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FUORIPAGINA
11/08/2009
  •   |  
    Onoriamo i poveri. Un appello dai religiosi

    Come scelta e impegno di vita siamo stati chiamati e mandati a dare ed essere buona notizia per i poveri. La legge-sicurezza, emanata dal Governo in questi giorni, discrimina, rifiuta e criminalizza proprio i più poveri e i più disperati. Riteniamo strumentale e pretestuosa la categoria della clandestinità loro applicata. È lo Stato che rifiuta il riconoscimento.
    Per chi perde il lavoro a causa della crisi, è lo Stato che induce alla clandestinità, decidendo arbitrariamente l’interruzione della regolarizzazione. Di null’altro sono colpevoli queste persone se non di essere troppo bisognose. Per lo Stato italiano oggi è questo che costituisce reato.
    Molti di noi provengono da una situazione di indigenza.
    Con i fatti e non solo a parole ci riconosciamo nella umanità e nella dignità di tutte le persone che vengono colpite da questa legge iniqua; intendiamo onorare i poveri. Se non lo facessimo negheremmo le nostre persone e la nostra missione e tradiremmo le nostre comunità. Perciò dichiariamo in coscienza la nostra obiezione pubblica. Vale anche per noi “bisogna obbedire a Dio, invece che agli uomini” (Atti 5,29).
    Siamo incoraggiati in questa decisione, non solo in riferimento alla fede, ma anche come comuni cittadini, in ottemperanza alle leggi sottoscritte e vincolanti per lo Stato italiano: dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, alla Convenzione sullo stato dei rifugiati, alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e alla nostra stessa Costituzione, che questa legge-sicurezza non ha tenuto in considerazione.
    Perciò la nostra disobbedienza non riguarda soltanto il nostro comportamento individuale, ma faremo quanto è in nostro potere, perché un numero sempre crescente di cittadini metta in atto pratiche di accoglienza, di solidarietà e anche di disobbedienza pubblica, perché nel tempo più breve possibile questa legge venga radicalmente cambiata.

    Prime adesioni:
    don Albino Bizzotto, mons. Giovanni Nervo, don Gianfranco Zenatto, don Romano Frigo, don Maurizio Mazzetto, don Giuliano Giacon, suor Lucia Bizzotto, don Tiziano Dal Soglio, don Umberto Sordo, don Fernando Comi, don Agostino Rota Martir, fra Ettore Marangi, fra Francesco Zecca, padre Fabrizio Valletti, don Pierpaolo Peron, fra Salvatore Mancino, don Giordano Remondi, don Romeo Penon, don Franco Scarmoncin, fra Antonino M. Clemenza, fra Jacopo Pozzerle, don Adriano Peracchi, don Fulvio Falleni, don Fernando Fiscon, padre Gabriele Ferrari, don Giorgio De Checchi, padre Filippo Rota Martir, don Giovanni Cecchetto, don Giacomo Tolot, padre Adriano Sella, padre Diego Pelizzari, suor Donatella Lessio, padre Giovanni Piumatti, padre Giorgio Antonino Butterini, don Severino Alessio, fra Simone Bauce, don Lorenzo Baccin, padre Giorgio Padovan, padre Filippo Ivardi, padre Rosario Giannattasio, padre Antonio Germano Das, padre Nicola Colasuonno, padre Alberto Lanaro, padre Piergiorgio Lanaro, padre Giuseppe Veniero, padre Luigi Zucchinelli, don Antonio Pizzuti, padre Antonio Trettel, don Luca Facco, don Gianfranco Formenton, padre Gianalfonso Oprandi, don Giuseppe Zanon, padre Giovanni Gargano, padre Francesco Lenzi, padre Primo Silvestri, padre Loris Cattani, padre Gino Foschi, padre Franco Bordignon, padre Luigi Lo Stocco, don Gianni Gambin, fra Alberto Maggi, don Matteo Menini, padre Antonio Santini, padre Giampietro Baresi, Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani del Brasile Sud, don Luigi Tellatin, padre Rino Benzoni, Direzione Generale dei Missionari Saveriani, padre Valentino Benigna, Comunità delle Suore delle Poverelle di S.Chiara a Vicenza, padre Livio Passalacqua, don Biagio