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FUORIPAGINA
18/08/2009
  •   |   Paola Bonatelli
    Burkini in piscina, i bagnanti protestano

    Si chiama burkini, l’ha lanciato una stilista di Sydney dal nome arabo e cognome italiano, Aheda Zanetti, e sta diventando il casus belli di Ferragosto, più del divieto dei matrimoni con clandestini e delle inenarrabili condizioni dei detenuti nei Cie o nelle patrie galere. Ovvio, dato che si tratta di un oggetto balneare, un costume per donne musulmane che copre tutto il corpo, esclusi viso, mani e piedi, e che rischia, però, di non essere «balneabile». A Verona, la città che ha eletto con il 61% di preferenze un sindaco incriminato e poi definitivamente condannato per propaganda razzista, il direttore del centro natatorio comunale «Santini» ha chiesto a una donna in burkini di comunicargli la composizione del tessuto del suo costume, che potrebbe non essere «regolare».
    Secondo le dichiarazioni dello stesso direttore, sarebbero state le lamentele di alcune madri, i cui bambini si sarebbero spaventati alla vista di una bagnante così coperta, a convincerlo ad intervenire. La signora in burkini aveva già fatto il bagno in quella piscina, dove accompagnava i suoi tre figli, almeno altre due volte prima della fatidica domanda. Della donna e dei suoi tre bambini si sa soltanto che non sono più tornati al centro sportivo: «E questo ci dispiace molto – dice Silva Polo, responsabile delle piscine comunali – anche perché, se la signora mi avesse chiamato, le avrei spiegato che non c’è nessun problema. Solo una situazione nuova che ha creato un po’ di scompiglio, le novità sono prese come una stranezza». Nessuna discriminazione, quindi, e nessuna limitazione, solo «la preoccupazione delle mamme per i loro bambini. Tra l’altro – sottolinea la dirigente comunale – la vicenda risale almeno a un paio di mesi fa e non capisco perché il caso sia scoppiato proprio ora».
    La spiegazione non è difficile, basta pensare a quanto accaduto qualche giorno fa a Emerainville, nella banlieue della democraticissima Parigi, dove un bagnino ha vietato a Carole, trentacinquenne convertita all’Islam, e dunque in burkini, di immergersi in acqua. Il caso veronese creerebbe un «illustre» precedente. Ma, se in città ferve la «discussione tecnica» su quanti batteri siano imputabili al burkini e quanti alle braghette da bagno dei ragazzini che si buttano in piscina dopo aver magari giocato a pallone, sulla rete, nei blog e nelle mailing list, il dibattito è serratissimo. Qui i partiti sono tanti (e confusi): c’è chi se la prende con le «mamme» della piscina veronese, accusate di essere razziste e xenofobe perché, invece di spiegare ai figli le differenze fra culture, protestano per il burkini, c’è chi inneggia alla libertà assoluta, topless o burkini che differenza fa, basta che le regole igieniche siano salve, chi vuole usare l’«occhio per occhio, dente per dente», se le donne occidentali non possono fare il bagno in bikini a Dubai, neanche le musulmane possono farlo qui in burkini, chi si indigna, le femministe che se la prendono con la «falsa tolleranza» di chi ammette veli e burkini, simbolo della sottomissione delle donne ai maschi della famiglia, chi è furibondo, i libertari, che denunciano i pericoli della longa manus delle religioni sulla vita della gente, e i leghisti, che temono «l’islamizzazione» in un futuro molto prossimo.
    Forse il pragmatico equilibrio anglosassone potrebbe rivelarsi il male minore. Al centro sportivo di Croydon ci sono speciali sessioni natatorie per musulmani. In giorni e ore stabilite uomini e donne nuotano separati, i maschi in costume al ginocchio, le donne con il burkini. Obbligatorio per tutte, anche per le inglesi. Il che ovviamente ha scatenato, anche là, una ridda di polemiche sull’integrazione e sulla presunta «islamizzazione» della società inglese.


I COMMENTI:
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  • Esiste un comune deleghistizzato. si chiama Acquaformosa. Insieme ad altri comuni calabresi,Riace, Stigliano e Caulonia, che stanno sperimentando progetti solidali con i migranti, è un posto da cui potrebbe ripartire una cultura della tolleranza, della dignità.

