sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
17/07/2009
  •   |   Daniela Preziosi
    Veltruscones in fuga da Dario

    Più Bersani e Franceschini ripetono con gravità e compunzione che il partito «è una cosa seria», più la vicenda che oppone Beppe Grillo al Pd trasforma il congresso in un feroce vaudeville, genere consono all’attore genovese, meno adatto agli aspiranti segretari di partito. Più la commissione di garanzia intima diktat e alza levatoi intorno al fortino, nel vano tentativo di impermeabilizzare un partito che per statuto e volontà politica è una groviera, più nelle province si spostano i tappeti ed esce fuori la polvere.

    A Paternopoli, Avellino, lo sfinimento per le liturgie del partitone, magari in combinato con qualche guerriglia indigena, hanno suggerito al segretario del locale Pd di concedere a Grillo l’iscrizione che il Pd nazionale gli ha negato. Diverte ma non è allegro prevedere che altre tessere, in giro per l’Italia, potrebbero essere offerte. Intrappolando i candidati in corsa, Bersani Franceschini e Marino (con l’eccezione di Mario Adinolfi) in un pavido e comune tic di arroccamento, inadatto ai nuovisti ma anche a chi, nel 2009, tenta la moderna declinazione del «partito è un partito è un partito». Il gesto di Grillo non è una cosa seria, e infatti proviene da un professionista del sacro genere del comico. Ma è triste consegnare all’attore il trofeo di aver svelato l’inadeguatezza bipartisan di un gruppo dirigente incapace di prevedere le conseguenze delle scelte compiute fin qui nel solo nome del carisma di Walter.

    Qualche parallelo più  su, a Roma, il problema si pone in altri termini. La Repubblica Capitolina di Veltroni-Cesare (poi è arrivato l’impero di Veltroni-Augusto) si sgretola, e si scopre che i proconsoli sono in fuga in direzione Bersani o Marino, comunque via da Franceschini, il simbolo della continuità dell’originario progetto democratico.  
    Il primo ad abbandonare la nave autoaffondata del veltronismo, nella capitale, è stato Goffredo Bettini, l’instancabile tessitore, l’ispiratore del modello-Roma, della capitale rutelliana e poi di quella veltroniana. Sbagliava chi considerava il suo abbandono, polemico soprattutto verso la gestione di Dario Franceschini, il bel gesto solitario di un uomo solo, disinteressato agli scranni e ricco di famiglia.

    «I veltroniani stanno con Franceschini, a cominciare dalle cose chiare che ha detto lo stesso Veltroni. Poi lui non partecipa direttamente alla battaglia congressuale per chiudere definitivamente la cosiddetta stagione del dualismo Veltroni-D’Alema». ha detto ieri Giorgio Tonini, allarmato dalle notizie che arrivano dalle mozioni. «Dopodiché la situazione è abbastanza chiara. Io, Morando, Verini e molti altri stiamo con il segretario attuale», elenca Tonini.

    Ma oggi, a sei mesi di distanza dallo strappo di Bettini, nell’area capitolina, è tutto un fuggi fuggi di ex veltroniani che si spostano su Pierluigi Bersani o su Ignazio Marino, comunque compiono spericolatezze rispetto alle loro precedenti storie politiche, pur di non intrupparsi nel correntone di centro di Franceschini.

    È il caso di Piero Marrazzo, il popolarissimo presidente della regione Lazio, fiore all’occhiello del veltronismo. Che ancora non lo ha detto chiaro, ma nutre simpatie per Bersani. O di Nicola Zingaretti, amato presidente della provincia (che Sabina Ferrilli, icona della Roma progressista vorrebbe alla segreteria) che, dopo essere stato tirato per la giacca un po’ da tutti, ieri ha fatto il suo [endorsement definitivo: «Voterò per Bersani perché credo che in un momento come questo sia la persona che può aiutarci a ripartire bene». Una scelta individuale, dice, e per questo non si candiderà in nessuna lista alle primarie. Ma il gruppo delle persone con cui lavora - quasi tutti ex veltroniani - tirano per Bersani, e poi «un dirigente politico ha il dovere di dire quello che pensa, la trasparenza è la base del rispetto reciproco. Quindi pur non impegnandomi direttamente nel congresso è giusto che si sappia: anche in un congresso così difficile credo sia importante garantire in questo momento di confronto un rapporto con la società».

