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Roberta Pasini*
Come Israele continua a espellere i palestinesi
Dopo le espulsioni delle famiglie palestinesi Al Ghawi e Hanoun, giunge dalla corte distrettuale israeliana l`ennesima sconfitta per le famiglie palestinesi di Gerusalemme est. Domenica scorsa la corte ha respinto infatti la richiesta di far rientrare nelle proprie case almeno 7 famiglie, tra le 9 espulse nei giorni scorsi, contro le quali non era mai stato emanato nessun ordine di espulsione formale. Oltre a respingere l`appello, la corte ha emesso contro i due capi famiglia Abdelfatah Al Ghawi e Maher Hanoun una nuova sanzione di 10.000 shekel (1.800 euro) .
Il 2 agosto, alle prime ore dell`alba, le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nelle case delle famiglie dei 6 fratelli Al Ghawi e dei 3 fratelli Hanoun costringendole a lasciare le proprie case nel quartiere di Sheykh Jarrah a Gerusalemme est dove risiedevano dal 1956. 53 persone, tra le quali 19 minori, sono ora senza casa. Solo un paio d'ore dopo l'esproprio un gruppo di coloni israeliani era già pronto per occupare le case palestinesi protetto delle stesse forze di polizia e dell'esercito israeliano che avevano preventivamente transennato l'intera area e che tuttora presidiano notte e giorno gli ingressi delle abitazioni espropriate.
Nella stessa mattina le forze israeliane hanno demolito per la settima volta la tenda simbolo della protesta non violenta contro le espulsioni di palestinesi di Gerusalemme est costruita nel novembre 2008 dopo l`espulsione forzata di un'altra famiglia palestinese di Sheykh Jarrah, la famiglia Al Kurd. Le proteste degli abitanti del quartiere e degli attivisti alle nuove espulsioni sono state represse con una trentina di arresti.Nel quartiere di Sheykh Jarrah a Gerusalemme est ci sono ancora 25 famiglie che rischiano l`espulsione. Dai primi anni '70, subito dopo l'occupazione militare israeliana di Gerusalemme est, un gruppo di coloni ebrei rivendica la proprietà di quei terreni, nonostante la proprietà fosse stata trasferita alle famiglie, profughi del 1948, direttamente dal governo giordano e dall'UNRWA (l'agenzia delle Nazioni unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi) nel 1956. L'espansione delle colonie israeliane a Gerusalemme est ha come effetto la frammentazione territoriale dei quartieri palestinesi e l'isolamento di Gerusalemme est dal resto della Cisgiordania, creando di fatto le condizioni per cui Gerusalemme diventi la capitale 'unica ed eterna' di Israele compromettendo irrimediabilmente la prosecuzione dei negoziati di pace.
Intanto sono ormai quotidiane le aggressioni dei coloni israeliani contro i residenti palestinesi del quartiere di Gerusalemme dove sono avvenute le espulsioni. Venerdì scorso sono stati colpiti con pietre e bottiglie di vetro alcune donne e bambini palestinesi che partecipavano a un campo estivo. Sabato sera è stato aggredito Khamis Al Ghawi di 59 anni poi arrestato dalla polizia israeliana. Domenica pomeriggio l'episodio più grave. Durante la visita ai nuovi coloni di Yacov Katz e Uri Ariel, membri del partito religioso Unità Nazionale e rappresentanti alla Knesset, una trentina di coloni ha poi attaccato i residenti palestinesi provocando diversi feriti. La polizia israeliana è intervenuta lanciando gas lacrimogeni contro la folla. A queste espulsioni sono seguite le immediate reazioni di condanna da parte della comunità internazionale. Il coordinatore speciale per il Processo di pace in Medioriente per le Nazioni unite, Robert Serry, ha definito ''inaccettabili'' queste espulsioni e richiama Israele ''al rispetto del diritto internazionale e degli oblighi della Roadmap''. Posizioni forti sono giunte anche dal Segretario di stato americano Hillary Clinton che condanna l'espulsione delle famiglie palestinesi e le demolizioni di case a Gerusalemme est e accusa inoltre Israele di "non tenere fede agli obblighi internazionali previsti dalle iniziative di pace". Simili condanne sono state espresse dall'Unione europea nonché da diversi paesi dell'Unione tra i quali Svezia, Norvegia, Francia e Gran Bretagna. Inespressa rimane invece la posizione dell'Italia.*attivista contro le occupazioni delle case palestinesi
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Leggo , distratto io e incapace di comprendere spesso, ho molti limiti , e non scherzo,no, non scehrzo, i miei limiti sono immensi...ne sono conscio ma non aiuta mai del tutto,pur non esimendomi MAI -in potenza-dal dyleghestai, MAi, verificatelo,è una cosa che pochi riescono a capire.Ma qui i miei limiti si fermano: mi pare di comprendere, per fare spazio ai legittimi altrui.E pure questo è naturale e bello.Umano.
