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FUORIPAGINA
14/07/2009
  •   |   Tiziana Valpiana
    Breve storia di una panchina

    Quasi 500 cittadini e cittadine veronesi con nomi e cognomi hanno proposto "un percorso pubblico da 'fare insieme' per esprimere dissenso verso una città chiusa, discriminante e paurosa e per progettare una città aperta, giusta e gioiosa".
    Durante l'inverno si sono incontrati in assemblee pubbliche, con prestigiosi relatori, per ragionare insieme sui sempre più cupi divieti che incombono sulle nostre vite e sulla nostra città ed hanno individuato come simbolo della città chiusa, discriminante e paurosa l'atto scellerato dell'amministrazione comunale di togliere le panchine dai giardini in cui erano soliti sostare anche stranieri.
    Togliendo le panchine, si sono ridotti i diritti di tutti: il diritto ad una sosta ristoratrice, a giardini pubblici curati, il diritto al riposo, alla convivialità, all'incontro casuale con altri, il diritto a godere 'gratuitamente' della vista della nostra città... il diritto del contribuente a vedere i propri soldi utilizzati per aggiungere servizi, non per diminuirli (ma le tasse, quelle no, non sono diminuite!).
    Tutti i sabati di maggio alle 12, portando le proprie sedie da casa, i membri del Comitato e non solo si sono riuniti nel disadorno e indegno giardinetto di Via Prato Santo semplicemente per stare assieme, offrendo a chiunque un aperitivo, una poesia, una lettura, uno spettacolo, a simboleggiare la possibilità di una città aperta, giusta, gioiosa.
    Il 9 luglio hanno 'offerto' a quel giardinetto e a tutti coloro che hanno ancora voglia di abitare la città una verde e luccicante panchina che, certo, non era sufficiente a cancellare il degrado nel quale l'amministrazione lascia questo ed altri luoghi pubblici, ma che (ben lo simboleggiavano le primule piantate ai piedi della verde e comoda panchina) non era che l'inizio di una riqualificazione voluta e attuata direttamente dai cittadini e dalle cittadine.
    La panchina, ben confezionata con elegante fiocco rosso, è stata 'scartata' e inaugurata sotto gli occhi di tutti 'a disposizione di chiunque voglia sedersi nei Giardini di Via Prato Santo', recita la targa affissa dal "Comitato Verona, città aperta".
    Un atto gratuito di generosità, un esempio di virtù civiche...
    Abbiamo vissuto su quella panchina, fino al diluvio della sera: un breve resoconto di quelle poche ore può dare a tutti la dimensione dei 'bisogni' cui questo  emplice gesto ha dato risposte.
    - Visto anche il via vai di giornalisti e fotografi, si sono subito avvicinati dei 'curiosi' chiedendoci informazioni e plaudendo all'iniziativa, tutti sgomenti per il totale abbandono del giardino e sperando nell'avvio di una rinascita. Molti hanno voluto essere fotografati seduti sulla panchina.
    - Verso le 13 abbiamo acquistato della pizza, delle birre, un po' di frutta e verdura e, contravvenendo ad altra ordinanza ma sotto gli occhi anche delle forze dell'ordine, abbiamo pranzato lì sulla 'nostra' (e vostra) panchina, attirando, nell'ordine, un ragazzo del Senegal che si è unito a noi e 6 turisti tedeschi che, stanchi dal giro turistico in città e in attesa di andare a vedere Carmen in Arena, avevano cercato un po' di riposo, in mancanza di meglio, appoggiandosi ai tronchi degli alberi... Abbiamo offerto loro la panchina e si sono seduti gustando qualche albicocca e lamentandosi, increduli, della poca accoglienza verso gli stranieri.
    Rimasti impressionati dai braccioli visti sulle panchine in altri luoghi della città, hanno chiesto di essere fotografati stesi sulla panchina. E' stata poi la volta di un ragazzo con le stampelle, che sulla panchina ha trovato un po' di riposo.