    Nella Roma walterissima è  un’emorragia. A giorni si aspetta la dichiarazione di Roberto Morassut, popolare segretario regionale, corteggiatissimo - ma Franceschini sembra gli preferisca il rutelliano Riccardo Milana - dato in avvicinamento a Marino. Tonini assicura che «è vicino a Dario», ma intanto lui si prende ancora qualche giorno per decidere. E con lui Jean Leonard Touadì, scrittore e intellettuale originario del Congo, ex assessore alla sicurezza e alle politiche giovanili del comune di Roma, oggi deputato, bella faccia del veltronismo. Che due giorni fa ha dichiarato ai giornalisti di essere pronto a seguire Morassut armi e bagagli. E per questa ragione è stato ieri raggiunto da una lunga e affettuosa telefonata di Veltroni che lo invitava a ripensarci. È molto legato A Anna Paola Concia, attivista per i diritti di omossessuali e lesbiche, parlamentare, già molto veltroniana: che oggi sta con Marino e per la sua mozione coordina la campagna congressuale pugliese.

    Stesso dicasi per Ileana Argentin, la signora «diversamente abile» che per anni ha curato le politiche per l’handicap per Roma e che di Veltroni è stata una delle sostenitrici della prima ora. Veltroni l’ha chiamata sul palco con lui ogni volta che ha potuto, le barriere architettoniche, con fatica venivano abbattute. Si è schierata con Ignazio Marino anche lei. Come, in ordine sparso, Gianni Borgna, già assessore alla cultura, mentre Dario Esposito, ex assessore all’ambiente, si è schierato con Bersani,e con lui Lionello Cosentino, oggi senatore, uomo chiave della sanità nel Lazio, veltroniano pure lui. Una cosa era il carisma di Walter, su cui abbiamo provato a costruire una nuova stagione della politica. Un’altra è quello di Dario, contro il quale non ho nulla e al quale comunque faccio gli auguri. Ma se se ne va il carisma personale, se dobbiamo ripartire tutti insieme senza un uomo forte, bisogna costruire in fretta un partito vero, con programmi veri e condivisi». La spiega così Silvio Di Francia, verde, ex coordinatore della maggioranza capitolina ai tempi di Veltroni, che ora al congresso si è schierato con Bersani. Beninteso, rifiutando «l’iscrizione al dalemismo, per carità».


I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
  • Che poi i riformisti, e non solo nostrani, abbiano comportamenti -o forse prose- da estremisti e/o rivoluzionari (cambiare la societa', forgiare l'uomo nuovo, e altre stupidaggini del genere) lo scrisse in maniera mirabilmente chiara Barbara Spinelli su ''La Stampa'' del 14/01/'007.
    Anziche' farne io un pasticciato riassunto vi invito a rileggerlo, per es. qui:
    http://www.eddyburg.it/article/articleview/8139/1/337 21-07-2009 09:21 - Giovandomenco
  • Io vorrei che, innanzi tutto, si eliminasse dal vocabolario la parola "riformismo", vero male della sinistra degli ultimi decenni.
    Una parola che non vuol dire di per se una cippa. Tutti sono "riformisti", anche Silvio lo è, a suo modo, ma lo è...
    Non basta dire "noi siamo riformisti", bisogna aggiungere "per fare cosa...". Purtroppo, il presunto nuovismo è consistito semplicemente nello svuotare di contenuti la politica, e quella di sinistra in primis. Ci si è vergognato di difendere i diritti in nome della "competitività", ricordate? Poi, i geniali leader si sonos coperti liberisti, salvo poi fare dietrofront quando si è scoperto che il liberismo ha solo distrutto il futuro di intere generazioni.
    Insomma, poche idee e confuse.... E se invece ri ritornasse ai valori storici della sinistra? A difendere il lavoro e i diritti? Basta dirsi "riformisti". Chiamiamoci col nostro nome: socialisti, progressisti, comunisti.... Insomma, Sinistra!!! 20-07-2009 16:17 - Marco
  • mi sono iscritto al PD dopo vent'anni di lontananza dalla politica. Questo partito non mi convince affatto ma a questo punto ho deciso di compromettermi, di rischiare, di sputtanarmi, di rischiare che il mio nome diventi con gli altri un "successo del tesseramento", invece di una voce critica tra le tante che vuole incidere sulla scelta della Segreteria. Ma preferisco rischiare la mia reputazione :) piuttosto che continuare a dire di no a tutto, quando il problema non e' il PD, e nemmeno la sinistra, ma un paese che sta andando completamente a puttane in mano a quel brutto ceffo. 20-07-2009 15:00 - paolo
  • ai lekkini di quel buffone di grillo 2 domande:

