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FUORIPAGINA
20/07/2009
  •   |   Alessandra Fava
    Nel nome di Carlo Giuliani

    «Se cercate Carlo guardate il mare» ha detto Haidi Giuliani ieri in occasione della manifestazione che ogni anno si tiene a piazza Alimonda per ricordare quel 20 luglio 2001 quando alle 17,25 e non a e 27, come ha sottolineato il padre Giuliano Giuliani, venne sparato il primo colpo che uccise Carlo dal defender durante il G8 genovese. È stato Gogo, un compagno di scuola di Carlo a leggere un componimento che Carlo scrisse anni fa alla famiglia in cui c’è la sentenza a morte di un uomo con tanto di lettera alla moglie, condanna in latino e motivazioni delle colpe in francese. «Carlo aveva una grande facilità di scrittura e scriveva queste cose a noi, chiuso in una stanza per pochi minuti. Purtroppo quello che sembrava uno scherzo è stata una tragica profezia. Quale corpo fu più esposto del suo?», commenta Haidi. La condanna in latino prevede infatti che il corpo sia esposto appunto al pubblico ludibrio.
    Il Comitato ha scelto di concentrarsi nuovamente in piazza Alimonda dove d’altra parte il 20 di ogni mese c’è un appuntamento fisso. Accanto alla cancellata della piazza c’erano ieri fogli stesi come panni con i perché di un’inchiesta affossata e archiviata. Ad esempio «perché il nome di Raffone che dicono essere l’altro occupante della jeep compare solo sabato mattina alle 12,30?» oppure «perché dei vari occupanti della jeep interrogano solo l’autista Cavataio e Placanica?» o ancora «perché il generale Desideri e Truglio decidono di parlare di un politraumatizzato mentre il 118 arrivato già da un quarto d’ora ha già dato conto del foto di un proiettile sotto l’occhio sinistro?».
    Tra la folla ci sono i portavoce del Genoa social forum di allora, Vittorio Agnoletto e Alfio Nicotra e anche il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero: «Sono tornato come quasi tutti gli anni perché penso che c’è un valore della memoria. Non ricordare è uccidere due volte – dice Ferrero - È un dovere morale e politico. Se lo stato protegge pezzi dei suoi, è bene che si continui a chiedere giustizia». Sulle responsabilità degli alti vertici al potere torna anche Vittorio Agnoletto: «Sono le verità che fanno paura a questo stato. Hanno paura della Diaz e di Bolzaneto anche se è stata acquisita la verità in sede giudiziaria. Su Carlo non si vuole cercare la verità. L’unica speranza è che dalla Corte europea arrivi l’ingiunzione a riaprire il processo. Placanica probabilmente non è il responsabile. Il vero responsabile è coperto».
    Tra la folla centinaia di persone arrivate dal Veneto, dalla Toscana, dal Piemonte e dalla Lombardia. Antonella, milanese, insegnante commenta che «era un manifestante che manifestava in modo pacifico» e che «ricordare è prendere coscienza dei fatti avvenuti per capirne l’importanza. Spiegare il proprio punto di vista senza temere ritorsioni». Giuliano Giuliani gira con una maglietta dei carcerati di Rebibbia «beato chi crede nella giustizia perché verrà giustiziato»: «A questo punto speriamo che sia favorevole la sentenza della Corte europea, che ci restituisca la giustizia che in Italia ci è stata negata», commenta.
    Il giornalista Lorenzo Guadagnucci, una delle vittime del pestaggio alla Diaz (oggi modera un dibattito nel circolo Arci di San Fruttuoso prima della fiaccolata alla scuola) torna a ribadire che «quello che abbiamo visto 20 e 21 luglio sono incompatibili con una democrazia», poi guardando la folla «siamo consapevoli che siamo una minoranza. Non credo che debbano esserci decine di migliaia di persone. La gente che è qui ha molto da dire. Che siano tanti o pochi è irrilevante».
