sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
17/07/2009
  •   |   Aiko Takeda
    Terrore a Jakarta Bombe contro i turisti

    "Jakarta sotto attacco". Il titolo a caratteri cubitali, bianco su sfondo nero, troneggia sulla homepage del Jakarta post, il quotidiano in lingua inglese più diffuso in Indonesia. Il cuore del paese islamico più popolato al mondo è stato colpito poco dopo l’alba di questa mattina: due forti esplosioni a pochi minuti di distanza l’una dall’altra nei ristoranti di due alberghi di lusso, il Marriott e il Ritz-Carlton, hanno ucciso nove persone e ne hanno ferite oltre 50. Ma il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Per ora non c’è traccia di rivendicazioni degli attentati, organizzati nei minimi particolari – secondo le prime investigazioni almeno uno degli attentatori alloggiava in uno dei due alberghi e il metal detector del Marriott era fuori uso –, ma i sospetti ricadono inevitabilmente  sulla la Jemaah Islamiya, il movimento integralista islamico clandestino nato in Indonesia e diffuso anche in altri paesi del sud-est asiatico legato, pare, ad al Qaeda. Non sarebbe la prima volta dato che la Jemaah Islamiya in passato aveva firmato un altro attentato al Marriott nel 2003 e quello di Bali del 2002, che aveva fatto oltre 200 vittime. Ma la cautela è d’obbligo. Potrebbero non esserci le rivendicazioni degli islamisti dietro ai nuovi attacchi: il presidente Susilo Bambang Yudhoyono, appena rieletto, punta il dito contro un “piano per destabilizzare il paese” che, secondo fonti della sicurezza, sarebbe in atto dal periodo della campagna elettorale e includerebbe anche il suo assassinio. Immediata la replica dell’opposizione fresca di sconfitta: “Il presidente non cerchi di coprire l’evidente incapacità di garantire la sicurezza con fantomatici attacchi contro la sua persona”.  Anche gli Stati uniti usano prudenza: il segretario di Stato Hillary Clinton ha parlato di “violenza senza senso” e di “minaccia del terrorismo ancora molto concreta”, ma ha evitato di puntare frettolosamente il dito contro il “terrore islamico”.


I COMMENTI:
  • Già. In passato molte dita sono state puntate troppo frettolosamente...Mi sembra che il terrorismo sia diventata una specie di S.P.A. Non è facile capire fino in fondo quali sono gli "effetti" ancora più delle "cause" di questi gesti. Di sicuro c'è che il sistema (qui da noi ?o sistema) genera mostruosità del genere e più ne genera più si "blinda" a riccio, rendendo praticamente impossibile il cambiamento e la fine di questi orrori. 09-08-2009 10:28 - Geko
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI