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FUORIPAGINA
27/08/2009
  •   |   Cinzia Gubbini
    Il caso Melfi arriva al ministero

    Non c'è ancora una data certa , ma la prossima settimana le parti sociali saranno chiamate al ministero dello Sviluppo economico per un confronto sul caso della Lasme 2 di Melfi. Lo rende noto il dicastero di Claudio Scajola. Il licenziamento dei 174 operai della fabbrica di componentistica che produce finestrini e moduli per le portiere per tutte le aziende della Fiat auto, buca il livello nazionale. Succede dopo che sette di loro si sono installati sul tetto della fabbrica. E' successo la sera del 25 agosto, e quando gli operai hanno varcato i cancelli - dopo 25 giorni di presidio - un vigilantes ha anche sparato tre colpi di pistola in aria. Una nuova protesta estrema, a fronte di un nuovo comportamento altrettanto estremo da parte delle aziende. Che di fronte alla crisi sembrano aver perso prima di tutto la decenza. Il caso della Lasme di Melfi è emblematico. I fratelli Pellegri, imprenditori liguri, si sono sostanzialmente dati alla fuga. Gli operai sono andati in ferie a fine luglio senza sospettare nulla. Sono tornati ad agosto e hanno avuto il benservito. I Pellegri vorrebbero trasferire la produzione a Chiavari, nella sede della azienda madre che si chiama Lames. Ma il progetto pare covasse già da parecchio tempo. Forse addirittura da anni: avrebbe preso forma nel 2007, quando la Lames ha firmato un accordo con le istituzioni locali per allargare lo stabilimento di Chiavari e trasferirlo fuori dal centro abitato. Lo scorso maggio, inoltre, la Lasme ha imporovvisamente cambiato ragione sociale: da Spa si è trasformata in Srl. Guarda caso le società a responsabilità limitata in liquidazione rispondono solo per il loro capitale sociale (in questo caso 40 mila euro), mentre le società per azioni rispondono per l'intero capitale. Dietro la decisione degli operai di salire sul tetto e di non scendere "finché non sarà revocata la procedura di mobilità", c'è anche e soprattutto la sensazione di essere stati raggirati, di essere stati trattati senza rispetto: "Quando producevamo e davano alla Sata le medaglie di argento ci dicevano che eravamo come una famiglia. Poi scappano come i conigli", dice un'operaia anche lei - come tutti gli altri insieme alle loro famiglie - in assemblea permanente per sostenere la protesta dei sette sul tetto. Domattina è previsto un incontro in prefettura, a cui parteciperà anche un delegato della Lames. Un ultimo tavolo territoriale prima di darsi appuntamento al ministero.


I COMMENTI:
  • Alberto ha ragione e saremmo con lui se non ci fosse il fatto che senza stipendi si muore.
    Ci hnno tastato e hanno vist che eravamo arrendevoli e accettavamo tutto quello che sarebe avvenuto con rassegnazione.
    La crisi dei padroni era la nostra crisi.
    Ora però che si sta perdendo il posto di lavoro le cose stanno precipitando e non siamo poi cosi arresi....
    Certo che ci vogliono i compagni giustialla guida....
    Ma è proprio un brutto momento per la sinistra italiana. 28-08-2009 12:32 - maurizio mariani
  • Caso Melfi,
    sto, come sempre, dalla parte degli operai. Mi sembra però inutile prendersela con i sindacati costretti da decenni sulla difensiva da un capitalismo vincente e rampante a livello planetario. La politica, cacciata dalla porta da tanti benpensanti rientra dalla finestra. Non è indifferente che ci governi l'uno o l'altro degli schieramenti in campo nel ns paese. Anche dove la sinistra è più presente nel ns territorio dato che non poteva essere in grado di promettere lavoro sicuro e continuativo è stata penalizzata dagli stessi operai che ora vogliono salire sui tetti o disertando le urne oppure votando lega che indirizza il malumore sociale contro operai di provenienza extracomunitaria in una guerra tra poveri che non porta a nulla di buono per nessuno. Gli operai si sveglino un poco per favore!! Non è con lotte tipo "24 ora " che si possono risolvere i loro problemi o almeno no risolvere in via definitiva. Anche all'INSE bisogna aspettare per vedere che ne sarà di coloro che al momento hanno vinto. Il capitale che ha vinto contro il comunismo nella sua forma istituzionalizzata non penso che si lasci battere da poche decine di operai che salgono sui tetti. Sarà un lotta lunga e dura per tutti i lavoratori dei lavori vecchi e nuovi. Coraggio!!
    Beniamino 28-08-2009 10:41 - Rossi Beniamino
  • Non posso che essere d'accordo con quanto già scritto.
    Sono forme di lotta che denunciano disperazione.
    E la disperazione non ci fa essere lucidi.
    Dovremmo spiegare, instacabilmente, quali sono i veri motivi di questo stato di cose.
    Un governo che ha fatto le sue scelte. D'accordo con i padroni e con i poteri forti.
    Dall'altra parte c'è divisione, polemiche, indecisione e mancanza di obiettivi chiari. Forti.
    Occorre non farli restare soli.
    Occorre parlare di loro e con loro.
    Le tegole per il momento lasciamole al loro posto però.
    Non pagano.
    I bastoni anche non servono a molto.
    Occorre riorganizzarsi e mandare a quel paese chi non è più con noi e scegliersi i nostri rappresentanti.
    Gente come noi che pensa come noi. 28-08-2009 08:33 - Alberto
  • daccordissimo con maurizio
    radicalizzare la lotta
    basta tetti o scioperi della fame
    che siano loro a soffrire
    essere "padroni" comporta delle responsabilità
    è ora che lo imparino 28-08-2009 04:31 - gunsofbrixton
  • Ancora sui tetti.
    Gli operai italiani sono saliti sui tetti.
    La stessa pratica dei carcerati.
    Come i carcerati,che non hanno più nessuno e i sindacati li hanno abbandonati,salgono sui tetti e protestano.
    Credo che da quei tetti dovete tirare almeno le tegole.
    Scajola vi vuole sotto a discutere,ma di che cosa....
    Hanno già discusso.
    Sono usciti dalla crisi perche vi hanno sacrificato come zavorra da buttare quando il pallone si abbassa.
    Ma perche non vi imparate a buttare giù loro?
    Su quei tetti ci dovrebbero stare loro con i loro galoppini e voi sotto a tirargli le pietre.
    Loro dovrebbero scappare,quando vi incontrano incazzati e pieni di rabbia.
    Tirate fuori le palle,che è arrivata l'ora di difendere fino alla morte i diritti.
    Senza lavoro si diventa dei miserabili e si perde la dignità di essere uomini.
    Dovete difendere questo diritto, in tutti i modi possibili.
    Non vedo una infamia se vi incazzate e prendete i bastoni.
    Il diritto alla vita,giustifica ogni forma di lotta.
    Basta con la difesa impotente.
    Ci stanno massacrando e si stanno rinforzando con il nostro lavoro.
    Basta!
    Usciamo da questo budello e accerchiamoli.
    Le donne,i figli che studiano,tutti si devono stringere attorno agli operai in lotta. 27-08-2009 20:04 - mariani maurizio
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