-
|
Andrea Pira
Più soldati, meno cooperazione
Calano i fondi per i programmi di aiuto allo sviluppo. Un trend globale denunciato dalle Nazioni unite in un rapporto pubblicato martedì, che in Italia trova conferma nell’approfondita analisi realizzata da Intersos e dalle altre organizzazioni che compongono Link 2007, la rete di Ong italiane attive nelle aree di crisi. Un calo che nel nostro paese ha conseguenze non solo quantitative, ma anche qualitative.
Si assiste infatti a una crescente «militarizzazione» delle attività di cooperazione. Questo mentre si aspetta il via libera del Senato alla proposta di 4 mesi della partecipazione italiana alle missioni internazionali, già approvata giovedì dalle Commissioni riunite Difesa ed Esteri della Camera. Nel quadriennio 2006-2009 lo Stato ha speso 4346 milioni di euro per finanziare il personale militare impegnato nelle missioni all’estero.
Alle attività di cooperazione allo sviluppo sono andati invece 2406 milioni. Ma è la differenza tra i fondi stanziati nel 2008 e quelli previsti per il 2009 a evidenziare la scelta del nostro paese. Per il 2009 alla cooperazione andranno 411 milioni di euro, la metà rispetto agli 826 milioni stanziati nel 2008. Le spese per le missioni militari vedono invece aumentare i finanziamenti che passano dai 1030 milioni del 2008 ai 1400 milioni di quest’anno.
L’Italia si attesterebbe al quindicesimo posto tra i paesi dell’Unione europea per gli aiuti allo sviluppo, ma terza per le truppe schierate nelle missioni all’estero, preceduta solo da Regno unito e Francia.
Un fenomeno che non riguarda solo l’Italia. L’Onu ha incassato meno della metà dei 9,5 miliardi di dollari che sarebbero serviti per finanziare progetti di aiuto nelle aree di crisi. All’appello mancano ancora 4,8 miliardi di dollari. Difficoltà economiche alle quali si aggiunge un aumento delle persone bisognose di aiuto, passate dai 28 milioni dell’anno scorso ai 44 milioni del 2009. Uno stato d’emergenza dovuto alla crisi economica che ha aggravato situazioni già precarie: dalla Repubblica Democratica del Congo, al Sudan; dal Pakistan all’Afghanistan, paese quest’ultimo sul quale l’attenzione è sempre alta.
L’Onu denuncia la mancanza del 32% dei fondi destinati ai progetti del Humanitarian Action Plan (HAP) in Afghanistan. La stima di 604 milioni prevista a febbraio per finanziare l’HAP è salita a 666 milioni, ma ad oggi sono stati donati 452 milioni e di questi solo 4,1 sono andati alle organizzazioni non governative. «Le Ong sono attori critici in Afghanistan» spiega Laurent Sailard, direttore della rete di Ong ACBAR, preoccupato per le ripercussioni che la mancanza di fondi potrà avere sui progetti in corso.
Preoccupazioni condivise in Italia da Link 2007. Le proiezioni per i fondi 2009 destinati alla missione in Afghanistan prevedono infatti 65,3 milioni di euro per la cooperazione allo sviluppo contro i 455 milioni che l’Italia impiegherà per finanziare la missione militare.
Ad essere sotto accusa non è la missione in quanto tale, per altro legittimata dall’Onu, ma «le crescenti ambiguità e confusioni tra l’azione civile e quella militare e i tentativi di quest’ultima di sostituirsi subdolamente e strumentalmente alla prima». Una confusione tale che ad Herat, sede del commando italiano in Afghanistan, “cooperazione italiana” è sinonimo delle attività dei militari nei team di ricostruzione della Nato, mentre vengono dimenticate le realtà civili che puntano ai bisogni della popolazione e ai processi di ricostruzione anche sociale del paese.