    - Al vicino bar, dove siamo andati a prendere i caffè che abbiamo poi sorseggiato sempre sulla panchina, il gestore ci ha fatto presente che in quel giardino mancano non solo le panchine, ma anche le strisce pedonali per poterlo raggiungere, pur trattandosi di una meta un tempo frequentata da anziani con difficoltà di deambulazione. Un tempo, perchè da quando le panchine non ci sono più -come ci aveva fatto notare una signora residente lì vicina che era solita accompagnare il padre in carrozzella- l'accompagnatore è costretto a restare in piedi...
    - C'è stato anche chi (un uomo dal codino grigio) ci ha gridato che su quellepanchine si sedevano anche coloro che 'non pagano le tasse' ma quando gli abbiamo risposto che noi le paghiamo, altri non le pagano perchè vengono fatti lavorare in nero, altri ancora perchè sono evasori (ma raramente questi hanno il piacere di sedersi sulle panchine!), non ha saputo replicare.
    - Per tutto il pomeriggio abbiamo fatto da 'badanti' alle macchine parcheggiate lì intorno, visto che la colonnina per pagare il parcheggio negli stalli blu non funziona e i numerosissimi stranieri che volevano lasciare la macchina per raggiungere il centro a piedi erano preoccupati, per un disservizio del Comune, di trovare poi una multa (quanti soldi ha perso l'amministrazione per questo disservizio? Quante panchine avrebbe potuto comperare?).
    - Proprio alle 19, l'ora stabilita per il ritrovo di tutto il Comitato per un aperitivo di inaugurazione e mentre stavamo accingendoci a preparare per coinvolgere il maggior numero di persone possibili, una pioggia torrenziale ha costretto tutti a scappare.
    - Giusto in quel momento è arrivata una macchina dei Vigili Urbani, mandati per controllare la 'manifestazione', ai quali abbiamo spiegato il senso della nostra azione, lasciandoli letteralmente stupefatti: "Se lo raccontiamo, nessuno ci crederà! Dei cittadini che regalano un bene alla collettività. " Poi ce ne siamo andati, sotto l'acqua a catinelle.
     
    L'indomani mattina, poco prima delle 8, acquistati i quotidiani, abbiamo deciso di andare a leggerli, come si fa in tutte le città del mondo, al giardinetto sulla panchina. Che non c'era più!
    Un mondo alla rovescia, in cui i cittadini prendono a cuore la cura della città e chi dovrebbe farlo la devasta. L'asfalto divelto rendeva, se possibile, ancor più degradata la zona, ma su un palo della luce era affisso un cartello "Come è difficile restare umani. Grazie per la panchina", come firma un nome di donna.
    Abbiamo pensato anche al suo grazie quando abbiamo posizionato nello stesso luogo una sedia ('a disposizione di chiunque voglia sedersi nei Giardini di Via Prato Santo') e le foto del giorno 9 con le spiegazione di quanto avvenuto. Sulla sedia abbiamo lasciato un quaderno perché ciascuno possa scrivere ciò che pensa della vicenda. La prima frase scritta ieri era "Una panchina è per sempre".
    Andate a scrivere la vostra fino a quando durerà, perché UN VANDALO si aggira per Verona.
                                                                                      Comitato Verona, città aperta
                                                                                                                          
    P.S. Il solerte tutore dell'ordine pubblico e del decoro cittadino che, certo non senza fatica e con l'aiuto di qualche attrezzo, ha sventrato l'asfalto per togliere di mezzo la 'panchina abusiva' non ha trovato il tempo di sistemare un vicinissimo tombino divelto e arrugginito, che da mesi il Comitato ha segnalato alla Circoscrizione e all'assessore competente come vero attentato all'incolumità pubblica. Qual era la priorità?  


I COMMENTI:
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  • Grandi!
    P.S. per quanto riguarda ll reiterato invito ad iscrivermi a facebook, ripeto la mia scarsa propensione verso questa forma di comunicazione (facebook, intendo); a 62 anni si avrebbe più voglia di un contatto 'panchinaro' che altro.
    Cordialissimi saluti a tutti di VR città aperta e di nuovo un 'bravi' ed un aciidenti che li spacchi tutti quanti (Tosi e la sua giunta).