Ecco di seguito il testo da me letto,un testo qualunque di una parte soltanto del pur MERAVIGLIOSO mondo ebraico,tra cui "militano", d'altronde, anche movimenti di testimonianza eterodossa come Breaking the silence, o troviamo scrittori/pensatori come Grossman, Oz o Roth, checchè ne pensi la pur colta, anzi direi dottissima, intelligenete e affasciante signora E. Lowenthal.
"Notizie dal fronte?
No,non è questo un bollettino dal fronte.Non c’è oggi un fronte in Israele,perchè mentre i palestinesi combattono la loro guerra,gli israeliani aspettano.Da tre settimane attendono che Sua Eminenza Arafat si degni di farci sapere se vuole fare la pace.Lui, poveretto,fa di tutto per farci capire di no,ma gli israeliani guardano dall’altra parte. Guardano dalla parte di Clinton e Mubbarak che continuano a parlare di processo di pace. Gli israeliani vogliono così tanto la pace al punto da ostinarsi a non comprendere che i palestinesi vogliono la guerra.Barak si ostina nella sua politica di attesa, evita di prendere iniziative militari o politiche, parla con la sua migliore retorica e non fa nulla.
Solo dopo la guerra del Kippur, Sadat e gli egiziani hanno capito che con la violenza non avrebbero ottenuto nulla. Arafat e i palestinesi hanno bisogno di una sconfitta militare di quel tipo per giungere alla conclusione che con la violenza non otterranno nulla.
Ariel Viterbo - Alon Shevut 20/10/2000"
Mio modesto commento,come infinitesimale contributo al dialogo dei lettori compagni de IL MANIFESTO,forse inutile per i più (eppure non per me), chiedo venia.Dunque...Era il 2000,anno del Signore intendo. Mentre nel 2009 o nel 1948 le posizioni,tra falchi,colombe, Mossad,Cia,Egitto, antisionisti,idioti e assassini,signori delle guerre e dei denazri sporchi di sangue,etcetera non erano assai dissimili.
E il mondo affonda nel suo sangue,atavicamente attratto da esso, e Israele soffre e si vede perseguitata,e intanto si inferocisce da mezzo secolo e più,i Palestinesi vengono sostanzialmente perseguitati a tutt'oggi,una sorta du pulizia etnica come dice il saggio storico famoso,perseguitata de facto.
L'uomo ha un lungo cammino da percorrere,e questo pureb lo sappiamo da molto tempo.
Abbiamo avuto maestri eccelsi, storici dela cività occidnetale,ma non bastano;nulla e nessuno mai basta per i ciechi i sordi (la quasi totalità dell'uomo cosiddetto comune,è durissimo accettarlo,addirittura soltanto vederlo),gli ostinati nutriti di arroganza.Cioè di autoreferenziale e monadica silente morte.
E' orrendo cio'...
E' un ospite "unheimlich" per dirla con un sempre più ignoto Nietzsche.
L'arrognate (dilaga e non trova mai quiete,dilaga,camaleontico, dissimukla e dilaga,sempre, perchè?)storce la bocca e fa spallucce al suono di queste terribili,le sente così, accuse.Invece di capire...capire...letteralmente afferrare.
Siamo sempre -il monito fu antico- "per speculum in aenigmate"...Capirlo vuol dire essere-nel-mondo.
L'arrogante si dimena, infastidito,fisicamente infastidito,e si scrolla da dosso lo stimolo(come se bastasse farlo facendo spallucce o voltando il viso altrove)al cambiamento.Lo sprono al progredire, il confronto.Il riconoscere l'alterità come condizione di esistenza.
E il cammino è assai difficile,non è detto che sia alla sua(del genere umano nel mondo)portata.
Non sarebbe la prima volta nella storia "evolutiva" di un genere animale. Ma non si eesaurisce qui la complessa e interrelata serie di argomentazioni,nè glistrumenti, che ci sono e raffinatissimi e complessi e in itinere sempre più raffinantesi.
L'arrogante chiude la finestra dell'ascolto. Tutt'al più alza la voce e propone argomenti più alla sua portata- regredendo dalò punto di vista ontogenetico,-argomenti cioè muscolari.
Si umilia,perchè?, ma guai a dirglielo,non sorride ellenicamente al confronto dialettico. Digrigna i denti. Si sente spiazzato.Perchè? Non affronta, si nasconde.
Lo verifichiamo attorno a noi contuinuamente eppure continuiamo ad amare l'eccezione che potrebbe("quo usque tandem...?") essere un traguardo più a portata di mano.La subcultura dei "targets" (ora peraltro tanto criticata, modaiolamente) segna il passo al target più importante.Era una falsa cultura?Forse.Ma noi continuiamo ad amare l'umano o quel che ne resta.O quelli che restano, di umani.
Non ho risposte a tutto cio'.
La mia è soltanto una proopsta costruttiva e tranchante di dialogo e progresso.
Criticatemi, ve ne prego,critichiamoci, senza risparmiare colpi,si può crescere solo così e fa male ma è un male apparente..., criticatemi, ma che le armi (di penna) siano affilate, che i "nemici" (per me amici di dialogo) siano di livello,che mi insegniate e non umoralmente mi mostriate il dibattersi sterile eppure umano nel disagio, nel non com-prendere, non prendere con, non afferrare, non ...afferrar-si...
Grazie per l'attenzione,e Shalom, di cuore!, amando intensamente tutta la storia umana, coltivando il lancinante pathos profondo per la tragedia ebraica nella Storia,che sarà IMPOSSIBILE da cancellare mai,purtroppo,nel senso anche di T.W. Adorno, e quella palestinese che invece pare impossile impedire che PROSEGUA oltre,o pare impossibile volerlo.Soltanto volerlo.
Unicamente e fortemente volerlo
Shalom.
Pierluigi Pettorosso 21-08-2009 15:40 - Pierluigi Pettorosso
Il tuo razzismo e sionismo strisciante non si meritano neanche una risposta.Per non vedere le enormi distruzioni materiali e non che ha subito il popolo palestinese e paragonarli ai kassam fatti in casa,o si e'stupidi o si e'ignoranti.C'e' una terza possibilita':che si e'attivisti proisraeliani.Ora ,anche se spesso capita di avere le idee confuse,la gente che risponde in questo forum non e'comunque superficiale ed ama essere informata,senno'non tenderebbe a leggere l'unico giornale di controinformazione(anche se qualcuno puo'non essere d'accordo)che ancora esiste in Italia.Quindi perche'vieni a sparare tutte queste merdate sioniste in queste colonne?Levate dal cazzo,qui non troverai accoliti.Vai a fare il provocatore sulla\ repubblica stampa e corriere dello zar,li potresti essere considerato.
Un ultima cosa,se ti entra in testa:un popolo occupato ha diritto a difendersi ed ad usare le armi che a tale scopo ritiene piu'opportune.(estratto della convenzione di ginevra 1977).Israele.,cioe'lo stato razzista,teocratico e genocida.e'quello che piu'al mondo ha violato le risoluzioni UN ed i diriti umani delle popolazioni occupate.Non ha mai ratificato o trattati su diritti umani come rinunciare valla tortura e alla proliferazione nucleare essendo in possesso clandestinamnete di decine se non centinaia di bombe atomiche.Adesso levati dalle palle sionista.Viva l'eroica lotta del popolo palestinese contro il terrorismo sionista. 17-08-2009 03:12 - Mauro
L'identità "Palestinese" (intesa come "territori occupati") nasce con Israele, piaccia o meno.
La "Palestina mandataria" era l'insieme di diversi stati attuali (Giordania in primis).
