo e le risposte dell'altro benestante Fassino?

    Dopo questo inciso, continuo.

    Seguono altre indicazioni che lascio ai giuristi e mi soffermo sulle poche righe del decreto riportate sopra, e che hanno fatto disperare i nostri 10.000 (eroici) precari. Oggi è arrivata la notizia che il governo ha approvato un emendamento che non li lascia a spasso - almeno per quest'anno.
    Quindi la situazione potrebbe ripresentarsi il prossimo anno: ricordo che la maggior parte dei contratti dei precari nello Stato, quando sono biennali e triennali, devono essere rinnovati ogni anno. La situazione cambia poco quindi, perché chi ci dice che il prossimo anno non ci sia un altro decreto peggiore di questo?

    Inoltre mi pongo una domanda.
    A livello politico, cosa rappresenta questo decreto anticrisi?
    Io credo sia un segnale di ciò che vuole il governo.
    E cosa vuole il governo?
    Vuole – certo non subito (ma nei prossimi anni, si) - un apparato burocratico composto di poche persone, soprattutto amministrative, che possa essere poco costoso e soprattutto un apparato dove il pensare, il ragionare, il riflettere, il ricercare nuove strategie e ragioni (ad esempio per una lotta mirata e vincente alla disoccupazione) siano estromessi.
    È la morte dell’economia dei pensatori, della vendita di qualità intellettuali contro la quantità delle merci cinesi. (Ma era vera questa ipotesi?).
    È un po’ come se i commissari di governo inglese che nell’800 denunciavano le condizioni terribili in cui viveva la classe operaia di allora, venissero di colpo licenziati e non avessero potuto scrivere quelle alte pagine di solidarietà umana che molto cambiarono nella società di quell’epoca.
    E poi così si costituisce un apparato assai manipolabile e controllabile.
    Certo il governo, tutti i governi, devono economizzare. Per il bene comune. Ma poiché il governo – come anche il nostro precedente, anche se in parte per altre ragioni - non è capace di farsi pagare le tasse dai commercianti che poi sono quelli che lo votano, su qualcuno si deve rivalere. E lo fa scegliendo come bersaglio i precari, i poveri, i disoccupati.

    E qui mi vengono in mente le ronde. Ma visto che la protesta popolare non tarderà a scoppiare con misure così antipopolari, perché non premunirsi prima costituendo “ronde” che alla lunga posso costituire un baluardo contro questa protesta?

    Ecco, queste considerazioni così alla rinfusa mi sembrano tematiche molto concrete e noi dovremmo parlare di queste. Cominciamo, sennò altri – magari con camicie ocra - parleranno per noi… 13-07-2009 19:31 - paulfromm
  • Le camicie grige,le camicie nere e ora le camicie verdi.
    Non impareranno mai a tenere lontano i dittatori e i prepotenti.
    La gente quando è tutto perduto e non c'è speranza di uscirne senza fare dei grandi sacrifici,preferisce affidarsi al camiciaio di turno.
    Oggi è il tempo dei bottegai della Lega.
    Gente che ha imparato a gridare nelle osterie e nei bar,pian piano si sono fatti un bel seguito,di gente scontenta e strippata.
    Fino a qualche hanno fa, tutti credevano che era una cosa che finiva presto,invece abbiamo questi signori nei posti chiave del governo Berlusconi.
    Ricattato come un vecchio vizzioso,la Lega ha costretto il Polo delle Libertà a fare le peggiori leggi che si possano ricordare da quelle raziali di Benito Mussolini.
    Tutti a ridere del paralitico Bossi,invece eccoli la a spadroneggiare sulla nostra patria.
    Parlano di castrazione, di respingimenti,di campi di concentramento e ancora nessun intellettuale ha iniziato a fare una seria riflessione.
    Forse quando apriranno di nuovo i forni crematori,la puzza di carne bruciata risveglierà queste teste pensanti. 13-07-2009 18:17 - mariani maurizio
  • Ci dovrebbe credo essere in corso di allestimento un processo a Verona carico di Bossi & C. per insurrezione. Però, nella repubblica bananifera, non se ne farà assolutamente niente. Anzi pare che Bossi voglia "riformare la giustizia" (anche lui). 13-07-2009 14:07 - Exarcore Fugimus
  • avrebbero dovuto costruirgli attorno un robusto cordone sanitario per ricacciarli dalle fogne da cui erano usciti, invece li hanno coccolati, blanditi,inseriti in governi di centro-sinistra; nel tentativo di ridimensionarli hanno persino sfregiato la Costituzione solidarista con il federalismo fiscale che non è nè potrà mai essere una inoffensiva partita di giro tra centro e periferia e se li sono ritrovati raddoppiati di numero e sempre più ciechi e rabbiosi,e quel che è peggio sono riusciti a contaminare con la loro ferocia persino quel Sud Italia inconsapevole di essere il loro principale bersaglio; e così, tra la falsa indignazione degli innumerevoli ipocriti di destra, centro e sinistra, e la tolleranza effettiva verso la sovversione leghista, siamo arrivati al punto che i lazzaroni padani comandano su tutti gli italiani e l'opposizione al loro delirio la fanno solo alcuni preti, onore a loro, vergogna per tutti gli altri 13-07-2009 13:30 - circe
  • Completamente d'accordo con mr. white, aggiungo solo una cosa: come mai che la Lega e il suo ministro di riferimento Tremonti, grandi protettori del popolo delle partite Iva non hanno fatto NULLA, anzi, hanno messo a 90 gradi gli stessi cambiando gli Studi di Settore gli ultimi 30 giorni e massacrandoli di tasse? Non li dovevano abolire? Non erano solo Prodi e Padoa Schioppa i succhiasangue? VERGOGNOSI!!!!! 13-07-2009 12:46 - Mauro Pigozzi
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