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Aiko Takeda
Terrore a Jakarta Bombe contro i turisti
"Jakarta sotto attacco". Il titolo a caratteri cubitali, bianco su sfondo nero, troneggia sulla homepage del Jakarta post, il quotidiano in lingua inglese più diffuso in Indonesia. Il cuore del paese islamico più popolato al mondo è stato colpito poco dopo l’alba di questa mattina: due forti esplosioni a pochi minuti di distanza l’una dall’altra nei ristoranti di due alberghi di lusso, il Marriott e il Ritz-Carlton, hanno ucciso nove persone e ne hanno ferite oltre 50. Ma il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Per ora non c’è traccia di rivendicazioni degli attentati, organizzati nei minimi particolari – secondo le prime investigazioni almeno uno degli attentatori alloggiava in uno dei due alberghi e il metal detector del Marriott era fuori uso –, ma i sospetti ricadono inevitabilmente sulla la Jemaah Islamiya, il movimento integralista islamico clandestino nato in Indonesia e diffuso anche in altri paesi del sud-est asiatico legato, pare, ad al Qaeda. Non sarebbe la prima volta dato che la Jemaah Islamiya in passato aveva firmato un altro attentato al Marriott nel 2003 e quello di Bali del 2002, che aveva fatto oltre 200 vittime. Ma la cautela è d’obbligo. Potrebbero non esserci le rivendicazioni degli islamisti dietro ai nuovi attacchi: il presidente Susilo Bambang Yudhoyono, appena rieletto, punta il dito contro un “piano per destabilizzare il paese” che, secondo fonti della sicurezza, sarebbe in atto dal periodo della campagna elettorale e includerebbe anche il suo assassinio. Immediata la replica dell’opposizione fresca di sconfitta: “Il presidente non cerchi di coprire l’evidente incapacità di garantire la sicurezza con fantomatici attacchi contro la sua persona”. Anche gli Stati uniti usano prudenza: il segretario di Stato Hillary Clinton ha parlato di “violenza senza senso” e di “minaccia del terrorismo ancora molto concreta”, ma ha evitato di puntare frettolosamente il dito contro il “terrore islamico”.
- Già. In passato molte dita sono state puntate troppo frettolosamente...Mi sembra che il terrorismo sia diventata una specie di S.P.A. Non è facile capire fino in fondo quali sono gli "effetti" ancora più delle "cause" di questi gesti. Di sicuro c'è che il sistema (qui da noi ?o sistema) genera mostruosità del genere e più ne genera più si "blinda" a riccio, rendendo praticamente impossibile il cambiamento e la fine di questi orrori. 09-08-2009 10:28 - Geko
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