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FUORIPAGINA
28/08/2009
  •   |   Stefano Milani
    La Gelmini predica nuove regole per i docenti

    Il nuovo regolamento lo presenta, manco a dirlo, al meeting ciellino in corso a Rimini. Il ministro Maristella Gelmini, dopo i regali ai docenti di religione cattolica, sceglie una platea a lei vicina (anche se il suo intervento si è svolto in una saletta secondaria del meeting) per rivelare i contenuti di un prossimo regolamento sul reclutamento degli insegnanti. Assunzioni solo se strettamente necessarie.  «Si passa dal semplice sapere al sapere insegnare», ha detto. Ma se si va un centimetro oltre lo slogan ad effetto di concreto rimane ben poco. «Iniziamo a progettare un nuovo tassello per il cambiamento del nostro sistema scolastico, un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti», ha spiegato. Ecco, «futuri». Per quelli che per anni si perdono nelle interminabili liste d’attesa alla ricerca della cattedra perduta: ripassare più tardi.
    Il ministro la parola «precari» neanche la pronuncia. Ma pesa molto: 42.500 insegnanti e 15.000 del personale ausiliario. Tanti il prossimo anno rimarranno fuori dagli istituti scolastici dopo la sforbiciata di viale Trastevere. Secondo una prima stima effettuata dalla Flc-Cgil subito dopo i trasferimenti saranno almeno 16.000 i supplenti di scuola media e superiore che non troveranno più la cattedra. A questi bisogna sommare i colleghi della scuola elementare, fatti fuori dai «maestri unici», e almeno 10.000 Ata che dopo anni di supplenza e l’aspettativa di entrare di ruolo si ritrovano in mezzo a una strada.
    Cifre che sembrano non preoccupare il ministro Gelmini, spedita verso la «scuola del futuro» e già orfana di una delle famigerate tre «I» della sua collega Moratti. Non c’è più «Impresa», rimangono «Internet» e «Inglese». Stavolta non per gli studenti ma per gli insegnanti. E a loro sono rivolte le nuove regole messe in campo dal Miur. A parte le competenze linguistico-tecnologiche, per ottenere l’agognata cattedra i prof italiani dovranno sostenere un ulteriore tirocinio, e non più frequentare la Ssis che va definitivamente in pensione. Un anno sabatico tra la laurea e l’incarico di ruolo. Gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni accreditate che ospiteranno i tirocini sulla base di appositi criteri stabiliti dal ministero. Questi Usr avranno anche funzione di controllo e di verifica sui tirocini stessi.
    Bene, ma una volta superate tutte queste «prove» e acquisite tutte queste «competenze» (per insegnare nella scuola dell’infanzia e alla primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, in quella secondaria media e superiore occorrerà avere la laurea magistrale) l’insegnante può insegnare, finalmente? Se c’è posto sì, rispondono dal ministero. Perché «il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno». In questo modo si dichiara «fine all’accesso illimitato alla professione che creava il precariato». E, «con la fine del precariato, sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo». Peccato che l’attuale fabbisogno delle scuole italiane recita un laconico «tutto esaurito».


I COMMENTI:
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  • Ben vengano i cambiamenti delle regole...e speriamo anche di molti professori e docenti sinistroidi! Grazie Ministro. 29-08-2009 20:01 - Mauro Martino
  • Vorrei sapere una cosa precisa: lo studio della lingua latina nelle scuole medie è stato incentivato oppure no? Lo studio della stessa nel liceo Scientifico è obbligatorio oppure no? 29-08-2009 19:05 - Nicolini Romano
  • Ma chi lo ha stabilito che per insegnare Lettere, Storia e Filosofia, Scienze ecc. occorre "necessariamente" conoscere l'inglese e saper navigare su internet? E, poi, in base a quali criteri si sceglierà il personale da immettere in ruolo? Non era meglio ripristinare i concorsi ordinari, che quantomeno garantivano un minimo di serietà nella selezione dei docenti? 29-08-2009 14:41 - pino licandro
  • Praticamente "IMPRATICABILE"! Che fine faranno i precari già abilitati? Le graduatorie ad esaurimento (ormai ex)non erano state introdotte per assorbire i precari che anni fa avevano investito nel futuro di insegnanti e che sono stati chiamati in servizio a piacimento degli uffici scolastici e sempre più raramente? Il consumismo distrugge tutto: voilà i DOCENTI USA E GETTA!
    Secondo il nuovo il nuovo sistema, se si assumeranno docenti solo in base al fabbisogno, chi sostituirà i docenti malati? Si assumeranno forse docenti che rimarranno in panchina finché il collega in cattedra non si ammali?
    Credo che la signora abbia detto solo PAROLE... 29-08-2009 09:40 - Carmen
  • ... grande è la disonesta culturale della gelmini... 29-08-2009 08:10 - enrico
  • Adoro la Gelmini perchè mi fa sentire più giovane. Mi sembra di rivivere la mia infanzia ed adolescenza, quando non esisteva ancora la Scola Media Unica, gli studi superiori erano un previlegio di pochi ed i figli degli operai andavano a lavorare a 14 anni. Chiaramente, sono questi gli obbiettivi finali dell'ineffabile ministra Gelmini. Lei deve avere le stesse idee dei nostagici del fascismo che ai miei tempi dicevano spesso : " Si stava meglio quando si stava peggio " . Si torna indietro. Tutto come una volta. Quaranta anni di lotte scolastiche buttati nel cesso 29-08-2009 06:36 - gianni
  • chiedo scusa ma la gelmini non sa di cosa sta parlando, esegue le direttive di qualche personaggio che ha intenzione di distruggere la scuola e creare una massa di ignoranti.
    che sia per caso il piano della P2? 29-08-2009 03:15 - gian 65
  • dati i metodi usati dal P2 per reclutare i suoi ministri c'e' poco da sperare! 29-08-2009 02:35 - murmillus
  • Per favore qualcuno vuol dire alla ministra Gelmini che TUTOR è una parola latina? Non è inglese! Perchè la pronuncia TIUTOR? Anche JUNIOR, SPONSOR; MEDIA, sono vocaboli latini, pertanto si leggono così come sono scritti. Glielo fa sapere una docente pluriabilitata e superprecaria, mecastor! 28-08-2009 21:09 - clelia
  • Qualcuno puo' consigliare alla Gelmini di guardare oltralpe? Il sistema scolastico tedesco, ad esempio, con corsi di laurea professionale mirati di tutto principio all'insegnamento (Lehramt), nei quali i futuri maestri e prof imparano parallelamente "cosa" e "come" insegnare... Con tutto di praticantato pagato.
    E poi tanti, tanti insegnanti: tre o quattro gia' solo alle elementari.
    E incentivi per l'aggiornamento!! Beh, s'e' per questo basterebbe guardare al nostro Trentino Alto Adige.
    Un bel tema per un dossier, magari. Lo leggerebbe mai la ministra, prima di far danno? 28-08-2009 21:05 - Lidia Sens
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