La cazzata storica, nella partizione, è stata lasciar "Separato" un pezzetto di terra anziché "farlo diventare tutto" Giordania, visto che (sfido chiunque a negarlo) non aveva senso (dal punto di vista storico culturale) tenerli separati. 13-08-2009 16:48 - John Zorn
Adesso capisco perche` Hamas vince le elezioni. 13-08-2009 05:43 - Marco
A Gaza non hanno neanche la forza di pensare alla propria sopravvivenza,altro che stato laico o diritto dei gay,non hanno uno stato e c'è un'autorità palestinese in pieno conflitto interno,la gente si affida ad hamas perchè al fatah tra corruzione interna e faide non è più credibile agli occhi degli stessi palestinesi,hanno ben altro di cui occuparsi
il livello di vita degli arabi in israele?!...ti riferisci a quelli che vengono buttati in mezzo a una strada dalla polizia israeliana e le loro case occupate dagli ebrei ortodossi col beneplacito delle autorità?e tutto questo a gerusalemme?questo lo leggi sui tuoi testi in inglese?
Dammi retta,non è necessario avere un segretario di sezione o un giornale per dettare la "linea",è più che sufficiente l'esperienza diretta e un pò di persone che sono state sul posto per sapere e capire più da vicino e con una visione delle cose e delle persone un pò meno da macchietta stereotipata...leggili tutti i libri sulla palestina,non solo quelli che vengono incontro alla tua visione e che non ti fanno andare molto più in là del tuo naso
a titolo informativo,guarda che il Graziano qui sotto che ti manderebbe volentieri a verificare la giustezza delle tue letture e delle tue cristalline opinioni a Gaza non sono io.siamo due persone diverse.
e leggilo ogni tanto il manifesto,oltre a intasarne il sito. 13-08-2009 04:56 - graziano
Beh parlando di razzismo, questa non e` male,
Devo dire pero` che citi dei fatti ed eviti di fare fare la figura del solito spocchioso patetico intellettuale di sinistra che parla senza citare fatti e documenti...pensando che perche` e` di sx e la storia gliela insegnano al partito sui libri di Canfora..e` superiore antropologicamente agli altri... 13-08-2009 03:15 - selebad
E tanto per ricordare un episodio legato alle compeenze di Israele in materia, chi dimentica gli anni in cui da quella democratica nazione partivano i migliori "addestratori" di diligenti torturatori latinamericani?
L'accusa di razzismo la rispedisco al mittente. Razzista è chi, a braccetto con Bossi (e da altre discussioni questo è emerso) e con Netanyahu, accetta entusiasticamente un'idea di stato/regione/area geografica in cui un popolo, in quanto "eletto", decida impunemente chi sta fuori e chi sta dentro il cerchio magico dentro il quale si è considerati "degni". E non un fastidioso fardello da eliminare prima possibile (dopo essere stati rinchiusi in quei bantustan che non scandalizzano...) Razzista è chi assiste ad un'infame sottrazione di terre, a favore di coloni che potrebbero andare a braccetto con i talebani; dando ragione a chi sradica ulivi per costruire nuovi insediamenti. Tanto ai legalisti in stile Borghezio che gliene importa se ad essere privati di condizioni d'esistenza umane sono gli arabi!?!
Selebad, la prigione di Guantanamo (altro che le stronzate sul "regime catrista"!) è il simbolo di quella caccia alle streghe! Negli USA, durante gli otto anni di terrore bushiano, persino certe letture venivano considerate sospette. E se ha vinto Obama (di cui si favoleggia l'adesione all'Islam ma non è notizia certa) le ragioni sono strettamente di politica interna. Noam Chomsky, che non si può negare sia una voce autorevole, prefigura per l'amministrazione Obama una traiettoria non troppo differente da quella precedente,in fatto di politica estera. E siccome io mi fido delle voci critiche, piuttosto che di quelle allineate, temo che abbia ragione. D'altra parte Hilary Clinton rappresenta lobbies che hanno molto a che fare con quelle che fecero il bello ed il cattivo tempo nel quasi-decennio passato.
In Israele probabilmente nessun ebreo viene messo alla porta, ma se dissentire significa non avere una vita facile "in patria", gente come Ilan Pappe è praticamente costratta a scappare da una pressione verso il "messaggio unico".
Poi di questi tempi, con un Avigdor Lieberman, razzista di chiara fama, al ministero degli esteri israeliano, l'aria che tira non sarà sicuramente salubre per quel gruppo di studiosi che non accetta il pronismo come pratica intellettuale! 13-08-2009 02:15 - Antonella