    Vincenzo 19-07-2009 16:27 - Tria Vincenzo
  • grazie a tutte e tutti! andremo avanti, caricati anche dai vostri commenti. attualmente la sedia è stata portata via ma anche rimpiazzata rapidamente con altre due. se avete sedie da sacrificare alla causa segnalatecelo!! 17-07-2009 14:49 - laura da verona
  • Grazie ai veronesi di buona volontà e di animo umano,una notizia così, anche se con finale amaro, dà la sensazione di non essere soli nel rimirare desolati questo paesaggio di inciviltà.Ed è già un conforto 16-07-2009 19:09 - Guia
  • Bell'articolo, ma in Italia si studia e si 'pensa' ancor di più che nell'amministrazione di Verona. Segnalo di prestare attenzione ai messaggi registrati che contengono a volte 'anomalie' d'insieme atte a cacciare da un posto pubblico. Nella stazione ferroviaria di Bari hanno installato megaschermi televisivi che mandano spot 'disturbati'. Intendiamoci, lo spot è già di per se un disturbo, ma questi della stazione, soprattutto per il fatto che alcuni vengono ripetuti di seguito, servono a cacciare chi si trova all'interno della stazione. Credo siano realizzati appositamente a tal fine e la pubblicità (?) è solo secondaria al primo fine. Un barbone giovane c'è morto. Qualche mese fa. Il giornale ne riportò la storia e io, che in quel periodo, dovevo per forza passare spesso dalla stazione di Bari, mi convinsi che l'aveva ucciso un particolare e fastidiosissimo spot che non avevo mai visto in tv. 16-07-2009 16:12 - Onofrio
  • sono sicuro chi essistono altre inizziative di questo tipo. Perfché no si li farebbe conoscere con piu regolarita ?
    Queste notizzie ci cambia lo sguardo e perché no la maniera di fare cotidiano ! grazzie. 16-07-2009 14:41 - ricardo
  • bell'articolo e soprattutto bella iniziativa. certo, pensare che siano necessarie simili iniziative, mentre si approvano le leggi sicurezza e mentre si invitano i cittadini a non affittare case agli stranieri su un foglio di un comune in provincia di varese, viene pensato che siamo alla frutta. Ce ne vorrebbero ovunque di gesti come questo. 16-07-2009 14:12 - lorenzo
  • una domanda per "macho": chi è che dovrebbe sedere per terra? 16-07-2009 13:00 - centrostorico
  • bravi volere è potere, chi la dura la vince 16-07-2009 12:33 - maurizio
  • Qualche anno fa un tipo che si era laureato in disegno industriale mi ha spiegato che, per un esame, aveva progettato una panchina per le fermate dei bus 'ergonomicamente' studiata per impedire ai 'barboni' di sdraiarci sopra (si usa fare con due tubi). Tanto per dire cosa si insegna nelle facoltà di architettura. Lo spazio pubblico è semplicemente sparito, la sua sparizione ha prima prodotto la sua messa in scena allucinata dei centri commerciali che mimano un esterno urbano, poi sono stati gli spazi urbani ad essere modellati sulla base dei centri commerciali ('centri commerciali naturali'). Ovviamente in questi spazi non è prevista la presenza di situazioni di 'conflitto' (o che lo possono vagamente ricordare, come per esempio un povero). 16-07-2009 11:05 - dc
  • A Genova nella zona dell'Expo di Renzo Piano è successa la stessa cosa: hanno tolto tutte le panchine così adesso i numerosi turisti, i senza tetto e i venditori ambulanti si siedono per terra, tutti insieme. Forse per l'amministrazione pubblica questo è più decoroso. Non solo. La società Porto Antico ha varato una circolare ai negozianti dell'Expo, vietando loro di dare accoglienza ai venditori ambulanti che ogni tanto vanno a cambiare gli spiccioli raccolti nella faticosa giornata di lavoro, a sedersi un po' e a posare i pesanti fardelli che si portano dietro tutto il giorno. Cercheremo di seguire il vostro esempio. Una curiosità: quest'anno si festeggia un importante anniversario per la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Genova ha promulgato l'iniziativa lodevole "Genova città dei diritti". C'è un'incongruenza , mi pare. O sono io che non capisco?
    Federica Lipari 16-07-2009 09:41 - federica
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