    Ad ascoltare e guardare ci sono anche dei ragazzi che sicuramente al G8 2001 non c’erano. «Avevo 12 anni – ammette Chiara - mia mamma mi ha portato un dvd a casa. Ho capito che ci sono stati dei soprusi e che alla fine non hanno dato la colpa al carabiniere e poi sono qui per solidarietà». Dalla Toscana arriva anche uno cuoco bergamasco, Danilo, 18 anni: «Mi dà fastidio che sia passata la storia che stava attaccando i carabinieri. Hanno manipolatole le notizie. Stava resistendo a un’ingiustizia». In piazza anche due nigeriane portate da Francesca, genovese: «Erano davanti alla tv ho spiegato che cosa andavo a fare e hanno sentito la necessità di venire, anche se otto anni fa non erano neppure in Italia. Chissà perché non fanno altrettanto i genovesi». Tommaso un toscano adottato da Genova ricorda il panico, la paura e i lacrimogeni di sabato 21 luglio 2001 in corso Italia «fu traumatico erano luoghi che conoscevo. Genova era già la città del cuore. Rimane una ferita aperta». Sotto a tante parole le note di Renato Franchi & l’Orchestrina del Suonatore Jones, Alessio Lega con «Cantacronache di ieri e di oggi», Marika, Pier e Fabio con «Bricchi, Gotti e Lambicchi» e Marco Rovelli col suo gruppo «libertAria».


I COMMENTI:
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  • Sto cercando di riconoscermi nel catalogo di Giordano: dovrei essere uno di quelli che dà la colpa di questa follia (la morte di Giuliani) alla società repressiva. Non vedo cosa ci sia da ridere. Se Giordano scrive quel che scrive (e ha voglia di ridere) è perché lui stesso è vittima di una società repressiva e reazionaria, una società che attraverso l'istituzione della famiglia maltratta i bambini di ogni età fino a trasformarli in esseri asociali, ciechi sul fronte etico e spesso pericolosi per i propri simili. Il grado di pericolosità è proporzionale al grado di abuso subito. Siamo tutti incazzati, chi più chi meno (poliziotti, carabinieri e militari compresi; altrimenti certi atti non si spiegherebbero). La madre che strangola il figlio di 4 anni è talmente incazzata che arriva al gesto estremo di sopprimere la propria creatura: in realtà scarica inconsciamente le ire accumulate durante tutta una vita su un essere innocente. Forse se questo bimbo fosse “solo” stato picchiato a sangue per anni, sarebbe sopravvissuto, e da grande sarebbe diventato un perfetto killer (la storia è piena di casi simili). Carlo Giuliani è stato certamente più fortunato, ha vissuto fino alla giovinezza, più o meno serenamente. Poi è andato prematuramente incontro alla morte; e allora forse la sua vita non era così serena... Di fatto la sua tragica fine non ha reso migliori gli altri umani: abusare della sua anima senza comprendere che il suo dramma nasceva altrove sembra essere il miglior passatempo anche per voi giornalisti. La sua è una vita perduta inutilmente. La sua morte ideologizzata. Potesse tornare scaglierebbe l'estintore di nuovo, ma questa volta con più consapevolezza. Un estintore in fondo serve per spegnere le fiamme, non per attizzarle. ET 22-07-2009 13:56 - ET
  • Ai vari Giordano, Fabio, Claudio Calia, Andrea, Maurizio, Piero (che immagino appartengano alla schiacciante maggioranza di questo paese che vota dal PDL al PD, passando per Lega, UDC, Fiamma Tricolore ecc.) improvvisati commentatori e con il vizio di ragionare per immagini viste e cose sentite di sfuggita (presumo al TG1, TG2, TG5, Studio Aperto, TG4, Porta a Porta, Matrix, Panorama, Il Giornale, Il Foglio, Libero, Il Corriere della Sera, la Stampa ecc. e ahimè spesso anche su La Repubblica) ma senza approfondire la questione, magari su internet o seguendo qualche altra trasmissione come quelle di Santoro, di Lucarelli e di altri spiriti liberi.
    Nel 2001 ci furono due manifestazioni che sfociarono in scontri di piazza.
