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Stefano Milani
«Ho paura, sono clandestina». E si butta al fiume
Oggi per la legge italiana sarebbe un illegale. Un fantasma senza diritti, una di quelle a cui consegnare un foglio di via e farla ritornare da dove è arrivata. Sarebbe, perché Fatima non c’è più. Si è suicidata gettandosi nel fiume Brembo a Ponte San Pietro, vicino Bergamo. «Il pensiero di essere clandestina la terrorizzava», ripete Mohamed giustificando così il gesto estremo di sua sorella. Che magari non avrebbe tollerato il pensiero di essere sorpresa da qualche ronda malintenzionata mentre camminava per le strade del suo paese.
Ventisette anni, marocchina e un sogno diventato ossessione: «Essere italiana a tutti gli effetti». E a tutti i costi. Lo ripeteva da tempo, confida suo fratello, «ma negli ultimi giorni le è venuta un’ansia particolare. Aveva letto sui giornali la storia del reato di clandestinità e l’idea di doversi separare da noi non la faceva dormire la notte». Da cinque anni viveva nel Bergamasco con i due fratelli e i genitori. Tutti regolari, tranne lei. E questa cosa «non la faceva dormire». Ha provato in vari modi ad ottenere la cittadinanza italiana «ma le hanno chiuso tutti la porta in faccia», dice Mohamed. Avrebbe potuto chiedere il ricongiungimento (visto i fratelli regolari), ma nessuno ha mosso un dito per sanare la sua posizione.
Senza un lavoro e senza amici la sua era una non vita. L’unico contatto col mondo esterno lo aveva grazie ad un’amica della madre da cui andava spesso. E da lei aveva detto di andare anche giovedì scorso, quando è uscita da casa per l’ultima volta. Il suo corpo è stato ritrovato ieri, notato sotto un ponte da alcuni passanti. Sui veri motivi della morte di Fatima, però, i carabinieri sono cauti. La paura di essere espulsa può essere solo uno degli aspetti, dicono, che l’hanno portata a compiere il gesto. La ragazza, fanno sapere gli uomini dell’Arma, soffriva di «problemi psichici» che probabilmente hanno «aggravato» la situazione. Smentiti però dal fratello: «Aveva solo dei forti dolori di pancia». Per questo andava spesso all’ospedale cittadino, presentandosi con l’identità di sua sorella (regolare e che vive altrove) ma i medici non avevano trovato nulla che non andasse.
Ma senza stare tanto a soffermarsi sulla causa scatenante che l’ha spinta al suicidio, quella di Fatima rimane comunque una storia a forte impatto emotivo. Arrivata a poche ore dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza e dopo mesi di campagna mediatica anti-clandestina messa in campo dal governo. Una storia «che mostra in modo drammatico quale sia la realtà della vita per molti immigrati, che spesso rimane sotto silenzio», così Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera. Dalla maggioranza, invece, nessuna parola. La tragica morte di un clandestino non merita neanche di essere commentata.
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Gli italiani, nella loro maggioranza, non hanno proprio più traccia di umanità. Neanche nei confronti dei connazionali.
Basta chiedere ad un leghista, e lassù non sono pochi, cosa pensa di un suo connazionale napoletano.
Gli italiani hanno una lista di indesiderati, che comincia con lo straniero più lontano, prosegue, via via, usando come parametro la distanza in chilometri rispetto ai paesi di provenienza.
Quando gli italiani hanno esaurito l'elenco degli indesiderabili stranieri, proseguono con le appartenenze regionali. Inventandosi stronzate come razza piave e padania al Nord; parlamento del Sud (magari con le "famigghie" mafiose a occupare i posti a maggior rilievo) al Sud. Al momento non credo ci siano speranze perché questo paese riacquisti anche solo la parvenza di civiltà.
@selebad
evidentemente i dirigenti nazionali e locali, a suo tempo, avrebbero dovuto fare qualche sforzo in più. E spiegare ai recidivi che il classismo aveva a che fare anche con il razzismo ed il sessismo. Se questo sforzo fosse stato fatto non ci sarebbe, oggi, tutta quella rozzezza razzista che attribuisce la causa dello sfruttamento agli sfruttati. La causa delle paghe misere agli schiavi. Né dovremmo sopportare le ingerenze quotidiane dei visionari cattolici su scelte che hanno a che fare con il privato e che spesso toccherebbero alle donne, senza dover prima subire consigli, pressioni e consultazioni urbi et orbi.
Non dovremmo rimanere basiti di fronte alle uscite dei preti allineati alle posizioni antislamiche (ha mai sentito parlare di Giulio Tam e Floriano Abrahamowicz?).
Le consiglio di leggere l'articolo di Enrico Pugliese di oggi, pubblicato sul Manifesto.
