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Loris Campetti, Maso
Teresa Strada se n’è andata
Dietro un grande uomo c’è una grande donna. Capita spesso. Teresa Sarti ha vissuto la sua troppo breve vita in silenzio, lavorando senza mai risparmiarsi al fianco dei più deboli. Una vita spesa dalla parte giusta, quella delle vittime delle guerre, le popolazioni civili a cui sempre viene presentato il conto dei conflitti. Era presidente di Emergency, l’organizzazione che aveva fondato insieme a Gino Strada per costruire luoghi di accoglienza e di cura tra le macerie prodotte dall’odio e dalla follia dei potenti e dei prepotenti. Ha atteso la morte con la serenità che può avere solo chi ha vissuto come lei. Il collettivo del manifesto abbraccia Gino, i parenti e gli amici di Emergency. Per ricordarla, il giornale si impegna a rafforzare la quotidiana militanza contro la guerra, e se dovesse capitare di sentirci soli in questa battaglia, penseremo a Teresa, e agli amici di Emergency.
loris campetti
A Teresa, un brindisi.
La donna più bella, più intelligente, più simpatica che abbia conosciuto. Ad una donna straordinaria, che aveva dentro se stessa le ragioni e la storia di tutto quel che c'è stato di buono nel secolo scorso, ed è stato tanto, davvero. Mi manderebbe al diavolo, lo so. Ma non c'è nemmeno un briciolo di retorica.
...E quando l'ora della partenza fu vicina:
«Ah!» disse la volpe, «…Piangerò».
« La colpa è tua», disse il piccolo principe, «Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…».
«È vero», disse la volpe.
«Ma piangerai!», disse il piccolo principe.
«E' certo», disse la volpe.
"«Ma allora che ci guadagni?».
«Ci guadagno», disse la volpe, «il colore del grano».
Io, di mio, ci ho guadagnato il colore della vita, di quella vera, incontrandoti.
A Teresa, che dopo tanti anni di pudore, ci siamo anche dati dei baci.Maso
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Carlo, Mirella, Giovanni e Concetta 07-09-2009 14:59 - Carlo Natale
Sono come lo sfolgorio della luce del sole, come se al sole bruciassero gli occhi e battendo le palpebre mandasse raggi rossi e gialli.
Siccome ce ne sono di tanti colori, si potrebbe anche pensare
che sono gli starnuti dell'arcobaleno...
o i frammenti che si staccano quando l'arco non è completo. 02-09-2009 21:31 - wendy
Vorrei far avere a Gino Strada e a tutta la sua famiglia una poesia di Neruda, se fosse possibile, con un abbraccio fortissimo
Lucia
Cuando yo muera quiero tus manos en mis ojos:
Cuando yo muera quiero tus manos en mis ojos:
quiero la luz y el trigo de tus manos amadas
pasar una vez más sobre mí su frescura:
sentir la suavidad que cambió mi destino.
Quiero que vivas mientras yo, dormido, te espero,
quiero que tus oídos sigan oyendo el viento,
que huelas el aroma del mar que amamos juntos
y que sigas pisando la arena que pisamos.
Quiero que lo que amo siga vivo
y a ti te amé y canté sobre todas las cosas,
por eso sigue tú floreciendo, florida,
para que alcances todo lo que mi amor te ordena,
para que se pasee mi sombra por tu pelo,
para que así conozcan la razón de mi canto.
Quando morrò voglio le tue mani sui miei occhi:
voglio che la luce e il frumento delle tue mani amate
passino una volta ancora su di me la loro freschezza:
sentire la soavità che cambiò il mio destino.
Voglio che tu viva mentr' io, addormentato, t'attendo,
voglio che le tue orecchie continuino a udire il vento,
che fiuti l'aroma del mare che amammo uniti
e che continui a calpestare l'arena che calpestammo.
Voglio che ciò che amo continui a esser vivo
e te amai e cantai sopra tutte le cose,
per questo continua a fiorire, fiorita,
perchè raggiunga tutto ciò che il mio amore ti ordina,
perchè la mia ombra passeggi per la tua chioma,
perchè così conoscano la ragione del mio canto. 02-09-2009 18:07 - Lucia Azzarone
La morte non è niente.
Non conta.
Io me ne sono solo andata nella stanza accanto.
Non è successo nulla.
Tutto resta esattamente com’era.
Io sono io e tu sei tu
e la vita passata
che abbiamo vissuto così bene insieme
è immutata, intatta.
Quello che siamo stati l’uno per l’altro,
lo siamo ancora.
Chiamatemi con il mio vecchio nome.
Parlate di me con la facilità che avete sempre usato.
Non cambiate il tono della vostra voce.
Non assumete un’aria forzata di solennità o di dolore.
Ridete come abbiamo sempre riso
degli scherzi che facevamo insieme.
Sorridete, pensate a me e pregate per me.
Fate che il mio nome rimanga per sempre quella parola familiare che è stata.
Pronunciatelo senza sforzo,
senza che diventi l’ombra di un fantasma.
La vita significa tutto ciò che ha sempre significato.
È la stessa che è sempre stata.
C’è una continuità assoluta, ininterrotta.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere lontana dal vostro cuore
dal momento che non sono con voi?
Vi sto soltanto aspettando da qualche parte,
molto vicino, appena svoltato l’angolo.
Va tutto bene.
Ciao Teresa 02-09-2009 17:32 - Andrea
ciao maurizio 02-09-2009 13:15 - maurizio