    sapete chi è casaleggi?
    quanto vale la villa di arzachena di Grillo e quanto quella di NervI?
    tanti tanti soldi perchè il vs grillo è un riccastro di merda 20-07-2009 13:35 - red
  • Dalle nostre parti si dice che "La m...a più la rimesti e più puzza" e Grillo ha il pregio di prendere ogni tanto un argomento e dargli una bella rimestata. A mio avviso il partito liquido in questo caso si è dimostrato molto consistente, perchè l'odore scaturito è inconfondibile. 20-07-2009 12:47 - Chingachgook
  • Vorrei sapere se per dare un contributo alla riflessione sulla crisi della sinistra(tipo quelli già pubblicati firmati da Agnoletto,Paolo Cacciari,Paolo Flores D'Arcais,Asor Rosa,Ginsborg,Rossanda,etc.)basti ad un qualsiasi lettore del Manifesto il solo fatto di scriverlo ed inviarlo in redazione...oppure qual è il criterio utilizzato per selezionarne gli autori,se c'è? Se avessi la certezza di veder pubblicata la missiva,con l'uguale rilievo dato agli altri,la spedirei sedutastante,altrimenti cercherei altre "bacheche" a sinistra ove chiederne la pubblicazione...Risposta della redazione? Grazie,G.Ferrante,Torino. 20-07-2009 11:33 - Giacomo Ferrante,Torino
  • Che i dirigenti che hanno distrutto la sinistra italiana, affossando (assieme a Silvio) decenni di conquiste sociali, dicano a Grillo "tu non sei serio" e come il bue che dice cornuto all'asino.... 20-07-2009 08:56 - Filippo
  • Il Pd effettivamente non se la sta passando così bene, del resto come tutta la sinistra riformista europea; la sinistra estrema invece è in fin di vita attaccata ad un respiratore; evitiamo l'accanimento terapeutico e facciamola finita con i soliti Diliberto, Ferrero, Bertinotti, Rizzo, politici vanitosi e sempre presenti nei peggiori salotti televisivi (Porta a porta), ma incapaci di rappresentare i veri problemi del proprio elettorato.
    Probabilmente, sarebbe preferibile un Beppe Grillo a capo della sinistra estrema, vista la mancanza ed incapacità totale di leadership. 20-07-2009 07:07 - pulech
  • Non sono mai sicura di aver decifrato correttamente la parola-codice! Perché create tante difficoltà? Quanto a Grillo, la mia prima reazione è stata molto negativa. Mi sono espressa con inconsueta volgarità, gridando"Ma qua stanno andando a puttane!".Poi mi sono pentita della mia esplosione volgare, anche perché la mia cagnetta si è spaventata sentendomi urlare ed ha cominciato ad abbaiare pattugliando furiosamente porte e finestre, come se Grillo - che magari sarà anche un animalista! - stesse per entrarci in casa. Effrazione e scasso! A scopo di furto? E che ci vuole rubare, poi? Siamo due poverette,io e la mia Lilly, io pensionata ex comunista, lei cagnetta impropriamente da appartamento, exrandagia campestre! tutte e due un po' vittime della crisi, che iudice Tremonte! sarà anche "globale", ma nel colpire è decisamente "locale"! Perciò mi sono data una calmata e mi sono messa a riflettere sulle ragioni della mia reazione spropositata.Il fatto è che vorrei, veramente vorrei, che quel partito superata la weltronite - nota malattia infantile dei grandi partiti - diventasse una cosa seria. Il fatto è che sono convinta che oggi più che mai c'è bisogno di "cose serie". C'è bisogno che quel partito superi la sua crisi di identità, superi la sua attuale fase di confusione e di disorientamento, definisca i contenuti reali del suo riformismo, si misuri con la realtà, si dia gli strumenti per decifrarla e quelli per agire in essa e su di essa. Finché non lo avrà fatto, sarà la vittima di tentativi di disgregazione di cui si coglie con chiarezza la provenienza, chiunque sia poi lo sgherro che ci mette la faccia per attaccare.Oggi più che mai, perché il regime avanza e non c'è nessuno, neanche il bambino della leggenda olandese, a cercare di fermare l'inondazione. Faccia presto, faccia presto, perché di tempo non ce n'è più tanto. 19-07-2009 16:42 - fuscomg
  • A destra la democrazia interna ai partiti non c'è,a sinistra,con gli ultimi movimenti anti-Grillo sta per esserne cancellata anche la "parvenza"...La conseguenza di ciò sarà,inevitabilmente,che anche le "istituzioni" smetteranno di essere frutto di scelte democratiche...ergo,non siamo più in una "democrazia",per cui,neanche il "consenso" ottenuto dal "Menomalechesilviocè"può definirsi "legittimo...Conclusione forzata: ognuno agisca coi mezzi che può per difendere i propri interessi,la propria dignità,la propria personalità,il proprio orgoglio...anche al di là delle leggi emanate da istituzioni ormai "palesemente illegittime" come l'esecutivo ed il Parlamento. O si muove l'ultima istituzione autonoma del sistema fondato nel dopoguerra,cioè la Magistratura,oppure chi perde il lavoro,chi non lo trova,chi viene "espulso"o rinchiuso in moderni lager,chi viene "respinto a priori" sul Mediterraneo,chi vive quotidianamente nel terrore...potrebbe per difendersi scegliere strade "diverse" per non farsi più calpestare... 19-07-2009 15:05 - Giacomo Ferrante
I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI