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Paola Bonatelli
Burkini in piscina, i bagnanti protestano
Si chiama burkini, l’ha lanciato una stilista di Sydney dal nome arabo e cognome italiano, Aheda Zanetti, e sta diventando il casus belli di Ferragosto, più del divieto dei matrimoni con clandestini e delle inenarrabili condizioni dei detenuti nei Cie o nelle patrie galere. Ovvio, dato che si tratta di un oggetto balneare, un costume per donne musulmane che copre tutto il corpo, esclusi viso, mani e piedi, e che rischia, però, di non essere «balneabile». A Verona, la città che ha eletto con il 61% di preferenze un sindaco incriminato e poi definitivamente condannato per propaganda razzista, il direttore del centro natatorio comunale «Santini» ha chiesto a una donna in burkini di comunicargli la composizione del tessuto del suo costume, che potrebbe non essere «regolare».
Secondo le dichiarazioni dello stesso direttore, sarebbero state le lamentele di alcune madri, i cui bambini si sarebbero spaventati alla vista di una bagnante così coperta, a convincerlo ad intervenire. La signora in burkini aveva già fatto il bagno in quella piscina, dove accompagnava i suoi tre figli, almeno altre due volte prima della fatidica domanda. Della donna e dei suoi tre bambini si sa soltanto che non sono più tornati al centro sportivo: «E questo ci dispiace molto – dice Silva Polo, responsabile delle piscine comunali – anche perché, se la signora mi avesse chiamato, le avrei spiegato che non c’è nessun problema. Solo una situazione nuova che ha creato un po’ di scompiglio, le novità sono prese come una stranezza». Nessuna discriminazione, quindi, e nessuna limitazione, solo «la preoccupazione delle mamme per i loro bambini. Tra l’altro – sottolinea la dirigente comunale – la vicenda risale almeno a un paio di mesi fa e non capisco perché il caso sia scoppiato proprio ora».
La spiegazione non è difficile, basta pensare a quanto accaduto qualche giorno fa a Emerainville, nella banlieue della democraticissima Parigi, dove un bagnino ha vietato a Carole, trentacinquenne convertita all’Islam, e dunque in burkini, di immergersi in acqua. Il caso veronese creerebbe un «illustre» precedente. Ma, se in città ferve la «discussione tecnica» su quanti batteri siano imputabili al burkini e quanti alle braghette da bagno dei ragazzini che si buttano in piscina dopo aver magari giocato a pallone, sulla rete, nei blog e nelle mailing list, il dibattito è serratissimo. Qui i partiti sono tanti (e confusi): c’è chi se la prende con le «mamme» della piscina veronese, accusate di essere razziste e xenofobe perché, invece di spiegare ai figli le differenze fra culture, protestano per il burkini, c’è chi inneggia alla libertà assoluta, topless o burkini che differenza fa, basta che le regole igieniche siano salve, chi vuole usare l’«occhio per occhio, dente per dente», se le donne occidentali non possono fare il bagno in bikini a Dubai, neanche le musulmane possono farlo qui in burkini, chi si indigna, le femministe che se la prendono con la «falsa tolleranza» di chi ammette veli e burkini, simbolo della sottomissione delle donne ai maschi della famiglia, chi è furibondo, i libertari, che denunciano i pericoli della longa manus delle religioni sulla vita della gente, e i leghisti, che temono «l’islamizzazione» in un futuro molto prossimo.
Forse il pragmatico equilibrio anglosassone potrebbe rivelarsi il male minore. Al centro sportivo di Croydon ci sono speciali sessioni natatorie per musulmani. In giorni e ore stabilite uomini e donne nuotano separati, i maschi in costume al ginocchio, le donne con il burkini. Obbligatorio per tutte, anche per le inglesi. Il che ovviamente ha scatenato, anche là, una ridda di polemiche sull’integrazione e sulla presunta «islamizzazione» della società inglese.
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persona che ha offeso tutta la
popolazione veronese con la vecchia e squallida battuta che la
madre dei cretini e' sempre incinta:io non ho votato tosi ma
non posso dare dell'imbecille a
chi lo ha votato.Ormai sempre in
una certa sinistra marxista viene a galla un'intolleranza eversiva verso chiunque si discosti dalla dottrina ufficiale:meno male che non tutti a sinistra sono cosi,perche' il popolo italiano ha gia' espresso il suo parere
sulle vetuste ideologie marxiste cancellando senza pieta' i simboli con falce e martello dal parlamento italiano e da quello europeo.