    http://www.facebook.com/group.php?gid=82519711742 24-08-2009 18:52 - Antonella
  • Il signor Truman ha qualche mania di persecuzione. Io non solo non ho un blog, sono una normale cittadina, ho vissuto in quartieri difficili. A volte con disagio. Non ho mai pensato di accusare chi stava peggio di me di "portare delinquenza", di "rubare il lavoro agli italiani" e tutte le cazzate che sanno partorire i cervelli stupidi.
    Ci mancherebbe pure che non si possa chiamare per nome chi ha un orientamento politico nazifascista. Se finalmente fosse dato per assodato che i fascisti, i nazisti della Lega sono oltre che pericolosi anche imbecilli, in questo paese alla deriva cominceremmo quantomeno a chiarire che l'inciviltà di uno come Borghezio e dei suoi accoliti è indegna. Chiamare cretino un adepto della setta del Po, che si fa rappresentare da gente come la famiglia Bossi, è un complimento. Perchè dovrebbero essere chiamati mafiosi. Il potere della Lega sta al Nord come il potere delle cosche mafiose sta al Sud.
    Siete violenti come lo sono i mafiosi. Avete un potere radicato nel territorio, con tanto di famiglie a comandare, esattamente come la mafia al Sud. Arraffate le risorse pubbliche, per farvi finanziare qualunque iniziativa intrisa della vostra becera sottocultura, esattamente come fa la mafia.
    Radio Padania, con i deliri di chi sostiene il il terremoto in Abruzzo sia il segno dell'Armageddon e dell'islamizzazione dell'Italia, la finanziamo anche noi.

    L'unica vera differenza con i mafiosi è che gente come Provenzano, pur intrattemendo rapporti con i politici che vi rappresentano, non ha mai fatto il salto. Voi ed i vostri partiti il salto l'avete fatto: il vostro essere mafiosi è legale.

    Il sindaco Tosi, ribadisco, è un neonazista perchè ad esempio,riconosce l'esigenza di una casa a chi, nella sua ideologia demente, è di "razza" padana. E nega lo stesso diritto a chi ha la pelle, lingua, cultura differente.
    È un neonazista perchè nega persino la possibilità di sedere su una panchina a chi non parla il suo dialetto.
    E in generale è un neonazista perchè porta con sè tutta la retorica razzista di cui erano portatori i fascisti italiani ed i nazisti tedeschi. 24-08-2009 18:34 - Antonella
  • Venite, venite giovani dalle Radici del Mondo / I vostri coetanei europei hanno lasciato / per voi / stupefacenti lavori, anche se umili e pesanti / irrinunciabili cottimi / seppure pericolosi e malsani. Venite a riempire i casolari abbandonati”. Hamid Barole Abdu, poeta eritreo 23-08-2009 17:00 - Antonella
  • In effetti Tosi e' un sindaco nazista come ha scritto la sagace Antonella:e' nazista perche' ha requisito un palazzo occupato abusivamente da clandestini per darlo a dei pensionati italiani che prendono la minima,e' nazista perche' ha reso sicure le nostre strade anche la notte,e' nazista perche' ha preteso che degli spacciatori senegalesi che stazionavano ogni giorno davanti ad un liceo fossero arrestati poverini,e' nazista perche' ha fatto allontanare i campi abusivi di zingari dai quali ogni giorno partivano decine di borseggiatori che giravano sugli autobus cittadini,e' nazista perche' ha fatto requisire la merce dei venditori abusivi che si mettevano ogni giorno di fronte ai negozi cittadini,e' nazista perche' ha ripulito la statale 11 da magnaccia e prostitute,e' nazista insomma perche' difende i cittadini veronesi dagli indegni soprusi cui siamo stati sottoposti in questi anni in nome di un falso buonismo che ti costringe ad essere solidale con chi viene in casa tua e ruba,percuote,ammazza,stupra,razzia ma va difeso comunque in nome della multietnicita'.
    Tosi uber alles 22-08-2009 14:19 - Nibelunga
  • Per il tal Tignanello: mi riferisco a lei visto che non ha coraggio di scrivere il nome di chi, come il sottoscritto, ha fatto una (amara) battuta su chi ha usato dei bambini per manifestare i loro pregiudizi nei confronti di una donna islamica che voleva fare semplicemente il bagno con il suo costume. Già sollevare il caso e parlarne, per una cosa di questo genere, è un po' da cretini. Compreso me, naturalmente. E' chiaro che il costume è solo il pretesto per l' ennesima polemica nei confronti dell' islam. Ma, inventare la storia dei bambini impauriti, è qualcosa di grottesco, se non ridicolo. Non ci crede nessuno. Un po' come quando, da piccoli, ci dicevano di aver paura dell' uomo nero. Quindi, in realtà, le vere cretine sono le mamme che hanno sollevato il caso, sia chiaro. Ma cosa c' entra aver offeso tutta la popolazione veronese ?? Cosa c' entra l' ideologia marxista in tutto questo ?? Lei evidentemente straparla senza pensare bene a ciò che dice. O per caso è vietato criticare un certo modello sociale ben rappresentato da squallidi (ops, sono vetero-comunista se lo dico?) personaggi come il vostro sindaco già condannato per razzismo ?? Per caso è vietato dire che, negli ultimi decenni, i peggiori crimini commessi nel Veronese e nel suo hinterland sono stati commessi da autoctoni e non da immigrati come qualche commento tendenzioso vorrebbe far credere ? Tutto questo ha il sapore di vetusta ideologia marxista ? Personalmente non mi rassegno ad un pensiero sempre più unico che evidentemente, purtroppo, fa presa anche su chi si definisce di sinistra. Desolante. Quanto alla vergogna, trattasi di un sentimento nobile. Per provarla bisogna avere un po' di dignità: cosa da escludere per chi ha sfilato a braccetto con personaggi che rappresentano la peggior feccia nazi-xenofoba del veronese. Sia più sereno signor Tignanello e legga più attentamente la prossima volta... 22-08-2009 11:27 - rudi
  • La signora Antonella RANDAZZO ha
    gia' un suo blog dove tedia quotidianamente i lettori farfugliando frasi sconnesse,perche' deve venire su un giornale serio come questo e mitragliare con insulti beceri chiunque partecipi al dibattito e abbia un'opinione differente dalla sua? 22-08-2009 02:58 - Truman
  • Caro Danilo, magari fosse come dici tu, però i quattro attentatori di Londra nel 2005 avevano tutti la cittadinanza britannica ed erano di 2° generazione. Londra rappresenta la sede in Europa dove l’humus per l’Islam radicale è più fertile e ciò a causa del naturale fallimento del modello d’integrazione multiculturalista adottato storicamente dalla Gran Bretagna. Molti musulmani, se non la maggioranza, si identificano più nel loro credo religioso che nella patria in cui sono nati. Insomma non è una novità che la rottura di scatole, e tralascio il peggio, sono sempre loro a crearla, specialmente in Europa. Fanno notare con una certa presunzione che i musulmani nel mondo sono 1 miliardo e 200 milioni, pare sia ininfluente che su 6 miliardi di persone, ce ne siano 4 miliardi e 800 milioni che NON sono musulmani e di quelli che sono tali non importa un accidente. Quello che mi irrita è che affermano che il corano sia un libro immodificabile, però ognuno lo interpreta come gli pare, specialmente per quanto riguarda la violenza ed il maschilismo. Se una donna indossa il velo, burqa o burkini, e dice "perchè così vuole la mia religione", anzichè chiedere l'etichetta del tessuto, bisogna chiedere dove sta scritto. L'articolo che avevo postato è di G. Sgrena, e come puoi vedere nel corano non c'è l'obbligo neppure di indossare il velo. Ora, un conto è rispettare le persone che professano la religione islamica (volontà di Allah) un altro, è rispettare la "religione" dei maschi musulmani. 22-08-2009 02:03 - Silvia
  • A proposito di Verona e veronesi:

    Verona: educazione alla sessualità (cattolica)

    Al Dirigente Scolastico dell liceo Girolamo Fracastoro
    Marcello Schiavo
    Verona
    Egregio Professore,
    nel sito dell’istituto da Lei diretto siamo venuti a conoscenza del vario e vasto programma realizzato a favore degli studenti durante lo scorso anno scolastico. Non possiamo non congratularci con Lei e con i Suoi collaboratori. Siamo rimasti, però, colpiti dal fatto che l’educazione alla sessualità sia stata realizzata in collaborazione con l’Iner di Verona. Tra gli scopi dell’Iner troviamo l’educazione alla regolazione naturale della fertilità; la divulgazione dei metodi di regolazione naturale della fertilità e l’educazione al valore della sessualità nella visione antropologica cristiana e quello di operare conformemente ai principi dell’etica cristiana. L’Iner è un istituto ideologicamente schierato, che non accetta i metodi chimici e meccanici (cioè quelli generalmente usati) per prevenire gravidanze indesiderate. Riteniamo che agli studenti debbano essere presentati tutti i metodi anticoncezionali, senza scelte ideologiche ed etiche di parte a favore degli uni piuttosto che degli altri, lasciando che siano gli eventuali interessati a fare le scelte ritenute più opportune. Del resto, se non siamo stati informati male, in precedenti anni scolastici il Suo istituto si era avvalso della collaborazione di un consultorio familiare pubblico, che dà maggiori garanzie di imparzialità e appare più idoneo a parlare sia agli studenti che si avvalgono sia a quelli che non si avvalgono dell’Irc.
    Nell’augurarci che queste nostre considerazioni siano tenute presenti nella programmazione del nuovo anno scolastico, Le porgiamo distinti saluti.
    Verona, 20 agosto 2009

    Silvio Manzati (coordinatore del circolo UAAR di Verona, verona@uaar.it)