Lettera 22
- 31/07/2009 [6 commenti]
- 31/07/2009 [6 commenti]
- 31/07/2009 [12 commenti]
- 30/07/2009 [2 commenti]
- 29/07/2009 [9 commenti]
- 28/07/2009 [13 commenti]
- 28/07/2009 [2 commenti]
- 27/07/2009 [0 commenti]
- 27/07/2009 [15 commenti]
- 25/07/2009 [4 commenti]
- 25/07/2009 [3 commenti]
- 24/07/2009 [16 commenti]
- 24/07/2009 [14 commenti]
- 23/07/2009 [5 commenti]
- 23/07/2009 [4 commenti]
- 22/07/2009 [12 commenti]
- 22/07/2009 [5 commenti]
- 22/07/2009 [5 commenti]
- 21/07/2009 [8 commenti]
- 20/07/2009 [32 commenti]
- 20/07/2009 [5 commenti]
- 18/07/2009 [8 commenti]
- 17/07/2009 [33 commenti]
- 17/07/2009 [1 commenti]
- 17/07/2009 [0 commenti]
- 17/07/2009 [1 commenti]
- 16/07/2009 [11 commenti]
- 16/07/2009 [12 commenti]
- 14/07/2009 [22 commenti]
- 14/07/2009 [143 commenti]
- 14/07/2009 [3 commenti]
- 11/07/2009 [17 commenti]
- 11/07/2009 [17 commenti]
- 10/07/2009 [40 commenti]
- 10/07/2009 [13 commenti]
- 09/07/2009 [9 commenti]
- 09/07/2009 [7 commenti]
- 08/07/2009 [3 commenti]
- 08/07/2009 [7 commenti]
- 08/07/2009 [0 commenti]
- 07/07/2009 [30 commenti]
- 07/07/2009 [10 commenti]
- 06/07/2009 [3 commenti]
- 06/07/2009 [34 commenti]
- 05/07/2009 [21 commenti]
- 05/07/2009 [14 commenti]
- 05/07/2009 [0 commenti]
- 04/07/2009 [6 commenti]
- 04/07/2009 [9 commenti]
- 03/07/2009 [14 commenti]
- 02/07/2009 [11 commenti]
- 02/07/2009 [1 commenti]
- 01/07/2009 [9 commenti]
- 01/07/2009 [12 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











ma quale cooperazione? quella affidata alle ong che fanno la cresta sui fondi dei progetti? quelle che sottopagano il personale? quelle che on pagano i contributi inps? quelle che predicano bene e razzolano male? 26-07-2009 19:47 - Maria
le le guerre non servono,bisogna lasciare alle popolazioni ai loro territori, alle loro abitudini x cercare la loro democrazia , è una questione loro,e loro vedono la nostra presenza come ingerenza e colonialismo,e vedono le loro ricchezze in pericolo, propongo di essere veramente democratici e uscire di scena e lasciare sul territorio le organizzazioni veramente umanirarie e non quelle che prurtroppo che orbitano nelle lobby, se democrazia deve esserci la devono cercare da solo e la popolazione sara capace anche di debellare i talebani, restini sul campo i medici e gli ospedali per la cura e per il resto dobbiamo avere fiducia. 26-07-2009 12:19 - teresa
Obama,ha deluso ogni aspettativa,si è anche lui messo in linea con le politiche più reazionarie del fronte imperiale.
Le forze del male,hanno vinto e dominano con l'arbitrio e la violenza.
Il nostro ministro ,ex fascista,si è messo al servizio di strategie di guerra e aiuta in modo attivo, alle aggressioni del popolo afgano.
Più elicotteri,più uomini,più carrarmati per la guerra di pace.
Nonostante tutto questo schieramento di forze aggessive, i talebani stanno conquistando sempre più pezzi di territorio e diventano per le popolazioni locali i liberatori che lottano contro gli imperialisti.
Noi siamo gli imperialisti e cominciamo a essere odiati dalle popolazioni.
Non andiamo più con le boccette di acqua e con i giocattoli per i bambini.
Adesso a quei bambini gli scarichiamo addosso le nostre mitragliatrici.
I soldati italiani,ora assomigliano ai soldati che invasero il Vietnam.
Assomigliano alle armate di Hitler.
Sembrano i militari che stavano con Pinochet.
Una bruttisssima immagine del nostro esercito.
Mi dispiace,che il mio paese,che ha una costituzione antimilitarista che ha abolito la guerra come aggessione a un altro popolo,sia ridotta da un parlamento anticostituzionale a gendarme del mondo.
Mi vergogno di essere un italiano,se essere italiano vuole dire essere dalla parte dell'ingiustizia e dell'arbitrio. 26-07-2009 10:27 - mariani maurizio