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FUORIPAGINA
07/08/2009
  •   |   Giacomo Russo Spena
    Inutile e dannoso il ponte sullo Stretto

    Le adesioni aumentano di ora in ora. E la voglia di protestare, dopo la recente approvazione del decreto anticrisi che stanzia 1,3 miliardi di euro per l’opera, non manca. Malgrado il caldo agostano. Sono previste almeno 5mila persone - non poche - al corteo di sabato contro il ponte sullo Stretto (appuntamento alle ore 18 a piazza Cairoli, Messina).
    Una mobilitazione promossa dal comitato locale e che vedrà la partecipazione di numerose associazioni ambientaliste (Wwf, Legambiente e Italia Nostra), sindacati di base e alcuni partiti (Rifondazione, Sinistra e Libertà e, forse all’ultimo, anche il Pd messinese). Delegazioni nazionali arriveranno in Sicilia con pullman organizzati, il tam-tam è esploso anche su facebook con decine di pagine nate spontaneamente per esprimere il dissenso verso un’opera «inutile e dannosa» dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Anche se la rete No-ponte sta cercando di spostare l’attenzione verso altri aspetti negativi dell’infrastruttura, come quelli economico-sociali. «Contro il loro ’ponte’ fatto di colate di cemento, speculazione e disprezzo per la democrazia - viene scritto in un comunicato - chiediamo di riorientare la spesa pubblica verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza antisismica ed idrogeologica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico nello Stretto». Ad aprire il corteo sarà lo storico striscione «No ponte», subito dietro le associazioni, a chiudere sindacati e partiti.
    Intanto il governo va spedito per la sua strada, ignorando le proteste e finanziando, nell’ultimo decreto, 1,3 miliardi per le «opere collaterali» alla maxi-infrastruttura. «E’ pazzesco, non esiste nemmeno un progetto definitivo del ponte», esclama Ciro Pesacane del Forum Ambientalista che ricorda come lo stesso progettista, Remo Calzona, parli ora di opera «non al passo coi tempi». Alcuni problemi tecnici restano irrisolti: non viene evitato l’effetto del galopping ed ha una scarsa valutazione sull'alta sismicità dell'area, sulla tenuta delle saldature della struttura e sui limiti tecnologici attuali per garantire una luce così lunga.
    In tanti comunque pensano che quello del governo sia tutto un bluff e che l’opera in realtà non si farà mai. «Non bisogna allentare la guardia» afferma invece Gino Sturniolo del comitato locale, che vede nel ponte «un rubinetto con cui il governo regala fondi pubblici a pochi contractors». Sottolinea, infatti, come dietro l’alta velocità o gli inceneritori o altre «opere dannose all’ambiente e alla salute» ci siano sempre le stesse imprese. Impregilo docet. Non sarà come la manifestazione del gennaio 2006, che vide più di 20mila persone protestare a Messina, ma la determinazione è sempre la stessa.


I COMMENTI:
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  • Aggiungo che se l'azienda dei traghetti fosse in svizzera, sicuramente ci sarebbe un attivo e forse l'inquinamento potrebbe essere ridotto al minimo.
    Inoltre, per chi parla di anacronismo, chiedo: qualora si facesse, come si pensa si attraverserebbe il ponte, se non con una selva di automobili? un traghetto, ben manotenuto e moderno, dovrebbe consumare e inquinare molto meno che non tutte le auto, camion e altri mezzi trasportati a bordo.

    Se volete sapere le "motivazioni" di uno che è pro ponte, leggetevi la sezione "lettere" del quotidiano La Sicilia...la troverete domani online scaricabile dal sito del giornale