    Il Global Forum di Napoli (al quale io ero presente) dove i manifestanti alla testa del corteo furono attaccati dai carabinieri, sbucati con decisione da una traversa di piazza Municipio, e con degli scontri che, limitati inizialmente ai due gruppi che si fronteggiavano, grazie alla scellerata scelta delle “forze dell’ordine” di sparare lacrimogeni verso la piazza (e anche sampietrini verso manifestanti, posizionati nelle retrovie della manifestazione, e non protetti da caschi) si propagarono a tutta la piazza con scene di selvaggia caccia all’uomo (ma anche al ragazzino). Il sottoscritto, dopo che un lacrimogeno gli era finito vicino ai piedi, riuscì a scappare verso l’unica strada sgombra da poliziotti-carabinieri. La bella giornata si concluse, come tutti sanno, con le percosse, le sopraffazioni, le violenze, gli insulti, le ingiurie (in una parola: torture) che si verificarono nella caserma Raniero. Anche lì, per quanto riguarda la vicenda giudiziaria, si profila, e come dubitarne, una bella prescrizione.
    A Genova, anche qui basta documentarsi, la grossa manifestazione autorizzata e guidata dai disobbedienti fu, in maniera inspiegabile, attaccata dai carabinieri che si stavano recando verso il carcere di Marassi per fronteggiare i black block (ai quali le forze dell’ordine presenti avevano lasciato inopinatamente campo libero). Da quel momento è stato l’inferno: cariche selvagge, manganellate, colpi di pistola, blindati dei carabinieri lanciati a tutta velocità contro i manifestanti (scene che mi ricordano quello che avviene a Teheran in questi giorni e con commentatori italiani che si scandalizzano ma che allora non mi pare lo abbiano fatto). Chi era lì a manifestare ha reagito in maniera rabbiosa e Carlo Giuliani era fra quelli.. Carlo Giuliani avrà anche usato un passamontagna ma anche chi ha fatto irruzione alla Diaz o ha manganellato gente per strada si copriva il volto con caschi e fazzoletti e non è stato possibile identificarli nelle inchieste giudiziarie succesive. Carlo Giuliani era un idealista, il carabiniere Placanica, nelle varie interviste che ho sentito da allora, non mi è mai sembrato un fulmine di guerra, anzi mi è apparso piuttosto rintronato e lui purtroppo aveva in custodia una pistola. Che ha usato. E oggi Carlo Giuliani, purtroppo, non c’è più. 22-07-2009 13:41 - Sandro Leone
  • X GIORDANO
    Penso che sia un diritto di tutti quello di non accettare, anche se in minoranza, una società come questa. Una società che tutti provano a far diventare come loro meglio credono, combattendo anche con testimonianze e movimenti le ingiustizie di questo paese e di tutto il mondo.
    Hai una tua strana concezione di democrazia, visto che secondo te solo la maggioranza ha diritto di parola e di decisione. Con il tuo ragionamento sembrerebbero democratici anche gli stati della Cina, della Germania di Hitler e democratico persino il ventennio Fascista.. solo perchè a sentire la tua teoria alla mggioranza andava bene così. Il tempo è galantuomo... CARLO VIVE! 22-07-2009 13:02 - Simone
  • caro Giordano, il tuo pensiero borghese e superficiale ti porta a parlare come i vari servi e buffoni della corte del re, e mostra quanta poca capacità di analisi politica e quanta poca memoria storica hai, tu come purtroppo tanti italiani. La storia del nostro paese è costellata di soprusi e violenze della polizia e delle forze dell'ordine in generale, Pinelli non è che il caso più famoso, ma non ultimo il ragazzo nero picchiato dai Vigili Urbani (dico, non i corpi scelti, i vigili urbani di una città civile come Parma).La violenza dentro le stanze grigie dei commissariati è un'abitudine cui si sottrae solo chi conta. Il vero effetto della morte di Carlo, che era poi quello realmente desiderato, era spezzare le reni ad un movimento nascente, confuso e variegato finchè si vuole, ma capace, forse non di trasformarsi in un soggetto politico ma certamente di mobilitare milioni di persone portandole in piazza e mostrando al mondo un modello culturale certamente diverso e "ingombrante". Ma come è facile immaginare (Seattle, Goteborg, Napoli prima di Genova), il dissenso non è materia amata dai politicanti e men che meno dai piccoli e grandi dittatori, perchè il dissenso non si può nascondere come polvere sotto un tappeto, non si può dissimulare, risultando terribilmente fastidiso. Quindi, caro Giordano, dovresti essere tu a doverti vergognare, del tuo cervello piccolo, banale e inutile, che forse potrebbe impressionare al massimo qualcuno dei lettori di Libero.