Dasvidania tovarisc 21-08-2009 03:35 - tignanello
Sei davvero tanto superficiale da giudicare una persona per un nick?
Se uno avesse il nick jack the
ripper sarebbe automaticamente uno
squartatore secondo te?Suvvia cerchiamo di usare argomenti un attimino piu' validi,come quella
Giulia che,dall'alto della sua tollerenza tipica di una certa sinistra italiana,da'dell'imbecille a chi
non la pensa come lei e si permette di votare Tosi senza il suo permesso.La prossima volta che ci saranno elezioni amministrative a verona faremo
delle primarie per chiedere a
Giulia prima se possiamo votare
per tosi o meno senza essere definiti imbecilli da lei.
Dare dell'imbecille a chi non vota come noi e' la peggior forma di razzismo,il piu' abbietto,il piu' schifoso.
Continuo a pensare che Tosi sia un ottimo sindaco e che verra'
riconfermato perche' il popolo
veronese lo adora ed e' l'unico
giudizio che conta.Vox populi,vox dei. 21-08-2009 03:22 - Nibelunga
il 90 per cento degli elettori,unici giudici attendibili,ne sono contenti.Magari sono tutti imbecilli,come crede lei,ma il suffragio universale consiste proprio in questo,cioe' che il voto di ciascuno,anche del piu' imbecille,vale quanto il suo che e' un osservatore arguto e intelligente.Altrimenti lei cosa proporrebbe,una commissione per togliere il voto agli imbecilli?Sicuro di passarne anche lei indenne? 21-08-2009 02:10 - Elisa
Ecco cosa si rischia, dappertutto, ad essere morbidi con i precetti religiosi:
http://www.uaar.it/news/2009/08/20/brescia-comune-nega-museo-storia-naturale-uaar-concede-creazionisti/#comment-294390
A Brescia il Museo di Storia Naturale è stato concesso ai creazionisti;negato all'UAAR per una conferenza sul darwinismo. 20-08-2009 23:22 - Antonella
Che poi addirittura gli inglesi abbiamo incorporato la sharia nella loro legislazione, mi sembra una bufala talmente grossa che persino Emilio Fede ne sorriderebbe.
Ho letto anche io l'intervento di Giuliana Sgrena sul suo blog, e sono d'accordo. Ma per favore non lo si metta sullo stesso piano di xenofobia, più o meno strisciante, di certi interventi in questo forum.
@Cristina
Non credo si tratti di intolleranza pretendere di entrare in piscine pubbliche, in qualunque orario ed in qualunque giorno, nella maniera in cui usualmente ci si veste per andare a nuotare. Perché qui, a parte le scuse stupide addotte in Italia per negare l'accesso a donne con il cosiddetto burkini, il problema, in Inghilterra, mi pare la condiscendenza eccessiva verso esponenti di una comunità che pretenderebbe di imporre costumi "casti"anche a chi non condivide i divieti di una cultura.
Il problema è che le donne che dicono "non ci sto" sono sballottate tra maschi di cultura "occidentale" deficienti che ti dicono di tornare in cucina; e maschi di cultura "non-occidentale" che ti impongono indumenti. E a mio parere sono atteggiamenti speculari che esprimono tutta la carica oppressiva di un certo rapporto uomo-donna.
Il problema sta nella impossibilità di sottrarsi, quando si fanno scelte diverse da quei divieti/pressioni che ti tocca subire, seppure ti stiano stretti.
Sembra che sull'asse ideale che misura il grado di adesione a due modelli apparentemente opposti ma speculari, è sempre bene precisarlo, quella del mussulmano che esige una sorta di cancellazione del corpo delle donne, e quella dell'italiano che si identifica con la politica celodurista e del "corpo di scambio", non ci sia posto per chi rifiuta di adeguarsi. Se non vuoi mettere il burkini sei intollerante, se non vuoi appiattirti sulle posizioni pseudo-emancipatorie dell'immaginario maschile in voga nei palazzi del potere, in Italia, sei una che merita di indossare il burka.
