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FUORIPAGINA
28/07/2009
  •   |   Cinzia Gubbini
    Come un migrante in mare ma nel centro di Firenze

    Oggi, alle 18, il gommone di Saverio Tommasi approda. Approda in una delle piazze più belle d'Italia. Firenze, piazzale Michelangelo, famosa in tutto il mondo - uno degli scrigni della cultura di questo paese, quella che lo rende ancora e nonostante tutto un luogo da non dimenticare. Un gommone come quello dei cosiddetti clandestini. Uno spazio vitale di 60 centimetri in cui Tommasi,  che di mestiere fa l'attore teatrale, ha trascorso un'intera settimana senza scendere mai. A digiuno - per un totale di 408 ore -  sotto il sole del giorno e il freddo della notte. Un modo per rappresentare ai cittadini italiani e anche alle centinaia di turisti che visitano quella piazza, la traversata che ogni anno affrontano migliaia di persone. Migranti che cercano di raggiungere le coste dei paesi "ricchi" dalle parti più povere del pianeta. Un viaggio da fermo, una " protesta-proposta per un'altra convivenza possibile, senza muri e con più ponti, è iniziata" come dice Tommasi nel suo sito (www.saveriotommasi.it). Ma anche un viaggio in movimento perché ogni giorno, alle 18.30, di fronte al gommone si sono date appuntamento molte persone (ma mai abbastanza) per parlare, discutere, confrontarsi su dove stiamo andando a partire dalla cronica difficoltà italiana di accettare l'altro. E allora c'è stata "azione gay e lesbiche" che ha distibuito gommini (preservativi) al gommone, i teatranti dei popoli, la "band" dei Fiati sprecati, l'associazione giornalisti contro il razzismo, la Comunità di base delle Piagge con don Alessandro Santoro. Quest'ultimo è uno dei promotori dell'iniziativa insieme a Marco Bazzichi, Antonio Berti, don Andrea Bigalli, Lisa Clark, Ornella De Zordo, Tommaso Fattori, Mercedes Frias e Marco Romoli che hanno seguito il digiuno a staffetta. E oggi l'approdo. Un approdo fortunato, perché Tommasi non ha rischiato di morire in mare, né di essere respinto verso la Libia, e ora non rischia di essere rinchiuso per sei mesi in un centro di permanenza temporanea. Sarà invece un approdo come dovrebbe essere: con tante persone a sorridergli e ad accoglierlo con amicizia. Ci sarà anche un abbraccio simbolico: alla copia del Davide di Michelangelo, che verrà avvolta dai volti di uomini e donne che scappano dal loro paese. L'appuntamento è alle 18, e come scrive Tommasi: "avanti gente, si vince in tanti".


