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FUORIPAGINA
24/08/2009
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    La Fiat tira ma chiude a Imola sciopero della fame

    Mentre - ieri mattina - il megapresidente Luca Cordero di Montezemolo assicurava ai giornali che «la proposta Fiat per Opel è ancora sul tavolo e sempre valida», un suo dipendente iniziava lo sciopero della fame contro la chiusura di uno stabilimento della galassia torinese. Guido, 51 anni, da nove operaio alla Case New Holland di Imola, non iscritto ad alcun sindacato, ha preso la propria decisione assicurando tutti i colleghi che da quel momento non avrebbe più lasciato il presidio davanti alla fabbrica.
    C'è qualcosa di davvero stonato in questa Fiat a due velocità: da un lato il raider industriale in grado di proporsi come acquirente di marchi Usa mitici (Chrysler, ovvero anche Jeep e Dodge), di concorrenti europei (i tedeschi della Opel), di carrozzerie storiche (Bertone), e dall'altro il tagliatore rapido di interi stabilimenti quando la crisi si dimostra non momentanea. A Imola venivano costruite, tra l'altro, le ruspe Terna - un modello a tre funzioni, con pala meccanica sia davanti che dietro. Un modello che continuerà ad essere costruito - a parte un piccolo restyling - perché ha un mercato. Ma lo si farà a Lecce.
    Nessun seguito concreto ha avuto, su questo fronte, il tavolo convocato a palazzo Chigi prima dell'estate per tutto il gruppo Fiat. Il «caso Cnh» era poi stato oggetto di un tavolo separato al ministero dello sviluppo economico. Lì la Fiat si era presentata con in mano l'avvio delle procedure per la cassa integrazione speciale per «cessazione di attività», indisponibile a discutere alcunché. Da parte del governo non si era presentato nessuno: solo qualche «tecnico» ministeriale, ovviamente non abilitato a prendere decisioni che sono eminentemente politiche.
    Il presidio, nel frattempo, continua. Era corsa voce che l'azienda stesse per smantellare gli impianti e spostare altrove i macchinari. Per ora, però, il presidio lo impedirebbe. Il prodotto finito veniva invece stoccato altrove, a parte una trentina di mezzi pronti per la vendita.
    L'inizio dello sciopero della fame alza naturalmente il tono della protesta. Qui -- diversamente dalla Innse -- non c'è una società fallita da tempo, ma un'azienda «che tira» nel suo complesso, anche se in difficoltà nel settore «macchine per movimento terra». Non si tratta perciò di «trovare un nuovo padrone», ma di mantenere questo personale nel perimetro aziendale esistente. Lo spiega con chiarezza Gianni Rinaldini, secondo cui «la Fiat dimostra un'arroganza senza precedenti: noi chiediamo che alla Cnh si attivi la cassa integrazione straordinaria per crisi di mercato, e che non venga concessa quella per cessazione di attività. Tutto questo nella logica della nostra richiesta più generale di blocco dei licenziamenti. E' importante anche che la famiglia Agnelli esca allo scoperto, sul tema dei capitali da investire e sul futuro degli stabilimenti italiani». Di certo, ne parleremo ancora.


I COMMENTI:
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  • Reddito di esistenza per tutti 26-08-2009 14:29 - Claudio
  • A imola sciopero della fame alla CNH,ora c'è bisogna di politici con le palle,devono far sentire in parlamento cosa sta succedendo, molto importante che la RAI racconti cosa sta succedento, deve venire sul posto . 26-08-2009 09:20 - carmine
  • Ci vogliono i cerini per accendere un incendio.
    In Grecia alcuni uomini sono stati in grado di incendiarla tutta.
    Sono bastati due o tre cerini.
    Fino a quando ragioneremo da perdenti, questi cerini saranno sempre gli altri ad accenderli.
    Sono vecchio ma non sono stupido.
    Potevamo vincere cento volte se non ci fossero stati i pompieri della "sinistra" che ci hanno sempre detto di no!
    Da quando hanno sparato a Togliatti.
    A Brescia,a Bologna,a Piazza Statuto,a Regio Emilia e in tante altre occasioni. 25-08-2009 20:39 - mariani maurizio
  • E non è un po' troppo aspettare 150 anni? Ste profezie di Marx quando si avverano??? 25-08-2009 20:30 - Giulio Cliviotti
  • Già Marx più 150 anni fa diceva della classe:
    La classe operaia è una prostituta che si vende a ore.
    Ma è la classe che quando prenderà coscienza di se non solo si libererà,ma liberera tutte le altre classi dallo sfruttamento dell'uomo su l'uomo.
    Vedete che non dite nulla di nuovo.
    Qul'è il nostro ruolo? 25-08-2009 19:04 - mariani maurizio
  • Non è la magioranza che fa un'idea.
    Se si è per la gente che lavora,anche se vole andare al grande fratello,non è detto che non è più classe.
    La classe degli oppressi esiste e è la magioranza dell'umanità
    Se non lo sanno ,è compito delle sue avanguardie a far vivo il dibattito e informare la classe.
    La classe è sempre stata in se e non per se.
    Compito dei comunisti è quello di fare chiarezza. 25-08-2009 18:56 - mariani maurizio
  • Esistono gli operai, senza dubbio... la "classe" come monolite di interessi è un'illusione vetero, degli anni Settanta del Novecento. Oggi molti operai tirano la coca e giocano al Superenalotto perché sognano di diventare piccoli Berlusconi... o votano Lega, o vogliono partecipare al Grande Fratello... è la realtà e con questa ci si deve confrontare, invece di rinverdire miti sessantottini 25-08-2009 17:52 - Giulio Cliviotti
  • Se la sinistra non parla più di classe operaia,addio sinistra.
    Perche gli dobbiamo votare,se è come la destra? 25-08-2009 16:31 - mariani maurizio
  • Il sindacato è impegnato a difendere i privilegi degli statali, la sinistra a guardare dal buco della serratura gli altri che trombano: i lavoratori, dal canto loro, scoppiano. 25-08-2009 16:16 - marino
  • Che è la classe? Cerchiamo di parlare più moderno! Se la sinistra continua a usare sti linguaggi, Lega e Berlusconi vinceranno sempre! 25-08-2009 15:47 - Giulio Cliviotti
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