    E poi vi permettete di considerare retrogradi i mussulmani! 21-08-2009 20:54 - Antonella
  • @Mario
    Oriana Fallaci a parte, che ha sempre avuto il dente avvelenato nei confronti dei popoli arabi (basta leggere l'intervista ad Arafat in "Intervista con la Storia"), condivido pienamente le tue perplessità. E sono perfettamente d'accordo sul fatto che l'accettazione della diversità non deve passare, sempre e comunque, attraverso l'accettazione di usi e costumi che, in alcuni casi, sono solo un'invenzione di integralisti, e che non hanno a che fare con la cultura di appartenenza. Altrimenti dovremmo accettare certe pratiche aberranti, come la pena di morte in vigore anche in paesi che non si possono dire islamici: dovremmo pensare ad una legislazione separata,ad esempio, per quegli statunitensi che provengono da stati reazionari in cui uccidere per legge una persona è considerato normale.

    Il problema, in questo caso, è che vietando alle donne mussulmane di fare il bagno vestite, semplicemente le si costringe a non farlo affatto. Perché se è vero che puoi fare pressione su una comunità perché accetti, formalmente, pari diritti sessuali, non puoi intervenire se un padre, un fratello o un marito decidono, all'interno della propria famiglia, che se la donna non può indossare il burkini semplicemente non va a fare il bagno. O ancora peggio, se le donne di quelle comunità si sentono nude a non indossarlo, per cui produci una situazione in cui degli individui, in questo caso donne, semplicemente rinunciano a frequentare i luoghi pubblici, quelli in cui incontrare "altri", con altri costumi ed altra mentalità. E la rinuncia porta con sé l'assoluta impossibilità di emancipazione.

    Tanto per chiarire: se la polemica si inasprisce tanto quando si tratta di questi argomenti, è anche perché gli stessi i cui bambini si spaventerebbero (mi associo al dubbio di chi si chiedeva se è vero che i bambini italiani siano così stupidi) al vedere un burkini, oppure che adducono scuse di tipo "igienico" per imporre un ennesimo rifiuto, non di quell'unica manifestazione della cultura mussulmana, ma delle persone portatrici di qualunque diversità, fosse anche di tipo culinario. Se si diventa così aspri è perché questi xenofobi, che votano per gente come Borghezio, sono assolutamente conniventi quando certe pratiche umilianti, e l'esempio del doversi coprire il capo in presenza del Papa è indicativo, sono diretta emanazione della loro religione,
    Questi tanto risentiti cittadini, sono gli stessi che, grazie al loro voto, ci hanno imposto di pagare i professori di religione, seppure per i nostri figli vorremmo materie di insegnamento che gli offrissero la possibilità di una maggiore capacità critica, e non l'insegnamento di una religione che, NEL XXI SECOLO, non riesce a riabilitare una figura come quella di Giordano Bruno. Che quando riabilità Galileo Galilei lo fa farfugliando. Che afferma senza troppa opposizione,contraddicendo qualunque evidenza scientifica, che il profilattico non serve a proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale.
    Questi scandalizzati neo-nazi-padano-celtici, attraverso leggi dello stato (siamo secondi solo all'Iran), ci impongono una società in cui è diventato impossibile farsi prescrivere persino la pillola del giorno dopo. Impongono agli altri uno stile di vita casto e morigerato (quanta somiglianza con il Mullah Omar!!!), e si fanno rappresentare da politici allegrotti, che con i nostri soldi organizzano "cene simpatiche". I loro rappresentanti sbraitando "Roma ladrona", o "spariamo sui barconi prima che tocchino suolo italiano", li conquistano con pensierini elementari. E nel frattempo, con la mano, di nascosto, da veri ladri, ci derubano. I RAPPRESENTATI, non troppo di nascosto, approfittano della condizione giuridica in cui sono stati messi gli stranieri. E fittano case cadenti, sottoscala impraticabili a prezzi da usurai. Fanno lavorare i "disonesti e barbari" che vengono dal mare a due centesimi, ad orari di lavoro impossibili. Ricattandoli. Anche schiavizzandoli (ve la ricordate la storia della candida vecchietta padana che teneva sotto chiave una ragazza straniera?).
    Insomma, non si risentano questi nazi-imbecilli se gli altri, seppure in minoranza (ho già scritto altrove che l'essere minoranza non ci espone all'essere cretini), li considerano ad uno stadio evolutivo ancora troppo basso perché si possano dire civili.

    P.s. E ci credo che a Brescia concedono lo spazio del museo di Storia Naturale ai creazionisti e non a conferenze su Darwin. Le teorie di Darwin sono la prova di quanto siano ottusi i leghisti. I loro sindaci, i loro rappresentanti tutti. 21-08-2009 19:44 - Antonella
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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