    http://www.lasicilia.it/ 11-08-2009 16:26 - Claudio
  • La sicilia,la calabbria,il sud, avrebbe bisogno urgentemente di una politica globale,per dare il senso di unicita'e civilta', ai milioni di persone che ci vivono e la visitano.Oggi questi luoghi si trovano nel degrado generale;ambientale, urbanistico,produttivo,sociale,ecc.Pultroppo la classe dirigente si limita ad amministrare" l'ordinarieta'";occultando le energie esistenti ed il ruolo economico sociale di questa parte del paese. Orientiamo,risorse ed idee senza vincoli di sorta ma nell'interesse di tutti, perche' questa regione del mondo ritrovi la luminosita' che possiede. Una volta ritrovato l'orientamento,il ponte rimarra' solo un fatto tecnico. 11-08-2009 11:43 - pietro scifo
  • al di là di tutti i commenti contro la costruzione del ponte(che sottoscrivo)questa situazione mi ricorda una vecchia storia a fumetti su "Topolino"dei primi anni'80,in cui Paperone costruiva il ponte di Messina con dei coralli rossi...solo che il ponte crollava sia per moti sismici sia per il fatto che la Sicilia,come tutte le isole non è un'entità immobile,è viva e in continuo anche se infinitesimale movimento(e questa è scientificamente esatto),e i materiali con cui era costruito il ponte assolutamente rigidi e non elastici.
    Ora,il cemento non è il corallo,è anche peggio.
    E tutto questo era scritto e disegnato su una vecchia storia di un giornale a fumetti per ragazzi.
    Scusate,ma facciamo ridere.
    Troppi film su manhattan,troppo lucro e pochi studi geologici. 10-08-2009 19:00 - graziano
  • Dover prendere un traghetto per 3 km è anacronistico. Si fa prima a nuoto. Senza contare che tutto il settore pubblico dei traghetti è in rosso. Sappiamo quanto costa il ponte, benissimo: a me piacerebbe sapere quanto ci costano i traghetti e quanto inquinano.
    Un ponte unisce, non è un muro. Sarà proprio così inutile se Danimarca e Svezia ne hanno costruito uno da anni per legarsi??? E sono due Stati diversi...mentre noi non siamo capaci di unire la nostra Italia.
    Riguardo all'ombra che getterebbe e ai problemi per flora e fauna: non siano un pretesto per non fare nulla, così come non lo sia la mafia (che, essendoci sempre, sconsiglierebbe qualunque impresa nel Sud Italia sempre e comunque).
    Vivaddio non si tratta di una centrale nucleare, non di un inceneritore, non di un'altra ennesima inutile autostrada, cose per le quali esistono alternative migliori e funzionanti (energia pulita, raccolta differenziata e reciclaggio,+ treni - macchine). Qui si tratta di un'opera civile, nemmeno i romani attraversavano a nuoto il Tevere o utilizzavano i triremi per venti metri. Siamo nel ventunesimo secolo!!sveglia compagni! 10-08-2009 12:08 - Rio
  • Io sono siciliana, messinese, sono fiera di esserlo e amo la mia terra e voglio difenderla da altre umiliazioni, molti pensano ke siciliano=mafioso, senza considerare ke la gran parte di noi è vittima in prima persona, perkè nn è possibile nemmeno un respiro ke QUALCUNO nn voglia! Così come nn è più possibile immaginare New York senza i suoi ponti, nn è possibile per me immaginare questa lapide di cemento su uno spettacolo senza pari, lo stretto di Messina, invito tutti a vederlo, fate presto però, prima ke si compia uno scempio! NO AL PONTE MAI 09-08-2009 03:03 - Pattyzia
  • Vincenzo Pagano, probabilmente siciliano: ma che centra Manhattan con la Sicilia!
    Il ponte e' lo sdebitamento del P2 al cocainomane Micicche' e soci. 09-08-2009 02:54 - murmillus
  • Molto intelligente il paragone!
    Reggio Calabria come Brooklyn...
    quel ponte non velocizzerebbe un accidente.`Studi seri (ben più seri di quelli che vorrebbero far passare quell'obbrobrio come opera utile) hanno accertato che il risparmio di tempo consterebbe di minuti.
    Solo dei folli (o mafiosi in attesa di spartirsi denaro) possono pensare di barattare risorse naturali e paesaggi mozzafiato con una manciata di minuti in meno. 08-08-2009 19:40 - Antonella
  • no ponte no voti mafia e ndrangheta .....capito???????? 08-08-2009 17:44 - giuseppe
  • Purtroppo papi farà il ponte e non ci potremo fare niente. 08-08-2009 16:45 - Orazio
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