Capirà che il suo intervento si può inscrivere, a pieno titolo, in quel filone di pensiero che ha come obiettivo (più o meno cosciente) quello di individuare un capro espiatorio. Altrimenti non si capirebbe perché lamenta l'esistenza di luoghi dove si predica l'odio antioccidentale e non menziona, neanche per sbaglio, i cristianissimi luoghi dove ateismo e nazismo vengono messi sullo stesso piano. Dove le donne che optano per la libertà di decidere del proprio corpo vengono additate come male assoluto di questa società. Dove il diritto di scegliere una morte dignitosa viene spacciato come sfida ad una volontà superiore che, per molti di noi, esiste solo nella testa di chi si fa seguace di religioni.
Parla di madri rom che sfruttano i propri figli, ma neanche una parola sulle madri italiane che incitano le figlie minorenni a mettersi in fila per avere un posto al sole nelle ville di papi. Per non parlare di padri che, quando hanno voglia di un diversivo, pagano ad altriuomini l'affitto delle vagine di minorenni schiavizzate e costrette a prostituirsi sulle strade del nostro civilissimo paese.
Di migranti irregolari, ma non di imprenditori senza scrupoli, ad esempio quelli che quando cadono i poveracci senza nome dalle impalcature delle loro impresucce edili, risolvono l'inconveniente facendone spostare i corpi pìù in la.
Se dovessi, da meridionale, ragionare per luoghi comuni, menzionerei tutti quegli episodi di cronaca agghiaccianti che negli ultimi decenni hanno avuto come palcoscenico le brave, normali e oneste famiglie dell'italia che produce. A cominciare da Pietro Maso. E da qui potrei tracciare una mappa di mostruosità padana da isolare al più presto, prima che tocchi anche alle famiglie meridionali la sorte di avere figli assassini o madri infanticide. Sarebbe molto facile costruire un quadro coerente dentro cui accomodare un pregiudizio antisettentrionale. Un'operazione stupida, ottusa e figlia di ignoranza, al pari di quella leghista.
Attualmente vivo in un paese dell'America Latina. Sapesse quanti imbecilli (perché l'imbecillità è una di quelle cose che attraversa i confini senza documenti) mi chiedono se in Italia la famiglia Corleone (quella del romanzo e del più noto film) ha ancora molto potere!
Dunque, ricapitolando: gli italiani sono mafiosi; i rom sfruttano i bambini (e qualche volta rapiscono quelli degli altri). L'Islam è una religione che produce odio. I lavoratori stranieri concorrono in modo sleale (poco importa se pagano affitti da capogiro a proprietari di sottoscala italiani). I cinesi stanno invadendo il mondo. Le donne chiedono troppa libertà, le mezze stagioni non ci sono più. E via discorrendo. 12-08-2009 02:30 - Antonella
forse nelle sezioni del partito l`antirazzismo non era cosi` importante per il semplice fatto che il classismo e` la stessa cosa del razzismo e al posto della razza ci mette la classe...
Sig Gloria,Londra e` proprio l`esempio da evitare..un citta` con quartieri in cui vige la sharia con i musulmani che hanno i propri tribunali sulla base di quella barbara legge..quelli sono i frutti malati del multiculturalismo secondo cui tutte le culture sono uguali e da rispettare, anche quando impongono violenze inaccettabili(l`infibulazione,i matrimoni combinati con bimbe,la sharia).. 08-08-2009 22:26 - selebad
Non credo ci sia bisogno di ragione ma di tanto cuore e pensare che l'altro è un nostro simile e come noi degno di rispetto .
Grazie all'incertezza ed all'insicurezza nella quale viviamo quella o quella umanità viene scacciata dalla vista ma non dalla nostra angoscia .
Intanto chi ha risorse e denari vede ultimi e penultimi battersi come gladiatori godendosi lo spettacolo .
Cari ricchi e ricconi non ho rispetto per voi 08-08-2009 20:59 - vito luigi epifani
"E una legge (la Bossi Fini) che favorisce anche
la confindustria che puo ricattare gli italiani offrendo loro salari sempre piu bassi con la scusa della concorrenza"
giusto !
ed allora vogliamo sempre più immigrati?
oppure si vuole sostenere che basta che i milioni di immigrati siano regolari che viene meno la concorrenza con i lavoratori italiani?
per favore, qualcuno mi spieghi questa logica
invece basta dare del fascista e del razzista a qualcuno che il ragionamento diventa logico?
oppure chi parla cosi' è perche' non teme personalmente la concorrenza degli immigrati perche' lavora in un settore protetto (insegnante, professionista della politica, dipendente pubblico o simili)? 08-08-2009 20:49 - aiace
Potrebbe essere il titolo di un breve racconto-poco originale davvero-anonimi amici miei concittadini,sui fatti, avvenuti e forse a venire,di tristezza profonda in una esistenza liquida dentro un mondo liquido:"Senza un lavoro e senza amici la sua era una non vita.";potrebbe essere,il racconto,un elemento di "comunità" non solo fisica ma culturale,sia che voi(es-Ponetevi,uscite dal guscio,di tanto in tanto,dormienti sudditi)abbiate sostenuto questi biechi e oscurantisti provvedimenti legislativi (arroganti e abbrutenti la civiltà del diritto occidentale,abbiatene vergogna!),sia che facciate sentire la vs voce legittima di citoyens residuali.