Certo, a Verona la questione probabilmente si sta ponendo in termini di divieto. E, complice ahimé la popolazione, diventerà un altro modo per ghettizzare gli stranieri. Tanto qualunque cosa faccia uno che ha la pelle un po più scura nel caso dei mussulmani (tranne se si chiama Gheddafi ed ha un sacco di quattrini...in quel caso anche le leghiste fanno la processione, come è successo) che è troppo biondo, nel caso dei cittadini dell'Est Europa; che parla in italiano e non nei loro dialetti, nel caso di un meridionale...qualunque cosza faccia è sbagliata. La xenofobia non ha niente di razionale o intelligente. La descrizione del leghista, e del razzista touto-court, la si può trovare, trasponendola nella nostra provincialissima Italia, in "l'Antisemitismo" di Sartre. È di un'atttualità impressionante perché i meccanismi psicologici sono uguali. E prutroppo anche le forme di discriminazione. Basti pensare che Borghezio, Oltralpe, ha dichiarato senza problemi di essere portatore di un'ideologia nazifascista.
E se non hanno costruito campi di sterminio, probabilmente, lo dobbiamo al fatto di essere in Europa.
Infine una segnalazione che da la misura della gente che ci governa oggi (e che rappresenta bene il suo elettorato):
http://danielesensi.blogspot.com/2009/08/mario-borghezio-i-governi-occidentali.html
Borghezio che, a Radio Padania, parla di "padanismo" e vita extra-terrestre. In altri tempi, quelli in cui noi di cultura, comunista marxista, socialista non eravamo stati spazzati via dal Parlamento italiano e da quello europeo, uno così l'avrebbero fatto curare. Oggi che noi non abbiamo rappresentanza parlamentare questi figuri siedono al Parlamento europeo e si beccano i soldi dei contribuenti. 20-08-2009 22:04 - Antonella
"Il burkini? puro esibizionismo! In questi giorni sui giornai imperversa la foto di donne in burkini. Permettere che entrino in piscina oppure no? Mi sembra che il problema se lo dovrebbero porre loro (le donne in questione) che piacere può provare una donna così vestita dentro una piscina? Non può certo esercitarsi nel nuoto (ci sono altre tute molto caste e più appropriate) e se vuole refrigerarsi meglio nuda sotto la propria doccia, o no? Comunque il burkin non ha nulla a che vedere con il corano che non prescrive esplicitamente nemmeno l’obbligo del velo. Forse tanto esibizionismo è più contrario all’islam di un normale costume da bagno, che molte donne musulmane vestono senza problemi. Dare credibilità (e lo fanno anche femministe di casa nostra) a simili esibizioni di “libertà” non serve alla causa delle donne anche musulmane." Indovinate chi l'ha scritto? 20-08-2009 21:24 - Silvia
La nuova regola di abbigliamento è stata introdotta in una piscina di Croydon dall'amministrazione locale per gli orari riservati ai musulmani, quando le donne nuotano separate dagli uomini. E' limitata al sabato e alla domenica e stabilisce che, durante le ore speciali per musulmani, i costumi degli uomini devono coprire il corpo dall'ombelico fino al ginocchio mentre quelli delle donne dal collo alle caviglie. Un regolamento esteso anche a TUTTI gli altri nuotatori almeno per gli orari riservati ai musulmani. Vuol dire che se sono donna e voglio andare a nuotare il sabato o la domenica, nello spazio dedicato ai musulmani, devo indossarlo anch'io! Ovviamente la decisione ha, però, provocato le proteste di alcuni cittadini che hanno giudicato la nuova regola «assurda». Anche altre piscine hanno seguito l'esempio di Croydon e alcuni cittadini hanno raccontato di essere stati allontanati da un centro sportivo di Hackney durante le sessioni di nuoto per musulmani. E' chiaro adesso? Vivere insieme - persone di diversa provenienza e cultura - sarà meraviglioso come dici tu, se è una libera scelta, non se ci si deve sottomettere ad imposizioni ed usanze altrui! Ti piace la multiculturalità? Niente da eccepire, basta tu non abbia la presunzione di imporla anche agli altri! 20-08-2009 20:02 - Silvia