venerdì 12 marzo 2010
FUORIPAGINA
25/08/2009
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Geraldina Colotti
Oneglia scende in spiaggia
Sabato 29 agosto, dalle 9 alle 20, a Oneglia (all’ultima scaletta prima della Galeazza), la sinistra imperiese, unita, scende in... spiaggia contro la speculazione edilizia. Una giornata ludico-politica ironicamente intitolata Abusivissima 2009 e messa in scena da un cartello di «liberi imperiesi», mediamente under 30: dai giovani comunisti di Rifondazione a quelli di Sinistra e libertà, dai Giovani del Pd a quelli dei circoli Arci, delle associazioni territoriali o del commercio equosolidale e del centro sociale La Talpa e l’orologio. Un’iniziativa unitaria e «autoconvocata» per denunciare i poteri forti che sostengono il partito del cemento calpestando diritti e scavalcando procedure.
«Durante la campagna elettorale – spiega Francesco Scopelliti, 26 anni, studente-lavoratore e candidato del centro sociale nelle liste di Sinistra per Imperia – nonostante la frammentazione della sinistra, noi giovani ci siamo ritrovati su alcuni temi di interesse generale, e abbiamo deciso di mantenere uno spazio pubblico condiviso contro questa destra affarista e clientelare. Il centro sociale ha fornito spazi e suggerito iniziative, messo a disposizione energie e forze umane. E se avessimo preso 17 voti in più (Scopelliti è arrivato secondo dietro Carla Nattero, ndr), avremmo avuto una sponda istituzionale diretta contro le logiche securitarie e privatistiche che incitano alla lotta dei penultimi contro gli ultimi, cancellano diritti e spazi pubblici. Con Abusivissima, diciamo: che il porto turistico non porta lavoro, mentre il commerciale sì, e però viene soffocato dagli interessi di politici e imprenditori».
Il manifesto di Abusivissima recita, sarcastico: «Basta ciottoli nudi e acqua limpida, portiamo il cemento anche alla Galeazza». Una prospettiva inquietante per molti cittadini e vacanzieri che frequentano la Galeazza, un angolo di mare fra scogli e colline, famoso per la roccia a picco a pochi metri dalla spiaggia, da cui si tuffano stuoli di ragazzini. Una minaccia tutt’altro che lontana, considerando il ritmo a cui procede lo scempio delle coste nel Ponente ligure: da Ventimiglia a Imperia, feudi di una destra tronfia e ostentatrice, fino a Portovenere e oltre. Una colata di cemento di proporzioni simili a quella che investì il ponente sanremese nel secondo dopoguerra, denunciata da Italo Calvino ne La speculazione edilizia, a cui si richiamano anche gli ideatori di Abusivissima.
«Lungo il nostro litorale – scrivono - c’erano camminamenti marini che affascinavano i poeti romantici inglesi dell’Ottocento, tutto questo è scomparso. Ora ci restano gli abusi di chi costruisce edilizia residenziale, vende porti futuristici e immensi complessi turistici», senza tener conto «né del cittadino, né del paesaggio, e lasciando l’ennesimo parcheggio di barche a brancolare come una cattedrale nel deserto». Una devastazione «senza contropartita», che non porta lavoro, ma solo business per pochi, scrivono ancora gli organizzatori. Sotto accusa interessi e appetiti che ruotano intorno al nuovo porto turistico, contrastano con lo sviluppo commerciale e peschereccio del porto di Oneglia, e riversano sul territorio 120.000 metri cubi di cemento destinati a pura speculazione edilizia: abitazioni di lusso che sospingerebbero i cittadini meno abbienti verso l’entroterra, lontani dalla ricca zona costiera vicina al mare, espansa su tutto il litorale cittadino.
Gli ideatori di Abusivissima denunciano l’intervento di Caltagirone che «si è espanso nel sistema azionario della Porto di Imperia Spa tramite la società Acquamare e Acqua Marcia e ha pressoché espulso dal porto il settore pubblico». Mauro Servalli, 22 anni, che ha iniziato a far politica in Sinistra democratica, ricorda «il sodalizio tra Bellavista Caltagirone e Beatrice Parodi, presidente di Confindustria Imperia, e vedova del deputato dell’Udc Gianni Cozzi. Un tandem che si è visto all’opera anche a Civitavecchia per l’intervento sul porto storico, e che ha aperto la strada al partito del cemento. Il porto – dice Servalli - trasforma l’immagine della città, che non può essere quella dei potentati economici o del turismo di lusso, una decisione che dev’essere discussa coi cittadini».
Anche Costanza Florimonte, responsabile provinciale degli edili Cgil – denuncia il «sistema di appalti e subappalti» che governa il porto e la logica che presiede alla costruzione delle grandi opere: «Si pensa al lusso – dice – e non alla sicurezza dei lavoratori. Alla Savegroup un operaio ha perso una gamba. Alle imprese che lavorano alla costruzione del porto turistico, tutto è consentito, come per il capannone per la cantieristica che la Porto Imperia spa ha iniziato prima dell’approvazione della variante al progetto, aumentando la cubatura senza autorizzazione. Come mai le è stato permesso? La magistratura ha aperto un’inchiesta, vedremo come andrà a finire. Intanto, i ragazzi fanno bene a protestare».
Per questo, Abusivissima, sabato inviterà i bagnanti a costruire a suon di musica un finto capannone, che alle 15:30 ospiterà il dibattito «Quale futuro per la nostra città». Relatori, il giornalista di Repubblica Marco Preve (autore, insieme a Ferruccio Sansa del volume Il partito del cemento, edito da Chiarelettere) e Nicola Podestà, ex direttore dell’Osservatorio Meteorologico di Imperia. Ma prima, pranzo in spiaggia offerto dagli «operai».
Alle 18, aperitivo di chiusura. Poi, il capannone verrà smontato: «Abbatteremo il mostro – dice Enrica Berio, studentessa ventitreenne – per dimostrare che vogliamo un mare senza cemento e spiagge alla portata di tutti: accessibile a chi non può permettersi lettini e yacht. Come abbiamo scritto nel volantino, rimuoveremo il capannone perché a noi piace ancora osservare, direbbe Fabrizio De André, "il lenzuolo che gonfia sul cavo dell’onda"».Altre notizie su il manifesto del 26 agosto
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voce d’una grandezza libera"...Già grandezza libera...la libertà dev'essere accessibile a tutti...quanti poeti,uomini pensanti hanno dedicato i lori versi al mare?...Chi su di uno scoglio chi passeggiando sulla spiaggia..sono stati letteralmente rapiti dall'immensità del mare...quanti amori.quanti sorrisi...quanta libertà ci regala il mare...non possiamo permettere che dei diavolacci con delle gomme che chiamano cemento, in nome del loro Dio denaro,cancellano l'immensità del mare o la regalano a pochi...le spiagge devono essere libere e tutti devono aver la possibilità dinanzi al mare di dire : "Il mare,
voce d’una grandezza libera"...Anderson Oliveira Santos
Ps. Saluti a Scopa e alla Signora Geraldina 26-08-2009 11:19 - anderson oliveira santos