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Ilaria Urbani
Ronde leghiste a Casal di Principe
Le ronde leghiste nel territorio del clan dei Casalesi. Non si tratta di uno scherzo. Il sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano del Pdl è l’unico tra i sindaci campani ad avere accolto la proposta padana. Ma come reagirebbero gli affiliati a ’o sistema se in futuro si trovassero tra i piedi i city angels? "Me ne frego di come reagirebbero i camorristi - spiega il primo cittadino - qui rischiamo ogni giorno e non abbiamo certo paura di mettere in strada dei controllori della sicurezza, anzi." Salvo poi specificare. "La camorra è un problema più grande. Non potremmo essere così sciocchi da pensare che le ronde possono sconfiggerla. Le ronde non servirebbero per la criminalità organizzata che ha interessi fuori da Casal di Principe, ma per l’immondizia e l’abusivismo edilizio. Qui esiste un problema di viabilità, c’è ancora tanta immondizia per le strade, abbiamo bisogno di vigili e di qualcuno che controlli dove le persone vanno a sversare i rifiuti illecitamente. Serve anche un grosso aiuto per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio." Insomma per il sindaco le ronde a Casal di Principe servono per la monnezza e gli abusi edilizi. Nessun problema di droga e furti. Parola di Cristiano. Il primo cittadino però ammette che le forze dell’ordine non riescono ancora a tenere il controllo del territorio. "Non penso alle ronde come alle figure di sceriffi, ma a vigili o agenti della protezione civile impegnati per questo, potremmo pensare ad un incentivo economico per loro, per la salvaguardia del territorio." Il sindaco giovedì aveva chiesto poteri speciali per la microcriminalità, ma poi ha elogiato l’operato delle forze dell’ordine. E le ronde per avvistare punti di spaccio come al Nord? "Qui tranne alcuni ragazzi neri, lo spaccio non si vede. Casal di Principe ha vissuto in passato momenti di grande ghettizzazione, quando la camorra ammazzava le persone per strada, ma adesso la situazione sta cambiando anche grazie ai messaggi lanciati da Roberto Saviano. I problemi rimangono altri: viabilità, l’asfalto sulle strade e immondizia." Il sindaco preferisce non parlare del coprifuoco che permane nel comune casertano nonostante i riflettori accesi dall’autore di Gomorra. Tante ancora solo le centrali dello spaccio nei dintorni della cittadina. La camorra continua ad usare Casal di Principe come fortino. "La camorra si è internazionalizzata - spiega ancora il sindaco - non si nasconde più qui." E’ notizia di mercoledì però l’arresto di latitanti Casalesi tra Casal di Principe e San Cipriano D’Aversa. Ed è solo del 13 luglio la cattura proprio a Casal di Principe di Ernesto De Luca, fedelissimo del boss Antonio Iovine. La camorra continua a vivere a Casal di Principe. L’accordo sulla stazione unica appaltante per il controllo sull’intromissione dei clan negli appalti pubblici, cui ha aderito il comune di Casal di Principe, è uno strumento importante. Ma a cosa serve in un territorio che è rimasto deserto e pensa di risollevarsi con l’aiuto delle ronde?
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grande dove vado a bere il caffè da una decina d'anni e mi siedo a leggere
il giornale per alcuni minuti. Mai avuto problemi, anche se so benissimo che i padroni
non sono certo di sinistra. Beh ieri mattina mentre leggevo il quotidiano locale " Il Piccolo
" , si è presentato sulla porta un senegalese, e prima che potesse aprire
bocca un cliente che beveva un bicchiere al banco lo ha preso a spintoni cacciandolo via
in malo modo, gridandogli dietro che andasse a lavorare. Al coro degli altri
avventori si è unito anche il padrone del locale gridando più forte di tutti
che questa gente bisognava cacciarla via e che rovinavano l'Italia. Sono seguiti altri improperi all'indirizzo degli immigrati, con tutti i luoghi comuni che conosciamo anche troppo bene : che pregano la carità ma poi hanno tutti il telefonino, che sono tutti degli indultati, che sono bravi solo a rubare e spacciare droga eccetera eccetera. Io ho ripiegato il giornale, ho pagato il conto ed ho gridato a tutta questa brava gente che erano una manica di sporchi razzisti e che potevano andare a quel paese, e poi me ne sono andato Ora non so che in quel posto non ci
tornerò mai più anche se era molto comodo, perchè a due metri da casa mia. Certo che leggere certe cose sui giornali è un conto, ma vedertele accadere davanti agli occhi è tutto un altro paio di maniche. Certo che razzisti e reazionari nel Bel Paese ci sono stati sempre, ma appartenevano ad una minoranza. Ora invece sono diventati maggioranza. La responsabilità di tutto ciò però non è solo di Berlusconi, Bossi e Fini. Loro fanno solo il loro sporco mestiere, e lo sanno fare molto bene. Secondo me i colpevoli principali sono i dirigenti del Partito Democratico, i vari Veltroni, Franceschini, Fassino, D'Alema che hanno pensato solo ai loro interessi ed alle loro poltrone emarginando la sinistra radicale e lasciando che il Paese cadesse nelle mani della destra becera, razzista e reazionaria. Adesso, di fronte ad una simile mutazione genetica in senso fascista delle sensibilità del popolo italiano, sanno solo lanciare gridolini di indignazione senza costrutto. Fino a che non saranno in grado di individuare e combattere i veri nemici che si chiamano capitalismo e globalizzazione, la situazione non potrà che peggiorare. 09-08-2009 05:23 - gianni
i limiti di ingaggio. 08-08-2009 19:45 - marco sbandi