    saluti. 22-07-2009 12:36 - Luca
  • Ma chi ha chiesto a tutta questa gente la loro opinione su queelo che è successo quel giorno? se non sapete come è andata veramente e avete visto solo la foto di Carlo con l'estintore è inutile parlare. Prima informatevi e poi esprimete un giudizio 22-07-2009 00:40 - Danilo
  • Solo per dire che Giordano, spero sia tu un giorno a vergognarti di ciò che hai scritto. Io vivo a Genova, e quei giorni, a manifestare per un mondo migliore per tutti, non li scorderò mai. Ancora adesso non riesco a guardare le immagini dei pestaggi. Ancora oggi... 22-07-2009 00:04 - Morgana
  • Chi ha intollerabilmente trasformato le pacifiche manifestazioni in scontri senza quartiere sono state le forze dell'ordine, che invece avrebbero dovuto bloccare i black block facilmente distinguibili dal resto dei manifestanti che sono stati caricati come tutti abbiamo visto.
    Ho partecipato a qualche manifestazione e la gente che ho avuto a fianco basta guardarla negli occhi per capirla.
    La foto che bisognerebbe guardare e' quella che fa capire a quale distaza Carlo era ancora dal defender e da quella si capisce che non sarebbe mai riuscito anche se avesse voluto (io non credo) a raggiungere il mezzo.
    Io credo che la verita' non e'stata ancora detta perche', come al solito abbiamo a che fare con uno stato che tende a coprire certe verita' che metterebbero in crisi i poteri forti. 21-07-2009 22:52 - luigi, metalmeccanico catanese
  • Ho un ricordo tristemente attuale della morte di Carlo
    in quel meriggio del 20luglio 2001 quando fu ucciso dalle forze dell' ordine e precisamente dai carabinieri .
    Fu una giornata all'inizio festosa con tanta gente , famiglie intere con tanti bimbi perche' era una manifestazione gioiosa che voleva sostenere le ragioni molto semplici delle persone oneste che lavorano e che vogliono che il mondo non sia soltanto dei potenti ma di tutti gli esseri umani nati uguali ma poi divisi dall' edonismo dei ricconi che fanno di questo privilegio una legge ferrea ed universale. Questo e' quello che gridava la gente che da tutto il mondo venne a Genova per far sentire ai potenti ivi riuniti che senza il consenso dei cittadini del mondo non si va da nessuna parte a meno che no si vogliano creare nuovi sistemi totalitari.Poi venne la repressione delle forze dell'ordine , la gioiosa manifestazione si tramuto' in una resistenza agli attacchi di forze che erano armate come se dovessero conquistare il territorio genovese da un nemico terribilmente aqgguerrito. Quando arrivo' la notizia che un ragazzo era rimasto ucciso per mano delle forze dell'ordine e' come se ci avessero ucciso un figlio ,un fratello. Venimmo a sapere il suo nome CARLO GIULIANI CHE GIOVANISSIMO CI HA LASCIATO UNA TESTIMONIANZA : COME SI PUO' MORIRE PER LA SOLA COLPA DI AVERE MANIFESTATO LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO . CHE LA SUA SCOMPARSA SIA DI MONITO A TUTTI COLORO CHE VORREBBERO REPRIMERE LA LIBERA SCELTA DI CONTESTARE.-----------CIAO CARLO SEI SEMPRE NEI NOSTRI PENSIERI. 21-07-2009 19:46 - spartaco
  • quell'uomo con la pistola da diversi minuti brandiva e minacciava i manifestanti ad altezza d'uomo.ha sparato a carlo perchè aveva in mano un estintore ROSSO, bello ,evidente in quel casino. ,ma stava per sparare comunque.al primo che capitava .è stato fortunato che ha trovato la scusa per la legittima difesa , ma avrebbe sparato comunque anche se nessuno può giurarci. io invece son pronto a giocarmi l'anima che lo avrebbe fatto perchè ai giovani carabinieri i loro superirori insegnarono in quei giorni l'odio , la cattiveria per il diverso che avevano di fronte ovvero le migliaia di ragazzi e ragazze che gridavano genova libera.è stato un istante , un tiro al piccione.e basta.bob 21-07-2009 19:31 - roberto
  • P.S. X Maurizio Mariani. Spero che tu ti possa un giorno vergognare di quello che scrivi. 21-07-2009 18:42 - Giordano
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