Podano, suor Debora Contessi, don Mario Costalunga, don Rocco D’Ambrosio, don Daniele Vencato, suor Gigliola Tuggia, suor Ornella Ciccone, suor Giordana Bertoldi, don Emanuele Benatti, suor Maria Teresa Ricci, suor Liliana Aquilina, suor Giuliana Tosetto, fratel Arturo Paoli, padre Angelo Cupini, suor Maria Pia Bizzotto, suor Tina Primon, don Fabio Ferrari, padre Alex Zanotelli, don Felice Tenero, don Andrea Turchini, don Gianmario Baldassarri, don Cristian Squadrani, suor Graziella Grazian, suor Maria Regina Ranzato, don Erminio Pozzi, padre Paolo Costantini, don Paolo Farinella, don Antonio Ruccia, don Tarcisio Giungi, don Alessandro Crescentini, padre Michele Tondi, fra Marcellino Pane, fratel Luigino Peruzzo, don Fabio Bartoli, don Carmine Miccoli, don Pierluigi Barzon, don Franco Marton, don Maurizio Fabbri, padre Paolo Monaco, don Giacomo Panizza, don Nandino Capovilla, suor Franca Cunico, don Tonio Dell’Olio, don Osvaldo Caldari, don Sanzio Monaldini, padre Nino Fasullo, Comunità di Fratelli delle Scuole Cristiane di Scampia - Napoli, fratel Enrico Muller, don Pier Antonio Castello, Comunità Rut Suore Orsoline Caserta, Chiara Castellani, padre Giuseppe Parietti, suor Antonina Caradonna, padre Pierangelo Marchi, padre Giorgio Ghezzi, padre Franco Mella, don Giorgio De Capitani, don Michele Tartaglia, fra Benito M. Fusco, don Federico Bollettin, fratel Tommaso Bogliacino, Comunità Betania Padenghe sul Garda (BS), suor Noris Adriana Calzavara, suor Eugenia Lorenzi, suor Luciana Sattin, fra Bruno Menici, padre Costanza Donegana, suor Raffaella Martelozzo, padre Adriano Bustreo, padre Mario Pistolesi, don Fabio Lazzaro, suor Pia Magistroni, suor Clara Dallorto, don Prospero Bonzani, Fraternità Padri Sacramentini – Caserta, don Achille Rossi, don Ciprian Ghiurca, don Romeo Sinigaglia, fra Alessandro Cortesi, don Claudio Miglioranza, padre Luigi Canesso, fra Giovanni Calcara, Commissione Nazionale della Famiglia Domenicana di Giustizia e Pace, don Gigi Maresu, fra Renzo M. Marcon, don Chino Piraccini, suor Gianlivia Abeni, fratel Gabriele Fumagalli, fratel Franco Ribolla, fratel Yves Amiotte–Petit, fratel Alberto Grimandi, fratel Gianluca Bono, Fraternità di Spello dei Piccoli Fratelli del Vangelo (P. de Foucauld), don Carlo Cavallin, fra Aldo Tarquini, don Marco Tenderini, don Roberto Fiorini, don Riccardo Betto…


I COMMENTI:
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  • Il proclama di disubbidienza ad una legge iniqua e contraria a ogni decenza umana e` certamente condivisibile e, dato il pulpito, assolutamente coraggioso.
    La sinistra deve fare di piu': deve fare politica e cercare di andare avanti in questa situazione difficile. Il momento richiede anche una massima vigilanza perche' la Storia ci insegna che dopo i piu' deboli verranno perseguitati coloro che vorranno cambiare le cose: cioe', con una parola che non sento piu' da anni, i rivoluzionari. 12-08-2009 00:59 - murmillus
  • Un appello, questo, forte e molto significativo.
    Gli atti conseguenti dai nuovi indirizzi operativi razziali sono già, in pochi giorni, ben visibili nelle forme persecutorie e di pesante discriminazione umana e civile.
    E’ iniziata la “caccia”, come se questi appartenenti alla razza umana, uomini, donne e bambini, fossero rappresentanti della peggiore “ feccia animale”.
    Condannati, di fatto, ad un’orribile morte civile.
    Una caccia, potenzialmente gigantesca, dato che riguarda gli oltre un milione di migranti che non hanno mai ottenuto il permesso di soggiorno, o che sono diventati clandestini causa la perdita del posto di lavoro formalmente regolare.
    Inaccettabili per una Repubblica nata dalla Resistenza che ha, nei suoi valori fondanti Costituzionali, il rispetto dei Diritti Umani, la Libertà, la Solidarietà, l’Accoglienza.