I COMMENTI:
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  • Vedo, con tristezza e senza speranza, sempre più divisioni e atteggiamenti che portano solo ad un andare contro o a favore di vicende umane senza che nessuno si soffermi a pensare alla parola COMPASSIONE, che prevede non assistenzailismo ma un "mettersi nei panni di". Tutto si può riassumere in "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". E non strumentalizzate anche questa semplice verità incasellandola come pensiero politico, religioso o altro. 30-07-2009 11:52 - Francesca
  • dimenticavo alfredo, la tua tecnica, quella di spostare l'attenzione da un argomento importante quali le sofferenze dell'immigrato ad altre meno, i soldi, è detta manipolatoria.
    ti faccio i miei personali complimenti 30-07-2009 11:24 - MAURIZIO
  • alfredo caro non mi sembra che tu sia da meno in quanto propensione ad etichettature comunque, al di là dei motivi per cui questo tommasi ha fatto quello che ha fatto, ritengo che ciò che ha fatto, nel contesto in cui ci troviamo, sia un'ottima iniziativa per sensibilizzare le persone sui drammi che attanagliano la vita dei migranti.
    io a tommasi, per quello che ha fatto non ho versato un euro! 30-07-2009 11:18 - MAURIZIO
  • Quando arriverà Baffone non ci sarà pietà per chi, pur avendo capitali, non mette in regola gli schiavi. Quando arriverà Baffone le italiche ragazze portate ad amoreggiare coi potenti diverranno badanti e tutte le rumene se ne torneranno a casa contente dell'esperienza. Quando arriverà Baffone, metteremo una linea di traghetti con la Libia ché un ponte ci costerebbe troppo. Quando arriverà Baffone, l'attuale teologia della sicurezza tornerà a chiamarsi stupidità. 30-07-2009 09:39 - Onofrio
  • PS per il signor Francesco, certo che se non è in grado di distinguere tra un becero leghista e un puro estremista di sinistra è messo male. 29-07-2009 18:06 - Alfredo
  • Egregio anonimo (neppure un nome mette? Come è riservato) esprimo la mia opinione, lei invece, a quanto leggo, si limita ad etichettare quanti non la pensano come lei invece di esprimere la sua di opinione, mancanza di voglia, di tempo o di ragioni?
    Noto, leggendo anonimo e Francesco, che si scivola rapidi rapidi ad insultare quando non si ha molto da rispondere. 29-07-2009 18:04 - Alfredo
  • Signor Alfredo, scusi se mi permetto, ma cosa ci fa un anarchico anticomunista come lai sul sito di un giornale comunista ? 29-07-2009 16:33 - anonimo
  • Non so se nel gesto del protagonista di questa singolare azione ci sia esibizionismo e autopromozione sul mercato della gente di teatro oppure un sincero bisogno di persuadere ad una riflessione più ampia e profonda sul fenomeno delle migrazioni di massa e sull'orrore dei respingimenti in mare dei barconi. Non mi permetto di giudicare. E non mi sembra giusto fermare l'attenzione sulla platealità del mezzo usato e sulle presunte ragioni strumentali del gesto stesso. Mi chiedo, però, come mai tra tanti interventi l'attenzione si sia concentrata sull'autore del gesto e sulle sue motivazioni più o meno recondite, mentre il problema vero è stato appena sfiorato o del tutto eluso. E il problema vero è quello delle migrazioni di massa, delle ondate di miseria e di disperazione che entrano nella nostra vita, la quale ne è travolta e stravolta. Per chi pensa di procurarsi un individuale posticino in paradiso la soluzione sta nel personale comportamento fraterno e caritatevole verso l'immigrato che si trova sulla sua strada. Ma il problema è politico, non può che essere politico, e cioé di pertinenza e responsabilità della polis: è un problema di leggi, di strutture, di servizi....E dentro/dietro le scelte politiche ci stanno le scelte culturali di fondo. Dietro e dentro quel che un Paese, il governo di un Paese, "fa", c'è quello che un Paese, la sua gente, "è". Questo è il problema. E dentro questo problema ce n'è un altro: il silenzio e l'assenza - da quasi venti anni - di una grande voce, capace di parlare a nome e per conto di grandi masse popolari. 29-07-2009 15:15 - fuscomg
  • Premetto che sostengo le posizione espresse dal mondo sociale cattolico nell'appello "Onoriamo i poveri", stando così a significare che condivido gli obiettivi di sensibilizzazione che l'attore Saverio Tommasi si è preposto di raggiungere con il suo gesto plateale. Ciònondimeno, ritengo che nel nostro paese ciò di cui non abbiamo il minimo bisogno siano, per l'appunto, gesti plateali e teatrali come quello messo in scena dallo stesso attore per sostenere delle posizioni forti come quella in questione. Credo profondamente che il dissenso dalle linee politiche e sociali governative, quello vero che ti spinge a compiere scelte di vita, prima ancora che politiche, coraggiose e controcorrente, debba fondarsi sulla convinzione che la strada da percorrere sia una ed una sola, quella della giustizia e della solidarietà. A tale scopo, le uniche azioni da intraprendersi, nel pieno rispetto della legalità (altrimenti sarebbero ipocrite e pretestuose), passano attraverso l'impegno politico e sociale sempre più consapevole e gratuito in difesa dei più deboli, facendo però sentire la propria voce, senza urlare, ma utilizzando gli strumenti messici a disposizione dalla democrazia, come la partecipazione politica, la stampa libera e la cultura autentica ed autonoma. Pertanto la mia esortazione è di cominciare a comportarci da paese, politicamente e socialmente, maturo ed adulto e, per quanto ci è possibile, di smetterla di strillare e sbattere i piedi come i bambini. Torniamo invece a sognare, con l'entusiasmo dei bambini, un Paese migliore da realizzare presto, con il contributo essenziale di ciascuno di noi, per il bene dei nostri figli. 29-07-2009 13:45 - Fabio Capuni
  • ed invece Alfredo ha perfettamente ragione e come capita a chi ha il coraggio di dire verità scomode, viene insultato.

    Ma credo che questi trucchi non funzionino più: il popolo ex di sinistra ha ormai capito e non si lascia più ingannare da attori (e politici) in cerca di facile pubblicità a costo zero per loro (e a costi sociali altissimi per gli altri, i più deboli)

    E ritorna la domanda di sempre: perche' la sinistra si ostina a non capire che l'immigrazione è stata e sarà la sua fine politica? esiste un progetto politico a medio-lungo termine della sinistra sull'immigrazione? dove si vuole arrivare? tutto tace 29-07-2009 13:11 - aiace
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