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FUORIPAGINA
04/08/2009
  •   |   redazione
    La classe operaia sale sui tetti

    Da quando è diventata invisibile, la classe operaia per farsi notare è costretta ad arrampicarsi, a salire in alto. Ci vuole il fisico, e non bisogna soffrire di vertigini. Stamattina all’Innse di Lambrate quattro operai e un sindacalista della Fiom sono saliti su una gru per bloccare lo smantellamento degli impianti. Nelle stesse ore a Cowes, nell’isola di Wight, quattro persone (una è una donna) salivano sul tetto della Vestas, la multinazionale danese leader mondiale delle pale eoliche. Quella di Cowes è una delle tre fabbriche che Vestas ha in Gran Bretagna (le altre sono a Newport e a Southampton). Ha deciso di chiuderle tutte e tre, mandando a spasso 625 dipendenti. Undici di loro hanno trovato la lettera di licenziamento infilata dentro la scatola della pizza. Sono gli undici lavoratori che due settimane fa hanno occupato la fabbrica di Newport. La loro lotta ha raccolto la solidarietà della popolazione e del movimento ambientalista. Ma proprio ieri una sentenza del giudice di Newport ha accolto il ricorso della Vestas: l’occupazione deve finire. Fuori dall’aula, la sentenza è stata accolta con dei booh di disapprovazione da alcune centinaia di manifestanti. Anche se Vestas non sembra intenzionata ad esigere lo sgombero immediato, gli undici dovranno uscire. Per questo il testimone della lotta è stato raccolto dai quattro saliti sul tetto a Cowes. Tre sono militanti del Climate Camp Group, il quarto è un sindacalista. Hanno srotolato uno striscione con su scritto «Save Green Jobs». Promettono che scenderanno solo quando gli 11 di Newport saranno reintegrati. Potranno godere di un folto pubblico: il tetto è ben visibile dal lungo mare che in questi giorni è affollato per le tradizionali regate di Cowes.


I COMMENTI:
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  • E' di oggi la notizia che forse la situazio all'Innse si è sbloccata.Guardatevi il documentario dei CUB su Youtube e meditiamo...la resistenza...paga. 12-08-2009 11:54 - Verzin Massimo
  • Ringrazio Il signor Aiace per aver notato il mio commento e avermi fatto l'onore di una polemichetta. Però sento il dovere di precisare sia pur brevemente qualche punto. Il più importante è relativo alle immigrazioni, che egli addebita a stolte scelte politiche delle sinistre, che ci avrebbero riempiti di immigrati, i quali poi prendono i pochi posti di lavoro disponibili, per cui alla fine sarebbero loro la causa sia della disoccupazione,considerata non so per quali oscuri motivi come esclusivamente maschile,sia delle famiglie che si sfasciano, perché le donne, evidentemente quelle che conosce il signor Aiace, mollano il loro uomo in quanto disoccupato.Vorrei dire al Signor Aiace che le migrazioni di migliaia e migliaia, milioni, di esseri umani, di interi popoli, hanno ben altre radici: la fame, le guerre, la desertificazione di grandi territori, le carestie, i regimi oppressivi ecc.ecc. Secondo me, e questo è il secondo punto che mi sta a cuore, il signor Aiace dà troppa importanza a quelle amebe che oggi usurpano il nome di "sinistra": manco fossero Geova incarnato riuscirebbero a staccare dalle loro terre e dai loro affetti quei milioni di persone, che invece la fame e la paura sradicano e spingono via, a forza, sotto i cieli tempestosi del mondo intero.
    Quanto agli Operai che salgono sulla gru per difendere il loro lavoro e la loro dignità, il mio piccolo commento avrebbe meritato una polemica di segno diverso. Da sinistra, vorrei dire. Ma, continuando ad informarmi, ho poi fatto autocritica da sola. Per quel che vale. 07-08-2009 11:06 - PINA
  • Da quando il mondo del lavoro è stato precarizzato con il pacchetto Treu e la legge 30 per gli operai è sempre più pesante andare avanti, certe leggi non dovevano passare,sono incostituzionali,un operaio che lavora da 39 anni,ps: solidarietà a questi operai! 05-08-2009 20:33 - red67ag
  • L'occupazione e l'autogestione delle fabbriche è la via per la rivoluzione!
    Credo si debba sostenere la proposta del Partito Comunista dei Lavoratori e rivendicare la requisizione delle aziende in crisi sotto il controllo dei lavoratori e senza indennizzo per i padroni.
    PS
    Per Aiace: quello che scrivi è esprime esattamente l'essenza della Lega Nord e spiega il motivo per cui piace tanto al padronato. La Lega non fa altro che mettere lavoratori del nordo contro lavoratori del sud, lavoratori italiani contro lavoratori stranieri, spacciando tutto ciò per una difesa dei lavoratori stessi. In realtà gli interessi dei lavoratori si fanno solo combattendo i padroni (non certo standoci al governo insieme [ah, tra l'altro, è il governo del quale la lega fa parte ad aver dato 4,3 miliardi di Euro al Sud, cosa secondo me giusta ma che voi criticate]). Non c'è differenza tra i lavoratori, da qualunque parte del mondo provengano, hanno tutti gli stessi diritti.
    PROLETARI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI! 05-08-2009 18:18 - Gio
  • Se i lavoratori, tutti, non si uniscono di nuovo, toccherà a sempre più gente fare atti disperati per difenmdersi. Il sindacato ha molte, e gravi, responsabilità, in primis quella di aver abdicato alla sua funzione primaria, quella di essere una organizzazione CONTRO il padronato, e non, some è stato fatto credere, di agevolare la mediazione nell'illusione, abilmente incalzata dalla destra, che gli interessi dell'azienda coincidessero con quelle dei dipendenti.
    Anche la ex sinistra ha abboccato, col risultato che oggi i lavoratori sono soli e abbandonati, tanto da rivolgersi a forze politiche assurde come la Lega. 05-08-2009 15:54 - Marco
  • la sinistra dovrebbe vergognarsi ed ancora di più il PD se la classe operaia deve minacciare il suicido per far sentire le proprie ragioni. I sindacati confederali hanno azzerato l'autonomia della classe operaia e sono i più quotati collaboratori del governo e della Confindustria. In venti anni hanno ridotto alla fame i lavoratori accettando come paramento per le richieste salariali il tasso di inflazione programmata.
    Pietro 05-08-2009 15:18 - pietro ancona
  • ho letto anche il titolo di liberazione, forse la cosiddetta sinistra radicale non si è ancora accorta che quello che è rimasto della sinistra deve essere cercato in altre categorie ( studenti, insegnanti ecc), gli operai ormai, in maggioranza, amano berlusconi e la lega, si facciano difendere da loro. 05-08-2009 13:51 - giulio
  • 8 maggio 1961. Alessandria. Fabbrica "Borsalino". Pietro Balbi e Nando Baseggio, operai sindacalisti della CGIL, salgono sulla ciminiera dello stabilimento per denunciare il licenziamento, di rappresaglia padronale, per 58 compagni di lavoro colpevoli di aver scioperato.Si asserragliano e dichiarano lo sciopero della fame. A fronte della minaccia padronale di chiedere l'intervento di polizia il sindaco di Alessandria procede alla requisizione della fabbrica.
    Il 10 è sciopero generale cittadino. Di fronte al montare della tensione la vertenza viene avocata al Ministero. Il 15 maggio i licenziamenti sono revocati.
    Tutto ciò grazie a Balbi e Baseggio che seppero trasformare un colpo del padrone in una sua sconfitta.
    Questo per dire che la storia di oggi è storia antica ma che oggi, contrariamente ad allora, gli operai sono soli, ma anche per ricordare un caro amico e un grande compagno, che non c'è più: Nando Baseggio, il "Nando" della ciminiera. 05-08-2009 13:45 - bruno gualco
  • aggiungo un'altra considerazione, dedicata a Pina