    In questa maniera vengono umiliati i martiri patrioti che sacrificarono la propria vita durante la Lotta di Liberazione contro il nazi-fascismo, per costruire un’ Italia libera e solidale, senza le orribili e violente discriminazioni politiche e razziali strutturate durante la dittatura fascista.
    Auspico, da laico, che anche le forze dell’articolato mondo progressista e della sinistra traggano coraggio civile dall’Appello dei religiosi.
    Fino ad ora sono rimaste molto appartate, per niente visibile ed udibili in maniera significante.
    Da iscritto, ritengo utile muovere un invito particolare all’ANPI nazionale. E’ necessario, inderogabile ed urgente che la struttura nazionale dell’Associazione nazionale dei Partigiani d’Italia assuma una presa di posizione di netto dissenso ai contenuti della legge-sicurezza.
    Promuovendo tutte le iniziative di coinvolgimento popolare e la costruzione dei supporti di sostegno e solidali necessari
    L’ANPI, in virtù della rappresentazione massima della memoria attiva democratica in Italia, forte dei suoi 115.000 iscritti, può e deve diventare punto di riferimento e di congiunzione di tutte le forze politiche e sociali che intendono muoversi contro le nuove discriminazioni razziali.
    In questo momento storico è questa una priorità assoluta.

    domenico stimolo 11-08-2009 23:18 - domenico stimolo
  • DIO E'ALFA E BETA,poi ognuno lo usa a suo piacimento,il problema penso non sia questo ma le varie realtà di questo mondo che ha praticamente annullato quei due tre principi della vita sostituendoli con principi da usa e getta o a puntate;per me certa sinistra è ancora rimasta con i soliti pregiudizi di 30 anni fà n0n rendendosi conto che la CHIESA cambia ed è cambiata,guarda caso FAMIGLIA CRISTIANA è stata forse tra i primi a dire alcuni mesi fa che siamo davanti ad UN NUOVO FASCISMO,MODERNO,MODERNO SCALTRO CAMUFFATO DA LIBERALI e riformisti ma in realta,aggiungo io,di una intelligenza forte ma usata non certo per aiutare i POVERI o le classi più disagiate,riescono a far vedero oro anche quando è solo un pezzo di carta giallo 11-08-2009 23:14 - giovanni
  • Totalmente d' accordo sull' appello. Solo una precisazione ... meglio citare la frase che il sabato e' fatto per l' uomo e non l' uomo per il sabato. Questo di ubbidire a dio e' un po' confuso, perche' di che Dio Parliamo ??? la parola Dio purtroppo divide e non unisce .... E' la parola piu' tossica che esista !!! Tutti parlano in mome di dio , forse e' megli seguire la massima del grande teologo luterano Dietrich Bonhoffer, impiccato in un campo di concentrazione che diceva " Bisogna Vivere come se Dio non esistesse". Grazie 11-08-2009 19:36 - PierAngelo Verducchi
  • La voce dei buoni preti è sempre confortante.
    Sono sicuro che tutti questi signori sono in buona fede e lottano contro la povertà e contro il cinismo di chi non vuole riconoscere il suo simile in povertà.
    In una società dove le merci,hanno sostituito Dio e hanno fatto perdere al genere umano il senso di fede.
    Una società dove la bellezza fisica è meglio della bellezza d'animo.
    Dove il nazismo è al governo e si chiama Lega.
    Dove l'indifferenza fa della gente automi alla ricerca del piacere personale e se ne fregano dei poveri e non solo.
    I ragazzini,cresciuti d'avanti a una televisione, che ti mette in testa tante stronzate e di rende dipendente anche di un dentifricio o di un deodorante.
    Che pena.
    Voi preti,potete fare molto di più dal vostro pulpito.
    Non basta firmare degli appelli,bisogna diventare paladini di una guerra al male.
    Il vostro antaconista,(Satana),si è manifestato nella televisione,nei Media che riempiono di stronzate il poveri di spirito.
    Come dei veri soldati,dovete combattere questa piaga.
    Come il quel famoso prete che si è fatto ammazzare in Salvador,come Don Milani che insegnava ai poveri,come i frati che morivano con gli indios del Brasile,dovete scendere in campo.
    Serve la forza di tutte le persone di buona volonta!
    Questa è una guerra.
    Non ci riporteranno al tempo dei campi di concentramento.
    Sono stato a Berlino e ho visitato uno di quei campi.
    Ho sentito dentro le ossa un freddo e come una voce che mi diceva.
    Mai più! 11-08-2009 19:23 - mariani maurizio
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