Bisogna vedere,per la signora Fatima cui va la mia umile pietas(i ns governanti,oltre qualche giaculatoria sommessa e qualche parola di rito,in stile burocratico nemmeno edificante, non coltivarono la pietas,scelsero altri obiettivi)se si tratta di causa-effetto accertabile o di una mera coincidenza,di uno stato emotivo turbato da altro...etc.
Stavolta-PERO'-il clamore del gesto ed il gesto in primis,non costituiscono il "vero" fatto.
Il FATTO è vecchio di alcuni giorni or sono,settimane,è quello di un per-corso di involuzione democratica,di dis-incivilimento di un Paese che era ai vertici culturali del consorzio umano, per ben altri fatti e atmosfere,opere e virtù.
Ora ci sono i clandestini come reato.Anno 2009 dopo Cristo.
Prendiamoci le ns responsabilità,ma veramente...,OGNI benedetto ggiorno che vediamo un sans papiers,incrociandolo per la via senza mai noi andare davvero in alcun dove,noi siamo i suoi aguzzini,ma... possiamo (lo faremo,?)dimenticarlo, blindati nelle nsotre false sicumere e nei ns pregiudizi fetali,e ancora più nelle nostre preclusioni di adulti liberali allo strano, straniero, estraniante.L'intruso...,ecco chi è il soggetto dello scandalo...L'intruso, direbbe il filosofo decostruzionista J.L.Nancy.
Ma si può convivere con Nancy o Dèrrida e poi con u governo come il nostro.
Senza battere ciglio.
Poi possiamo anche ululare contro il relativismo e così via.
Sia dei camaleonti culturali, o subculturali.
E' un fenomeno epocale di estremo interesse, di massima importanza, e di eminente urgenza.
Lo studiamo, vediamo, osserviamo, potremmo uscire fuori dal pantano, potremmo affogare, non lo so.Lo sapete voi?
La signora, peraltro molto intelligente e-amio modesto parere-colta L Turco, potrebbe levare voci più altte e dignitose, indignate e ferme contro la barbarie della criminalizzazione dell 'irregolare, del clandestino.
L'uomo E' un clandestino per natura.
Dipende sempre da dove, chi e come , e quando.
Coloro che "governano" le comunità,e che esterneranno commenti di mal dissimulata costernazione per poi andare a giocare a golf o a comprare prostitute gradevoli e competenti,sono chiamati a rispondere,la riposta non sarà puntuale, faciel, nè di breve tempo: è storia di longue durèe.Ma ci sarà.In fondo c'è sempre stata,forse...Forse, ho forti perplessità e ancora di più.
La ragazza si è suicidata,non è importante nemmeno commentare,ipocritamente, per il governo,la arroganza ha una curva esponenziale per l'esponente n tendente ad infinito.La accettiamo così,deve esprimersi...E' crudo ammetterlo,dirlo.Sino in fondo.
Ma...
Quo usque tandem Catilina abutere patientia nsotra?
Quo usque tandem?
Fino a quando...quando?
Grazie per la cortese attenzione,se cio' è servito a stimolare una minuscola idea/passione civile.
Pierluigi Pettorosso 08-08-2009 20:17 - Pierluigi Pettorosso
La legge Bossi Fini è una legge criminale che usa gli immigrati come strumenti usa e getta
ed espelle i delinquenti invece
di metterli in galera.
E una legge che fa un grande regalo alla mafia che guadagna
su piu viaggi, sul ritorno in patria dell espulso, sullo sfruttamento in Italia e nel paese d origine.
E una legge che favorisce anche
la confindustria che puo ricattare gli italiani offrendo loro salari sempre piu bassi con la scusa della concorrenza
degli immigrati.
Sostenere la Bossi-Fini è sintomo inequivocabile di razzismo e fascismo, ovvero di profonda vilta. 08-08-2009 19:40 - marco sbandi
Inoltre, molti di quelli che scrivono in questo forum sono persone "normali" che vivono nel mondo "normale" dove, se vogliamo definirci ancora civili,non sono ammissibili atteggiamenti razzisti. E non c'è proprio niente di strano ad ammettere che anche quando votava per il PCI, la gente che oggi vuole ronde era rozza e cretina.
La più grande responsabiltà della sinistra, a mio parere, è quella di non essersi accorta che nelle sezioni di partito c'era già allora gente che non contemplava l'antirazzismo tra i suoi valori. O lo contemplava perché ancora l'Italia non era un paese d'immigrazione.
Era già un paese in cui c'era uno spostamento interno di manodopera. Dal Sud al Nord.
Ed il razzismo nei confronti dei meridionali è stata l'anticamera della rozzezza leghista.
O persino i meridionali erano clandestini nella visione del mondo sua e di Borghezio? 08-08-2009 18:45 - Antonella