    ovviamente auguro agli operai di Milano di vincere la loro battaglia; ma se, come purtroppo e' accaduto in moltissimi casi precedenti (invito noi tutti a riflettere sull'intervento di Gianni), tutti od alcuni di loro si troveranno a dovere cercare un nuovo lavoro e si scontreranno con la realtà della immigrazione, clandestina o regolare che sia.

    Cercheranno invano lavoro nelle fabbriche (le poche rimaste), nei cantieri edili, nei retrobottega dei ristoranti, nelle imprese di pulizia, le donne italiane cercheranno invano una occupazione come badante o cameriera: dovranno affrontare nuovi ed invincibili concorrenti, gli immigrati, e nel migliore dei casi adattarsi al peggio.

    E quindi potranno ringraziare chi, a destra come a sinistra, ha parlato e parla della immigrazione come una risorsa.

    E come uomo aggiungo un'altra cosa: quei padri di famiglia che perderanno il lavoro correranno il serio rischio di essere lasciati dalle loro mogli/compagne, espulsi dalle loro case, magari frutto del loro lavoro, e caricati di obblighi di pagamento di assegni che non potranno rispettare con correlata minaccia di prigione; non lo dico io, lo dicono le statistiche; il numero delle separazioni e' più alto dopo che il marito ha perso il lavoro; ed allora potranno ringraziare la sinistra che ha reso dominante nella cultura concetti come "patriarcato", "discriminazione contro le donne", "maschio volento", e via dicendo.

    E' proprio vero, certe situazioni bisogna viverle per capirle; e' per questo che la sinistra e' stata disfatta: e' in mano ad un ceto di privilegiati che non rischiano nulla. 05-08-2009 13:42 - aiace
  • Non andrà in paradiso la classe operaia, per quanto in alto salga su una gru o su un tetto. Al più gli scalatori si godranno il panorama - lungomare o tetti a perdita d'occhio - per qualche giorno, se il brontolio dello stomaco esigente li lascerà in pace. Classe non vuol dire semplicemente somma di persone accomunate dalla appartenenza alla medesima condizione lavorativa ed economica. Classe è qualcosa di diverso: è consapevolezza di quella appartenenza ed elaborazione condivisa di valori, di ruoli e di obiettivi da raggiungere. Non si dò classe senza coscienza di classe. In questo senso si è potuto dire, non senza qualche giustificazione, che la classe operaia è morta. Forse è davvero morta, forse è soltanto diventata invisibile. Quando politicamente, nonché culturalmente, ci si aliena fino a diventare altro da sé o ci si frantuma fino ad atomizzarsi, si diventa invisibili. Ci si mantiene in vita,forse, ma solo potenzialmente, solo nel senso che si può, si potrebbe, in determinate condizioni, tornare a vivere....Ora la crisi del liberismo globalizzato getta sul terreno alcune delle condizioni. Vedremo. Comprendo ma non condivido la posizione del compagno Mariani, che si augura che gli operai riprendano falci e martelli e usino un po' di violenza...Falci e martelli, sì, ma in senso politico. Finché voteranno Lega, si devono aspettare i celerini di scelbiana memoria. E non voglio certo dire che se li meritano, ma certo da una cultura nazistoide non può nascere che un comportamento nazistoide. 05-08-2009 12:45 - PINA
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